La divina cometa

Film 2022 | Documentario 96 min.

Regia di Mimmo Paladino. Un film con Tomas Arana, Mimmo Borrelli, Ferdinando Bruni, Luigi Credendino, Francesco De Gregori. Cast completo Genere Documentario - Italia, 2022, durata 96 minuti. Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Ultimo aggiornamento martedì 18 ottobre 2022

Mimmo Paladino torna al cinema con un film che incrocia l'Inferno della "Divina Commedia" con la tradizione del presepe napoletano.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
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La Natività e il capolavoro dantesco si mescolano in un mosaico antinarrativo e citazionista.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
martedì 18 ottobre 2022
Recensione di Raffaella Giancristofaro
martedì 18 ottobre 2022

Una successione di quadri: su una barca a vela, in pieno sole, una piccola banda suona Tu scendi dalle stelle (A Gesù bambino). A bordo, oltre al timoniere, stanno un uomo vestito da Dante (Sergio Vitolo) e una giovane ragazza. L'attore che interpreta Dante Alighieri osserva, muto, una serie di quadri a seguire, come testimone impassibile e laterale. Madre, padre e figlio scendono dal suo stesso treno, alla stazione di Pietrelcina. In abiti da dopoguerra italiano vagano in cerca del "25", come se fosse un numero civico, in realtà modo per indicare la natività di Cristo. Il trio familiare ritroverà il poeta dentro un presepe, all'interno di una chiesa abbandonata, dopo essere transitato dal salone di una donna nobile che dice di aver recitato con Eduardo e cita "Natale in casa Cupiello". Un anziano davanti a una tavola pitagorica ricorda un fotografo di Bagheria che resuscitava i morti disegnando sulle foto per la lapide i loro occhi aperti.

All'esterno di una piccola fermata ferroviaria di campagna, un capostazione (Sergio Rubini) fa rivivere il personaggio in perenne attesa di La stazione, il suo film del 1990. Musica (Francesco De Gregori), portando al laccio un asino, cerca in un borgo abbandonato i suoi compagni Pittura (Ferdinando Bruni), Teatro (Alessandro Haber) e Poesia (Nino D'Angelo): sono i tre magi, uomini vestiti eccentricamente, che cercano "il grande spettacolo" e avendo perso il loro inseparabile quarto compagno, prendono con sé il Nulla (Giovanni Esposito).

Un filosofo (Elio De Capitani) ragiona sul simbolicità dei numeri nella natura. E avanti così, di allegorie e simboli, incarnati da un bel numero di interpreti: Peppe Servillo è il compositore Alfonso Maria de' Liguori, Toni Servillo è un conte Ugolino che si muove tra blocchi di ghiaccio, Giovanni Veronesi è un tormentato Pontormo, Tomas Arana è Virgilio, Mimmo Borrelli un Giordano Bruno che si ribella sul rogo. Cristina Donadio presta il volto alla triade delle Furie, in una sovrapposizione di lingue diverse.

L'artista Mimmo Paladino (Paduli, 1948), già autore di Quijote, da Cervantes, alla Mostra di Venezia del 2006, lo dichiara nelle note di regia: lo schermo cinematografico, l'inquadratura, per lui è uno spazio non troppo dissimile dalla tela di un pittore. Il processo creativo del filmmaking è analogo a quello delle arti plastiche. "Creare un film è qualcosa di analogo alla scultura ma è come plasmare la luce. Questo è quello che mi ha affascinato. Lavorare con la luce che si materializza, che diventa immagine, movimento, parola, suono".

Girato tra Campania e Puglia, La divina cometa va esperito come una successione di quadri, una visita al museo, un'esperienza estetica infarcita di rimandi letterari e filosofici, che attinge alla cultura arcaica campana e in cui riverbera molto il dialetto napoletano. Sovrastata dall'ambizione di evocare mondi molto lontani e rappresentarli collegandoli con suggestioni, provocazioni, accostamenti imprevisti e spiazzanti, illuminati con gusto raffinato da Cesare Accetta.

Tra paesaggi naturali - vallate e montagne ripresi dall'alto, una cava di pietra, un bosco - e luoghi stilizzati, riadattati a set - una chiesa e un teatro abbandonati e in macerie, una piazza affollata di barche, borghi senza tempo, - con un linguaggio e un montaggio fin troppo aperti all'interpretazione si snoda un "non racconto" corale, il viaggio incerto e pieno di domande sui meccanismi della creazione. E di un'umanità in cerca di senso e bellezza, che riflette sull'irrilevanza di sé all'interno di un disegno più grande, il creato. Come recita Haber/Teatro "siamo tutti delle stelle comete destinate a sparire, mentre forse chissà dove succedono cose molto più importanti di noi".

Foto di scena ©Pasquale Palmieri

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RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 21 ottobre 2022
Sarah Mataloni
Close-Up

La divina cometa si presenta come un magmatico intreccio di linguaggi artistici differenti, tra fotografia, musica, teatro e cinema che ha il coraggio di osare e andare oltre gli stereotipi e le modalità artistiche ed espressive comunemente " accettate" come tali. Dopo 16 anni dall' esordio registico con Quijote, Mimmo Paladino, che di certo non teme l'effetto sul pubblico del dialogo e della contaminazio [...] Vai alla recensione »

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martedì 18 ottobre 2022
Raffaella Giancristofaro

Mimmo Paladino torna al cinema con un film che incrocia l'Inferno della "Divina Commedia" con la tradizione del presepe napoletano. Vai all'articolo »

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