| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Massimiliano Gallo |
| Attori | Stefania Blandeburgo, Roberta Caronia, Maurizio Casagrande, Francesco Cossu Ludovica Ferraro, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Antonio Milo, Mariano Rigillo, Shalana Santana. |
| Uscita | giovedì 9 aprile 2026 |
| Distribuzione | Fandango |
| MYmonetro | 3,50 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 20 marzo 2026
Il film racconta la storia vera di Eduardo De Filippo che organizza un corso di teatro per le detenute del carcere di Pozzuoli.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Nisida, 1983. Il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso per un breve periodo, e 18 delle sue detenute vengono ospitate nel carcere minorile dell'isola. La convivenza è difficile, sia perché le detenute sono stipate in spazi sovraffollati, sia perché i ragazzi sono sovreccitati per la presenza del gruppo di donne in un luogo dove sono solamente solo figure di sogno. Fra queste c'è la bella Beatrice, la vedova di un camorrista, che ha visto uccidere il figlio in una guerra fra bande rivali, e che suscita l'immediato interesse di Emanuele, un giovane carcerato sul punto di terminare la sua detenzione: fra loro si stabilirà un legame profondo e assai pericoloso. Eduardo De Filippo, allora già 83enne e senatore a vita, visita spesso Nisida dove ha creato un laboratorio teatrale, e consiglia al direttore del carcere di mettere in scena uno spettacolo di varietà, approfittando della presenza femminile nell'istituto. Il direttore, inizialmente restio, accetta pur di mettere fine alle tensioni create dall'arrivo delle detenute. E lo spettacolo metterò in moto dinamiche che cambieranno la vita di alcuni.
La salita è il lungometraggio di esordio alla regia di Massimiliano Gallo, noto attore di cinema e televisione e già affermato regista teatrale.
"Spesso mi è stato detto: «Tu hai avuto la fortuna di vivere in una famiglia di artisti»", dice Eduardo ai detenuti nel film, e anche Gallo potrebbe dire la stessa cosa: è infatti figlio di due grandi teatranti come Nunzio Gallo e Bianca Maria Varriale, nonché fratello minore di Gianfranco Gallo, anche lui attore affermato. La salita è il tributo di Massimiliano all'amore per il palcoscenico e alla sua importanza nella vita di chi, non solo a Napoli e dintorni, rischia di finire negli ambienti sbagliati e di seguire le sirene della criminalità organizzata.
Il film è basato su una storia vera, che forse lo riguarda di persona, e nei titoli di coda vediamo Eduardo De Filippo pronunciare il discorso che nel film viene interpretato da Mariano Rigillo, magnifico nel non fare banalmente un'imitazione di Eduardo, ma evocarlo per piccoli gesti e movenze, e soprattutto restituirne la statura morale e l'ispirazione artistica. Maurizio Casagrande e Luisa Esposito sono altrettanto efficaci nell'impersonare Carlo Croccolo e Rosalia Maggio, i due attori che nella realtà hanno guidato i detenuti e le detenute nella rappresentazione del carcere di Nisida, istruendoli sui principi di una recitazione che mescola "l'alto e il basso, il serio e il comico, l'allegro e il romantico".
Accanto ai professionisti più esperti c'è un bel gruppo di attori, da Antonio Milo nei panni di un guardiano ricco di umanità a Roberta Caronia in quelli di Beatrice, da Gianfelice Imparato nei panni del direttore del carcere a Shalana Santana in quelli di un'educatrice illuminata. Ma sono efficaci anche gli interpreti dei giovani carcerati, a cominciare dal protagonista Alfredo Francesco Cossu nel ruolo di Emanuele e il suo compagno di cella cinefilo Paolo, ben interpretato da Manuel Mazia. La potente colonna sonora originale di Enzo Avitabile aggiunge pathos e atmosfera alla narrazione.
La salita non vuol essere né Mare fuori né Mery per sempre, perché si colloca in quel sottogenere cinematografico che comprende Cesare deve morire o Grazie ragazzi nel mostrare come il teatro in carcere abbia un immenso valore educativo e contribuisca alla risocializzazione e al reinserimento sociale dei detenuti. Il teatro può cambiare il proprio destino, dice Gallo, e come ammoniva Eduardo, parlando ai giovani detenuti, "ognuno può fare la sua strada, ma non permettete a nessuno di rovinarvi la vita".
Un film scontato, regia mediocre, interpretazioni da fiction RAI, sequenze banali e imbarazzanti. roba da fotoromanzo anni Settanta