Diabolik

Film 2021 | Commedia,

Regia di Marco Manetti, Antonio Manetti. Un film Da vedere 2021 con Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Claudia Gerini, Vanessa Scalera. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2021, Uscita cinema giovedì 16 dicembre 2021 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica - MYmonetro 3,20 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 21 luglio 2021

Adattamento cinematografico delle avventure del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 11 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, In Italia al Box Office Diabolik ha incassato 2,8 milioni di euro .

Diabolik è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,20/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,94
PUBBLICO 2,65
CONSIGLIATO SÌ
Dopo la versione pop di Bava, un adattamento più classico che seduce di nascosto e conquista alla distanza.
Recensione di Simone Emiliani
martedì 14 dicembre 2021
Recensione di Simone Emiliani
martedì 14 dicembre 2021

Clearville, fine anni '60. Dopo aver messo a segno un altro colpo, Diabolik riesce a sfuggire alla polizia dopo un inseguimento. L'ispettore Ginko, con la sua squadra, sta facendo di tutto per prenderlo ma fino a questo momento i suoi tentativi sono andati a vuoto. Intanto in città è arrivata Eva Kant, una ricca ereditiera cha ha con sé un diamante rosa, un gioiello dal valore inestimabile. Giorgio Caron, vice-ministro della Giustizia, è perdutamente innamorato di lei ma non è ricambiato. Una sera, Diabolik si introduce nella stanza dell'hotel di Eva per rubarle il prezioso diamante, assumendo l'identità del suo cameriere personale. Appena si vedono, scatta il colpo di fulmine. Il "Re del Terrore" però poi viene catturato dall'ispettore Ginko e portato in carcere e Lady Kant farà di tutto per farlo evadere e salvarlo dalla ghigliottina.

Da Mario Bava ai Manetti Bros. La nuova versione cinematografica di Diabolik riparte proprio da lì, dalla fine degli anni '60.

Nel 1968 infatti è stato realizzato quello che fino ad oggi era stato l'unico film tratto dal celebre fumetto delle sorelle Angela e Luciana Giussani. Probabilmente non è solo una coincidenza o un omaggio. Il Diabolik prodotto da Dino De Laurentiis e firmato dal 'maestro del brivido' italiano che aveva fatto uscire fuori di testa i "Cahiers du cinéma" mentre in Italia la critica si era divisa, diventa il necessario punto di ripartenza per un omaggio devoto dove non manca nulla e che a prima vista può apparire anche freddo, mentre ha molti segreti nascosti sotto la superficie.

Liberamente ispirato al fumetto n. 3, "L'arresto di Diabolik" pubblicato il 1° marzo 1963 dove compare per la prima volta il personaggio di Eva Kant, il nuovo Diabolik dei Manetti Bros. sembra avvicinarsi a una forma di racconto più classico. In realtà si tratta di un altro intrigante viaggio nei generi da parte dei Manetti dopo l'horror (Zora la vampira, Paura 3D), il thriller (Piano 17) che incontra la fantascienza (L'arrivo di Wang) e soprattutto il musical (Song'e Napule, Ammore e malavita) in cui c'è stato un lavoro di incessante contaminazione di linguaggi, una danza tra colori e suoni che, paradossalmente, potevano essere più vicini alla versione pop di Mario Bava.

Il Diabolik 2021 invece agisce sottotraccia. C'è l'ispettore Ginko di Valerio Mastandrea che ha un'impassibilità, una malinconia e un disincanto simile a Michel Piccoli della prima versione. Ma è proprio nel rapporto tra Diabolik ed Eva Kant che i due cineasti lasciano emergere le tracce di un silenzioso ma al tempo stesso avvolgente mélo, già dal primo incontro nella stanza dell'hotel fino alla loro comunicazione in codice Morse.

L'attesa della protagonista prima di leggere la prima pagina sui giornali guarda al cinema classico statunitense, così come il dettaglio sull'orologio (dalle 21:02 alle 21:29) dove avviene uno degli episodi decisivi del film. Dietro la ricostruzione precisa delle location, la musica degli abituali collaboratori Pivio e Aldo De Scalzi che si sono ispirati a soluzioni timbriche di Bernard Herrmann combinate con le atmosfere action di Lalo Schifrin, Diabolik appare impenetrabile, mentre invece seduce di nascosto e conquista alla distanza.

Non c'è più il sole e la morte di Ammore e malavita. C'è l'azione nell'ombra in un'altra contaminazione più controllata ma in realtà ancora impazzita. Entra in campo Hitchcock con la scena nel bicchiere, il volto di Miriam Leone filmata come un'altra 'donna che visse due volte' e il mix tra giallo e commedia di Caccia al ladro. Ma anche il poliziettesco nella scena dell'inseguimento iniziale dove la Jaguar diventa un'altra protagonista.

In più, c'è il continuo gioco tra il volto e la maschera, il camuffamento dietro la voce e il viso, che richiama la magnifica ambiguità tra John Travolta e John Woo in Face/Off. Due facce di un assassino. Qui c'è Luca Marinelli da solo. Ma nel suo Diabolik potrebbero esserci cento, mille reincarnazioni. Proprio per questo il film dei Manetti va aspettato perché può crescere ancora di più nel corso dei prossimi anni. Con Gabriele Mainetti oggi sono tra i cineasti italiani che seguono consapevolmente e con estrema coerenza una nuova strada nel cinema italiano e dimostrano che si può inventare senza tradire.

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Un Diabolik non edulcorato, ma nemmeno cattivo.
Overview di Claudia Catalli

Il Diabolik cinematografico dei Manetti bros è un film d'epoca, per mantenere intatto lo spirito vintage del fumetto. Sarà ambientato a fine anni 60, con tanto di auto d'epoca e "l'immancabile Jaguar, ovviamente", tra Milano, Trieste e Bologna. Ma la vera sorpresa sarà la storia. "Per raccontare davvero Diabolik è impossibile non raccontare Eva Kant - afferta Marco Manetti - sarà coprotagonista del nostro film al 100%, vogliamo raccontare l'incontro tra Diabolik ed Eva, due anarchici in un mondo di assoggettati depressi. Il nostro sarà un film di azione sì, ma anche oscuramente romantico".

Antonio aggiunge: "Il nostro Diabolik non è un personaggio semplice, possiede tutte le sfumature del fumetto, e soprattutto è Diabolik e basta, non è edulcorato, nè trasformato in un Robin Hood buonista o al contrario un giustiziere della notte. È semplicemente quel che è e che tutti i fan del fumetto conoscono e apprezzano come tale. Un assassino che fa cose atroci, uno che pur di salvarsi lui fa morire un altro al suo posto".

Non è impresa facile scriverlo e descriverlo, insieme a Mario Gomboli che da decenni ne crea su carta le avventure (il fumetto vanta 55 anni e circa 850 episodi) e che oggi lo difende a spada tratta: "Diabolik è un pragmatico, non un cattivo: uno a cui piacciono le sfide, non ruberebbe mai dei gioielli posti su un comodino e lasciati lì semplicemente. Possiede il gusto della sfida: il bello del suo personaggio è proprio il desiderio che la sua controparte gli complichi la vita, altrimenti non si diverte".

Non è una stata una lavorazione serena, concludono Antonio e Marco Manetti: "La paura è tanta, non vogliamo deludere i fan di Diabolik, tra cui noi stessi, è il film più difficile che abbiamo mai fatto. Siamo stati attenti a non renderlo un benefattore, nè un criminale insopportabile. La magia di Diabolik sta proprio nell'essere un uomo che commette azioni terribili senza che tu lettore o spettatore passi mai dall'altra parte. Resti sempre fedelmente dalla sua perché lui appartiene al mondo della fantasia. Diabolik non esiste è simbolico, un gioco, e ci teniamo assolutamente a raccontarlo come tale. Per fortuna abbiamo dalla nostra parte Rai Cinema, con Paolo del Brocco che è un vero fan di Diabolik e ci sostiene in questa nostra ostinazione a raccontare il personaggio senza traccia di edulcorazioni".

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 20 dicembre 2021
thomas

Sgombriamo subito il campo da un equivoco: è Eva Kant la vera protagonista del film, Diabolik è la spalla. È Eva che permea della sua persona tutta la storia muovendosi sinuosa tra gli invitati delle feste a Courmayeur, respingendo algida le goffe avances del viceministro, attirando Diabolik nella sua stanza e seducendolo, salvandogli coraggiosamente la vita, gettando nel profondo del mare il proprio [...] Vai alla recensione »

mercoledì 29 dicembre 2021
Kleber

La sola cosa riuscita del film è Eva Kant, ma quando rimane in silenzio. Trama scontata e prevedibile, personaggi incongrui, recitazioni approssimative peggiorate da un suono che dire artigianale è offensivo per l'artigianato. Il bacio fra Eva e Diabolik era quasi impossibile farlo male ma ci sono riusciti. Non hanno azzeccato nemmeno l'iconica attaccatura dei capelli del genio del male.

mercoledì 25 maggio 2022
Felicity

In Diabolik gli autori hanno saputo tradurre in immagini i punti cardine dello specifico linguaggio dei fumetti: primissimi piani, sguardi e baci appassionati, inseguimenti e fughe dalla polizia che non si risolvono nei termini contemporanei, quelli dell’Action e il Thriller, ma piuttosto attraverso l’ingegno, le soluzioni, le assurde invenzioni del Re del terrore.

domenica 27 marzo 2022
Dandy

Seconda trasposizione del celebre fumetto creato nel'62 da Angela e Luciana Giussani,basato sul terzo albo della serie "L'arresto di Diabolik",che sancisce l'incontro tra l'inafferrabile criminale e la sua futura compagna Eva Kant.Ovviamente i più hanno chiamato in causa il film di Mario Bava del'68 invocando la solita lesa maestà ed erigendolo a capolavoro [...] Vai alla recensione »

martedì 28 dicembre 2021
Umberto

DIABOLIK... Venendo dalla botta emotiva ed adrenalinica di Spider-Man - No way home, dare un giudizio su qualsiasi altro film uscito in questo periodo è un'impresa ardua, vista la difficoltà di rimanere freddi e lucidi. Infatti così è stato in questo caso, nonostante avessi aspettato una decina di giorni prima di vederlo.

martedì 28 dicembre 2021
Maramaldo

E' stato iugulato, invece, un esponente importante della Tribù  dei Macho Ribaldi. Piagnisteo d'obbligo ma il  film si fa vedere se non altro per i richiami  e i ricordi che suscita. Il "Calzamaglia predatore" viene da lontano ma i Manetti, saggiamente, ce l'hanno offerto come un portato culturale genuinamente nostrano.

sabato 26 marzo 2022
Fabrizio Friuli

Un ladro misterioso e inafferrabile,  una donna ammaliante ed un inesorabile ispettore sono i tre soggetti principali di una storia composta da delitti e furti elaborati . Il primo soggetto è Diabolik ( il ladri misterioso e inafferrabile ), il secondo è Eva Kant ( una splendida donna  che ama le  "emozioni forti " ) e il terzo è l' ispettore Ginko [...] Vai alla recensione »

domenica 6 marzo 2022
JonnyLogan

A Clerville l’ispettore Ginko, capo della polizia locale, insegue da sempre Diabolik, ladro abile ad assumere le fattezze delle proprie vittime e che non si ferma davanti a nulla pur di portare a segno i propri colpi. Nel mentre la ricca ereditiera Eva Kant viene corteggiata dal viceministro di giustizia, George Caron. Il primo cine comic di casa nostra, per tacere degli eroi neri con la ‘K&r [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Emilio Concettoni

Dopo l'unica finora versione cinematografica di Diabolik, i Manetti ripropongono la loro versione del fumetto cult degli anni '60 e lo fanno con un approccio da esperti di quello che potremmo quasi definire un genere letterario, finendo per produrre un film inevitabilmente lungo (più di 2 ore), vista la loro aderenza all' albo originale, e ne viene fuori un prodotto esteticamente e musicalmente piacevole. [...] Vai alla recensione »

domenica 2 gennaio 2022
Flaw54

Film costruito come un fumetto con personaggi che sembrano usciti dalla penna delle sorelle Giussani. Lento e discorsivo, ma secondo me accattivante, dominato dalla presenza fisica e interpretativa di una Miriam Leone che è la vera protagonista del film. Debole la figura di Diabolik alla quale Marinelli non riesce a dare quel carisma che dominava nel fumetto.

lunedì 27 dicembre 2021
Jack Beauregard

Devo dire che non mi è dispiaciuto. Non sono mai stato un fan del fumetto, ma credo che il film possa piacere un po' a tutti, tenendo però ben presente la sua origine disegnata. C'è da dire che il titolo più giusto per il film dovrebbe essere Eva Kant. È lei la vera protagonista di questa pellicola, Diabolik è solo un comprimario.

domenica 19 dicembre 2021
FrankMoovie

 I Manetti Brothers sono ormai un marchio di garanzia: i loro film segnano sempre un punto di ripartenza del cinema italiano. Questo "Diabolik" è un bel film e lo poteva essere ancora di più. I ritmi italiani dei thriller, sia in TV che al cinema, sono lenti e inizialmente si ha la sensazione che il grande personaggio dei fumetti non sarà rappresentato come ce lo [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 dicembre 2021
Great Steven

DIABOLIK (IT, 2021) diretto dai MANETTI BROS. Interpretato da LUCA MARINELLI, MIRIAM LEONE, VALERIO MASTANDREA, ALESSANDRO ROJA, SERENA ROSSI, ROBERTO CITRAN, VANESSA SCALERA, PIER GIORGIO BELLOCCHIO, STEFANO PESCE, MASSIMO TRIGGIANI, DANIELA PIPERNO, ANTONINO IUORIO, DAVIDE DEVENUTO, CLAUDIA GERINI ●Clerville, fine anni ’60: Diabolik, ladro tanto spietato quanto inafferrabile, scorrazza [...] Vai alla recensione »

domenica 26 dicembre 2021
LucVon

Da fan del fumetto e da conoscitore anche dei primi fumetti del Re del Terrore, sono andato con molta curiosità a vedere questo film. E purtroppo cari Manetti, non ci siamo. Il film è un adattamento praticamente inquadratura per inquadratura di 2 albi di Diabolik molto famosi, il primo racconto del primo incontro tra Diabolik e Eva Kant, il secondo introduce il grande colpo al centro [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 dicembre 2021
ambiguo pilota

Premetto di essere ignorante come critico, premetto anche di non essere un amante dei fumetti di Diabolik e di essere andato al cinema senza troppe aspettative, ma la trasposizione cinematografica mi ha convinto ancora meno di quello che pensavo. Marinelli soprattutto mi pare non abbia fisicamente proprio niente a che fare con il personaggio originale delle sorelle Giussani e con quella attaccatura [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 dicembre 2021
maria luisa

Questo film ha deluso come non mai, gli appassionati di questo storico fumetto che da 60 anni è amato da un pubblico affascinato dal disegno e dalla narrazione. Scelta del cast assolutamente errata, malgrado sia denso di attori di comprovata capacità, ma che non erano a fuoco e mai avrebbero potuto esserlo. La sceneggiatura scadente e scarna, la narrazione minima, i dialoghi imbarazzanti [...] Vai alla recensione »

domenica 19 dicembre 2021
Dana Scully

Recitazione imbarazzante da parte di tutti, va bene che parliamo di un fumetto però... Noioso. Marinelli inespressivo, lui che è uno degli attori migliori in circolazione. Leone che vabbè, fa la strafiga e finisce lì. Mastandrea anche lui, dio bono, un'espressione che una non riesce a tirarla fuori. Che delusione.

domenica 19 dicembre 2021
Stefano Musacchio

Se esistessero stellette negative, ne meriterebbe meno cinque. Il livello della recitazione è cosi basso che definirlo dilettantesco sarebbe un'offesa nei confronti dei dilettanti che, seppur non dotati di talento, almeno ci mettono impegno. Qui non c'è nemmeno quello. La sceneggiatura oscilla fra il noioso e il ridicolo. La colonna sonora è costituita da canzoncine infantili.

mercoledì 25 maggio 2022
paolorol

Vergogna su tutta la linea ! Filmetto povero da reddito di cittadinanza, imbarazzante, patetico e squallido. Si salvano soltanto pochissime inquadrature della bellissima Miriam Leone, quelle poche in cui sta zitta. Potrebbe diventare un'icona trash ma non ha le carte  in regola neppure per conquistarsi questa poco ambita palma. Insopportabilmente lento e noioso, affetto da una recitazione [...] Vai alla recensione »

domenica 19 dicembre 2021
mercurius

C'è di fondo un problema di stile. E' un film che si vorrebbe d'avventura scritto in un linguaggio da fiction di casa nostra. La dimensione mitica del personaggio perde il proprio fascino in una realtà umana troppo provinciale, per esempio con personaggi dagli accenti regionali del tutto gratuiti.  Che vanno bene se vuoi fare Lo chiamavano Jeeg Robot, ma, appunto, allora [...] Vai alla recensione »

domenica 19 dicembre 2021
alesimoni

Prodotto tecnicamente ineccepibile, ambientazioni,scenografie e costumi fatti benissimo. In generale però Diabolik non è né seducente né attraente come ci si aspetta da ogni eroe dei fumetti. Il personaggio forse non è scritto benissimo, ma la recitazione di Marinelli è veramente "cacatonica" come ha detto qualche critico. Sicuramente la sua peggiore interpretazione a mia memoria.

lunedì 9 maggio 2022
Adele

Film decisamente noioso..lento e senza spina dorsale...hanno rovinato un mito..Da dove sbuca poi la moglie? Anche traditrice tra l altro... Ripeto hanno rovinato un mito come Diabolik..non c era azione...suspance...nulla... DELUDENTE TOTALMENTE...

domenica 5 giugno 2022
Cicciolina

La storia fumettistica offriva un'opportunità di creare un capolavoro tuttavia il risultato si è rivelato oltremodo deludente. La storia scorre lenta e il film farebbe bene a cambiar titolo in Eva Kant in quanto, ad esclusione della scena iniziale, il personaggio di Diabolik è relegato ad un ruolo secondario, ridotto a spalla di chi si rivelerà la vera protagonista del [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 maggio 2022
no_data

Ho letto tanti fumetti di Diabolik da ragazzina, curiosissima di vedere il film. Solita boiata all'italiana, versione casereccia di una situazione internazionale. I 2 interpreti fanno a gara per aggiudicarsi la palma del peggiore. Lui, visto di profilo, con quel naso, è ridicolo, quale Diabolik? Almeno fosse un attore decente. L'accento da Italia centrale fa accapponare la pelle. Vai alla recensione »

sabato 7 maggio 2022
Klaatu

Dopo aver atteso per anni la realizzazione di un film adeguato ad un personaggio cosi' centrale nella mitologia del fumetto italiano come Diabolik, le aspettative erano forse piu' alte del consentito. Di conseguenza la mediocrita' del prodotto mi ha decisamente spiazzato. Sceneggiatura, regia, fotografia, scenografia e casting, esprimono il livello piu' basso che ci si possa aspettare [...] Vai alla recensione »

sabato 7 maggio 2022
Frost

Avere a disposizione un ottimo soggetto e non sapere cosa farne. Questo, in sintesi, è il nuovo Diabolik dei Manetti Bros. Tra i protagonisti dei fumetti italiani, Diabolik è uno dei più misteriosi, di cui si conosce poco il passato. Era quindi un soggetto ideale sul quale lavorare e farne così un personaggio memorabile, degno del fumetto.

lunedì 28 marzo 2022
omaruccio89

In questo film le cose piú riuscite sono la grafica, l'ambientazione, lo stile anni 60 ed i due attori in contrasto: Marinelli come Diabolik (scaltro e glaciale) contro Mastrandrea come Ginko (carismatico quanto strategico). Per quanti molti abbiano potuto apprezzare Miriam Leone, se ne conferma ció che abbiamo gia visto svariate volte: ahimè non ha talento, ne carisma. Vai alla recensione »

mercoledì 22 dicembre 2021
no_data

Purtroppo molto lento, succede poco

domenica 19 dicembre 2021
stellab

Un film terribilmente lento, dove succede poco o nulla, bella la ricostruzione ma lo storia non c'è. Peccato.

domenica 15 maggio 2022
maxtroi

Per chi come me assiduo lettore in epoca giovanile del fumetto di Diabolik, ed amante dei film della Marvel sui supereroi, il fatto di (ri)vedere un film sul personaggio delle sorelle Giussani é stato accolto con grande entusiasmo.Già all’inizio della visione, appena Diabolik si leva la maschera per la prima volta, i dubbi mi hanno iniziato a prendere poiché le caratteristiche [...] Vai alla recensione »

domenica 8 maggio 2022
Virano Grazia

Diabolik "un mito" , non e' stato valorizzato. L attore non è riuscito a rappresentarlo nel fascino, nella classe e nel dinamismoEva Kant "la dea". L attrice troppo fredda e meccanica, manca la passione e il coinvolgimento.Un film deludente, interpretazioni poco incisive

lunedì 28 marzo 2022
Lizzy

E' vero: qua non siamo di fronte ad un film vero e proprio, ma più una cosa tipo "Supergulp", dove molti fumetti venivano, in qualche modo (anche in brutti modi, tipo Alan Ford e il Gruppo TNT: inguardabili quei cartoni!) animati. Le scene rasentano la perfezione e anche Ghenf risulta credibilissima vedendola. Quel che non sono credibili sono invece i personaggi.

sabato 26 marzo 2022
Rokanan

Se vediamo Diabolik come film tratto dal fumetto delle sorelle Giussani, il giudizio è assolutamente negativo. Recitazione da incubo, scene di una dinamicità da bradipo, addirittura le auto lanciate all'inseguimento sembrano di una lentezza esasperante.Si salva solo la fotografia e la figura di una Eva Kant uguale all'immaginario collettivo ( anche l'attrice che impersona [...] Vai alla recensione »

martedì 21 dicembre 2021
massa11

Come ho letto già in altri commenti purtroppo non è possibile dare voti inferiori all'1. Francamente il voto che lo descrive meglio è -5. Penso che se dei ragazzini si fossero messi un pomeriggio a registrare dei video col cellulare sarebbe venuto fuori qualcosa di meglio. Salvo unicamente le atmosfere e i paesaggi, non certo merito dello staff.

sabato 18 dicembre 2021
no_data

personaggi non credibili, un film senza spessore, tra i commenti che ho letto mi trovo assolutamente concorde con "buona la prima"

sabato 18 dicembre 2021
Katia Sandri

Belle le strade e la ricostruzione storica, lenti i dialoghi, imbarazzante la recitazione, immagino voluta, di diabolik che risulta uguale a quella di Data l'androide di Star Trek, ma Data ha un migliore senso dell'umorismo. Diabolik è descritto come un maniaco psicopatico, con una moglie soggiogata, vittima di violenza psicogica, che tuttavia lo smaschera, chiama la polizia e riesce a non farsi uccidere, [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 giugno 2022
paolorol

Non c'è altra spiegazione: circolano due versioni del film, una meravigliosa e una schifosa. Evidentemente io ho visto la seconda... Oppure lei è "manovrato" ?Tertium non datur.

giovedì 5 maggio 2022
no_data

La vera trionfatrice è Miriam Leone, che interpreta così bene Eva Kant da ridurre Diabolik quasi a una spalla. Film benissimo diretto, sempre controllato e che non indulge alle atmosfere attuali del cinema italiano (e non solo). Quindi niente scene di sesso e, miracolo, niente parolacce per tuttp il film , cosa che non accadeva dai tempi di Via col Vento.

giovedì 5 maggio 2022
Gian Luca

Capisco la lettura pedissequa del fumetto, anche le inquadrature, i PPP sul dettaglio degli occhi tipico del fumetto, con gli occhi illuminati alla Sergei Eisenstein. Insomma niente di nuovo sotto il sole; cannata di brutto l'interpretazione di Diabolik ed anche Eva Kant che si salva per la sua bellezza. Tempi, dinamica della ripresa, montaggio anni '60 chiaramente voluto ma che non funziona [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 maggio 2022
Stefano

Sono un fan dagli anni 60/70 di questo fantastico fumetto e la versione del film dei Manetti non mi è dispiaciuta scorre piacevole ed i personaggi sono ben interpretati Eva Ginko il viceministro mi sono piaciuti purtroppo il personaggio principale Diabolik mi ha lasciato perplesso, il fisico è tozzo mentre il quello del fumetto è slanciato ed atletico, gli occhi azzurri mentre [...] Vai alla recensione »

sabato 2 aprile 2022
antoniot

Oltre a Eva .. Ginco, poi il vuoto, comunque recitazioni da scuole elementari.. sembra che stavano leggendo, senza emozioni, ma.... peccato

sabato 26 marzo 2022
Peter Angel

Ci avevano viziato con capolavori assoluti come «Ammore e malavita» ed ecco invece un low-cost di taglio televisivo dalla fotografia dilettantesca (camera a mano, sovraesposizioni, fuoco stocastico) recitato da chi non è in grado di farlo, con l’aggravante dell’audio in presa diretta che rivela assenza di dizione e non voluti mix dialettali. Lento e senza ritmo, con eccesso di inutili dialoghi, non [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 dicembre 2021
Elena

Piace a chi ama il genere.  Miriam Leone molto brava nel ruolo di Eva Kant! aAnche il Ginko di Mastrandrea, bravo. Il gelido Marinelli nei panni di Diabolik, gelido, glaciale!! A noi è piaciuto molto girato a Bologna.

lunedì 20 dicembre 2021
maracaibo

le intenzioni c'erano tutte...  la fotografia è da sceneggiato televisivo svilisce qualsiasi ricostruzione degli anni 60 e ristituisce una falsa realtà in cui tutto sembra artificioso. Marinelli ha l'occhio assassino ma non basta!  Diabolik è un magnifico uomo e non puoi rappesentarlo come un ominicchio. Al contrario Miriam Leone è la più perfetta [...] Vai alla recensione »

domenica 19 dicembre 2021
melania

I Manetti si compiaccionoin in un noir  dove le aspettative per gli amanti di Diabolik vengono deluse. Marinelli decisamente fuori parte e mastandrea sottotono. Il film scorre lento e dopoi primi 10 minuti ci si comincia ad annoiare

sabato 18 dicembre 2021
thomas

Sgombriamo subito il campo da un equivoco: la vera protagonista del film è Eva Kant, non D

venerdì 17 dicembre 2021
athos

Miriam Leone superstar in Diabolik. Bella e brava, da senso al film. Per il resto Marinelli mi sembrava fuori ruolo mentre Mastrandea dava un senso di humour sottostante, il tutto per rimanere coerenti con il fumetto. E' difficile trovare bei film negli ultimi tempi, comunque Diabolik rimane una buona pellicola anche se dopo dieci minuti dall'uscita ci si dimentica di averlo visto.

venerdì 17 dicembre 2021
TMuz12

    Era uno dei film che più attendevo quest'anno e nonostante la pessima campagna marketing e le disastrose recensioni sono entrato in sala con la speranza di vedere un buon film. Partiamo dagli aspetti decisamente positivi, i costumi sono fantastici, le scenografie perfette e la fotografia è ottima, tutto il resto purtroppo traballa un po'.

venerdì 3 aprile 2020
IESO MAURIZIO

Ci sarà l'attuale tecnologia ad aiutare il nostro Diabolik?Ci saranno anche flash in bianco e nero?

giovedì 23 giugno 2022
Michela Sopracordevole

Pessimo! Diabolik non c'entra nulla col personaggio dei fumetti, è totalmente diverso. Fisicamente è scarso, lo sguardo è da pesce congelato, il trucco fa schifo. Eva ci azzecca solo fisicamente. Ginko è troppo vecchio. La recitazione è inascoltabile per tutti i attori. Diabolik non ha mai avuto una moglie, qui ce l'ha e lo tradisce pure.

FOCUS
FOCUS
venerdì 1 aprile 2022
Ilaria Ravarino

Di Diabolik ce n’è uno, ed è il personaggio creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, nato ufficialmente nel novembre del 1962 e battezzato dalla casa editrice milanese Astorina. Volto alla Robert Taylor, “divisa” nera, occhi di ghiaccio, Diabolik è stato il protagonista di oltre 900 numeri di albi a fumetti per un totale di circa 150 milioni di copie vendute in 60 anni. Anche al cinema Diabolik è rimasto fedele a se stesso: nella versione del 1968 di Mario Bava come in quella, più moderna, del Diabolik con Luca Marinelli dei fratelli Marco e Antonio Manetti, primo di una trilogia dedicata allo spietato genio del crimine.

Eppure dietro al nome di Diabolik si nascondono, come in un gioco di scatole cinesi, almeno tre misteri.

Il primo letterario. Il secondo reale. Il terzo cinematografico. E in tutti e tre i casi c’è di mezzo un omicidio.

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DIABOLIC, L’ASSASSINO VENDICATIVO
Si faceva chiamare Bob Jkanth, Eta William o Bill Skyline, ma il nome con cui è diventato famoso è il suo: Italo Fasan, giallista e giornalista di nera, autore di romanzi e narrativa breve negli anni Cinquanta, sceneggiatore negli anni Sessanta e scrittore del primo romanzo in cui compare il nome di Diabolik. Anzi: Diabolic, come si firma l’assassino seriale protagonista del suo giallo "Uccidevano di Notte". Pubblicato il primo aprile del 1957 dalla casa editrice romana Boselli, e uscito al prezzo di 150 lire nella collana “Gialli della Metropoli”, il libro – oggi praticamente introvabile - racconta la storia di un capitano della polizia di New-York, più deduttivo che attivo, più incline al divano che alla strada, impegnato nella cattura di un serial killer apparentemente introvabile.

Un uomo sfuggente, che ama sfidare la polizia annunciando i propri delitti per mezzo di lettere, firmate appunto “Diabolic”, con cui semina indizi che dovrebbero portare alla sua cattura. Quando finalmente ai suoi polsi scattano le manette, la sua identità stupisce e desta scandalo: Diabolic è un famoso attore della tv, che, dopo aver ricevuto la diagnosi di un tumore, decide di impiegare l’anno di vita che gli rimane per uccidere tutte le persone che odia.

Fu un successo? In un certo senso il libro di Fasan lasciò il segno. Tanto che l’anno successivo fu ripubblicato, con un titolo leggermente diverso (Diabolic: uccidevano di notte) e una nuova introduzione, intitolata “L’assassino non ha letto l’ultimo capitolo”. Nel frattempo, in effetti, era successo qualcosa. Diabolic era tornato a colpire. Ma stavolta per davvero.

DIABOLICH, IL COLD CASE
Un serial killer come quello del libro di Fasan, si disse subito, nel 1958, quando scoppiò il caso dello Zodiac di Torino: un assassino efferato che non solo aveva ucciso un ragazzo di 27 anni con diciotto coltellate, ma poi si era dileguato nell’ombra, divertendosi a inviare alla polizia del capoluogo piemontese una serie di messaggi criptici da decifrare per trovare la soluzioni del caso. Solo che, a differenza dell’originale, Diabolich – questo il nome con cui si firmava l’assassino – non sarà mai arrestato.

La vittima, un operaio foggiano emigrato al Nord per lavorare in Fiat, era stata ritrovata nel retrobottega di un calzolaio, in via Fontanesi 20, da un dirigente dell’azienda insospettito dalla sua assenza. Accanto al corpo un biglietto, il primo di una lunga serie («Troverete l’assino»: errore casuale o voluto? Non si scoprirà mai), che portò finalmente al fermo di un uomo, un ex compagno d’armi della vittima, arrestato e ritenuto per quattro mesi  il colpevole dell’omicidio.

A scagionarlo fu lo stesso Diabolich, che continuò a scrivere lettere alla polizia fino al 16 marzo del 1959, quando firmò l’ultimo messaggio: «Il mio delitto – scrisse - non è un gioco da ripetersi». Poi più nulla. Il caso non sarebbe mai stato risolto. Ma le sorelle Giussani lessero tutta la storia, e al momento di battezzare il loro criminale non ebbero dubbi: si sarebbe chiamato Diabolik.

DIABOLICUS, ASSASSINO PER RIDERE
Ma poco prima che il Diabolik delle Giussani vedesse la luce, fu il cinema a dare vita all’ultima incarnazione dell’assassino in nero, stavolta in parodia: nei primi mesi del 1962 uscì una commedia in cui un assassino in calzamaglia, con cappuccio nero e pugnale, compiva una serie di delitti colpendo gli eredi di una famiglia nobiliare. L’intento era fare il verso al film Sangue blu di Robert Hamer, con Alec Guinness, ma dopo il libro di Fasan, e il delitto di Torino, il regista Steno non ebbe dubbi: il film, parodia del genere poliziesco, si sarebbe chiamato Totò Diabolicus. E per la prima, e ultima volta, il mondo avrebbe riso di Diabolik.

FOCUS
martedì 29 marzo 2022
Giorgio Crico

Siamo negli anni 60, a Clerville, immaginaria città europea. Da qualche tempo, la popolazione locale vive nel più assoluto terrore riguardo a un misterioso e spietato ladro di cui non si sa quasi nulla, a eccezione del soprannome “Diabolik” (il film dei Manetti Bros. sarà disponibile dal 31 marzo su CHILI; è già possibile pre-ordinarlo) e del fatto che non si fa alcuno scrupolo a lasciare dietro di sé una scia di cadaveri, quando realizza uno dei suoi spettacolari furti. Abilissimo a dileguarsi dopo le sue rapine almeno quanto lo è a materializzarsi apparentemente dal nulla subito prima di compierle, nessuno sa che l’arma segreta di Diabolik è un’ineguagliabile arte del trasformismo. Perfettamente in grado di imitare e impersonare chiunque, il criminale dispone anche di una tecnologia avanzatissima per creare delle maschere perfette con cui celare la propria identità. Nonostante non sia da molto che il ladro opera, sulle sue tracce c’è l’ispettore di polizia Ginko, che fin dall’inizio sta cercando di ricostruire uno schema affidabile che lo aiuti a prevedere la prossima mossa dell’inafferrabile delinquente, in maniera tale da poterlo finalmente acciuffare.

Quel che Ginko non immagina nemmeno è che Diabolik gironzoli tranquillamente per la città a piede libero sotto le mentite spoglie di Walter Dorian, un benestante signore che vive in una lussuosa villa di periferia insieme con la fidanzata, Elisabeth Gay. Il ladro si è costruito un’identità fittizia con cui ha ingannato persino la stessa Elisabeth, la quale non ha idea di chi sia veramente il suo amato e, anzi, crede che le sue frequenti e prolungate assenze siano causate da continui viaggi d’affari. La realtà è radicalmente diversa, naturalmente. Il buon “Walter” mette a segno colpi su colpi e pianifica di prendersi anche il Diamante rosa, pietra di valore inestimabile posseduta dalla bellissima Eva Kant, una ricca ed elegante lady arrivata da poco a Clerville e alloggiata nel migliore albergo della città. Ma quando Diabolik riesce a insinuarsi nell’hotel, le cose non vanno proprio come ha previsto…
 

Quando abbiamo vinto il David di Donatello abbiamo pensato di provare a proporre il nostro Diabolik… Abbiamo scritto due paginette al volo per Mario Gomboli, l’erede delle sorelle Giussani, gliele abbiamo mandate e lui ci ha risposto: ‘Sono sessant’anni che aspetto esattamente queste due pagine’. Per noi è stata una vera emozione.

I Manetti Bros, registi del film, hanno realizzato Diabolik con un obiettivo molto chiaro: restituire su schermo l’atmosfera dei fumetti originali realizzando una trasposizione che fosse il più fedele possibile allo spirito del Diabolik cartaceo in generale e di quello dei primissimi tempi in particolare. Da qui, la scelta di ambientare il racconto negli anni '60, culla del successo folgorante del personaggio nonché elemento fondante dell’immaginario che Diabolik porta con sé tuttora. I Manetti hanno poi deciso di utilizzare gli anni del beat anche come riferimento nel senso puramente cinematografico del termine: il film cerca infatti di citare – riattualizzandolo, è ovvio – anche il modo di girare dell’epoca, conservando tocchi manieristici tipici della regia di una volta così come una certa enfasi interpretativa in diversi attori. Una scelta di stile inconsueta, ancora una volta funzionale al cercare di riproporre lo spirito originale di Diabolik e delle sue avventure nel modo più sincero e autentico possibile, cercando di preservarne il più possibile anche l’italianità, altro obiettivo dichiarato dei registi. Il cast è di assoluto richiamo. Nel ruolo del protagonista, abbiamo l’eclettico Luca Marinelli mentre è Valerio Mastandrea a interpretare Ginko. Nei panni di Eva Kant c’è invece Miriam Leone, forse uno dei casting più azzeccati nella storia dei blockbuster nostrani, se parliamo di physique du role. Completano un parco attori veramente eccellente due attrici che da anni hanno un’ottima intesa professionale coi Manetti come Serena Rossi e Claudia Gerini, senza dimenticare altri volti noti quali: Vanessa Scalera, Alessandro Roja e Roberto Citran.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 3 gennaio 2022
Luca Baroncini
Gli Spietati

È filologico l'approccio dei fratelli Manetti al ladro mascherato, fascinoso, spietato e amorale, creato nel 1962 dalle sorelle Giussani. Quello che imbastiscono - traendo ispirazione principalmente da "L'arresto di Diabolik" (il terzo albo della prima serie) e dal suo omonimo rifacimento pubblicato nel 2012 nella collana parallela "Il grande Diabolik" - è un mondo di completa fantasia che più che [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 dicembre 2021
Nicolò Barretta
La Voce di Mantova

Siamo nella fittizia Clerville, alla fine degli anni '60. Lo spietato Diabolik imperversa con i suoi machiavellici colpi ad orologeria. Quando sulla sua strada incontrerà la seducente Eva Kant, troverà in lei una valida alleata. A dar loro la caccia ci penserà però l' indomabile ispettore Ginko. Adattamento del celebre fumetto delle sorelle Angela e Luciana Giussani, "Diabolik" è il tentativo, da parte [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 dicembre 2021
Francesco Ruzzier
Cineforum

Quello dei Manetti Bros. non è un film su Diabolik o un film con Diabolik ma è, molto semplicemente, il film Diabolik. Ed è su questo dettaglio apparentemente scontato, ma a conti fatti assolutamente cruciale, che poggia l'intera operazione. Diabolik è un film che recupera e rende tangibili quell'estetica minimalista anni '60, quel tipo di linguaggio, di stilemi e di dialoghi che il fumetto creato [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 dicembre 2021
Fulvia Caprara
La Stampa

Per chi ama il brivido all' italiana formato Anni '60, per chi apprezza le riletture fedeli senza colpi di testa, per chi ha un debole per Miriam Leone, che sembra nata per interpretare Eva Kant. La scommessa dei fratelli Manetti, (ri)portare al cinema Diabolik, l' eroe nero ideato dalle sorelle Giussani, punta tutto sulla ricostruzione del clima degli Albi, sulla scelta di location perfette, sui costumi, [...] Vai alla recensione »

martedì 21 dicembre 2021
Roberto Silvestri
Film TV

Rapinatore solitario, scientifico e imprendibile, assassino solo se necessario, Diabolik (Luca Marinelli), il mostro dei mostri, rischia la ghigliottina perché l'ingenua moglie Elisabeth (Serena Rossi) ha scoperto, nella cantina della loro villa, un laboratorio dove il consorte si trasforma, come Noschese, in chiunque. Il commissario Ginko (Valerio Mastandrea), astuto e integerrimo, però, se lo lascia [...] Vai alla recensione »

martedì 21 dicembre 2021
Grazia Paganelli
Duels.it

Un melodramma che sfiora il noir. Il Diabolik dei fratelli Manetti colpisce proprio per l'adesione al fumetto e per la serietà con cui l'antieroe italiano degli ultimi sessant'anni viene messo in scena e trasposto sullo schermo. Non c'è spazio per rivisitazioni, interpretazioni, punti di vista: Diabolik è qui ritratto con lo stesso algido cotè di mistero con cui era stato pensato dalle sorelle Giussani [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 dicembre 2021
Gianni Canova
We Love Cinema

C'è una sfida impegnativa e ambiziosa - mi pare - al fondo dell'attesissimo Diabolik dei Manetti Bros: trasformare il bad hero creato all'inizio degli anni Sessanta, in pieno boom economico, dalle sorelle Giussani in una creatura cinematografica pur conservandone la natura fumettistica. Detto in altri termini: riuscire a conciliare sullo schermo la dinamicità del cinema con la staticità delle vignette [...] Vai alla recensione »

sabato 18 dicembre 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Bisogna mettersi d' accordo sulla premessa: fare un film da "Diabo - lik", inventato nel 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. Due ragazze degli anni 20 per il più popolare fumetto italiano - genere considerato più basso dei romanzi da treno, letti dai viaggiatori sulle lunghe distanze. Racconta tutto una mostra alla Mole Antonelliana di Torino ( curata da Luca Beatrice e Luigi Mascheroni). [...] Vai alla recensione »

sabato 18 dicembre 2021
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Il "Diabolik" dei Manetti Bros. cucina lentamente. Bisogna saperlo aspettare nella sua anacronistica bidimensionalità e in quell'aderenza d'antan al cinema degli anni '60. E, soprattutto, alle pagine del fumetto iconico delle sorelle Giussani portato sullo schermo solo una volta da Mario Bava nel 1968. La coppia di registi opera una scelta precisa: nessuna versione 2.

venerdì 17 dicembre 2021
Valerio Caprara
Il Mattino

Lo spietato ladro mascherato sfida l' assalto degli sbirri e la sua tuta color pece sfrecciante sul bolide Jaguar ton-sur-ton incombono sull' immaginaria metropoli Clerville, che evoca un' architettura modernista e funzionale però senza precise memoria e identità geografiche ancorché a noi piaccia proprio il mix di atmosfere desuete e il riflesso ironico e allusivo di reali strade, piazze, alberghi, [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 dicembre 2021
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Si capisce presto come ai fratelli Manetti interessi soprattutto il risvolto mélo, l'audacia seduttrice di Eva (l'affascinante Miriam Leone), qui riassunta in riverberi quasi hitchcockiani, che sembra quasi conquistare del tutto la scena, più che quella delinquenziale di Diabolik (un Luca Marinelli fortunatamente controllato), che fa sfoggio di abilità e personalità cangianti.

giovedì 16 dicembre 2021
Francesca Filiasi
Cult Week

Mi ricordo che quando da bambina leggevo Diabolik, lo facevo con il cuore in gola e quasi di nascosto, un po' per l'avventura in sé stessa, un po' perché a quei tempi di ingenua pruderie il fumetto di Diabolik aveva un fascino vagamente sessuale, come se in quelle pagine ci fosse un mondo inconfessato e misterioso, fatto di donne bellissime, spesso chissà perché in accappatoio, pronte a fare qualsiasi [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 dicembre 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

Clearville, fine anni '60. Dopo aver messo a segno un altro colpo, Diabolik riesce a sfuggire all'inseguimento della polizia guidata dall'ispettore Ginko. Intanto in città è arrivata una giovane, bellissima e ricca ereditiera, Eva Kant, che reca con sé un prezioso diamante rosa. Corteggiata da Giorgio Caron, vice-ministro della Giustizia, un giorno Eva incontra Diabolik e la vita di entrambi non sarà [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 dicembre 2021
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Cattivissimo sguardo ipnotico, Marinelli sfida un mito in tuta da palombaro (anche perché la regia lo ingessa...), Leone è Eva in cerca di posizioni del fumetto delle Giussani e Mastandrea è Ginko che gli vien da ridere. Nel Diabolik dei Manetti Bros., il far cinema di oggi retrocede di 50 anni all' action criminal e poliziottesca, dialoghi inamidati, perfino il montaggio ricalcolato nel vintage.

giovedì 16 dicembre 2021
Emiliano Morreale
La Repubblica

Un gioco finissimo, forse perfino spiazzante per il pubblico: piacerà agli spettatori più ingenui e a quelli più sofisticati. Il lavoro che i Manetti fanno sul fumetto delle sorelle Giussani è filologico: location, arredi, musiche sono impeccabili, ma non esibiti per strizzare l'occhio. Anzi, era molto più pop la versione cinematografica di Mario Bava del '68.

giovedì 16 dicembre 2021
Fulvia Caprara
La Stampa

Compagna, in questo caso, è un termine riduttivo. Così come lo sarebbe complice e anche luogotenente. Nel Diabolik dei fratelli Manetti, Eva Kant è la donna del destino, cambia le carte in tavola e imprime nuove svolte all'avventura. Merito di Miriam Leone che indossa il guardaroba dell'iconica dark lady come se ne conoscesse da sempre talento, aspirazioni, passato tenebroso, carica sensuale.

mercoledì 15 dicembre 2021
Ilaria Falcone
NonSoloCinema

Creato nel 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, Diabolik il re del terrore, il ladro dagli occhi di ghiaccio, resta ancora uno dei fumetti più venduti in Italia. Già oggetto di un film nel 1968 per la regia di Mario Bava con John Phillip Law nel ruolo di Diabolik e Marisa Mell in quello di Eva Kant, sua celebre compagna, un nuovo Diabolik arriva al Cinema, scelta fortemente voluta dai due [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 dicembre 2021
Riccardo Baiocco
Sentieri Selvaggi

Diabolik ha appena registrato di nascosto la conversazione tra due camerieri dell'Excelsior Hotel di Clerville. Uno dei tre con fare saccente dice di essere stato assegnato come cameriere personale di Lady Eva Kant, ereditiera rientrata da poco dal Sudafrica. Diabolik ripete le parole più volte, ossessivamente, con occhi vuoti. Luca Marinelli, una ripetizione dopo l'altra, guarda lo spettatore negli [...] Vai alla recensione »

martedì 14 dicembre 2021
Marco Minniti
Asbury Movies

Insieme a Freaks Out di Gabriele Mainetti, opera che ne condivide anche il destino distributivo (rimandato di un anno a causa del Covid-19) il Diabolik dei Manetti Bros. era sicuramente il film italiano più atteso di questo ormai terminato 2021. Un film che scontava da una parte le aspettative dei fan del fumetto, iconico per più di una generazione di lettori e capace di cristallizzarsi immediatamente [...] Vai alla recensione »

martedì 14 dicembre 2021
Raffaele Meale
Quinlan

"C'è chi segue una religione, c'è chi insegue il primo milione, c'è chi insegue il suo grande amore, e c'è chi insegue la propria fine", canta Manuel Agnelli ne La profondità degli abissi, il bel singolo che accompagna l'uscita in sala di Diabolik, laddove il cuore della colonna sonora è invece opera di Pivio e Aldo De Scalzi, fedeli sodali di Antonio e Marco Manetti.

martedì 14 dicembre 2021
Teresa Marchesi
Huffington Post

Diabolik è prossimo ai 60 anni. Non ha superpoteri. Ha per mamme, in fumetto, due colte signore borghesi che nel 1961 non gli disegnano intorno la darkness di Gotham City, ma la Milano del Boom, anche se la chiamano Clerville. Appartiene alla paleologia dell'analogico, quando i telefoni avevano il filo e il cartaceo non era stato rimpiazzato dai file.

martedì 14 dicembre 2021
Roberto Baldassarre
Cineclandestino

Benché Diabolik (2021) non abbia ancora ottenuto il responso del pubblico (positivo o negativo che sia) in sala, i Manetti Brothers stanno già dirigendo il sequel, con lo stesso terzetto d'attori; e addirittura hanno già pronto in cantiere il terzo capitolo. Una mossa sicuramente molto azzardata, soprattutto nell'ambito della produzione italiana, perennemente fragile a certi ambiziosi progetti a lungo [...] Vai alla recensione »

martedì 14 dicembre 2021
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Quando il cinema italiano negli anni Sessanta aveva conquistato i galloni, se non di prima, certamente di seconda cinematografia al mondo - tanto per qualità che per quantità di film prodotti ed esportati -, si realizzavano anche un sacco di esperimenti e si tentavano strade nuove. Tra di esse la più celebre è stata quella dello spaghetti-western ma si è tentata anche quella del cine-fumetto anticipando [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 dicembre 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Rimasto in gattabuia per un anno, causa pandemia da Covid, "Diabolik" arriva finalmente nelle sale giovedì 16 dicembre, ovvero il giorno dopo il nuovo "Spider-Man: No Way Home", e sarà interessante vedere se il cine-fumetto italiano darà filo da torcere al cine-comic statunitense. Coincidenza vuole che entrambi siano nati nel 1962, anche se dal cinema hanno ricevuto un trattamento diverso, tutto a [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 dicembre 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Con un anno di ritardo arriva finalmente in sala (dal 16 dicembre, 01 distribution) il Diabolik dei Manetti Bros. Liberamente ispirato al terzo albo L'arresto di Diabolik scritto da Angela e Luciana Giussani (pubblicato il 1° marzo 1963) e a L'arresto di Diabolik: il remake di Mario Gomboli e Tito Faraci (2012), il film introduce il Re del Terrore a bordo della sua Jaguar nera in fuga dalle volanti [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 21 luglio 2021
 

L'adattamento cinematografico del Re del Terrore, con Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea. Dal 16 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
venerdì 23 ottobre 2020
 

Diabolik colpisce ancora. Saranno i Manetti bros. a dare vita al ladro più affascinante e inafferrabile della storia del fumetto con un film prodotto da Mompracem con Rai Cinema, e in associazione con l'editore Astorina, la casa editrice fondata dalle [...]

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venerdì 16 ottobre 2020
 

Regia di Marco e Antonio Manetti. Un film con Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Claudia Gerini e Vanessa Scalera. Guarda il trailer »

POSTER
martedì 1 settembre 2020
 

Diabolik colpisce ancora. Saranno i Manetti bros. a dare vita al ladro più affascinante e inafferrabile della storia del fumetto con un film prodotto da Mompracem con Rai Cinema, e in associazione con l'editore Astorina, la casa editrice fondata dalle [...]

POSTER
mercoledì 24 giugno 2020
 

Diabolik colpisce ancora. Saranno i Manetti bros. a dare vita al ladro più affascinante e inafferrabile della storia del fumetto con un film prodotto da Mompracem con Rai Cinema, e in associazione con l'editore Astorina, la casa editrice fondata dalle [...]

NEWS
giovedì 29 aprile 2021
 

Marco Manetti e Antonio Manetti dirigono l'adattamento cinematografico delle avventure del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani. Vai all'articolo »

NEWS
mercoledì 5 dicembre 2018
Claudia Catalli

Un film italiano per raccontare una leggenda dei fumetti. Parliamo di Diabolik, il nuovo film dei pluripremiati fratelli Manetti sul seducente quanto inafferrabile ladro dagli occhi chiari che 01 prevede di distribuire per l'inizio del 2020.

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