| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia, Spagna |
| Durata | 106 minuti |
| Al cinema | 43 sale cinematografiche |
| Regia di | Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico |
| Attori | Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Matilde Gioli, Massimo Ceccherini Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Pilar Fogliati, Lorenzo Zurzolo, Alfonso Postiglione, Massimiliano Bruno. |
| Uscita | giovedì 26 marzo 2026 |
| Distribuzione | Filmclub Distribuzione |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 marzo 2026
Tre ventenni si incontrano al Ser.D: tra dipendenze, fragilità e nuove relazioni, ciascuno scopre un modo diverso di affrontare sé stesso e la vita. Strike - Figli di un'era sbagliata è 29° in classifica al Box Office. martedì 24 marzo ha incassato € 2.040,00 e registrato 2.064 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Le vite di tre ventenni si incrociano al Ser.D, il Servizio per le Dipendenze Patologiche. C'è Dante, un laureando in psicologia con un padre ingombrante e un disagio interiore che frequenta il centro per ragioni formative. C'è Pietro, neodiplomato, che è stato più volte trovato in possesso di marijuana. C'è Tiziano, che dichiara una dipendenza da crack e prova sempre a convincere la dottoressa a dargli qualche farmaco. E poi c'è una serie di persone che i tre incontreranno (o rincontreranno) che a modo loro, con tutti i difetti e le imperfezioni, cambieranno loro la vita e il modo di vederla.
È una commedia agrodolce sull'empatia e il disagio dello stare al mondo anche se sei giovane, Strike - Figli di un'era sbagliata.
Un'opera prima a sei mani, firmata dai registi e interpreti dei tre protagonisti Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico. Tentano insieme con tanta evidente buona volontà il triplo salto mortale: nel loro debutto alla regia si autodirigono, scelgono il tema - troppo poco frequentato dai nostri autori - delle dipendenze e tentano di trasporre sul grande schermo uno spettacolo teatrale. Ci sono voluti cinque anni di lavoro e il contributo di tutta una serie di volti noti, che si sono prestati volentieri a sostenere un'opera prima che ha il merito di affrontare con ironia il tema che i più preferiscono non guardare affatto: che fine fanno i ragazzi che "non ce la fanno" e si perdono nel tunnel delle dipendenze. Non è tuttavia uno snuff movie, si focalizza anzi sull'importanza della terapia e dell'aiuto degli altri, che siano terapeuti, amici o compagni improvvisati di strada incrociati al Ser.D.
Tra i volti noti spiccano i dottori Matilde Gioli e Massimo Ceccherini, Massimiliano Bruno nei panni del padre ingombrante di Dante, Pilar Fogliati in quelli della migliore amica di Pietro con un leggero problema di dipendenza da psicofarmaci, Lorenzo Zurzolo più che convincente nei panni del fratello tossicodipendente di Tiziano. Poi ci sono Kyshan Wilson, conosciuta per Mare Fuori e sempre più intensa, e Caterina Guzzanti in un ruolo decisamente sopra le righe tutto da scoprire. Caricature e personaggi di spessore si mescolano in quel crocevia di esistenze e problematiche varie che è il Ser.D., location che questo film ha il merito di far (ri)scoprire al pubblico con una chiave di inedita leggerezza, che non rinuncia alla drammaticità di certe scene. Commovente la scena in doccia di cura di un fratello che ritrova l'altro dopo l'ennesimo eccesso, ottimista il finale che prova a indicare come solo nell'ascolto autentico dell'altro si riescano a intravedere spiragli di speranza. Ai tre registi va riconosciuto il coraggio di sperimentarsi insieme dietro e davanti la macchina da presa con un'idea nuova, originale e per nulla banale, né retorica, che certo risente di tutti i difetti e le imperfezioni di un'opera prima, ma sa farsi apprezzare per la sua onestà, per l'assenza di pretese e per una spigliata freschezza narrativa che sarebbe bello poter vedere con maggiore frequenza sui nostri grandi schermi.
Non ha interesse a descriversi bravo ragazzo, Pietro: annoiato, asociale, scapestrato ventenne che deve suo malgrado integrarsi in un centro per le dipendenze cliniche, smania dal desiderio di smaltire il periodo di detenzione gruppale forzata e tornare in spiaggia a farsi le canne (lo incarna Giovanni Nasta, con una buona dose di noncuranza e trascurata intensità che gli permette di non scivolare [...] Vai alla recensione »