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sabato 4 luglio 2020

Toni Servillo

L'attore in più

61 anni, 25 Gennaio 1959 (Acquario), Afragola (Italia)
occhiello
"La più sorprendente scoperta che ho fatto subito dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!"
dal film La grande bellezza (2013) Toni Servillo  Jap Gambardella
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Toni Servillo
David di Donatello 2020
Nomination miglior attore per il film 5 è il numero perfetto di Igor Tuveri

David di Donatello 2019
Nomination miglior attore per il film Loro 1 di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attore per il film Loro 1 di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2017
Nomination miglior attore per il film Le confessioni di Roberto Andò

Nastri d'Argento 2017
Nomination miglior attore per il film Lasciati andare di Francesco Amato

David di Donatello 2014
Nomination miglior attore per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2014
Premio miglior attore per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film Viva la libertà di Roberto Andò

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film Bella addormentata di Marco Bellocchio

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film Viva la libertà di Roberto Andò

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film Bella addormentata di Marco Bellocchio

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2013
Nomination miglior attore per il film Viva la libertà di Roberto Andò

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

European Film Awards 2013
Nomination miglior attore europeo per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

European Film Awards 2013
Premio miglior attore europeo per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attore per il film Una vita tranquilla di Claudio Cupellini

Roma Film Festival 2010
Premio miglior interpretazione maschile per il film Una vita tranquilla di Claudio Cupellini

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2009
Premio miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2009
Premio miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2008
Nomination miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

David di Donatello 2008
Premio miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Nastri d'Argento 2008
Premio miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Festival di Venezia 2007
Premio premio pasinetti per l'attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

David di Donatello 2005
Premio miglior attore per il film Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2005
Nomination miglior attore per il film Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino



L'attore è la voce narrante in Zanna bianca, prima trasposizione animata dell'omonimo romanzo di Jack London. Da giovedì 11 ottobre al cinema.

Toni Servillo: «Doppiare? Mi spaventava più che stare sul palco»

venerdì 5 ottobre 2018 - Paola Casella cinemanews

Toni Servillo: «Doppiare? Mi spaventava più che stare sul palco» È la voce narrante di Zanna Bianca, il nuovo film di animazione diretto dal premio Oscar Alexandre Espigares e basato sul celeberrimo romanzo di Jack London. E ha appena finito le riprese di 5 è il numero perfetto, scritto e diretto da Igor Tuveri, in arte Igort, sulla base della sua omonima graphic novel. Infine, forse, sarà Geppetto nel Pinocchio che Matteo Garrone sta cercando di mettere in cantiere già da qualche tempo. Toni Servillo, attore feticcio di Paolo Sorrentino, interprete teatrale e occasionalmente doppiatore, racconta la sua ultima avventura cinematografica. Non è la prima volta che presta la voce a un film per ragazzi.
No, avevo già doppiato l'Aviatore ne Il Piccolo Principe diretto da Mark Osborne e la pantera Bagheera de Il libro della giungla nella versione di Jon Favreau. Sono anche stato la voce narrante del cortometraggio di animazione francese L'uomo che piantava gli alberi, che nell'originale aveva la voce di Philippe Noiret. È stato purtroppo poco visto, ma ha vinto un meritatissimo premio Oscar.

È difficile recitare solo con la voce?
Quando indosso la cuffia del doppiaggio mi tremano le gambe più che in palcoscenico, dove col tempo ho sviluppato una maggiore consuetudine. Nel doppiaggio devi essere efficace sul piano espressivo all'interno di tempi rigidissimi. Certo, sarebbe sempre meglio vedere i film in lingua originale, ma in Italia abbiamo doppiatori che sono veri e propri artisti, capaci di entrare nell'anima di un film rigenerandolo.

Una carriera di 'grandi caratteri', l'attore napoletano è il protagonista della commedia Lasciati andare. Al cinema.

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere

domenica 23 aprile 2017 - Pino Farinotti cinemanews

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere Lasciati andare è il film di Francesco Amato, con Toni Servillo. L'attore napoletano -sì, è di Afragola, ma è napoletano- negli anni si è guadagnato una franchigia che è di pochi: quando arriva nella sale lo vai a vedere. Un privilegio che apparteneva a gente come Sordi, Gassman, Mastroianni e pochi altri. E a Totò naturalmente. Nell'età dell'oro del cinema italiano. E mi piace iniziare proprio con un contrappasso, di arte e di tempo, fra Totò e Servillo, un riconoscimento che li unisce al livello più alto, che per la gente di cinema è molto raro, una laurea honoris causa in "Discipline della musica e del teatro". A Totò è stata consegnata dopo che era morto da cinquant'anni e in questi giorni, scrivendo del "principe", ho cercato di indovinare le sue parole alla notizia della laurea "Ci ho messo un secolo a prenderla, sono lo studente più fuoricorso del mondo". Servillo ha sempre tenuto alla sua "napoletanità", omologandosi a un altro gigante, facendo Eduardo nelle "Voci dentro" di Eduardo. Chi ha visto la commedia al "Piccolo", faceva fatica a distinguere il vecchio dal giovane, definiamoli così. Che Servillo possa rappresentare, al livello più alto, il teatro e il cinema è un altro segnale che appartiene a pochi.
In Lasciati andare Servillo è Elia, uno psicanalista che sarebbe invece un perfetto paziente in quel senso, sdraiato a esternare, invece che seduto ad ascoltare. È un pigro radicale, di soldi, di affetti, di tutto. Vive con una moglie, e non può essere che separato in casa, alla quale concede solo... pigrizia, appunto. Quando arrivano problemi di salute e occorre fare qualcosa, Elia si vede costretto a fare esercizio fisico. E così irrompe nella sua vita Claudia, personal trainer spagnola, iperattiva e matta al punto giusto. L'opposto del dottore nel carattere e nel ruolo: lui esperto di mente e lei di corpo. E il "corpo" diventa strumento di recitazione: non è facile passare da soggetto lento e bolso a reattivo e scattante. Come quando rincorre Claudia lungo una scalinata ripida senza perdere terreno.

Arriva in sala Il gioiellino, l'opera seconda di Andrea Molaioli.

Bevete più latte, il latte fa bene

martedì 1 marzo 2011 - Marzia Gandolfi cinemanews

Bevete più latte, il latte fa bene “Più in basso di così c’è solo da scavare”, cantava così una bella canzone di Daniele Silvestri e comincia nello stesso modo il secondo film di Andrea Molaioli, che dissotterra gioielli e ‘gioiellino’ di un imprenditore di latte andato a male.
Ispirato dalla cronaca e da uno dei più gravi scandali della finanza globale, il regista romano ‘romanza’ il colossale crac della Parmalat di Calisto Tanzi e mette al centro del suo film un’azienda agro-alimentare gestita in maniera ‘creativa’ dalla famiglia Rastelli, abile nel falsificare i bilanci, gonfiare le vendite e ‘inventarsi’ il denaro. “Non abbiamo mai avuto intenzione di girare Il gioiellino a Parma e nemmeno di accanirci sulla vicenda e sui protagonisti reali, per questo nel film di Molaioli non ci sono riferimenti diretti. Riferimenti sottintesi per necessità di prudenza rispetto ai processi ancora in corso e poi il caso Parmalat ci interessava in quanto fenomeno paradigmatico”, ci spiega la produttrice Francesca Cima in conferenza stampa a Roma, dove Molaioli ha appena presentato alla stampa il suo Gioiellino.

Gli attori del momento.

Servillo e Battiston, presentissimi e bravi, ma non basta

lunedì 25 ottobre 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Servillo e Battiston, presentissimi e bravi, ma non basta Sono davvero pochissimi i film italiani dell'era recente che non presentano nel cast Toni Servillo e Giuseppe Battiston. Sono gli attori e i personaggi del momento. Il dato è esatto, facilmente misurabile, nel 2010 Battiston ha partecipato a Cosa voglio di più, Tutti pazzi per amore, Le ragazze dello swing, La passione, Figli delle stelle. Cinque film in un anno, sono tanti. Troppi, forse. Servillo non è da meno: Gorbaciof, Noi credevamo, Un balcon sur la mer, Una vita tranquilla e Il gioiellino.
Servillo è certamente un ottimo attore, capace di performance che attraversano molti registri. Nel Divo era semplicemente un'animazione, si muoveva secondo quelle regole, gesto enfatizzato, passo veloce quando era il caso. Aveva rappresentato Andreotti come una caricatura di classe. Davvero bravo. In Gorbaciof disegna un altro carattere oltre le righe, grottesco inquietante ed efficace. Nell'immagine e nella parola. Altro grande esercizio d'attore. Battiston è diverso, un compagnone simpatico, un "carattere" corpulento e non competitivo. Anche lui molto efficace, ma Battiston è sempre Battiston, è se stesso, propone lo stesso personaggio, anche se non gli mancherebbero le qualità tecniche per altre applicazioni, venendo dal teatro di buon livello.

Attuale
Servillo e Battiston sono i modelli del modello di cinema italiano attuale. Un cinema di "carattere", dove manca quasi tutto, a cominciare dai generi. Non c'è l'avventura, il noir, la commedia, non c'è neppure il dramma umano, c'è quello politico. L'ho scritto spesso, non c'è l'eroe. I temi sociali, che affiancano l'instant, che approfondirebbero argomenti già approfonditi da altri media, prevalgono. Ottengono magari attenzione presso una certa fascia di pubblico comunque minoritaria, ma continuano a non essere compresi e frequentati dal pubblico grande. Certo, il movimento italiano è molto bravo ad autoriconoscersi, enfatizza se stesso attraverso una critica ...simpatizzante e attribuendosi premi autoctoni, ma poi tutto si ferma lì.

Correnti
Le regole correnti, ormai da molto tempo, del nostro cinema, non ammettono (quasi mai) modelli portatori di appeal, emarginano l'eroe anche estetico. E questo a fronte di momenti quasi grotteschi nei film. C'è una citazione efficace ed esemplare. Ne La nostra vita, il regista Luchetti attribuisce il ruolo di protagonista a Elio Germano, altro "carattere" e a Raoul Bova quello del fratello maldestro, incapace persino di procurarsi una fidanzata. Bova, grande appeal, attore bravo quanto Germano, viene derubricato, magari umiliato, perché bello, dunque inadatto al cinema italiano attuale. È proprio così. Questo codice realistico-triste-sociale che si è accreditato e (auto)affermato, rimane comunque costretto nei nostri confini. Il gradimento e l'avallo del resto delle culture non ci appartiene. Ma il nostro movimento generale sembra rannicchiarsi in questo suo solipsismo. Da altre parti (quando avremo anche noi un Segreto dei suoi occhi argentino e un Concerto, rumeno?) si fanno film per il mondo, da noi si fanno film che non vanno nel mondo. Se dico che al cinema si addice l'identificazione e il sogno qualcuno dirà trattarsi di un concetto sorpassato, antico, e nostalgico. Ma nel cinema ci sono i caratteristi e i protagonisti, se i primi diventano i secondi, alla fine il cinema ne paga il prezzo. Detto in chiave di identificazione (altro concetto non più di moda): "io spettatore vedo più volentieri Brad Pitt, piuttosto che Battiston. Io spettatrice, se devo sognare... be', Battiston lo lascio fra le ultime fantasie, e Servillo fra le penultime." Gassman e Mastroianni erano protagonisti, non caratteristi, di un cinema protagonista.

Cultura
Anche se la cultura attuale, non solo del cinema, ha emanato e imposto altre regole, il cinema non può tradire le sue belle facoltà, quelle dotazioni primarie e inalienabili che ne hanno fatto l'evasione, anzi l'arte prevalente del secolo (scorso). Dotazioni che se non valgono da noi, valgono altrove. Infatti, da molte stagioni i nostri titoli non figurano nei boxoffice internazionali, semplicemente perché non vengono esportati. Un'altra misura impietosa dello stato del nostro cinema sono i premi. Ho affrontato l'argomento in altri interventi. Dunque stralcio una parte di un pezzo dello scorso anno. È preciso e... disarmante.

"Dopo Nuovo cinema paradiso il cinema italiano si è aggiudicato l'Oscar nel '91 con Mediterraneo, Oscar larghissimo per quel film, come ammise lo stesso Salvatores, e poi con La vita è bella, del '98, titolo, invece, del tutto meritevole. Da allora più nulla. Ci siamo illusi con Gomorra, come ci eravamo illusi con Baaría.
È arrivato un altro segnale in quel senso, che sintetizzo in questo modo: l'italianità non interessa più al mondo, per lo meno a quello del cinema che ha ormai metabolizzato storie di Napoli e storie di Sicilia. C'è dell'altro da rappresentare. E poi Tornatore, col suo film da record italiano di budget, ha forse dato una sensazione troppo dichiarata di lavorare pensando all'Oscar, non riuscendo a trasferire l'intenzione di grandezza, che alla fine molti hanno percepito come enfasi. Che il nostro cinema non sia più amato nel mondo emerge in modo cinematograficamente matematico, si può dire così. Assumo come riferimento i tre più importanti riconoscimenti del cinema, l'Oscar, il Leone d'oro di Venezia e la Palma d'oro di Cannes. Al di là della discrezionalità e spesso anche delle polemiche, credo che quei tre riconoscimenti rappresentino alla fine qualcosa di "esatto", un termine di giudizio che vale oggettivamente. La lista che segue vale senza altri commenti.

1946 Palma d'oro a Roma città aperta, di Rossellini
1947 Oscar a Sciuscià, di De Sica
1949 Oscar a Ladri di biciclette, di De Sica
1951 Palma d'oro a Miracolo a Milano, di De Sica
1952 Palma d'oro a Due soldi di speranza, di Castellani
1956 Oscar a La strada, di Fellini
1957 Oscar a Le notti di Cabiria, di Fellini
1959 Leone d'oro a Il generale della rovere, di Rossellini
1959 Leone d'oro a pari merito a La grande guerra, di Monicelli
1960 Palma d'oro a La dolce vita, di Fellini
1962 Leone d'oro a Cronaca familiare, di Zurlini
1963 Oscar a 8 e mezzo, di Fellini
1963 Palma d'oro a Il gattopardo, di Visconti
1963 Leone d'oro a Le mani sulla città, di Rosi.
1964 Oscar a Ieri, oggi, domani, di De Sica.
1964 Leone d'oro a Deserto rosso, di Antonioni
1965 Leone d'oro a Vaghe stelle dell'orsa, di Visconti
1966 Palma d'oro a Signore e signori, di Germi
1966 Leone d'oro a La battaglia di Algeri, di Pontecorvo
1967 Palma d'oro a Blow-Up, di Antonioni
1970 Oscar a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Petri
1972 Palma d'oro a Il caso Mattei di Rosi a pari merito con La classe operaia va in paradiso di Petri
1972 Oscar a Il giardino dei Finzi Contini di De Sica
1974 Oscar a Amarcord di Fellini 1977 Palma d'oro a Padre padrone, dei Taviani
1978 Palma d'oro a L'albero degli zoccoli, di Olmi
1988 Leone d'oro a La leggenda del santo bevitore, di Olmi
1998 Leone d'oro a Così ridevano, di Amelio
2001 Palma d'oro a La stanza del figlio, di Moretti.

Questi sono numeri, non è, ribadisco, discrezionalità, è... aritmetica. Emerge che nelle nostre stagioni eroiche vincevamo un premio all'anno. Poi ci siamo difesi. Ma nel nuovo millennio, salvo un'eccezione ormai lontana, proprio iniziale, siamo a "zero tituli". E forse ce lo meritiamo..."

   

Il film di Matteo Garrone si aggiudica i cinque premi più importanti.

Gomorra trionfa agli Oscar europei di Copenhagen

domenica 7 dicembre 2008 - Alessandro Regoli cinemanews

Gomorra trionfa agli Oscar europei di Copenhagen L'European Film Awards, l'equivalente europeo degli Oscar, ha decretato il trionfo di Gomorra che si è aggiudicato i cinque premi più importanti: Miglior Film, Miglior Regia (Matteo Garrone), Miglior Attore Protagonista (Toni Servillo), Miglior Fotografia (Marco Onorato) e Miglior Sceneggiatura. Nella categoria miglior film ha superato, tra gli altri, Il divo di Paolo Sorrentino e La classe di Laurent Cantet che aveva conquistato la Palma d'Oro a Cannes.
Dopo aver ottenuto la nomination come Miglior Film Straniero agli Indipendent Spirit Awards, importanti premi dedicati al cinema indipendente americano, continua la marcia trionfale di Gomorra in attesa del premio più importante, gli Oscar, dove, oltre alla probabile nomination come Miglior Film Straniero, può legittimamente aspirare a qualcosa di più. Nel 1998 con La vita è bella Roberto Benigni ottenne tre Oscar (Miglior Film Straniero, Miglior Attore Protagonista e Miglior Colonna Sonora), dopo aver vinto due premi all'European Film Awards (Miglior attore e miglior film). Riuscirà il cinema italiano a ripetere l'impresa?

La poesia bassa ironica e malinconica di Verdone e i personaggi disperati di Servillo danno vita a un'efficace "incontro d'autore".

Toni Servillo e Carlo Verdone a confronto

lunedì 27 ottobre 2008 - Gabriele Niola cinemanews

Toni Servillo e Carlo Verdone a confronto Separatamente e senza saperlo entrambi avevano espresso il desiderio di fare il loro "incontro d'autore" con l'altro, entrambi si ammirano (anche se per motivazioni diverse) e entrambi sono tra gli attori migliori del nostro cinema.
Uno è Carlo Verdone "il comico più di successo dagli anni '70 ad oggi", come l'ha definito il curatore della serata Mario Sesti, e l'altro è Toni Servillo, capace nell'ultimo anno di essere presente nei due più importanti film italiani con ruoli determinanti. Hanno scelto l'uno scene dai film dell'altro che amano particolarmente e che ritengono emblematiche della sofisticatezza attoriale del collega e le hanno commentate per il pubblico intervenuto.
Il risultato è stata una serata che ha incredibilmente coniugato la poesia "bassa", ironica e malinconica di Carlo Verdone ai personaggi rudi, titanici e "alti" di Toni Servillo, all'insegna di una contaminazione che ha spiegato benissimo il protagonista di Il divo: "La forza di quest'incontro sta in come un comico possa raccontare attraverso la comicità zone profonde di disperazione e come alle volte un ruolo disperato possa essere efficace attraverso piccole zone di comicità".

Solo un maestro di espressività può dare vita alla figura più controversa della storia italiana.

5x1: Toni Servillo, un volto nuovo?

martedì 13 maggio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Toni Servillo, un volto nuovo? A quasi 50 anni è uno dei volti nuovi del cinema italiano, un po' perchè si è sempre speso con parsimonia sul grande schermo, un po' perché per lungo tempo ha girato i teatri d'Italia. Figura storica del palcoscenico di ispirazione napoletana, Toni Servillo sta rapidamente recuperando il tempo perduto. Tra aprile e maggio 2008 occupa in pianta stabile le sale cinematografiche del Belpaese, con la sua rilettura della storia italiana, passando attraverso gli occhi affilati, le orecchie a punta e la gobba de Il Divo Giulio Andreotti fino a infilarsi per le strade della Gomorra del sud Italia che lui così ben conosce.
Come è arrivato, questo attore strappato a forza al teatro da Paolo Sorrentino a diventare icona del cinema di qualità italiano come dimostra il recente successo ai David di Donatello? Il primo passo è dovuto a Mario Martone che nel 1992 lo vorrà nel suo Morte di un matematico napoletano. Già allora si parlò di autentica sorpresa, senza considerare che Servillo era già un attore dalla straordinaria esperienza e presenza scenica.
Oggi, rappresenta in pieno una scuola minimale e, per certi versi, veramente poco teatrale, senza concessione all'eccesso: uno sguardo, un sollevamento di sopracciglia raccontano molto di più di quanto possano fare pagine e pagine di parole recitate fuori dalle righe. Così, in silenzio, Toni Servillo è tra i volti più ieratici ed evocativi del cinema italiano. Senza strafare.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,51)
Un film di Lorenzo Mattotti. Con Toni Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi, Maurizio Lombardi, Corrado Invernizzi.
continua»

Genere Animazione, - Francia, Italia 2019. Uscita 07/11/2019.
L'uomo del labirinto

L'uomo del labirinto

* * - - -
(mymonetro: 2,02)
Un film di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè, Vinicio Marchioni, Caterina Shulha.
continua»

Genere Thriller, - Italia 2019. Uscita 30/10/2019.
Ermitage - Il potere dell'arte

Ermitage - Il potere dell'arte

* * * * -
(mymonetro: 4,00)
Un film di Michele Mally. Con Toni Servillo
Genere Arte, - Italia 2019. Uscita 21/10/2019.
5 è il numero perfetto

5 è il numero perfetto

* * * - -
(mymonetro: 3,40)
Un film di Igor Tuveri. Con Toni Servillo, Valeria Golino, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Emanuele Valenti.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2019. Uscita 29/08/2019.
Zanna Bianca

Zanna Bianca

* * * - -
(mymonetro: 3,17)
Un film di Alexandre Espigares. Con Toni Servillo, Virginie Efira, Raphaël Personnaz, Dominique Pinon, Nick Offerman.
continua»

Genere Animazione, - Francia, Lussemburgo, USA 2018. Uscita 11/10/2018.
Filmografia di Toni Servillo »

mercoledì 24 giugno 2020 - Dai ritorni in sala estivi agli attesi film di Natale, tanti progetti d’autore, poche commedie, qualche debuttante.

«20 titoli di alto profilo». 01 Distribution svela i film in uscita nel II semestre 2020

Paola Casella cinemanews

«20 titoli di alto profilo». 01 Distribution svela i film in uscita nel II semestre 2020 Venti titoli di alto profilo, tanti d'autore, poche commedie, qualche debuttante, e quel Tre piani di Nanni Moretti che, come conferma Luigi Lo Nigro, direttore di 01 (il braccio distributivo di Rai Cinema), non sarà a Venezia ma "uscirà durante la primavera 2021": segno che il "ricatto" di Thierry Fremaux, che ha chiesto ai film selezionati a Cannes nel 2020 di rimanere in attesa della prossima edizione del festival francese, ha funzionato.


Nel presentare il listino Rai Cinema 2020, per la prima volta attraverso una convention solo virtuale, l'amministratore delegato Paolo Del Brocco ha voluto "dare un segnale positivo a tutta l'industria cinematografica" e testimoniare "il nostro impegno nella ripartenza delle produzioni grazie a soluzioni per lavorare in sicurezza sui set, senza per questo attaccare l'architettura dei film".
Le prime uscite fra luglio e agosto saranno due ritorni in sala - Gli anni più belli (guarda la video recensione) di Gabriele Muccino, "che aveva già superato i 5 milioni di incasso prima del lockdown", afferma Del Brocco, e Volevo nascondermi (guarda la video recensione) di Giorgio Diritti che, ricorda il regista, ha vinto a Berlino il premio per il Miglior attore e il Nastro d'argento dell'anno.

Due film con Sergio Castellitto - di uno è anche regista, Il materiale emotivo, da un soggetto e una sceneggiatura di Ettore Scola insieme alle figlie, nell'altro, Il cattivo poeta (5 novembre), interpreta Gabriele D'Annunzio. Una sola regista in listino, Susanna Nicchiarelli con Miss Marx (17 novembre), storia di Eleanor, la figlia minore di Karl Marx, "ragazza colta e libera travolta da una tragica storia d'amore". Come mai una sola donna alla regia? "È assolutamente un caso: noi accogliamo i progetti senza scegliere per genere", afferma Del Brocco. "Ci sono anni in cui le registe sono più numerose e anni in cui lo sono meno. E abbiamo in corso molte produzioni a firma femminile".

Due le commedie da grande pubblico: Ritorno al crimine (26 novembre), che avrebbe dovuto uscire a marzo ("abbiamo fatto la più lunga campagna pubblicitaria mai vista" afferma il regista Massimiliano Bruno), che vede riuniti Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Alessandro Gassman nel seguito di Non ci resta che il crimine (e questa volta invece della Banda della Magliana il gruppo incontrerà la camorra napoletana, Bruno Conti e Pablo Escobar), e Divorzio a Las Vegas di Umberto Carteni (8 ottobre). "Ci stiamo allontanando dalle commedie di puro entertainment, prediligendo storie che provano ad emozionare e contengono molteplici significati", afferma Del Brocco. "Vogliamo evitare quella banalità che ha affondato il genere in tempi recenti". Viaggio in Italia di Gabriele Salvatores racconterà il nostro Paese alle prese con la pandemia attraverso una storia collettiva filmata attraverso gli smartphone dei cittadini.

Notturno di Gianfranco Rosi, girato in Medioriente, ha già suscitato l'entusiasmo di molti compratori esteri e, assicura Del Brocco, "è il film migliore del documentarista e una grande sorpresa". Lacci di Daniele Luchetti porterà sul grande schermo le "scene da un matrimonio" narrate in forma di romanzo da Domenico Starnone, così come La terra dei figli di Claudio Cupellini si ispira alla graphic novel omonima di Gipi per raccontare l'avventura di un padre e un figlio sopravvissuti all'Apocalisse.

Grande attesa per Freaks Out di Gabriele Mainetti (dopo il successo di Lo chiamavano Jeeg Robot) che uscirà a metà dicembre, nella stessa collocazione strategica che ebbe l'anno scorso Pinocchio  (anche perché il regista rivela di essere ancora in post produzione causa interruzione da lockdown, e molti saranno gli effetti speciali).

Il Diabolik dei Manetti Bros con Luca Marinelli e Miriam Leone sarà il film di Natale: il primo minuto del film, visionato nel corso della convention, vede l'antieroe del titolo attraversare una Via del Corso fine anni '60. E Mario Martone ha ricominciato a girare Qui rido io con Toni Servillo nei panni di Eduardo Scarpetta: durante la convention è stata mostrata l'ultima scena girata prima del lockdown, all'interno di un Teatro Valle fittamente "assembrato".
Gli esordienti su cui Rai Cinema ha deciso di scommettere sono il 29enne Nicola Abbatangelo, che stupisce con una scena del suo musical (in lingua inglese) The Land of Dreams: un vertiginoso piano sequenza, alla maniera dell'apertura di La La Land, "un'opera prima ambiziosa, quasi tutta girata in studio, sulla quale abbiamo deciso di investire un grande budget", rincara Del Brocco; e Gianluca Iodice, regista del già citato Il cattivo poeta.

Fra i titoli stranieri il secondo capitolo della saga di After; tre horror - Spiral - L'eredità di Saw, Come Play - Gioca con me e The Turning - La casa del male (11 agosto) - ; e un trhiller con un imbolsito ma terrificante Russell Crowe (Il giorno sbagliato, 24 settembre) nei panni di uno psicopatico criminale. A giorni partiranno le riprese dell'attesissimo Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese con Robert De Niro e Leonardo DiCaprio, che debutterà con 01 nel 2021, l'Italia "unico territorio in cui non verrà distribuito da una major", come afferma orgogliosamente Lo Nigro.

Del Brocco ribadisce l'importanza della sala cinematografica, che "rimane il luogo centrale nella costruzione dell'immaginario collettivo e delle emozioni, non riproducibile con nessun altro mezzo", ma apre all'idea di piattaforme complementari alla sala. "Certo, se le piattaforme internazionali vogliono entrare nella nostra industria dovranno anche investire in modo adeguato, non limitarsi ad arrivare all'ultimo secondo per accaparrarsi i film di grande immagine. Chi non aggiunge risorse non fa bene al sistema".

Del Brocco si toglie anche qualche altro sassolino dalle scarpe rispetto a mamma Rai: a proposito della decisione di Eleonora Andreatta, ex direttrice di Rai Fiction appena passata alla vicepresidenza delle serie originali italiane Netflix, ammette che "per la nostra azienda è un brutto colpo: non è la prima dirigente di valore ad andare a ricoprire una posizione importante in un'altra azienda. È un segnale preoccupante che impone una riflessione sull'enorme burocrazia fatta di lacci e lacciuoli che lega il nostro lavoro. La Rai è regolata dal codice degli appalti come se costruisse strade invece che prototipi. E aderisce alla norma sul taglio degli stipendi aziendali che limita solamente la nostra dirigenza, rendendola meno competitiva sul mercato. Così le altre piattaforme finiscono per accaparrarsi i migliori talenti".
   

lunedì 15 giugno 2020 - La cerimonia avverrà in via eccezionale a Roma trasmessa in diretta su Rai Movie.

Nastri d’Argento 2020, premiazione in diretta il 6 luglio

a cura della redazione cinemanews

Nastri d’Argento 2020, premiazione in diretta il 6 luglio Per la 74.ma edizione dei Nastri d’Argento non una cerimonia tradizionale ma la consegna dei Nastri - lunedì 6 Luglio in diretta tv su Rai Movie -  in un viaggio nel cinema dei protagonisti che non dimenticherà i titoli di coda. Dal MAXXI di Roma, il Museo delle Arti del XXI secolo trasformato in un inedito set, una serata di solidarietà per il cinema che aspetta di tornare al lavoro.

E sarà ancora una volta Anna Ferzetti dopo il successo della serata di un anno fa, a Taormina, a condurre quest’edizione all’insegna della solidarietà per i prestigiosi riconoscimenti assegnati dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici che quest’anno lasciano lo scenario del Teatro Antico per  celebrare comunque a Roma, la capitale del cinema,  la chiusura di una stagione particolarmente difficile anche per lo spettacolo, per lo stop imposto dal Covid 19, siglando così una vera e propria riapertura del cinema italiano.
Al MAXXI, ormai tradizionale sede romana dei Nastri - e istituzione attenta a ogni linguaggio della creatività del nostro tempo - una premiazione alla presenza dei vincitori che riceveranno personalmente i premi. Ed è Rai Movie, il canale del servizio pubblico tutto dedicato al cinema, il media partner dell’evento ancora una volta al fianco del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, che trasmetterà in diretta l’evento con la regia di Flavia Unfer e la fotografia di Andrea Giusti. Una serata inedita per i Giornalisti Cinematografici che mai come quest’anno vogliono essere solidali con l’industria e con il cinema più ‘invisibile’: talenti, tecnici e grande artigianato per i quali, oltre il riconoscimento dei premi, l’augurio è di poter tornare presto al lavoro riaccendendo i set e le luci in sala per un nuovo avvio.
 
Riflettori accesi dunque, in una grande serata, quest’anno straordinariamente in diretta, sul cinema d’autore e sui film, i protagonisti, le attrici e gli attori più amati dell’anno ma anche sugli artisti che lavorano nell’ombra e che partecipano con la loro competenza e la loro professionalità, alla realizzazione di quel piccolo miracolo di impegno e lavoro comune che è ogni film.  Una fabbrica di talento due volte speciale in quest’anno particolare per il cinema italiano che ha offerto un ventaglio di proposte nel segno dell’emozione, dell’originalità e della scoperta: accanto ai grandi autori anche le opere prime hanno rivelato una grande qualità e varietà, uno scouting fra i più interessanti degli ultimi anni.

Nel corso della serata, a cura di Laura Delli Colli per i Giornalisti Cinematografici che producono l’evento, verranno consegnati il Nastro dell’anno per Volevo nascondermi (guarda la video recensione) di Giorgio Diritti, che premia il regista, i produttori (Carlo Degli Esposti e Nicola Serra per Palomar e Paolo Del Brocco per Rai Cinema) e lo straordinario protagonista Elio Germano (con un Nastro collettivo per l’intera squadra dei collaboratori tecnici) ma anche il Nastro alla carriera a Toni Servillo e alcuni riconoscimenti speciali tra i quali il Nastro europeo e il Nastro della legalità, il Premio SIAE per la sceneggiatura e il Nuovoimaie destinato dallo scorso anno ai doppiatori professionisti. Infine, i Premi ‘Guglielmo Biraghi’ e ‘Graziella Bonacchi’ per i più giovani protagonisti dell’anno.
 
Quaranta i titoli in tutto selezionati per i Nastri 74, prodotti dal Sngci con il sostegno del Mibact - Direzione Generale per il Cinema, main sponsor BNL Gruppo Bnp Paribas, media partner, quest’anno, Rai Movie. E sono nove le candidature per Favolacce (guarda la video recensione) dei fratelli D’Innocenzo e Pinocchio (guarda la video recensione) di Matteo Garrone testa a testa in vetta alla classifica dei più candidati. Con loro nella ‘cinquina’ per il premio al ‘miglior film’ Gli anni più belli (guarda la video recensione) di Gabriele Muccino, Hammamet (guarda la video recensione) di Gianni Amelio e La Dea Fortuna (guarda la video recensione) di Ferzan Ozpetek.  E sono 10 quest’anno, eccezionalmente, gli autori selezionati per la migliore regia: anche Pupi Avati, Cristina Comencini, Pietro Marcello, Mario Martone e Gabriele Salvatores in gara insieme ai registi candidati per il miglior film.

   

mercoledì 27 maggio 2020 - Annunciate le candidature ai premi di quest’anno che verranno consegnati a fine giugno. 

Nastri d’Argento 2020 - Si dividono il primato Favolacce e Pinocchio

a cura della redazione cinemanews

Nastri d’Argento 2020 - Si dividono il primato Favolacce e Pinocchio Favolacce (guarda la video recensione) con gli applausi e l’Orso d’argento conquistato a Berlino e il Pinocchio (guarda la video recensione) di Matteo Garrone, con un racconto che ancora una volta ha incantato il grande pubblico - testa a testa, con 9 nomination ciascuno - sono i film più candidati ai Nastri d’Argento 2020. A contendersi il Nastro per il miglior film anche Gli anni più belli (guarda la video recensione) di Gabriele Muccino, Hammamet (guarda la video recensione) di Gianni Amelio e La Dea Fortuna (guarda la video recensione) di Ferzan Ozpetek.

Annuncio ufficiale a Roma, rispettando una tradizione, anche se quest’anno in diretta streaming, dal MAXXI - il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo - per le candidature della 74.ma edizione dei Nastri d’Argento con la quale i Giornalisti Cinematografici mai come quest’anno vogliono essere solidali con il cinema senza lavoro: migliaia di operatori del settore, con gli autori e i protagonisti, che ancora non possono tornare al lavoro. Proprio come i film non riescono ancora ad uscire in sala.
Tornando alle candidature: Gli anni più belli (guarda la video recensione), con 8 nomination, è anche tra i film più candidati di quest’anno insieme a La Dea Fortuna (guarda la video recensione), Il Sindaco del Rione Sanità (guarda la video recensione) di Mario Martone e Martin Eden (guarda la video recensione) di Pietro Marcello (questi ultimi, 7 nomination ciascuno). Con cinque candidature li inseguono Hammamet (guarda la video recensione) di Gianni Amelio, Tornare di Cristina Comencini, Tutto il mio folle amore (guarda la video recensione) di Gabriele Salvatores e Il primo Natale (guarda la video recensione) di Ficarra e Picone, in cinquina per la migliore commedia dell’anno con Figli (guarda la video recensione), l’ultimo film scritto da Mattia Torre diretto da Giuseppe Bonito, Lontano lontano di Gianni Di Gregorio, Odio l’estate (guarda la video recensione) di Massimo Venier e Tolo tolo (guarda la video recensione) di Luca Medici.

Sei, quest’anno, gli autori delle opere prime in gara, più difficili da scegliere per la qualità e la varietà di uno scouting tra i più interessanti degli ultimi anni: Stefano Cipani con Mio fratello rincorre i dinosauri (guarda la video recensione), Marco D’Amore con L’Immortale (guarda la video recensione), Roberto De Feo con The Nest, Ginevra Elkann con Magari (guarda la video recensione), Carlo Sironi con Sole (guarda la video recensione) e Igor Tuveri (Igort) con 5 è il numero perfetto

Sono stati già annunciati, li ricordiamo, il Nastro dell’anno per Volevo nascondermi (guarda la video recensione) di Giorgio Diritti, che premia il regista, i produttori (Carlo Degli Esposti e Nicola Serra per Palomar e Paolo Del Brocco per Rai Cinema), lo straordinario protagonista Elio Germano (con un Nastro collettivo per l’intera squadra dei collaboratori tecnici) e il Nastro alla carriera a Toni Servillo. Il Direttivo come sempre, assegnerà intanto anche alcuni riconoscimenti speciali: il Nastro europeo e il Nastro della legalità, il Premio SIAE per la sceneggiatura e il Nuovoimaie destinato dallo scorso anno ai doppiatori professionisti e, infine, i Premi  Biraghi e il  Bonacchi per giovani attrici e attori.

martedì 26 maggio 2020 - All’attore il Nastro d’Argento alla carriera che gli verrà consegnato durante la cerimonia di fine giugno. 

Nastri d’Argento 2020, riconoscimento alla carriera a Toni Servillo

a cura della redazione cinemanews

Nastri d’Argento 2020, riconoscimento alla carriera a Toni Servillo Va a Toni Servillo il Nastro d’Argento alla carriera 2020, riconoscimento che il Direttivo dei Giornalisti Cinematografici assegna tradizionalmente, oltre il verdetto che annualmente premia i migliori dell’anno attraverso il voto degli iscritti al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani che assegna i Nastri dal 1946. Queste le motivazioni: 
 
"Un protagonista che continua a lasciare il segno regalandoci personaggi e interpretazioni sempre indimenticabili, nel cinema quest’anno con L’uomo del labirinto di Donato Carrisi, 5 è il numero perfetto, film d’esordio di Igort e, anche nel doppiaggio, con la bellissima voce di Leonzio in un piccolo gioiello come La famosa invasione degli orsi in Sicilia (guarda la video recensione) di Lorenzo Mattotti”, si legge nella motivazione. “È un perfezionismo, il suo, che continua ad affascinarci e fa la differenza anche nella qualità, nata oltre lo schermo e prima dello schermo, nel suo fare teatro”.
“Personaggi come i sorrentiniani Tony Pisapia de L’uomo in più, Il Divo Giulio o Jep Gambardella che a Hollywood piace perfino per le giacche o il Titta de Le conseguenze dell’amore, sono icone in un quarantennio di performance che,  tra teatro e cinema, continuano a sorprendere il pubblico come la stampa e la critica” sottolinea  ancora, a nome  dei Giornalisti Cinematografici, Laura Delli Colli “senza dimenticare le inquietudini di certi inquirenti che - dal Commissario de La ragazza del lago all’agente Vogel de La ragazza nella nebbia (guarda la video recensione) fino all’investigatore Genko de L’uomo del labirinto – ci regalano, tra il  giallo e il noir, un’altra gamma delle sue interpretazioni”.
 
Toni Servillo riceverà il Nastro alla carriera - come i vincitori del Nastro dell’Anno andato al film di Giorgio Diritti Volevo Nascondermi (guarda la video recensione) con Elio Germano – nel corso della serata di premiazione prevista alla fine di Giugno a Roma, dopo il voto che assegnerà i premi tra i candidati che saranno annunciati domani.

   

mercoledì 20 maggio 2020 - Tratto dall'omonimo romanzo di Dino Buzzati, uno straordinario film per grandi e piccini.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia da oggi disponibile in homevideo

a cura della redazione cinemanews

La famosa invasione degli orsi in Sicilia da oggi disponibile in homevideo La famosa invasione degli orsi in Sicilia (guarda la video recensione), il film di animazione di Lorenzo Mattotti che ha incantato il Festival di Cannes e ha ottenuto il Premio come Miglior Regia ad Alice nella città, è finalmente disponibile nella doppia versione DVD e DVD + BLU-RAY DISC, arricchito da 5 contenuti extra che mostrano il lavoro dietro le quinte della versione italiana, con il doppiaggio di Toni Servillo, Corrado Guzzanti, Antonio Albanese, Maurizio Lombardi, Linda Caridi. Il DVD contiene un contenuto esclusivo: il Gioco degli Orsi, un gioco da tavola realizzato a partire delle tavole di Mattotti.  
 

Il film diretto da Lorenzo Mattotti omaggia e rispetta l'opera di Buzzati dal quale è tratto.
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SINOSSI DEL FILM
Nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, Leonzio, il Grande Re degli orsi, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all'aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini. 
   

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