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![]() Sacrificare la propria vita per l'arte è una follia.
dal film Colpo d'occhio (2008)
Sergio Rubini è Lulli
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Un vero e proprio schiavo del cinema, passato da attore a sceneggiatore, fino a regista, con un successo che, se non fosse stato glorificato dalla critica, sarebbe stato autocelebrato. Straordinario interprete, icona del cinema italiano, irrinunciabile e significativo in ogni pellicola in cui ha preso parte - che siano essi capolavori o meno - fu scoperto da Federico Fellini che, senza alcun dubbio, ci aveva visto bene guardando a questo ragazzo pugliese.
Figlio di un capostazione, si trasferisce a Roma nel 1978 per iscriversi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, poi abbandonata al secondo anno. Grande appassionato di teatro, riuscirà a lavorare in quel periodo con importanti registi quali Antonio Calenda, Gabriele Lavia, Enzo Siciliano ed Ennio Coltorti ma ammetterà successivamente di aver faticato a trovare spazio nel cinema. Ufficialmente e cinematograficamente lanciato da uno dei più grandi maestri del cinema mondiale di tutti i tempi - Federico Fellini lo impone alla critica nell' Intervista (1987), passa poi nelle mani dell'esordiente Andrea De Carlo nella trasposizione filmica del suo best seller omonimo Treno di panna (1988), accanto a Carol Alt, che sarà sua compagna di set anche nella pellicola Mortacci (1989), firmata dal talentuoso e bistrattato Sergio Citti, dove indosserà i panni del soldato fantasma. L'attore Ben Gazzarra, alla sua prima prova come regista, lo inserirà nel lungometraggio Oltre l'oceano (1990) poi, volendo provare anche lui il mestiere di autore, firma la sua opera prima come regista: La stazione nel 1990, tratto da un lavoro teatrale di Umberto Marino, dove sarà anche attore con Margherita Buy ed Ennio Fantastichini nella storia di due solitudini che si incontrano. La pellicola gli farà ottenere il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior regista esordiente. Giuseppe Tornatore lo affiancherà, invece, a Roman Polanski e Gérard Depardieu (che sarà frequentemente suo partner in alcune fiction e miniserie francesi per la regia di Josés Dayan) ne Una pura formalità (1994).
Compagno per un brevissimo periodo di Asia Argento, negli anni Novanta torna alla regia firmando alcuni film non del tutto eccelsi: La bionda (1992) con il mito Nastassja Kinski, Prestazione Straordinaria (1994) e Il viaggio della sposa (1997) con Giovanna Mezzogiorno. Verdone, Placido, Archibugi, Muccino e Monicelli ne sanciranno la profonda popolarità, contribuendo a far emergere le sue doti da istrione, mentre (piccola curiosità) firma la sceneggiatura di un film di Davide Ferrario: Figli di Annibale (1998).
Il suo modo di fare cinema sarà influenzato anche da due figure fondamentali: l'attrice Margherita Buy, compagna di lavoro e poi di vita, e il regista Gabriele Salvatores che, con Nirvana (1997), Denti (2000) e Amnèsia (2002), ne estrapolerà l'aspetto surreale avviandolo verso un'inedita ed ulteriore crescita: attraverso Salvatores, Sergio Rubini entra in contatto con il "gruppo" che comprende una grossa fetta del Teatro dell'Elfo (Bebo Storti, Enzo Catania, Elio De Capitani, Paolo Rossi, Claudio Bisio,Gigio Alberti) ed altri attori come Diego Abatantuono, Silvio Orlando, la stessa Margherita Buy.
Apprezzato anche all'estero, è diretto da Anthony Minghella ne Il talento di Mr. Ripley con Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Jude Law e da Mel Gibson nel kolossal religioso La passione di Cristo (2004). Mentre continua caparbio nella regia firmando dei piccoli gioielli: Tutto l'amore che c'è (2000), seguito dal magico L'anima gemella (2002) – dove interpreta il figlio delinquente di una strega pugliese che farà scambiare l'anima di una viziata Valentina Cervi con una più umile Violante Placido -, dal biografico L'amore ritorna (2004) e la sua pellicola migliore La terra (2006), plurinominato ai David di Donatello e ai Nastri d'Argento, a dimostrazione di un talento (come cineasta) all'interno di quel cinema popolare e mai banale, viscerale e contaminato che lo ha reso un vero e proprio autore di raro spessore.
Filmograficamente, nella sua carriera seguono Giovanni Veronesi (Manuale d'amore e Manuale d'amore 2 – Capitoli successivi), Alessandro D'Alatri (Commediasexi, 2006) e l'amico Fabrizio Bentivoglio (Lascia perdere Johnny, 2007). Gradevolissimo, capace di scatenare ilarità grazie alle sue abilità espressive, Sergio Rubini riesce a fulminare lo spettatore - anche con un ruolo breve - con i suoi personaggi, divertendo. Ma senza rinunciare a un sottofondo di inquietudine che aleggia sempre nel cuore di chi è schiavo di questo schiavo del cinema.
Nastri d'Argento 2008
David di Donatello 2006
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L'uomo nerocontinua»
Genere Drammatico, - Italia 2009. Uscita 04/12/2009. |
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Tutto l'amore del mondocontinua»
Genere Commedia, - Italia 2010. Uscita 19/03/2010. |
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Dopo aver incassato più di cinque milioni di euro con SMS - Sotto mentite spoglie, Vincenzo Salemme torna alla commedia con No Problem che lo vede vestire i panni di Arturo Cremisi. Nella finzione scenica il suo personaggio è un attore di cinquant'anni che ha ottenuto successo come protagonista di una gettonatissima serie televisiva nella quale interpreta un padre. Fuori dal set (e dalla fiction) Arturo verrà coinvolto nella vita di un bambino di nome Mirko che ha perso il papà ed è convinto che l'attore sia il suo vero padre. "Per una serie di motivi sarò costretto ad accollarmi questo bambino, sua madre e lo zio matto, Antonio (Giorgio Panariello, Ndr)" ha anticipato Salemme nelle note del film scritto insieme a Ugo Chiti da un soggetto del regista. "Arturo non vuole deludere il pubblico dando l'idea di essere egoista e insensibile ma si prende cura del bambino anche per assecondare un'operazione di marketing ideata dal suo improbabile ed esagitato agente Enrico Pignataro (Sergio Rubini, Ndr)". Pur posando lo sguardo sull'ambiente televisivo, No Problem non vuole essere una critica a quel mondo, come ha specificato l'attore e regista nell'incontro che si è svolto questa mattina a Roma. "Piuttosto la mia vuole essere una critica al successo televisivo legato all'effimero e non al talento. Penso che sia molto rischioso frequentare la tv se non si ha talento".
Cominciare un nuovo mese e una nuova settimana con una festività che cade proprio di domenica non è di buon auspicio. Ad ogni modo, la programmazione dei film in tv si presenta da subito ricca e interessante, con la capacità di stupire con uno dei thriller più singolari e meno conosciuti della produzione americana di Fritz Lang: Dietro la porta chiusa (La7, 14.00), rilettura del racconto di Barbablù in chiave noir e psicanalitica. La sera è dominata invece da titoli e nomi di grande appeal. Come quello legato alla serie dei banditi gentiluomini di Steven Soderbergh, che dopo aver sbancato in lungo e in largo, con il terzo episodio, Ocean's Thirteen (Canale 5, 21.30) tentano di fregare perfino il più importante magnate dei casinò Al Pacino. La programmazione di Italia 1 dispensa azione in triplice dose passando attraverso secoli e medium, dal selvaggio west in versione futuribile di Wild Wild West (Italia 1, 19.20), alla battaglia delle Termopili in versione ultraviolenta di 300 (Italia 1, 21.25), su ispirazione di graphic novel di Frank Miller, oppure proiettando Milla Jovovich nel futuro apocalittico dei videogiochi con il primo Resident Evil (Italia 1, 23.45). Ma la notte dei santi, anziché con qualche eroe positivo, preferisce chiudersi in epoca contemporanea con i manager più spietati e le politiche di licenziamento della commedia amara Volevo solo dormirle addosso (RaiUno, 3.20).
L'adrenalina riesce comunque a propagarsi fino a lunedì, quando si presenta una nuova serata all'insegna del militarismo e delle invasioni di virus anomali. Militari in pensione per Shooter (Italia 1, 21.10), dove Mark Wahlberg è un tiratore scelto dei marines che viene coinvolto in un complotto terroristico, o militari in azione nei territori di guerra civile, come quelli che si impegnarono in un tragico blitz in Somalia nel 1993 e a cui si ispira Ridley Scott per il suo Black Hawk Down (Rete 4, 23.15). Proseguono poi le avventure di Alice, l'eroina in lotta con gli uomini zombi della Umbrella Corporation con il seguito di Resident Evil: Resident Evil: Apocalypse (Italia 1, 23.45). Di eroine di tutt'altra specie si racconta invece sul satellite, ovvero delle ragazze dei quartieri alti di New York nel loro passaggio dal piccolo al grande schermo con Sex and the City - Il film (Sky 1, 21.00).
L'ormai consueta triplice programmazione della domenica di Italia 1 inaugura anche questa nuova settimana. E la inaugura con un gradito "ritorno" direttamente da fine anni '80, quello di Marty McFly e dello scienziato pazzo Doc, che in Ritorno al futuro – Parte II (Italia 1, 19.20) viaggiano ancora una volta indietro e avanti del tempo sfidando i paradossi della fisica. Dalla fantascienza brillante di Robert Zemeckis si passa a quella action di Alex Proyas e Will Smith, detective a caccia di automi ribelli in Io, Robot (Italia 1, 21.25). Chiude i giochi l'operazione "bastarda" di Quentin Tarantino A prova di morte (Italia 1, 23.40), omaggio filologico e citazionista al cinema di genere di serie B e alla sua estetica. Ma la domenica prosegue anche in piena notte, con il remake di Sciarada firmato da Jonathan Demme, in The Truth about Charlie (Canale 5, 2.15), in cui Mark Wahlberg e Thandie Newton hanno l'arduo compito di rimpiazzare Cary Grant e Audrey Hepburn. Oppure con l'omaggio di Jean Renoir al mondo folle e itinerante dei teatranti de La carrozza d'oro (RaiTre, 3.30).
A proposito di intoccabili remake, lunedì sera uno dei più grandi film di Stanley Kubrick, nonché il più noto romanzo di Vladimir Nabokov, viene riproposto coi colori e la regia patinati del regista di Nove settimane e mezzo, Adrian Lyne. Nel moderno Lolita (Rete 4, 23.20), il maturo professore di letteratura è Jeremy Irons, mentre l'adolescente "fuoco dei suoi lombi" è Dominique Swain. Un giallo dal respiro letterario ed europeo anche per un'altra giovane star, Elijah Wood, che in Oxford Murders – Teorema di un delitto (Joi, 21.00) è uno studente americano in trasferta nel prestigioso college inglese, dove si ritrova coinvolto in una serie di delitti che hanno a che fare con i più importanti filosofi della scienza. Ma, al di omicidi accademici e infatuazioni passionali, nella serata c'è spazio anche per un cinema più infantile e per i personaggi dei cartoon più amati del passato, come Garfield (Italia 1, 21.10), o del presente, come il panda Po di Kung Fu Panda (Sky 1 HD, 21.00).
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