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sabato 25 giugno 2016

Peppe Servillo

La musica, il cinema, il teatro

55 anni, 15 Ottobre 1960 (Bilancia), Arquata Scrivia (Italia)
Biografia Filmografia Critica Premi Foto Articoli e news Trailer Dvd CD
Peppe Servillo

Gianfelice Imparato e Peppe Servillo presentano Into Paradiso.

Un'opera garbata che racconta la nostra società

venerdì 21 gennaio 2011 - Fiorella Taddeo cinemanews

Un'opera garbata che racconta la nostra società Nella finzione, uno è un timido ricercatore precario disoccupato, l’altro un imprenditore politicante senza molti scrupoli. Nella realtà, il primo alterna il teatro al cinema, il secondo la musica al teatro e ormai anche al cinema. Gianfelice Imparato e Peppe Servillo sono i protagonisti di Into Paradiso, commedia dai toni dolceamari sul delicato tema dell’immigrazione, girata a Napoli dalla regista milanese Paola Randi, al suo debutto sul grande schermo.

La storia di Alfonso e Gayan
Ed è un debutto al cinema anche per il duo artistico composto da Imparato e Servillo che, per la prima volta, si fronteggiano in un film. Con risultati senza dubbio interessanti. Imparato è Alfonso D’Onofrio, un anti eroe, suo malgrado, nella surreale ma realistica situazione raccontata dalla Randi nel film. “Alfonso è un ricercatore precario che perde definitivamente il posto di lavoro” racconta l’attore di Gomorra “Disperato chiederà una raccomandazione ad un vecchio amico d’infanzia, interpretato da Peppe, diventato un noto politico locale. Costui gli commissionerà, in cambio, un favore a dir poco impegnativo. E dopo una serie di eventi finiranno entrambi sul tetto di un malmesso palazzo del Cavone, quartiere napoletano dove da anni risiede la numerosa comunità singalese”.

Fotografia di una Napoli dalle mille contraddizioni
La Randi fotografa, così, una Napoli multietnica e accogliente, ma allo stesso tempo succube di malaffare e malavita. “È stata un’esperienza molto bella” spiega Servillo che alla carriera di cantante come voce degli Avion travel, sembra voler sempre più unire quella di attore. “Non voglio prendere il posto di mio fratello Toni” scherza “Anzi dalla sua esperienza c’è tutto da guadagnare. E a breve ritornerò a lavorare proprio con lui a teatro”. E su Into Paradiso dice ancora che “è stato interessante girare una storia come questa usando i toni della commedia, che continua ad essere il genere tipico della nostra tradizione. Ci sono intrecci curiosi e personaggi forti che non lasceranno indifferenti lo spettatore”. Ne è convinto lo stesso Imparato che sottolinea come il film sia un’opera “molto garbata che con profondità racconta storie dell’anima e della nostra società”.

Un cast eterogeneo ma affiatato
La forza della pellicola? Secondo l’attore sta nella capacità di parlare di Napoli “senza oleografia e senza immagini da cartolina” ed in questo fondamentale è stato l’occhio “esterno” della milanese Randi. Infine i giorni della lavorazione. “C’è stato molto affiatamento con Peppe - afferma Gianfelice Imparato - e lo stesso set è stata un’esperienza di integrazione, con una regista milanese, attori campani e singalesi. E tutto è andato nel migliore dei modi”.

   

Il 22 ottobre arriva in sala "la passione" di Turturro per la canzone napoletana.

Passione: 'o regista 'nnammurato

martedì 12 ottobre 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

Passione: 'o regista 'nnammurato Indimenticabile Jesus Quintana lungo la corsia di bowling dei fratelli Coen, John Turturro vuò fa il napoletano e lo fa con sensibilità e pertinenza nel suo nuovo e appassionato documentario. Come l'americano di Nisa e Carosone abballe 'o roccolo e gioca al baseball', colleziona canzoni napoletane e le esibisce lungo i vicoli di Napoli, dove una rosa illustre e titolata di artisti (re)interpreta il repertorio pop(olare) partenopeo. Tenace indagatore, Turturro adatta al suo documentario gli schemi e le convenzioni del cinema napoletano, inserendo e "sceneggiando" canzoni celebri come "Era de maggio" o "Malafemmena", "Maruzzella" o "Tammuriata nera". E proprio nei vicoli, scenario di base della sceneggiata napoletana, l'attore e autore americano canta Napoli e le sue canzoni, esplicitazione e sintesi della Storia di una città e di un'intera nazione. Scongiurando l'idealizzazione turistica da esportazione, Turturro guarda a Napoli e alla sua tradizione musicale con un amore pari solo all'ardente passione del carpentiere di Romance & Cigarettes per la sua Tula. Al teatro Trianon questa sera per il debutto napoletano, Passione uscirà in sala in cinquanta copie il prossimo 22 ottobre. A Roma questa mattina per presentare il suo film, il regista italoamericano ha dichiarato la sua Passione per il Belpaese, dove pensa di "restare" e di tradurre in un film i "fantasmi" di Eduardo De Filippo.

Aspettative
John Turturro: Il progetto di Passione nasce circa quattro anni fa in un momento molto buio per la città di Napoli, coinvolta negli scandali della "monnezza". Attraverso la canzone napoletana io, la montatrice Simona Paggi, gli artisti coinvolti, la regione Campania, il comune di Napoli volevamo restituire alla città tutta la sua bellezza. Questo documentario è stato girato con curiosità e con una grande umiltà nei confronti di una città meravigliosamente complessa. Quello che mi auguro adesso è che la gente resti sveglia in sala e guardi al film con lo stesso spirito con cui è stato ideato e prodotto.

Lavorare in Italia
John Turturro: Quando lavori con un regista ispirato come Francesco Rosi questa esperienza non può non lasciare il segno. Probabilmente devo ringraziare Francesco se ho deciso di lavorare in Italia. Il suo film La tregua richiese cinque anni di lavoro e in quei cinque anni ho imparato moltissimo sul vostro paese. Attraverso lo sguardo e le conversazioni con Francesco ho capito quello che prima mi sembrava incomprensibile ma soprattutto che se volevo saperne di più dovevo andare al fondo delle cose, delle esperienze, degli incontri. Passione nasce allora da uno sguardo rigoroso e profondo sulla cultura italiana, nello specifico sulla tradizione canora napoletana. Passione è principalmente un film su un luogo che ha saputo creare tanta musica e che poi l'ha esportata in tutto il mondo.

Cliché
John Turturro: Una degli aspetti che più mi stavano a cuore durante le riprese del film era quello di evitare cliché e stereotipi, volevo guardare la città con occhi diversi, sfuggendo lo sguardo del turista. Per questa ragione sono state scelte delle location non immediatamente riconoscibili come il Palazzo dello Spagnolo, il suggestivo Acquedotto romano del Serino poco distante da Napoli o la Solfatara di Pozzuoli, dove abbiamo girato la performance di Fiorello. Spero in questo modo di avere reso un favore a Napoli e corretto lo sguardo distorto degli americani sull'Italia e su ogni altro paese che non sia il loro. La maggior parte degli americani non sono curiosi e guardano per questo alle altre culture in maniera superficiale, trasformando ogni cosa in stereotipo. Questo è un atteggiamento infelice con cui ogni attore italoamericano finisce per fare i conti. E ne so qualcosa anch'io.

Sorrisi, cast e canzoni
John Turturro: Girando Passione non era mia intenzione fare la storia della canzone napoletana. Mi premeva piuttosto realizzare un film di intrattenimento impegnato a presentare, o ripresentare, al pubblico alcune tra le più belle canzoni della tradizione partenopea. Per questa ragione ho voluto che il mio cast fosse composto da cantanti tradizionali o sperimentali come Raiz e da attori come Fiorello, capaci di raccontare una storia e di non limitarsi ad interpretare una canzone. Da Ranieri a Peppe Servillo, da Lina Sastri a Fiorello, da Enzo Avitabile a Pietra Montecorvino sono stati tutti favolosi narratori di una città misteriosa che sfugge a chi viene da fuori e a chi da sempre ci vive. C'è qualcosa di vibrante e infinito a Napoli, qualcosa che percepisci ovunque e che ho cercato di catturare e di mettere nel mio film.

Angeli protettori
Fiorello: È incredibile, è la seconda volta che vengo scelto da un regista americano per cantare una canzone di Renato Carosone. Prima Minghella con "Tu vuò fa l'americano" e ora Turturro con "Caravan Petrol". A differenza degli altri artisti coinvolti in questo progetto io non sono napoletano, non scrivo musica e non sono nemmeno un attore, per queste tre ragioni rimasi perplesso dalla scelta di Turturro e provai a dissuaderlo. Ad oggi sono convinto che sia lo spirito di Renato Carosone a suggerire il mio nome ai registi americani. Quando ascoltai l'arrangiamento di Enzo Avitabile di "Caravan Petrol", versione assolutamente tarantinizzata, cominciai a capire perché John avesse pensato proprio a me per quella performance. Dopo aver dato fondo alle obiezioni ho naturalmente accettato con gioia di partecipare alla "passione" di Turturro, quando fai il mio mestiere prima o poi finisci sempre per confrontarti con la canzone napoletana.

Mettersi in gioco
Peppe Servillo: Per noi partenopei partecipare a una simile esperienza è stato davvero importante, Passione ha messo in gioco il nostro pudore verso una tradizione che ha origini antiche e davanti alla quale non avremmo saputo che cosa scegliere di cantare e che cosa escludere. La cultura americana pur così lontana dalla nostra ha comunque dei curiosi punti di contatto, dunque era interessante vedere lavorare Turturro su una materia a noi tanto cara, il suo sguardo garantiva in qualche modo contenuti più autentici sulla nostra cultura.

Farsi guardare
Raiz: Ho amato farmi osservare da un occhio esterno e appassionato come quello di John Turturro. Sarebbe stato molto difficile per me, come per altri artisti napoletani, mettere mano nel nostro repertorio e scegliere le canzoni e gli autori da inserire nel film, lasciando magari fuori compositori importanti come Murolo. Il mio coinvolgimento emotivo era tale che l'alterità di Turturro è stata di conforto. Ad aiutarlo nel suo lavoro è stata senza dubbio anche la sua italianità e il coraggio di osare, girando dentro una Napoli che io avrei probabilmente tenuto al riparo, perché troppo fragile e dolente.

Due euro l'ora

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(mymonetro: 3,00)
Un film di Andrea D'Ambrosio. Con Peppe Servillo, Chiara Baffi, Paolo Gasparini, Alessandra Mascarucci, Alyona Osmanova.
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Genere Drammatico, - Italia 2015. Uscita 12/05/2016.

Senza Lucio

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(mymonetro: 3,00)
Un film di Mario Sesti. Con Lucio Dalla, Marco Alemanno, Charles Aznavour, Paolo Nutini, John Turturro.
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Genere Documentario, - Italia 2014. Uscita 04/03/2015.

Song 'e Napule

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(mymonetro: 3,28)
Un film di Marco Manetti, Antonio Manetti. Con Alessandro Roja, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Paolo Sassanelli, Carlo Buccirosso.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 17/04/2014.

Paura 3D

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(mymonetro: 2,03)
Un film di Antonio Manetti, Marco Manetti. Con Peppe Servillo, Lorenzo Pedrotti, Francesca Cuttica, Domenico Diele, Claudio Di Biagio
Genere Horror, - Italia 2012. Uscita 15/06/2012. 14

Quijote

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(mymonetro: 3,31)
Un film di Mimmo Paladino. Con Peppe Servillo, Lucio Dalla, Ginestra Palladino, Enzo Moscato, Alessandro Bergonzoni
Genere Storico, - Italia 2006. Uscita 23/03/2012.
Filmografia di Peppe Servillo »
Senza Lucio (2014) Song 'e Napule (2013)
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