Claudia GeriniL'attrice che ama "farlo strano38 anni, 18 Dicembre 1971 (Sagittario), Roma (Italia) |
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![]() Ma con quella glicemia che te ritrovi te metti a leccà er miele?
dal film Grande, grosso e Verdone (2007)
Claudia Gerini è Enza
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Quel fascino felino combinato a un talento esuberante fa di Claudia Gerini una delle dive più ambite del panorama cinematografico italiano: una bellezza conturbante che con il suo sguardo color smeraldo ha irradiato i maggiori registi.
Gli esordi
Nasce nella Città Eterna, nel quartiere di S. Giovanni, da entrambi genitori impiegati.
Fin da piccola, si diverte ad allestire spettacolini con le amichette, negli stabilimenti balneari di Ostia Lido.
A tredici anni, l'adolescente decide di iscriversi al concorso di Miss Tenneager. Si allena tra le mura domestiche, cantando e ballando su un pezzo di Chaka-Khan, sotto l'occhio vigile di mamma Tania: la sua tenacia verrà premiata con il primo posto, ex-equo con un'altra coetanea.
Inizia, poi, a studiare danza presso lo IALS ( istituto di addestramento lavoratori dello spettacolo).
Frequenta brillantemente il liceo classico e, nel frattempo, entra a far parte di un'agenzia pubblicitaria che la ingaggia in svariati spot come Piaggio, Baci Perugina e Schweppes.
Nel 1987, l'attrice esordisce al cinema nel ruolo della figlia di Lino Banfi, nella commedia Roba da Ricchi.
Ormai diciannovenne, Claudia si fa notare nei succinti abitini di 'Non è la Rai', il celebre girls-show ideato da Gianni Boncompagni. Il programma televisivo, tuttavia, le sta stretto e, dopo tre mesi, la ragazza molla Mediaset, dividendosi tra i corsi di sociologia e la recitazione.
Vola a Parigi per imparare la lingua e per girare alcune produzioni francesi che la porteranno persino in Cambogia.
L'incontro con Verdone
Tornata nel paese natale, la giovane viene scritturata da Francesco Apolloni nello spettacolo "Angelo e Beatrice", tenutosi al Teatro Colosseo di Roma. Quella sera, tra gli spettatori in platea, c'è anche Carlo Verdone (suo idolo da sempre) che, entusiasmato dal carisma della fanciulla, la dirige nel primo, vero successo della Gerini: Viaggi di Nozze.
La popolarità
Nella spassosa pellicola a episodi, Claudia esibisce le sue attitudini comiche, incarnando la coatta neo-sposina Jessica che si scatena a "farlo strano" assieme al marito burino, impersonato dallo stesso Verdone.
Nel 1996, è la sensuale cameriera che intona canzoni pop, facendo perdere la testa a Mr. "Gallo Cedrone", nel romance Sono pazzo di Iris Blond.
Dodici mesi più tardi, gestisce un negozio di animali con Leonardo Pieraccioni, in Fuochi d'artificio.
Continua a viaggiare per il mondo, trovandosi sui set di numerosi film. Il 2003 la vede alla conduzione del Festival di Sanremo, al fianco di Pippo Baudo e Serena Autieri.
Altre pellicole
Nel 2004, la stella si cimenta nella consorte di Ponzio Pilato ne La passione di Cristo secondo Mel Gibson, nonché nella moglie insoddisfatta di un infedele Sergio Castellitto, in Non ti Muovere.
Successivamente, eccola accanto a La sconosciuta di Tornatore e nella dark comedy Nero Bifamiliare.
Nel 2008 si cala, nuovamente, nei rozzi panni della strampalata Jessica, in Grande, grosso e Verdone ed è ospite del Bellevue Hotel in Aspettando il sole.
Vita privata
La Gerini è madre di una bambina - Rosa – avuta dall'ex marito Alessandro Enginoli, manager finanziario. L'attrice è, ora, unita al leader dei Tiromancino, Federico Zampaglione.
David di Donatello 2009
David di Donatello 2004
Allegra, diciassettenne introversa, e Luisa, trentacinquenne confusa, si scontrano e si incontrano in un periodo delicato della loro esistenza. Allegra vorrebbe essere accolta e considerata in famiglia e in società, Luisa vorrebbe una vita e una storia d'amore legittime. Insieme proveranno a resistere alle sventure della vita e a scegliersi un destino migliore. Dopo Ho voglia di te, film per adolescenti che navigava a vista sull'adolescenza, Luis Prieto raddoppia con una commedia al femminile trasposta dal romanzo omonimo di Maria Daniela Raineri. Claudia Gerini e Chiara Martegiani sono le due protagoniste che rivendicano con voce squillante il loro diritto alla libertà e alla felicità. Archiviando, almeno per il momento, il teen movie, il regista spagnolo confronta due donne e due generazioni, assediate da uomini non sempre all'altezza del loro amore e delle loro aspettative. Romantiche o realistiche, costruttive o autodistruttive, concilianti o inflessibili, Allegra e Luisa supereranno insieme lutti e abbandoni. A Roma per presentare il loro film, regista, attori, autori e produttori ci raccontano la loro esperienza sul set.
Sulla scia dei fasti per gli ascolti delle ultime miniserie, la Rai propone Le segretarie del sesto, una commedia brillante e corale perché ben quattro sono le protagoniste: Claudia Gerini (Agnese), Micaela Ramazzotti (Giovanna), Antonia Liskova (Miranda) e Tosca D'Aquino (Costanza) e, invece, uno il maschietto: Franco Castellano, sempre nei panni di Romeo delle famose, e ormai remote, "commesse". Ben congeniata psicologicamente, come gioco delle parti, ci troviamo in un comune ufficio e si parla di segretarie e delle loro mille vite. Questa è l'ultima grande opera scritta da Laura Toscano (scomparsa a marzo scorso, il giorno stesso dell'ultimo ciak della miniserie), che in passato ha già regalato personaggi importanti per la televisione (tra cui Rocca e le citate Commesse), tutti con la caratteristica comune dell'umanità, del grande spessore e, anche in questo caso, i loro difetti sono quasi più importanti delle loro virtù. Andare a fondo, era la specialità della Toscano, che potremo ritrovare anche in queste segretarie. Una fiction, ha spiegato Tinni Andreatta, che ha un grande senso di attualità in un momento di crisi come questo. Se anche in Commesse c'era il racconto del lavoro, della paura di perderlo, affiancato da un discorso di solidarietà, qui c'è anche il racconto di quelle che sono le complessità delle donne di oggi, come il mantenere un equilibrio tra la vita privata e quella professionale con la difficoltà di ritrovarsi in un mondo che porta ad una maggiore solitudine, ad una maggiore competizione.
Luca Argentero è Piero, un gay "al 150%", che si ritrova candidato sindaco per il centrosinistra in una roccaforte di destra del nord-est e finisce per innamorarsi di Claudia Gerini alias Adele, la "furia centrista", bigotta e antidivorzista. Una disgrazia? No, una commedia: Diverso da chi?, l'esordio alla regia di Umberto Carteni, sceneggiato da Fabio Bonifacci, per la nuova coppia del cinema italiano Cattleya-Universal. Più di trecento copie previste per la sortita, anteprime sold out e il plauso dell'Arcigay, felice che il film contribuisca a rompere il tabù della bisessualità. Guai a chi dice ancora che "il triangolo no".
Esce il 20 febbraio in cinquanta copie griffate Mikado Aspettando il sole, lungometraggio con cui Ago Panini si affaccia sul grande schermo, dopo aver a lungo frequentato quello piccolo, come regista di spot e videoclip.
Nel bel mezzo di niente, nel tempo di una notte, tre balordi s'imbattono in un blocco di cemento, l'Hotel Bellevue, formicaio di esistenze solitarie e marginali, destinate a venir coinvolte in un unico inarrestabile destino. Un "Four Rooms" nostrano, meno colorato di spettacolo e più intriso di sconsolante umana piccolezza. Ambientato alle soglie del dominio della televisione commerciale, è un film che gioca con i generi del cinema e con le sue piccole grandi stelle, da Raoul Bova a Gabriel Garko, Claudia Gerini e Vanessa Incontrada.
Seicento copie sono pronte nei magazzini di mamma Rai per invadere le sale italiane, il giorno 6 febbraio. Sono le pellicole di Ex, il nuovo film di Fausto Brizzi, scritto dal regista con i fedelissimi Marco Martani e Massimiliano Bruno e prodotto da Fulvio e Federica Lucisano. Il cast è una lunga passerella di volti noti e capaci del cinema, della televisione e del teatro italiano, con l'aggiunta dei "cugini" Cécile Cassel e Malik Zidi. La conferenza stampa è l'occasione per incontrarli quasi al completo e per assistere ad un piccolo battibecco tra "ex" amici, Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi, non si sa quanto serio e quanto scherzoso. Ma San Valentino è alle porte e l'amore trionferà. Almeno sullo schermo.
Direttore di un festival, senza essere stato pagato. Sembra quasi la scena di un suo film: Carlo Verdone era stato chiamato a dirigere il festival cinematografico "Terra di Siena". Lo ha fatto, con successo e mezzo cinema italiano è accorso: la famiglia Tognazzi, Laura Morante, Silvio Orlando, Lucia Bosè, Giovanna Mezzogiorno, Rubini, Veronesi, Paola Cortellesi, Claudia Gerini, Fabio Volo e tanti altri. Ma alla fine dell'ultima edizione da lui diretta, quella del 2006, non viene pagato. La promotrice della rassegna, Maria Pia Corbelli, gli dice di rivolgersi agli enti pubblici. Lei soldi da dargli non ne ha. Ci pensino loro, semmai…
Se l'avesse scritto in un suo film, ci metteremmo a ridere, pensando a Verdone a spasso per le anticamere di uffici comunali, rimbalzando da una segreteria all'altra, con gli occhi al cielo "alla Verdone". Ma il fatto è che è tutto vero. Ne è nato un contenzioso legale. E ora, una sentenza del tribunale di Siena dà ragione all'attore e regista romano. Nella sentenza, depositata in cancelleria il 20 gennaio, e firmata dal magistrato, il giudice Ugo Bellini, si legge: "La domanda di Verdone è fondata e va accolta. Accertato il mancato pagamento di euro 50.000 dovuto all'attore per l'attività di direttore artistico della decima edizione del Terra di Siena film festival, il tribunale civile di Siena condanna l'associazione 'Il viaggio di Ulisse' ed in solido il suo presidente Corbelli Maria Pia al pagamento di 50.000 euro, più interessi e spese legali, a favore di Verdone Carlo".
L'avvocato di Verdone, Felice d'Alfonso del Sordo, che ha assistito l'attore insieme all'avvocato Lorenzini, dichiara: "La sentenza è giusta. Ci sono stati gravi inadempimenti da parte di Maria Pia Corbelli, che non ha versato a Verdone quanto pattuito e dovutogli. Il giudice istruttore ha accertato che gli enti pubblici non erano obbligati con Verdone, come l'organizzatrice pretendeva".
E Verdone? L'attore e regista, in questi giorni sugli schermi con Io, loro e Lara, dice: "Mi ritengo soddisfatto della sentenza, perché chiarisce una volta per tutte la mia misteriosa scomparsa dal festival cinematografico Terra di Siena. È triste, dopo edizioni create e condotte con passione, esplorando cinematografie, organizzando dibattiti, lavorando entusiasta con Mario Sesti e Giovanni Bogani, non aver potuto proseguire questa bella avventura, nella quale è transitato mezzo cinema italiano. Rimane dentro di me una grande amarezza, visto il legame fortissimo con la città di Siena, città natale di mio padre. Non è una questione esclusivamente economica, ma una questione di rispetto, per chi ha amato Siena e la memoria del cinema".
Carlo Verdone ha un obiettivo: "Mettere i bastoni tra le ruote ad Avatar con la semplicità del mio film", si scherza ma nemmeno troppo. Tutto nasce dalla particolare data d'uscita del suo nuovo film, Io, loro e Lara, il 5 gennaio. Il colosso americano di Cameron doveva originariamente invadere le sale a dicembre e lui si era anche messo d'accordo con Gabriele Muccino, il cui film è in uscita il 29 gennaio, per non pestarsi i piedi a vicenda. Il cambio all'ultimo minuto ha però mischiato le carte e ora Verdone si trova uno scomodo avversario a cui darà battaglia con un film tra i più semplici e lineari della sua carriera, forse uno dei primi che riceverà una distribuzione internazionale.
Già nel titolo c'è tutto. C'è Verdone (Io), che interpreta un prete che ha l'umanità dei suoi ultimi personaggi più un'inedita etica e moralità a cui l'attore/regista tiene molto. C'è una nuova protagonista accanto a lui (Lara), interpretata da Laura Chiatti, una ragazza giudicata da tutti per quello che sembra ma in realtà anch'essa dotata di una moralità molto più elevata di chi la circonda. E soprattutto ci sono gli altri (Loro), una delle caratteristiche sempre più importanti dei film del comico romano: "D'ora in poi voglio dedicarmi ai film corali" dichiara Verdone stesso, "recitare con tanti attori, tanti giovani che mi fanno sentire giovane e a cui posso dare tutta la mia esperienza".
Passati i bagordi di Natale, la settimana televisiva che include capodanno e inizio 2010 accoglie generi, personaggi e storie di ogni tipo. La giornata di lunedì è variamente ricca di misteri, intrighi e qualche incursione horror: in serata abbiamo, da un lato i processi di Un caso di coscienza 4 (Rai 1, 21.10) e dall'altro i crimini efferati di Criminal Minds (Rai 2, 23.00), per accontentare gli animi a caccia di avventure 'fuori dalla legge'. Chi preferisce invece avvicinarsi a un mondo fatto di solidarietà e fratellanza, allora si segni l’appuntamento con Cinque in famiglia (Canale 5, 3.55), dove troviamo i fratelli Salinger, rimasti orfani dopo un grave incidente dei genitori. Di altri guai invece si devono occupare i vampiri protagonisti di True Blood (Fox, 22.00), giunti ormai ad una convivenza stretta e quasi impossibile con gli umani. Martedì sera si prospetta invece una programmazione dai toni miti e tranquilli: ci imbatteremo nuovamente nelle avventure investigative di Don Matteo 6 (Rai 1, 21.10), interpretato dall'ormai amatissimo Terence Hill, nei panni di un sacerdote con l'hobby dell'indagine alla Sherlock Holmes. Più adrenaliniche sono invece le avventure de I misteri di Murdoch (FoxCrime, 21.00) che, seppur ambientate nel 1895 (la serie è basata sui romanzi gialli di Maureen Jennings), svelano, di puntata in puntata, inquietanti parallelismi con il presente.
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