| Titolo originale | Rentaru Kazoku |
| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia drammatica, |
| Produzione | Giappone, USA |
| Durata | 103 minuti |
| Al cinema | 50 sale cinematografiche |
| Regia di | HIKARI |
| Attori | Brendan Fraser, Paolo Andrea Di Pietro, Takehiro Hira, Shinji Ozeki (II), Mari Yamamoto Akira Emoto, Risa Kameda, Takao Kin. |
| Uscita | giovedì 19 febbraio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| MYmonetro | 3,85 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 febbraio 2026
Philip, attore americano in Giappone, lavora per "Rental Family", offrendo affetto a pagamento. Scoprirà però che separarsi dai clienti è la parte più difficile. Il film è stato premiato a National Board, ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, Rental Family - Nelle vite degli altri è 18° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 8.125,00 e registrato 299.046 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Philip è un attore americano di alterne fortune che da anni vive e lavora in Giappone. Un giorno gli propongono di lavorare per un'agenzia che fornisce figuranti a noleggio per assistere i cari, chiedere scusa a mogli, fingersi parenti, e così via. Si chiama "Rental Family" e malgrado i dubbi iniziali Philip inizierà ad amare questo nuovo mestiere mirato ad aiutare il prossimo, benché a pagamento. Le cose si complicheranno non poco quando scoprirà a sue spese che non sarà facile evitare di affezionarsi ai clienti e chiudere definitivamente i rapporti con loro.
Una commedia commovente sulla riscoperta dell'empatia e dell'autenticità dei legami tra esseri umani. È Rental Family, scritto e diretto dalla giapponese Hikari, con protagonista un titanico Brendan Fraser che torna a emozionare dopo la prova da Oscar di The Whale.
Hikari sceglie a più riprese di far combaciare il punto di vista del suo personaggio con quello del pubblico, una scelta che premia: il suo Philip è un uomo solo, che vive da sette anni in un Paese che non è il suo, e dalla finestra osserva le vite degli altri, piene di vita e di relazioni. Quando gli propongono di fare il figurante a "noleggio familiare" per dei perfetti sconosciuti storce il naso e avanza dubbi morali, però quando inizia a farlo capisce una cosa importante. La vita diventa più colorata quando si riesce ad aiutare il prossimo, al di là di ogni moralismo. C'è chi ha bisogno di noleggiare una persona per solitudine, chi affitta uno sposo per accontentare genitori tradizionalisti e guadagnarsi la libertà di amare chi vuole, chi cerca un padre per poter iscrivere la propria figlia a una delle scuole più prestigiose e selettive di Tokyo, chi chiede di poter assistere un padre malato di Alzheimer che è anche un attore famoso. Tutto raccontato in chiave di commedia, intesa nel senso originario di genere onnicomprensivo capace di abbracciare ogni tipo di sentimento, anche lo sconforto più totale. Il confine tra il mentire e l'aiutare si polverizza a ogni scena, i dilemmi etici emergono accanto all'urgenza di fare qualcosa di concreto per gli altri.
Il che comporta anche sacrifici, rinunce personali, scelte azzardate: Phillip cambierà prospettiva sulle cose, trovandosi in continua difficoltà nell'uscire veramente dai personaggi che interpreta. Si ritroverà a mantenere promesse suo malgrado e persino a sfidare la legge pur di esaudire un ultimo desiderio non suo. Nell'era dell'individualismo sfrenato, Hikari riesce a firmare un film toccante, tenero, garbato sul diritto a rendere felice il prossimo e sul bisogno di relazioni umane autentiche. Una commedia originale, mainstream e universale che sfida la retorica del buonismo senza mai rinunciare all'ironia, riuscendo nell'impresa di aprire i cuori e contagiare speranza in chi guarda, ricordando che in ogni parte del mondo e a ogni età non ci si salva mai da soli. A tutto questo si aggiunge il fascino magnetico e irresistibile del Giappone, dall'architettura urbana di Tokyo - i grattacieli, i templi, i piccoli ristoranti in legno, le strade affollate - all'esplosione di natura nipponica incontaminata in una missione segreta del protagonista che non sveleremo, ma che colpisce dritto al cuore.
In una città come Tokyo ,dove i fiori di ciliegio si alternano ad abitazioni tristi e spoglie,dove l'umanità corre,si sviluppa una sorta di esperimento sociologico. Si consegnano in dono,per poco tampo,a pagamento ,parenti o amici o ammiratori a chi ne è sprovvisto,si colmano vuoti che si ritengono necessari per il benessere ,momentaneo ,di alcuni soggetti.
Qualche anno fa, durante una conversazione con Gianni Amelio a proposito di un possibile seguito di Colpire al cuore, Laura Morante parlando di sé in quanto attrice confidava che, non essendo di base un'esibizionista, aveva bisogno per non vergognarsi di un personaggio che la sostenesse, dentro cui nascondersi attraverso cui, inconsciamente, rivelarsi.