Il marchese del Grillo

Film 1981 | Commedia 133 min.

Regia di Mario Monicelli. Un film Da vedere 1981 con Alberto Sordi, Caroline Berg, Andrea Bevilacqua, Flavio Bucci, Giorgio Gobbi. Cast completo Genere Commedia - Italia, Francia, 1981, durata 133 minuti. - MYmonetro 3,66 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il marchese del Grillo, degno esponente della nobiltà romana ottocentesca, è cameriere segreto di papa Pio VII, ma, per sfuggire alla noia, spesso frequenta bettole e osterie. Ha vinto 4 Nastri d'Argento, ha vinto 2 David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino,

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Consigliato assolutamente sì!
3,66/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,24
CONSIGLIATO SÌ
La più celebre maschera di Sordi irride gaudente ai privilegi e le iniquità di una società classista.
Recensione di Edoardo Becattini
Recensione di Edoardo Becattini

Agli inizi del XIX secolo, in una Roma minacciata dalle campagne napoleoniche vive il marchese Onofrio del Grillo, guardia nobile dello stato papale dall'indole goliardica e lazzarona. Le sue giornate cominciano sempre tardi al mattino, con i servi del palazzo costretti a non fare rumore fino al suo levarsi, e sono improntate all'organizzazione di scherzi e alla frequentazione di bettole, bische clandestine e di giovani popolane senza grazia. Il suo edonismo senza remore e le sue provocazioni ingiuriose nei confronti di mendicanti, papi e consanguinei, proseguono liberamente fino al giorno in cui Napoleone invade lo Stato Pontificio e i francesi entrano a Roma. L'incontro con una giovane e bellissima attrice, gli fa per la prima volta pensare di poter abbandonare Roma per Parigi.
Dopo il Medioevo de L'armata Brancaleone, il ritorno al passato pre-novecentesco e alla commedia in costume da parte di Mario Monicelli sancisce il passaggio agli anni Ottanta e il definitivo tramonto della commedia all'italiana. La risposta diretta all'autarchia artigianale di Nanni Moretti e allo scacco della nuova gioventù romana si veste degli abiti sontuosi e della costosa produzione de Il marchese del Grillo. Prendendo ispirazione da una figura storica realmente esistita nella Roma papalina, Monicelli (con Bernardino Zapponi, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e Tullio Pinelli) costruisce l'altra faccia del borghese piccolo piccolo meschino e giustiziere attraverso un nobile arrogante, perfetto interprete e precursore della decadenza romana. Colto e volgare, ruffiano e prevaricatore, crudele e generoso, Onofrio del Grillo è il trionfo delle maschere di Alberto Sordi, il parossismo di un'italianità arrogante, gaudente e sorniona. All'attore romano, il regista consacra completamente una grossa produzione costruita come un insieme di quadri senza inizio né conclusione (non a caso, il film comincia e finisce con il marchese che regge la portantina di Papa Pio VII), un'antologia di episodi che ritraggono la vita di un satiro di primo Ottocento perfettamente consapevole delle storture della società classista ("La vita è fatta a scale...", dice per giustificare le sue burle al Papa), ma troppo avvezzo al proprio potere e ai suoi privilegi per affrontare la questione senza ironia.
Fra cinismo e patetismo, crudeltà e accondiscendenza, Monicelli inscena ogni frammento come una sfida, una provocazione immorale che l'allegro marchese lancia verso tutti i personaggi che gli si muovono attorno: nobili e popolani, clericali e anticlericali, guardie e ladri. Zingarate e goliardia diventano così un mezzo di espressione "civile", più che un semplice passatempo per fuggire dalla mediocre realtà (come era invece in Amici miei), e il veicolo ideale per mettere in piazza privilegi e iniquità sociali si rivela essere ancora una volta la raffigurazione grottesca della caricatura e il linguaggio interclassista della saggezza e della comicità popolare. Sordi si carica di tutte le contraddizioni di una maschera piaciona intenta a desacralizzare ogni divisione sociale, arrivando a sdoppiarsi letteralmente nel finale in nobile marchese e in carbonaro umile e ubriacone. Animati dalla stessa lascivia e da un parlato ugualmente triviale, i due sosia sono le due anime di una medesima (im)moralità. Se una tale rappresentazione costituisca o meno un cattivo esempio (è ancora questa la nota querelle fra Monicelli e Moretti), l'unica risposta possibile è accettare le condizioni del marchese. Sì, ce lo meritiamo Alberto Sordi. Perché? Perché "io so' io e voi nun siete un cazzo!"

Sei d'accordo con Edoardo Becattini?
Una commedia in bilico tra storia e leggenda, cinismo e intelligenza.

Il marchese del Grillo, degno esponente della nobiltà romana ottocentesca, è cameriere segreto di papa Pio VII, ma, per sfuggire alla noia, spesso frequenta bettole e osterie. Una sera, proprio in uno di questi locali poco raccomandabili, il marchese incontra un umile carbonaio che gli assomiglia come una goccia d'acqua. È l'inizio di una divertente serie di equivoci.

IL MARCHESE DEL GRILLO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 23 gennaio 2011
joker 91

trama forse un po banale per questo film ma l' intento del grAnde monicelli era senza ombra di dubbio quello di disegnare quel modo di vivere di un ricco nobile davanti al povero di tutti i giorni e di come il riccho se ne infischi dei guai del mondo,monicelli crea un personaggio su misura per alberto sordi che in un ruolo cosi non deve nemmeno recitare,lui è semplicemente perfetto ed questa [...] Vai alla recensione »

domenica 1 gennaio 2017
elgatoloco

La vena dissacrante e dissacratoria, "anarchica"(ma non in senso storico-politico...)di Mario Monicelli, in questo"Il Marchese del Grillo"appare in modo chiaro e "pre-potente": film storico collocato nel 1809, quando Napoleone mette brevemente"in mora"papa PIo VII°(interpretato in modo superbo da Paolo Stoppa, che nella vita era notoriamente massone ma anche  [...] Vai alla recensione »

domenica 29 novembre 2015
APropositodiCinema

Un film la cui comicità non è mai fine a se stessa, ma, anzi, si pone sempre l'obiettivo di mandare un messaggio ben costruito attorno alle vicende paradossali che si susseguono per tutta la durata della pellicola.  La famosa frase "Ah, me dispiace. Ma io so' io e voi non siete un c***o!" risulta divertente, ma allo stesso tempo attualissima e a tratti terrificante [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 novembre 2015
Marco Petrini

Metti assieme uno dei più grandi registi italiani ed uno degli attori migliori che hanno calcato le nostre scene, mischi il tutto e non può che uscirne un capolavoro. Abituato a vedere i film ambientati sulla Roma papalina firmati da Magni, questo invece di Monicelli si pone non a fianco, ma ad un livello anche superiore, eppure Magni aveva fatto dei film bellissimi! Su Sordi, anche lui [...] Vai alla recensione »

sabato 4 dicembre 2010
Siper

Nella Roma nobiliare di fine ‘700 il maestro Mario Monicelli, inserisce la figura del Marchese Onofrio Del Grillo. Quest’ultimo appartenente ad una famiglia vicina al papato, trascorre la sua oziosa vita nel burlarsi degli altri, in particolar modo della plebe. Ma riesce a prendersi gioco anche dello stesso Papa Pio VII, scampando da una pena capitale cui era stato condannato.

sabato 22 ottobre 2011
Dandy

La sordida Roma papalina ottocentesca raccontata da Monicelli in bilico tra medioevo e modernità,all'insegna della farsa irriverente e dissacrante,incarnata dal Marchese del Grillo.Personaggio arrogante nell'orgoglio del proprio status,aspirante parigino ma disinteressato a cambiare le cose,conscio di appartenere al passato e deciso più che mai a spassarsela a spese [...] Vai alla recensione »

martedì 23 agosto 2011
teofrasto

Film capolavoro di Monicelli. A Berlino se ne resero subito conto, gli assegnarono infatti al Festival il premio per la miglior regia. Magnifico e ironico affresco sulla storia. Non è solo un film comico, Monicelli desacralizza la storia e ne mette in luce tutti gli aspetti più critici, seppure nascosti dietro la grande comicità.

lunedì 12 ottobre 2009
CAPPELLaiO MATT.O

ma come fa ad avere solo 3 stelle di media questo capolavoro della commedia italiana??? questo film va visto!!!

martedì 2 febbraio 2010
ultimoboyscout

Che ridere!! Un film geniale sotto ogni punto di vista! A mio avviso il film italiano più bello che abbia mai visto. Dalla regia, passando per un fantastico Flavio Bucci arrivando al fenomeno Sordi. Bellissimo lo scherzo delle campane di Roma che contemporaneamente suonano annunciando la morte del Papa ma storico quello di Gasperino er carbonaro.

giovedì 16 luglio 2009
paride86

Strepitosa commedia italiana con un eccezionale Alberto Sordi. I vizi e i difetti italici ci sono tutti, e a vederlo oggi questo film è più che mai attuale. Monicelli a volte la tira un po' per le lunghe ed eccede dove non dovrebbe, ma tutto sommato il film è scorrevole ed appartiene certamente alla categoria dei cult italiani, da vedere almeno una volta nella vita.

domenica 20 luglio 2014
elgatoloco

Grande, come sempre Mario Monicelli, grande Sordi, nel doppio ruolo del marchese del Grillo e del sosia, il carbonaio sempre ubriaco. In modo lieve quanto intelligente, il film scava nelle contraddizioni della storia e della vita, mettendo in luce come esse convivano(omaggio formale al Papa, sua demistificazione, critica a Illuminismo, Rivoluzione, Napoleone, dove quest'ultima non è certo [...] Vai alla recensione »

domenica 20 luglio 2014
elgatoloco

Grande, come sempre Mario Monicelli, grande Sordi, nel doppio ruolo del marchese del Grillo e del sosia, il carbonaio sempre ubriaco. In modo lieve quanto intelligente, il film scava nelle contraddizioni della storia e della vita, mettendo in luce come esse convivano(omaggio formale al Papa, sua demistificazione, critica a Illuminismo, Rivoluzione, Napoleone, dove quest'ultima non è certo [...] Vai alla recensione »

domenica 20 luglio 2014
elgatoloco

Grande, come sempre Mario Monicelli, grande Sordi, nel doppio ruolo del marchese del Grillo e del sosia, il carbonaio sempre ubriaco. In modo lieve quanto intelligente, il film scava nelle contraddizioni della storia e della vita, mettendo in luce come esse convivano(omaggio formale al Papa, sua demistificazione, critica a Illuminismo, Rivoluzione, Napoleone, dove quest'ultima non è certo [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 giugno 2014
toty bottalla

Diretto dal grande monicelli, sordi da sfogo a tutta la sua arte fatta di tecnica, talento, vocazione e altissima personalità, il film è pieno di belle cose: le locations, la fotografia, le musiche, la scenografia, sceneggiatura e soprattutto l'interpretazione istrionica, cialtronesca virtuosamente comica dell'immenso sordi, la visione è costantemente divertente e godibile [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 dicembre 2013
PANperFOCACCIA

Galleria di situazioni dove Sordì dà il meglio! Poche parole: guardatelo!

venerdì 4 settembre 2009
barnaby

Nell’Ottocento, a Roma, sotto il pontificato di Pio VII, vive Onofrio del Grillo, marchese e guardia scelta del papa, la cui principale passione e occupazione è combinare scherzi a chiunque gli capiti sotto tiro, non risparmiando nessuno. E niente lo potrà mai cambiare. Monicelli dirige questa lunga commedia in costume che sembra un Amici miei individuale, in cui il protagonista si fa beffe di tutto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 aprile 2013
daniele12

Agli inizi del XIX secolo, in una Roma minacciata dalle campagne napoleoniche vive il marchese Onofrio del Grillo, guardia nobile dello stato papale dall'indole goliardica e lazzarona. Le sue giornate cominciano sempre tardi al mattino, con i servi del palazzo costretti a non fare rumore fino al suo levarsi, e sono improntate all'organizzazione di scherzi e alla frequentazione di bettole, bische [...] Vai alla recensione »

Frasi
...ma io so io, e voi non siete un ca**o.
Una frase di Il marchese Onofrio del Grillo duca di Bracciano; il carbonaio Gasperino (Alberto Sordi)
dal film Il marchese del Grillo - a cura di giulio
winner
miglior attore non protag.
Nastri d'Argento
1982
winner
miglior scenegg.ra
Nastri d'Argento
1982
winner
miglior scenogr.
Nastri d'Argento
1982
winner
migliori costumi
Nastri d'Argento
1982
winner
miglior scenogr.
David di Donatello
1982
winner
migliori costumi
David di Donatello
1982
winner
miglior regia
Festival di Berlino
1982
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