| Anno | 2026 |
| Genere | Thriller, Horror, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Riccardo Cannella |
| Attori | Fabio Troiano, Francesco Foti, Rossella Brescia, Giorgio Colangeli, Giuseppe Lanza Maria Amato, Simone Bagarella, Irene De Gaetano, Angela Motta. |
| Uscita | giovedì 19 febbraio 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Dea Film |
| MYmonetro | 3,75 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 22 febbraio 2026
L'arrivo inatteso di un uomo e le sue figlie spezza l'equilibrio di una famiglia nascosta tra i boschi delle Madonie. Jastimari - Il rifugio è 188° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 6,00 e registrato 770 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sicilia. Madonie. Un uomo e una donna vivono nei boschi con il figlio adolescente Angelo e il fratello minore Lele. Scelgono di separarsi, per proteggerli. Dal mondo esterno che il padre vive come denso di pericoli. Un giorno però in questo luogo totalmente isolato, arriva un uomo con le due giovani figlie. Da quel momento gli equilibri familiari cambiano e vengono alla luce situazioni sino ad allora tenute accuratamente nascoste.
Riccardo Cannella scrive, dirige e produce un film inquietante che merita attenzione.
Ci sono film che hanno un'identità e un'accuratezza nella messa in scena che fanno superare anche quelle che appaiono come imperfezioni. Partiamo da queste ultime. Nella fase finale diventa necessario sospendere l'incredulità per aderire alla possibilità che un certo tipo di strumentazione dopo un tempo presumibilmente non breve possa essere ancora funzionante. C'è poi una virata di genere (che non si può specificare per non fare spoiler) che sposta il tiro da quello che sino a quel punto si prospettava come un percorso di riflessione (a un più che buon livello) sulle reazioni dell'animo umano dinanzi a un pericolo diffuso.
Perché l'atmosfera che Cannella riesce a creare grazie alla colonna sonora, alla fotografia di Daniele Ciprì e alla bravura di tutti gli attori coinvolge sin dalle prime battute. Bisogna arrivare ai primi trenta minuti per scoprire con precisione in quale collocazione spazio-temporale ci si trovi. Temporale perché, con l'arrivo degli estranei, si comprende in quale epoca precisamente si trovi quella società che la famiglia ha escluso dal proprio orizzonte. Di spazio perché fino ad allora si è utilizzato, l'arbëreshe, un'antica lingua di minoranza etno-linguistica albanese storicamente usata in Italia meridionale e solo da quel momento lo si intercala con l'italiano.
Per apprezzare al meglio il lavoro di Cannella è bene ignorare totalmente in anticipo ciò che accadrà dopo i primi trenta minuti perché solo così si può entrare, passo dopo passo, in quello che si presenta come un tentativo (riuscito, almeno fino a poco prima del finale) di scandagliare gli effetti di scelte necessarie che si trasformano in ossessioni che, poste dinanzi all'emergere di novità che escono dalle rigide regole che si è andati costituendo, finiscono con il far nascere o, meglio, fare emergere, conflittualità e pulsioni già da tempo latenti.
In Jastimari - Il rifugio l'atto del maledire, contenuto nella parola che fornisce il titolo, attraversa la vicenda in una Natura che, anche se non è nemica, racchiude in sé elementi di minaccia che si manifestano con suoni e presenze. Cannella sa come costruire l'atmosfera giusta per valorizzarli.
Jastimari – Il Rifugio è un film delicato e profondo che racconta le fragilità umane con autenticità e misura. Il “rifugio” del titolo non è soltanto un luogo fisico, ma uno spazio interiore: rappresenta il bisogno di protezione che emerge nei momenti di smarrimento, ma anche il punto di partenza necessario per crescere e trovare il coraggio di esporsi [...] Vai alla recensione »
In dialetto significa bestemmiare, maledire qualcuno. Riccardo Cannella, che nella vita lavora anche nella produzione cinematografica, non è nuovo ai titoli che abbiano un forte carattere identitario della sua Sicilia, tanto che il suo film precedente come regista si intitola U scrusciu du mari. Parte da queste coordinate anche Jastimari, il suo nuovo film, che cita le arie misteriose di Night Shyamalan, [...] Vai alla recensione »