La grande guerra

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4,60/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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 critican.d.
 pubblico * * * * -
Vittorio Gassman
Vittorio Gassman 1 Settembre 1922 Interpreta Giovanni Busacca
Alberto Sordi
Alberto Sordi 15 Giugno 1920 Interpreta Oreste Jacovacci
Bernard Blier
Bernard Blier 11 Gennaio 1916 Interpreta Il capitano Castelli
Folco Lulli
Folco Lulli 3 Luglio 1912 Interpreta Bordin
Silvana Mangano
Silvana Mangano 21 Aprile 1930 Interpreta Costantina
Nicola Arigliano
Nicola Arigliano 6 Dicembre 1923 Interpreta Giardino
   
   
   
1916: Oreste Jacovacci, romano, e Giovanni Busacca, milanese, sono due scansafatiche furbastri e vigliacchetti.
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1916: Oreste Jacovacci, romano, e Giovanni Busacca, milanese, sono due scansafatiche furbastri e vigliacchetti. Dopo aver cercato invano di imboscarsi si trovano arruolati e al fronte. Da quel momento vivono tutte le disgrazie di una guerra: il cibo pessimo, le marce forzate, il freddo, la paura, qualche piccola distrazione militare, persino un'avventura con una prostituta (la vive il "milanese" Gassman). In una cosa i due sono sempre in prima fila: nell'evitare le grane, piccole o grandi che siano. Riescono a farla franca tutte le volte, ma una notte si trovano per caso in una cascina che viene presa dai nemici. Cercano di scappare travestendosi da austriaci, vengono catturati e proprio in virtù del travestimento potrebbero essere fucilati. Il colonnello nemico promette che li salverà se riveleranno l'ubicazione di un certo ponte di barche sul Piave. I due conoscono l'informazione delicatissima e decidono, per salvarsi, di parlare. Ma il colonnello dice la frase sbagliata e provoca nei due un incredibile rigurgito di orgoglio. È Gassman il primo a reagire, con la famosa battuta, al colonnello: "... visto che parli così, mì a tì te disi propri un bel nient, faccia di merda...". E muoiono da eroi, fucilati. Film importante ed esclusivo, irresistibile per quasi tutti gli aspetti: l'interpretazione di tutti gli attori, la ricerca iconografica, la verità degli episodi e l'attendibilità storica. La sceneggiatura di Age, Scarpelli e dello stesso Monicelli presenta spesso toni comici - Gassman assomiglia molto a quello dei Soliti ignoti - e privilegia la bravura di tutti i caratteristi, anche non attori, come il pugile Tiberio Mitri e il cantante Nicola Arigliano. L'artificio, certamente commerciale, di contrapporre a una situazione divertente una drammatica, si è tradotto, alla resa dei conti, in un arricchimento, anche rispetto ai toni dei grandi film italiani della stagione del neorealismo, capolavori sì, ma spesso cupi e monocordi. Gli anni de La Grande guerra erano davvero quelli d'oro. Il nostro cinema non sarebbe mai più stato a quell'altezza.

Premi e nomination La grande guerra MYmovies
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Premi e nomination La grande guerra

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
Premio Oscar
0
1
Nastri d'Argento
2
0
David di Donatello
2
1
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Giovanni busacca...

sabato 6 giugno 2009 di mara baraldo

Che dire, UN CAPOLAVORO! Se il cinema è una forma d'arte, "La grande guerra" ne è la sua espressione piu' sublime. Un perfetto mix di buoni sentimenti, ironia, comicità, storia, eroismo; il tutto diretto con maestria e rara sensibilità. Tutti gli attori, dai protagoniti(splendidi Gassman e Sordi) alle comparse, con le loro toccanti e semplici storie, che si incontrano e si intrecciano grazie e per colpa della prima guerra mondiale, commuovono e coinvolgono lo spettatore di ieri, oggi e domani; continua »

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Fantastico!

venerdì 4 maggio 2007 di Dino

Cosa dire di questo film? Tutto è stato già scritto e sottolineato ma forse è bene ribadire come un'opera che lascia spazio alla riflessione sia comunque da preferire a film "vuoti". Vuoi la capacità del regista di trasmettere quel giusto mix di riso amaro allo spettatore, vuoi la corrispondenza dei luoghi teatro della storia con quelli del tremendo conflitto mondiale, vuoi l'interpretazione memorabile di due geni della cinematografia mondiale come Alberto Sordi e Vittorio Gassman, la Grande Guerra continua »

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I grandi del cinema italiano

martedì 4 marzo 2008 di erre

Giovanni Busacca (Vittorio Gasman) è un furbo e sfaticato ragazzotto milanese che viene chiamato alle armi dall' esercito italiano. All' aruolamento conosce (sfortunatamente) il soldato Oreste Jacovacci (Alberto Sordi), romano di origini e finto-duro di natura. Mandati al fronte insieme, i due non si sopportano a causa delle continue burle e discussioni, ma una cosa li acomuna, la loro codardia. Qusto difetto, a lungo andare, si trasforma in una fortuna che gli permette di superare molte situazioni continua »

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Film unico

venerdì 21 luglio 2006 di alb83

La commedia all'italiana all'apice. Il picco più alto di una tendenza che ha fatto scuola, di un modo di ridere della vita e della morte. Al pari de "il sorpasso" di Dino Risi il film più grandioso di quest'epoca d'oro. La guerra raccontata con sarcasmo (spesso), con obiettività (sempre), con malinconia (qualche volta)..la guerra a cui non partecipano solo gli eroi..la guerra di tutti, dei più poveri, dei più deboli e perchè no dei più vigliacchi. Oreste Jacovacci (Sordi) e Giovanni Busacca (Gassman) continua »

Il soldato Alberto Sordi agli austriaci che stanno per fucilarlo
lo non so niente! Se lo sapessi, ve lo direi! Io sono un vigliacco, lo sanno tutti!
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Il soldato Vittorio Gassman a proposito del commilitone Alberto Sordi
Ti è mica mai capitato di incontrare un piantone con la faccia di pesce, gli occhi di patata, l'aria di ladro fanegotto imboscato?
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Il soldato Vittorio Gassman a proposito del commilitone Alberto Sordi
Ti è mica mai capitato di incontrare un piantone con la faccia di pesce, gli occhi di patata, l'aria di ladro fanegotto imboscato?
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DVD | La grande guerra

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 11 febbraio 2004

Cover Dvd La grande guerra A partire da mercoledì 11 febbraio 2004 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La grande guerra di Mario Monicelli con Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Bernard Blier, Folco Lulli. Distribuito da DNC Home Entertainment, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1. Su internet La Grande Guerra è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 9,74 €
Prezzo di listino: 12,99 €
Risparmio: 3,25 €
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FOCUS | ONDA&FUORIONDA di Pino Farinotti.

Bergoglio; i film

domenica 21 settembre 2014 - Pino Farinotti

Prima Guerra Mondiale; 100 anni, Bergoglio; i film Visitando il Sacrario militare di Redipuglia, papa Bergoglio, nel centenario dell'inizio della prima guerra mondiale, ha maledetto tutte le guerre. Quel conflitto costò 16 milioni di morti e 20 di feriti e mutilati. Uno spunto per il cinema, al quale si devono racconti struggenti e reali, e molti titoli sono capolavori. Ho scelto una selezione rispetto alle potenze principali che parteciparono. Alleati (Usa, Francia, Inghilterra, Italia) contro Germania. Parto dalla nazione sconfitta, con un titolo che fa parte della storia del cinema - come tutti gli altri del resto -.

   

NEWS | La pellicola è stata restaurata sotto la supervisione di Giuseppe Rotunno.

Sarà proiettato alla pre-apertura di venezia

venerdì 3 luglio 2009 - Marlen Vazzoler

La grande guerra sarà proiettato alla pre-apertura di Venezia Quest'anno il film scelto per la pre-apertura della 66° edizione del Festival del Cinema di Venezia è il capolavoro di Mario Monicelli, La grande guerra che vinse cinquant'anni fa il Leone d'Oro ad ex-equo con Il generale della Rovere di Roberto Rossellini. Può essere così riproposto uno dei film italiani che più hanno fatto discutere. Solo l'ostinazione di Dino De Laurentiis permise di portare a termine il progetto, realizzato fra molteplici difficoltà e polemiche, ma oggi il film è considerato unanimamente uno dei vertici del nostro cinema e le interpretazioni di Alberto Sordi e Vittorio Gassman nei panni di Oreste Jacovacci e di Giovanni Busacca appartengono alla storia del costume.

di Gian Piero dell'Acqua

Nell’esercito italiano della prima guerra mondiale, due fantaccini stravaganti e paradossali, e soprattutto, pieni di paura. Durante una ritirata, si sbandano. Presi dagli austriaci, sanno lasciarci onestamente la pelle. Un cordiale film di Monicelli che nonostante le sue abituali concessioni al colore, al macchiettismo e al bozzetto comico fine a se stesso, seppe sfuggire all’oleografia tradizionale. Indiscrezioni corse sul film prima che la lavorazione fosse conclusa suscitarono una campagna di stampa che oppose i fautori della rappresentazione realistica ai custodi della retorica patriottarda. »

di Guido Aristarco Cinema Nuovo

Film “utile” possiamo definire La grande guerra. “Utilità” legata all’esigenza e al dovere civile di rimuovere quelle pietre con le quali si cerca di nascondere le pagine “proibite” della nostra storia e quindi di far conoscere anche quei “vermi” che sotto di sé tali pietre nascondono e nutrono. Monicelli, che non possiede il talento di un Rossellini (si pensi allo stesso Il generale della Rovere, Leone d’oro ex-aequo con La grande guerra alla Mostra veneziana del 1959), nell’ambito delle risorse e del tono de i soliti ignoti, e sull’esempio di Lean de Il ponte sul fiume Kwai, ha costruito un grosso film spettacolare con alcune idee dentro, volte appunto a combattere luoghi comuni e miti di una retorica dannunziana ancora ufficiale. »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

La vicenda di questo film, premiato di recente alla Mostra di Venezia con il Leone d’oro ex aequo con Il generale Della Rovere, è quasi tutta imperniata sulle gesta di due soldati paurosi che, durante la guerra 1915-18, cercano di riportare a casa la pelle in tutti i modi, ma poi, pur di non tradire, finiscono per farsi fucilare dagli austriaci. Mario Monicelli, svolgendola, si è forse lasciato andare un po’ troppo a situazioni e a battute antieroiche, ma si è riscattato con quel clima umano e dimesso, equilibrato e sereno cui è riuscito ad affidare le pagine più vive del suo racconto. »

di Giuseppe Marotta

Ed ecco La Grande guerra. Eccola anzitutto nel più recente volume della Collana Cinematografica, dedicata dall'editore Cappelli ai grandi film. Compilatore del volume in questione è Franco Calderoni, che vi riassume fra l'altro la polemica suscitata, nel gennaio del '59, dall'annunzio del film, annunzio che parlava di “eroi della sana paura”. Io fui tra quelli, rammenterete, che supplicarono De Laurentiis di non girare La grande guerra. Ciò non soltanto perché mi aveva agghiacciato l'espressione “eroi della sana paura”, ma anche perché avevo letto l'originaria trama. »

La grande guerra | Indice

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