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giovedì 25 maggio 2017

Vittorio Gassman

Data nascita: 1 Settembre 1922 (Vergine), Genova (Italia)
Data morte: 29 Giugno 2000 (77 anni), Roma (Italia)
occhiello
Simba lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le stelle. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io.
dal film Il re Leone (1994) Vittorio Gassman è Mufasa (voce nella versione italiana)
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Vittorio Gassman
Nastri d'Argento 1999
Premio miglior attore non protagonista per il film La cena di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1999
Nomination miglior attore non protagonista per il film La cena di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1990
Premio miglior attore per il film Lo zio indegno di Franco Brusati

Nastri d'Argento 1990
Nomination miglior attore per il film Lo zio indegno di Franco Brusati

David di Donatello 1987
Nomination miglior attore per il film La famiglia di Ettore Scola

David di Donatello 1987
Premio miglior attore per il film La famiglia di Ettore Scola

David di Donatello 1979
Premio miglior attore per il film Caro papà di Dino Risi

David di Donatello 1979
Nomination miglior attore per il film Caro papà di Dino Risi

David di Donatello 1975
Nomination miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

David di Donatello 1975
Premio miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

Nastri d'Argento 1975
Nomination miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

Festival di Cannes 1975
Premio miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

Nastri d'Argento 1975
Premio miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

David di Donatello 1967
Premio miglior attore per il film Il tigre di Dino Risi

David di Donatello 1967
Nomination miglior attore per il film Il tigre di Dino Risi

David di Donatello 1965
Nomination miglior attore per il film La congiuntura di Ettore Scola

David di Donatello 1965
Premio miglior attore per il film La congiuntura di Ettore Scola

David di Donatello 1963
Premio miglior attore per il film Il sorpasso di Dino Risi

Nastri d'Argento 1963
Premio miglior attore per il film Il sorpasso di Dino Risi

Nastri d'Argento 1963
Nomination miglior attore per il film Il sorpasso di Dino Risi

David di Donatello 1963
Nomination miglior attore per il film Il sorpasso di Dino Risi

David di Donatello 1960
Nomination miglior attore per il film La grande guerra di Mario Monicelli

David di Donatello 1960
Premio miglior attore per il film La grande guerra di Mario Monicelli

Nastri d'Argento 1959
Premio miglior attore per il film I soliti ignoti di Mario Monicelli

Nastri d'Argento 1959
Nomination miglior attore per il film I soliti ignoti di Mario Monicelli



Immaginare il mondo senza di me... che farete da soli?

Vittorio Gassman: dieci anni fa se ne andava il mattatore

martedì 29 giugno 2010 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Vittorio Gassman: dieci anni fa se ne andava il mattatore ROMA - È morto a 78 anni Vittorio Gassman, stamattina, nella sua casa di Roma. Il suo cuore non ha retto. Sono passati dieci anni da quando si leggeva su tutti i quotidiani della morte del mattatore. Con la scomparsa di Gassman se ne andava uno degli ultimi grandi attori della storia del cinema e del teatro italiano. Il mondo dello spettacolo era in lutto. Lui stesso una volta disse: “Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del padreterno. Non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me… che farete da soli?” Dieci anni sono passati da allora ma è come se Gassman fosse sempre stato presente attraverso la sua eredità che in occasione del decennale della sua scomparsa verrà messa a disposizione degli studiosi e degli appassionati. La Fondazione Vittorio Gassman e la famiglia dell’attore hanno deciso di rendere pubblici i materiali provenienti dall’archivio privato dell’attore. Manoscritti, copioni, lettere, interviste, appunti, fotografie e locandine che documentano la sua incredibile carriera saranno a portata di tutti presso il nuovo centro studi Casa Macchia. E mentre la Mostra del cinema di Venezia si prepara ad aprire i battenti il prossimo 1° settembre, giorno in cui l’attore avrebbe compiuto 88 anni, con il documentario di Giancarlo Scarchillli EVviva Gassman, noi celebriamo il mattatore con una selezione delle migliori battute tratte dai film di Monicelli, Risi e Scola.

Il re Leone

* * * * -
(mymonetro: 4,20)
Un film di Roger Allers, Rob Minkoff. Con Jonathan Taylor Thomas, Matthew Broderick, Michele Kalamera, Moira Kelly, James Earl Jones.
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Genere Animazione, - USA 1994. Uscita 11/11/2011.

Vittorio racconta Gassman, una vita da mattatore

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,97)
Un film di Giancarlo Scarchilli. Con Vittorio Gassman, Agostina Belli, Sergio Castellitto, Dino De Laurentiis, Giancarlo Giannini.
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Genere Documentario, Uscita 29/06/2011.

Sleepers

* * * - -
(mymonetro: 3,46)
Un film di Barry Levinson. Con Kevin Bacon, Brad Pitt, Vittorio Gassman, Dustin Hoffman, Robert De Niro.
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Genere Drammatico, - USA 1996.

La grande guerra

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,60)
Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Bernard Blier, Folco Lulli, Silvana Mangano.
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Genere Guerra, - Italia 1959.

I soliti ignoti

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,77)
Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Totò, Carla Gravina.
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Genere Commedia, - Italia 1958.
Filmografia di Vittorio Gassman »

domenica 23 aprile 2017 - Una carriera di 'grandi caratteri', l'attore napoletano è il protagonista della commedia Lasciati andare. Al cinema.

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere

Pino Farinotti cinemanews

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere Lasciati andare è il film di Francesco Amato, con Toni Servillo. L'attore napoletano -sì, è di Afragola, ma è napoletano- negli anni si è guadagnato una franchigia che è di pochi: quando arriva nella sale lo vai a vedere. Un privilegio che apparteneva a gente come Sordi, Gassman, Mastroianni e pochi altri. E a Totò naturalmente. Nell'età dell'oro del cinema italiano. E mi piace iniziare proprio con un contrappasso, di arte e di tempo, fra Totò e Servillo, un riconoscimento che li unisce al livello più alto, che per la gente di cinema è molto raro, una laurea honoris causa in "Discipline della musica e del teatro". A Totò è stata consegnata dopo che era morto da cinquant'anni e in questi giorni, scrivendo del "principe", ho cercato di indovinare le sue parole alla notizia della laurea "Ci ho messo un secolo a prenderla, sono lo studente più fuoricorso del mondo". Servillo ha sempre tenuto alla sua "napoletanità", omologandosi a un altro gigante, facendo Eduardo nelle "Voci dentro" di Eduardo. Chi ha visto la commedia al "Piccolo", faceva fatica a distinguere il vecchio dal giovane, definiamoli così. Che Servillo possa rappresentare, al livello più alto, il teatro e il cinema è un altro segnale che appartiene a pochi.
In Lasciati andare Servillo è Elia, uno psicanalista che sarebbe invece un perfetto paziente in quel senso, sdraiato a esternare, invece che seduto ad ascoltare. È un pigro radicale, di soldi, di affetti, di tutto. Vive con una moglie, e non può essere che separato in casa, alla quale concede solo... pigrizia, appunto. Quando arrivano problemi di salute e occorre fare qualcosa, Elia si vede costretto a fare esercizio fisico. E così irrompe nella sua vita Claudia, personal trainer spagnola, iperattiva e matta al punto giusto. L'opposto del dottore nel carattere e nel ruolo: lui esperto di mente e lei di corpo. E il "corpo" diventa strumento di recitazione: non è facile passare da soggetto lento e bolso a reattivo e scattante. Come quando rincorre Claudia lungo una scalinata ripida senza perdere terreno.

mercoledì 12 aprile 2017 - L'artista napoletano ha ricevuto la laurea honoris causa post mortem. Ma per quanto ha fatto, a lui si deve non un mare, ma un oceano.

L'analisi di Totò? Che stupidaggine!

Pino Farinotti cinemanews

L'analisi di Totò? Che stupidaggine! Quello che è successo lo sappiamo. Una volta morto, Totò è diventato un altro. Sociologi, specialisti, scrittori, analisti, critici ci hanno spiegato che Totò... non era Totò. Certo hanno aspettato che morisse, perché altrimenti si sarebbe arrabbiato. Tutto può essere analizzato. Puoi studiare Marx e Joyce, persino De Filippi e D'Urso. Eco studiò Mike Bongiorno. Ma Totò va visto e rivisto. Fa sorridere, ridere e fa stare meglio. E che tutto si fermi lì. Ho voluto estremizzare il concetto, nel quale comunque credo. Una volta che l'attore, uomo marionetta, mimo snodato, canzonettista, battutista a braccio, è stato rubricato verso l'alto, verso la cultura e il sociale, protagonista e vittima di una revisione che avrebbe dovuto essere nobile ma era solo superflua, allora, gli stessi "analisti" detti sopra hanno ri-corretto la revisione, cercando di riportare il genio napoletano nella sua dimensione, quella popolare, sentimentale e semplice. Potenza della semplicità. Quella utile nel quotidiano, quel deterrente rispetto ai colleghi comici contemporanei, tristi, complicati e volgari che fanno sorridere per cinque secondi, quando ci riescono, poi tutto si dimentica.

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