Margherita BuyPromotrice silenziosa del cinema italiano48 anni, 15 Gennaio 1962 (Capricorno), Roma (Italia) |
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dal film Fuori dal mondo (1999)
Margherita Buy è Suor Caterina
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Promotrice silenziosa del cinema italiano, Margherita Buy ha attirato una grande attenzione mediatica di pubblico e critica non con il gossip e con i flirt (come sempre più spesso accade a coloro le quali si fregiano del titolo di "attrici", ma di cui non ci si ricorda neanche un titolo della loro filmografia), ma con l'intuito e la grande esperienza accumulata davanti alla cinepresa. Dopo una lunghissima gavetta teatrale e cinematografica, oggi Margherita è all'altezza degli autori con cui ha avuto la fortuna di lavorare, diventando uno dei volti più amati del cinema di casa nostra. "Ambasciattrice" di tutte quelle vere interpreti italiani che sudano e si sacrificano per la recitazione e per la settima arte e non cercano vie traverse per diventare celebri.
Un amore nel cinema: Sergio Rubini
Dopo aver frequentato l'Accademia d'Arte Drammatica - dove ha conosciuto il marito attore e regista Sergio Rubini con il quale condividerà e condivide gli esordi e la carriera -, e dopo una serie di spettacoli per il palcoscenico, la Buy debutta sul piccolo schermo nel film tv Flipper di Andrea Barzini, accanto a Christian De Sica e Alessandro Haber in un piccolo ruolo. Il vero successo lo troverà nella pellicola di Daniele Luchetti Domani accadrà (1988), con il quale lavorerà anche in La settimana della sfinge (1990) e Arriva la bufera (1993).
Nel 1990, è diretta dal marito nella sua opera prima da regista: La stazione, dove reciterà il ruolo della disillusa Flavia, una ragazza in fuga dall'amore, che le farà vincere il primo di innumerevoli David di Donatello come miglior attrice protagonista, nonché il Nastro d'Argento nella stessa categoria. Musa di Giuseppe Piccioni, così come per Sergio Rubini, stringerà con l'autore un profondo e proficuo sodalizio artistico a partire da Chiedi la luna (1991) con Giulio Scarpati e Roberto Citran, Condannato a nozze (1993), Cuori al verde con Giulio Scarpati e Gene Gnocchi (1996), ma soprattutto l'intenso Fuori dal mondo (1999) che le farà guadagnare il suo secondo David come miglior attrice protagonista nel ruolo di Suor Caterina, una religiosa che si trova casualmente un bambino abbandonato fra le braccia e vorrebbe adottarlo diventandone la madre.
Una regina, nella commedia come nel dramma
Nonostante la sua presenza sia formidabile nei ruoli "schiacciati" fra i desideri personali e le regole sociali, e quindi nelle pellicole drammatiche, è altrettanto fantastica nelle commedie, come dimostra ampiamente nel film campione dei box office italiani Maledetto il giorno che t'ho incontrato (1992) di Carlo Verdone dove si destreggia fra fobie, ansie e ipocondrie del suo personaggio, l'attrice Camilla (quasi un suo altro Io), emergendo come una perfetta dosatrice anche di tempi comici al limite della perfezione.
Seppur divorziata da Rubini dal 1993, continuerà a recitare al suo fianco nei ruoli di amante e moglie in pellicole da lui dirette (Prestazione straordinaria, Tutto l'amore che c'è), affidandosi anche all'occhio di grandi autori come il Mario Monicelli di Facciamo paradiso (1995). Cristina Comencini sceglie il suo volto per la trasposizione cinematografica dell'omonimo best seller di Susanna Tamaro Va' dove ti porta il cuore (1996), mentre Ferzan Ozpetek le offrirà uno dei ruoli più belli della sua carriera, quello della vedova Antonia, tradita dal marito bisessuale e rivale in amore dell'omosessuale Stefano Accorsi nel film cult Le fate ignoranti (2001) che le ha permesso di vincere il Nastro d'Argento come miglior attrice protagonista. Lo stesso anno diventa per la prima volta madre di una bambina, Caterina.
La Comencini sceglie ancora una volta il suo malinconico viso per portare sullo schermo la sceneggiatura de Il più bel giorno della mia vita (2002), dove divide il set con altri grandi nomi del cinema italiano: Luigi Lo Cascio, Virna Lisi e Sandra Ceccarelli, aggiudicandosi un altro nastro d'argento come miglior attrice non protagonista a ex-aequo con le altre protagoniste femminili della pellicola.
Verdone la richiamerà a sé, soffiandole via l'ala di tristezza attorno ai suoi personaggi, in Ma che colpa abbiamo noi (2003), commedia psicanalitica di gruppo, mentre il ruolo della moglie di Sergio Castellitto e madre burina nel film di Virzì Caterina va in città (2003) le permetterà di vincere il Nastro d'Argento e l'ennesimo David come miglior attrice non protagonista. Sperimenta, infine, il thriller grazie ad Alex Infascelli che la traveste da detective in Il siero della vanità (2004), mentre per la tv si troverà ancora una volta imborghesita e accoppiata a Castellitto nel ruolo di Louise Maigret nella serie tv poliziesca Maigret di Renato De Maria, tratta dai romanzi di Simenon.
Tanti registi, una sola musa
Ancora compagna sul set di Sergio Rubini per Veronesi (Manuale d'amore, 2005, per il quale vince il David), si lascia andare alla disperazione e allo struggimento ne I giorni dell'abbandono (2005) di Roberto Faenza, ancora una volta nel ruolo di una moglie tradita, mentre nel controverso, criticato e politicamente a sinistra Il caimano (2006) di Nanni Moretti, interpreta l'ex moglie ed ex attrice di B-movie italiani Paola Bonomo (alias Aidra), moglie del produttore Silvio Orlando. Una piccola parte (l'avvocato) nel thriller La sconosciuta di Giuseppe Tornatore e la Buy è di nuovo fra le braccia di Ozpetek nell'applauditissimo Saturno contro (2007), cui seguirà la pellicola Giorni e nuvole (2007), che affronta il tema del precariato sotto lo sguardo originale di Silvio Soldini. Gli inizi del 2008 la vedono in televisione, impegnata prima in Pinocchio, una grande produzione italiana e inglese per una rivisitazione della famosa favola di Collodi con un cast d'eccezione (Alessandro Gassman, Violante Placido, Luciana Littizzetto, Bob Hoskins), e poi in Amiche mie, una sorta di Sex and the City all'italiana in cui la Buy è affiancata da Elena Sofia Ricci, Luisa Ranieri e Cecilia Dazzi. Margherita torna sul grande schermo ancora con una storia corale tutta al femminile in Due partite, trasposizione cinematografica di un testo teatrale di Cristina Comencini firmata da Enzo Monteleone, dove due generazioni di donne, quattro madri e quattro figlie, si mettono a nudo. Nel 2009 è la protagonista de Lo spazio bianco, l'ultima fatica di Francesca Comencini, in cui si affronta drammaticamente il tema della maternità che si intreccia con quello del degrado sociale, con la Napoli di oggi sullo sfondo. Firenze è invece il teatro di Matrimoni e altri disastri, dove Margherita interpreta Nanà, una single incallita che passa le giornate nella sua piccola libreria, aspettando l'occasione che potrà dare una svolta alla sua vita.
Sono sempre più rare le attrici come Margherita Buy, che molto del suo successo deve al fatto che il culmine della sua carriera ha coinciso con una nuova stagione di qualità del nostro cinema che tornava a raccontare la società dall'interno, con un entusiasmo tutto giovanile. Non ha l'aspetto mediterraneo e non è nemmeno un'attrice tradizionale. Eterea è forse una perla unica, la più preziosa, la più grande, del cinema italiano di questi ultimi trent'anni.
Nastri d'Argento 2009
David di Donatello 2008
David di Donatello 2008
Nastri d'Argento 2008
Nastri d'Argento 2008
Nastri d'Argento 2007
David di Donatello 2006
David di Donatello 2005
David di Donatello 2004
Nastri d'Argento 2004
Nastri d'Argento 2001
David di Donatello 1991
Nastri d'Argento 1991
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Genitori & Figli - Agitare bene prima dell'uso
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Genere Commedia, - Italia 2010. Uscita 26/02/2010. |
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Happy Family
Genere Commedia, - Italia 2010. Uscita 26/03/2010. |
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Dopo aver diretto, lungo la linea del fuoco, la ricostruzione della tragica disfatta dell'esercito italiano nel deserto africano durante la Seconda Guerra Mondiale, un film di guerra ma anche un film contro la guerra, Enzo Monteleone traspone al cinema la pièce di successo di Cristina Comencini. Il regista di uomini, di loser, di rapinatori gentili e di storie "vere", guarda il mondo femminile raccolto dentro un salotto e intorno a un tavolo a "giocarsi" la partita. Dirigendo otto attrici "in stato di grazia", l'autore padovano filma e racconta la bellezza irraggiungibile delle donne. In tempi storici diversi ma nello stesso luogo, quattro madri e quattro figlie confessano dietro alle carte la loro infelicità e il loro male di vivere. Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher danno vita a un campionario femminile sospeso tra il desiderio di maternità e quello di incarnare l' "umanità femminile" di Rilke. A Roma per presentare il loro film, le attrici "di ieri e di oggi" ci introducono ai loro personaggi e ai condizionamenti culturali che ne hanno determinato il destino e compromesso lo splendore.
Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda? Le abbiamo anche noi! Sono: Cecilia Dazzi, Elena Sofia Ricci, Luisa Ranieri e Margherita Buy! Quattro amiche alla disperata ricerca di amore e amicizia, nella nuova fiction prodotta da MediaVivere, Amiche mie, che andrà in onda su Canale 5, il prossimo autunno, in sei puntate per dodici episodi. Sex and the city o casalinghe disperate? Lo scopriremo presto, seguendo le avventure di queste quattro bravissime interpreti, come gli stessi registi, Luca Miniero e Paolo Genovese (registi del prezioso Incantesimo napoletano), puntualizzano, aggiungendo che Amiche mie è si un prodotto televisivo, che però ha molto del cinematografico. Presentato, alla serata première del RFF, da Cristiana Farina, sceneggiatrice e "produttrice creativa", una nuova figura di cui la stessa Farina parla, spiegando che esiste già in Italia e ha il compito di supervisionare tutti i passaggi artistici successivi alla scrittura insieme al produttore: si fa un cast, si scelgono i registi, si decide il costumista si dà un indirizzo che si diriga all'idea originaria.
Una fiction nuova, quindi, della quale loro stesse ci parlano.
Con vent'anni di matrimonio alle spalle, una coppia alto borghese vede rompere la propria serenità dopo l'improvviso licenziamento del marito. Gli equilibri che sembravano consolidati rischiano di crollare travolgendo gli aspetti motivi e quelli professionali. La reazione dei due a questo triste episodio è decisamente diversa. Da un lato, Michele, pieno di orgoglio, trova difficoltà a reinventarsi mentre Elsa colma le difficoltà economiche della famiglia trovando un part-time presso un call center. Dopo Agata e la tempesta, Soldini decide di ambientare la vicenda di nuovo a Genova. A detta dello stesso regista, è la prima volta che un suo film non parla di personaggi che partono. Dall'inizio alla fine, i due protagonisti sono prigionieri degli accadimenti e non è un caso che non possano partire per il viaggio che avevano programmato.
Sette giorni per godersi il meglio del cinema italiano di sempre; commedie, grandi film d'autore, western e impegno per una carrellata con i successi del grande schermo nostrano. Domenica si comincia all'insegna della risata con Un americano a Roma (Sky Italia 11.35), intramontabile classico diretto da Steno con un Alberto Sordi da antologia. In serata Claudio Bisio si dimostra interprete ironico ma di spessore nell'originale film di Manfredonia, Si può fare (Premium cinema, 21.00), in cui il comico è alle prese con una cooperativa di ex degenti psichiatrici post legge Basaglia. Si chiude in bellezza con le commedie di due maestri come Mario Monicelli, che propone l'ironia graffiante del secondo capitolo di Amici miei (Amici miei atto II, Rete 4, 23.30) e Pupi Avati, con il sequel del suo Regalo di Natale, La rivincita di Natale (Italia 1, 2.40), in cui i protagonisti dell'originale tornano a sedersi attorno a un tavolo da poker. Lunedì storie di famiglie che si fondono con la Storia; Mio fratello è figlio unico (Premium Emotion, 19.15) mette a confronto Riccardo Scamarcio e Elio Germano, fratelli di opposte fazioni politiche, mentre il Tornatore di Nuovo cinema paradiso (Sky Italia, 21.00) racconta 30 anni di Storia attraverso l'amore per il cinema di un bambino in un paesino siciliano. Ancora famiglie complicate in Come dio comanda (Premium Cinema, 21.00) di Salvatores, trasposizione dell'omonimo romanzo di Ammaniti con un Filippo Timi padre violento e appassionato. Infine un Adriano Celentano "d'autore" nei panni dell'ingenuo pastore raccontato da Pietro Germi in Serafino (Iris, 21.00).
Carlo Verdone ha un obiettivo: "Mettere i bastoni tra le ruote ad Avatar con la semplicità del mio film", si scherza ma nemmeno troppo. Tutto nasce dalla particolare data d'uscita del suo nuovo film, Io, loro e Lara, il 5 gennaio. Il colosso americano di Cameron doveva originariamente invadere le sale a dicembre e lui si era anche messo d'accordo con Gabriele Muccino, il cui film è in uscita il 29 gennaio, per non pestarsi i piedi a vicenda. Il cambio all'ultimo minuto ha però mischiato le carte e ora Verdone si trova uno scomodo avversario a cui darà battaglia con un film tra i più semplici e lineari della sua carriera, forse uno dei primi che riceverà una distribuzione internazionale.
Già nel titolo c'è tutto. C'è Verdone (Io), che interpreta un prete che ha l'umanità dei suoi ultimi personaggi più un'inedita etica e moralità a cui l'attore/regista tiene molto. C'è una nuova protagonista accanto a lui (Lara), interpretata da Laura Chiatti, una ragazza giudicata da tutti per quello che sembra ma in realtà anch'essa dotata di una moralità molto più elevata di chi la circonda. E soprattutto ci sono gli altri (Loro), una delle caratteristiche sempre più importanti dei film del comico romano: "D'ora in poi voglio dedicarmi ai film corali" dichiara Verdone stesso, "recitare con tanti attori, tanti giovani che mi fanno sentire giovane e a cui posso dare tutta la mia esperienza".
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