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Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
marted 19 giugno 2018

Toni Servillo

L'attore in pi

59 anni, 25 Gennaio 1959 (Acquario), Afragola (Italia)
occhiello
"La pi sorprendente scoperta che ho fatto subito dopo aver compiuto sessantacinque anni che non posso pi perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!"
dal film La grande bellezza (2013) Toni Servillo Jap Gambardella
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Toni Servillo
Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attore per il film Loro 1 di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2017
Nomination miglior attore per il film Le confessioni di Roberto And

Nastri d'Argento 2017
Nomination miglior attore per il film Lasciati andare di Francesco Amato

David di Donatello 2014
Nomination miglior attore per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2014
Premio miglior attore per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film Viva la libert di Roberto And

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film Bella addormentata di Marco Bellocchio

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film Viva la libert di Roberto And

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film Bella addormentata di Marco Bellocchio

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2013
Nomination miglior attore per il film Viva la libert di Roberto And

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

European Film Awards 2013
Nomination miglior attore europeo per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

European Film Awards 2013
Premio miglior attore europeo per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attore per il film Una vita tranquilla di Claudio Cupellini

Roma Film Festival 2010
Premio miglior interpretazione maschile per il film Una vita tranquilla di Claudio Cupellini

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2009
Premio miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2009
Premio miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2008
Nomination miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

David di Donatello 2008
Premio miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Nastri d'Argento 2008
Premio miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Festival di Venezia 2007
Premio premio pasinetti per l'attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

David di Donatello 2005
Premio miglior attore per il film Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2005
Nomination miglior attore per il film Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino



Una carriera di 'grandi caratteri', l'attore napoletano il protagonista della commedia Lasciati andare. Al cinema.

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere

domenica 23 aprile 2017 - Pino Farinotti cinemanews

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere Lasciati andare il film di Francesco Amato, con Toni Servillo. L'attore napoletano -s, di Afragola, ma napoletano- negli anni si guadagnato una franchigia che di pochi: quando arriva nella sale lo vai a vedere. Un privilegio che apparteneva a gente come Sordi, Gassman, Mastroianni e pochi altri. E a Tot naturalmente. Nell'et dell'oro del cinema italiano. E mi piace iniziare proprio con un contrappasso, di arte e di tempo, fra Tot e Servillo, un riconoscimento che li unisce al livello pi alto, che per la gente di cinema molto raro, una laurea honoris causa in "Discipline della musica e del teatro". A Tot stata consegnata dopo che era morto da cinquant'anni e in questi giorni, scrivendo del "principe", ho cercato di indovinare le sue parole alla notizia della laurea "Ci ho messo un secolo a prenderla, sono lo studente pi fuoricorso del mondo". Servillo ha sempre tenuto alla sua "napoletanit", omologandosi a un altro gigante, facendo Eduardo nelle "Voci dentro" di Eduardo. Chi ha visto la commedia al "Piccolo", faceva fatica a distinguere il vecchio dal giovane, definiamoli cos. Che Servillo possa rappresentare, al livello pi alto, il teatro e il cinema un altro segnale che appartiene a pochi.
In Lasciati andare Servillo Elia, uno psicanalista che sarebbe invece un perfetto paziente in quel senso, sdraiato a esternare, invece che seduto ad ascoltare. un pigro radicale, di soldi, di affetti, di tutto. Vive con una moglie, e non pu essere che separato in casa, alla quale concede solo... pigrizia, appunto. Quando arrivano problemi di salute e occorre fare qualcosa, Elia si vede costretto a fare esercizio fisico. E cos irrompe nella sua vita Claudia, personal trainer spagnola, iperattiva e matta al punto giusto. L'opposto del dottore nel carattere e nel ruolo: lui esperto di mente e lei di corpo. E il "corpo" diventa strumento di recitazione: non facile passare da soggetto lento e bolso a reattivo e scattante. Come quando rincorre Claudia lungo una scalinata ripida senza perdere terreno.

Arriva in sala Il gioiellino, l'opera seconda di Andrea Molaioli.

Bevete pi latte, il latte fa bene

marted 1 marzo 2011 - Marzia Gandolfi cinemanews

Bevete pi latte, il latte fa bene Pi in basso di cos c solo da scavare, cantava cos una bella canzone di Daniele Silvestri e comincia nello stesso modo il secondo film di Andrea Molaioli, che dissotterra gioielli e gioiellino di un imprenditore di latte andato a male.
Ispirato dalla cronaca e da uno dei pi gravi scandali della finanza globale, il regista romano romanza il colossale crac della Parmalat di Calisto Tanzi e mette al centro del suo film unazienda agro-alimentare gestita in maniera creativa dalla famiglia Rastelli, abile nel falsificare i bilanci, gonfiare le vendite e inventarsi il denaro. Non abbiamo mai avuto intenzione di girare Il gioiellino a Parma e nemmeno di accanirci sulla vicenda e sui protagonisti reali, per questo nel film di Molaioli non ci sono riferimenti diretti. Riferimenti sottintesi per necessit di prudenza rispetto ai processi ancora in corso e poi il caso Parmalat ci interessava in quanto fenomeno paradigmatico, ci spiega la produttrice Francesca Cima in conferenza stampa a Roma, dove Molaioli ha appena presentato alla stampa il suo Gioiellino.

Gli attori del momento.

Servillo e Battiston, presentissimi e bravi, ma non basta

luned 25 ottobre 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Servillo e Battiston, presentissimi e bravi, ma non basta Sono davvero pochissimi i film italiani dell'era recente che non presentano nel cast Toni Servillo e Giuseppe Battiston. Sono gli attori e i personaggi del momento. Il dato esatto, facilmente misurabile, nel 2010 Battiston ha partecipato a Cosa voglio di pi, Tutti pazzi per amore, Le ragazze dello swing, La passione, Figli delle stelle. Cinque film in un anno, sono tanti. Troppi, forse. Servillo non da meno: Gorbaciof, Noi credevamo, Un balcon sur la mer, Una vita tranquilla e Il gioiellino.
Servillo certamente un ottimo attore, capace di performance che attraversano molti registri. Nel Divo era semplicemente un'animazione, si muoveva secondo quelle regole, gesto enfatizzato, passo veloce quando era il caso. Aveva rappresentato Andreotti come una caricatura di classe. Davvero bravo. In Gorbaciof disegna un altro carattere oltre le righe, grottesco inquietante ed efficace. Nell'immagine e nella parola. Altro grande esercizio d'attore. Battiston diverso, un compagnone simpatico, un "carattere" corpulento e non competitivo. Anche lui molto efficace, ma Battiston sempre Battiston, se stesso, propone lo stesso personaggio, anche se non gli mancherebbero le qualit tecniche per altre applicazioni, venendo dal teatro di buon livello.

Attuale
Servillo e Battiston sono i modelli del modello di cinema italiano attuale. Un cinema di "carattere", dove manca quasi tutto, a cominciare dai generi. Non c' l'avventura, il noir, la commedia, non c' neppure il dramma umano, c' quello politico. L'ho scritto spesso, non c' l'eroe. I temi sociali, che affiancano l'instant, che approfondirebbero argomenti gi approfonditi da altri media, prevalgono. Ottengono magari attenzione presso una certa fascia di pubblico comunque minoritaria, ma continuano a non essere compresi e frequentati dal pubblico grande. Certo, il movimento italiano molto bravo ad autoriconoscersi, enfatizza se stesso attraverso una critica ...simpatizzante e attribuendosi premi autoctoni, ma poi tutto si ferma l.

Correnti
Le regole correnti, ormai da molto tempo, del nostro cinema, non ammettono (quasi mai) modelli portatori di appeal, emarginano l'eroe anche estetico. E questo a fronte di momenti quasi grotteschi nei film. C' una citazione efficace ed esemplare. Ne La nostra vita, il regista Luchetti attribuisce il ruolo di protagonista a Elio Germano, altro "carattere" e a Raoul Bova quello del fratello maldestro, incapace persino di procurarsi una fidanzata. Bova, grande appeal, attore bravo quanto Germano, viene derubricato, magari umiliato, perch bello, dunque inadatto al cinema italiano attuale. proprio cos. Questo codice realistico-triste-sociale che si accreditato e (auto)affermato, rimane comunque costretto nei nostri confini. Il gradimento e l'avallo del resto delle culture non ci appartiene. Ma il nostro movimento generale sembra rannicchiarsi in questo suo solipsismo. Da altre parti (quando avremo anche noi un Segreto dei suoi occhi argentino e un Concerto, rumeno?) si fanno film per il mondo, da noi si fanno film che non vanno nel mondo. Se dico che al cinema si addice l'identificazione e il sogno qualcuno dir trattarsi di un concetto sorpassato, antico, e nostalgico. Ma nel cinema ci sono i caratteristi e i protagonisti, se i primi diventano i secondi, alla fine il cinema ne paga il prezzo. Detto in chiave di identificazione (altro concetto non pi di moda): "io spettatore vedo pi volentieri Brad Pitt, piuttosto che Battiston. Io spettatrice, se devo sognare... be', Battiston lo lascio fra le ultime fantasie, e Servillo fra le penultime." Gassman e Mastroianni erano protagonisti, non caratteristi, di un cinema protagonista.

Cultura
Anche se la cultura attuale, non solo del cinema, ha emanato e imposto altre regole, il cinema non pu tradire le sue belle facolt, quelle dotazioni primarie e inalienabili che ne hanno fatto l'evasione, anzi l'arte prevalente del secolo (scorso). Dotazioni che se non valgono da noi, valgono altrove. Infatti, da molte stagioni i nostri titoli non figurano nei boxoffice internazionali, semplicemente perch non vengono esportati. Un'altra misura impietosa dello stato del nostro cinema sono i premi. Ho affrontato l'argomento in altri interventi. Dunque stralcio una parte di un pezzo dello scorso anno. preciso e... disarmante.

"Dopo Nuovo cinema paradiso il cinema italiano si aggiudicato l'Oscar nel '91 con Mediterraneo, Oscar larghissimo per quel film, come ammise lo stesso Salvatores, e poi con La vita bella, del '98, titolo, invece, del tutto meritevole. Da allora pi nulla. Ci siamo illusi con Gomorra, come ci eravamo illusi con Baara.
arrivato un altro segnale in quel senso, che sintetizzo in questo modo: l'italianit non interessa pi al mondo, per lo meno a quello del cinema che ha ormai metabolizzato storie di Napoli e storie di Sicilia. C' dell'altro da rappresentare. E poi Tornatore, col suo film da record italiano di budget, ha forse dato una sensazione troppo dichiarata di lavorare pensando all'Oscar, non riuscendo a trasferire l'intenzione di grandezza, che alla fine molti hanno percepito come enfasi. Che il nostro cinema non sia pi amato nel mondo emerge in modo cinematograficamente matematico, si pu dire cos. Assumo come riferimento i tre pi importanti riconoscimenti del cinema, l'Oscar, il Leone d'oro di Venezia e la Palma d'oro di Cannes. Al di l della discrezionalit e spesso anche delle polemiche, credo che quei tre riconoscimenti rappresentino alla fine qualcosa di "esatto", un termine di giudizio che vale oggettivamente. La lista che segue vale senza altri commenti.

1946 Palma d'oro a Roma citt aperta, di Rossellini
1947 Oscar a Sciusci, di De Sica
1949 Oscar a Ladri di biciclette, di De Sica
1951 Palma d'oro a Miracolo a Milano, di De Sica
1952 Palma d'oro a Due soldi di speranza, di Castellani
1956 Oscar a La strada, di Fellini
1957 Oscar a Le notti di Cabiria, di Fellini
1959 Leone d'oro a Il generale della rovere, di Rossellini
1959 Leone d'oro a pari merito a La grande guerra, di Monicelli
1960 Palma d'oro a La dolce vita, di Fellini
1962 Leone d'oro a Cronaca familiare, di Zurlini
1963 Oscar a 8 e mezzo, di Fellini
1963 Palma d'oro a Il gattopardo, di Visconti
1963 Leone d'oro a Le mani sulla citt, di Rosi.
1964 Oscar a Ieri, oggi, domani, di De Sica.
1964 Leone d'oro a Deserto rosso, di Antonioni
1965 Leone d'oro a Vaghe stelle dell'orsa, di Visconti
1966 Palma d'oro a Signore e signori, di Germi
1966 Leone d'oro a La battaglia di Algeri, di Pontecorvo
1967 Palma d'oro a Blow-Up, di Antonioni
1970 Oscar a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Petri
1972 Palma d'oro a Il caso Mattei di Rosi a pari merito con La classe operaia va in paradiso di Petri
1972 Oscar a Il giardino dei Finzi Contini di De Sica
1974 Oscar a Amarcord di Fellini 1977 Palma d'oro a Padre padrone, dei Taviani
1978 Palma d'oro a L'albero degli zoccoli, di Olmi
1988 Leone d'oro a La leggenda del santo bevitore, di Olmi
1998 Leone d'oro a Cos ridevano, di Amelio
2001 Palma d'oro a La stanza del figlio, di Moretti.

Questi sono numeri, non , ribadisco, discrezionalit, ... aritmetica. Emerge che nelle nostre stagioni eroiche vincevamo un premio all'anno. Poi ci siamo difesi. Ma nel nuovo millennio, salvo un'eccezione ormai lontana, proprio iniziale, siamo a "zero tituli". E forse ce lo meritiamo..."

   

Il film di Matteo Garrone si aggiudica i cinque premi pi importanti.

Gomorra trionfa agli Oscar europei di Copenhagen

domenica 7 dicembre 2008 - Alessandro Regoli cinemanews

Gomorra trionfa agli Oscar europei di Copenhagen L'European Film Awards, l'equivalente europeo degli Oscar, ha decretato il trionfo di Gomorra che si aggiudicato i cinque premi pi importanti: Miglior Film, Miglior Regia (Matteo Garrone), Miglior Attore Protagonista (Toni Servillo), Miglior Fotografia (Marco Onorato) e Miglior Sceneggiatura. Nella categoria miglior film ha superato, tra gli altri, Il divo di Paolo Sorrentino e La classe di Laurent Cantet che aveva conquistato la Palma d'Oro a Cannes.
Dopo aver ottenuto la nomination come Miglior Film Straniero agli Indipendent Spirit Awards, importanti premi dedicati al cinema indipendente americano, continua la marcia trionfale di Gomorra in attesa del premio pi importante, gli Oscar, dove, oltre alla probabile nomination come Miglior Film Straniero, pu legittimamente aspirare a qualcosa di pi. Nel 1998 con La vita bella Roberto Benigni ottenne tre Oscar (Miglior Film Straniero, Miglior Attore Protagonista e Miglior Colonna Sonora), dopo aver vinto due premi all'European Film Awards (Miglior attore e miglior film). Riuscir il cinema italiano a ripetere l'impresa?

La poesia bassa ironica e malinconica di Verdone e i personaggi disperati di Servillo danno vita a un'efficace "incontro d'autore".

Toni Servillo e Carlo Verdone a confronto

luned 27 ottobre 2008 - Gabriele Niola cinemanews

Toni Servillo e Carlo Verdone a confronto Separatamente e senza saperlo entrambi avevano espresso il desiderio di fare il loro "incontro d'autore" con l'altro, entrambi si ammirano (anche se per motivazioni diverse) e entrambi sono tra gli attori migliori del nostro cinema.
Uno Carlo Verdone "il comico pi di successo dagli anni '70 ad oggi", come l'ha definito il curatore della serata Mario Sesti, e l'altro Toni Servillo, capace nell'ultimo anno di essere presente nei due pi importanti film italiani con ruoli determinanti. Hanno scelto l'uno scene dai film dell'altro che amano particolarmente e che ritengono emblematiche della sofisticatezza attoriale del collega e le hanno commentate per il pubblico intervenuto.
Il risultato stata una serata che ha incredibilmente coniugato la poesia "bassa", ironica e malinconica di Carlo Verdone ai personaggi rudi, titanici e "alti" di Toni Servillo, all'insegna di una contaminazione che ha spiegato benissimo il protagonista di Il divo: "La forza di quest'incontro sta in come un comico possa raccontare attraverso la comicit zone profonde di disperazione e come alle volte un ruolo disperato possa essere efficace attraverso piccole zone di comicit".

Solo un maestro di espressivit pu dare vita alla figura pi controversa della storia italiana.

5x1: Toni Servillo, un volto nuovo?

marted 13 maggio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Toni Servillo, un volto nuovo? A quasi 50 anni uno dei volti nuovi del cinema italiano, un po' perch si sempre speso con parsimonia sul grande schermo, un po' perch per lungo tempo ha girato i teatri d'Italia. Figura storica del palcoscenico di ispirazione napoletana, Toni Servillo sta rapidamente recuperando il tempo perduto. Tra aprile e maggio 2008 occupa in pianta stabile le sale cinematografiche del Belpaese, con la sua rilettura della storia italiana, passando attraverso gli occhi affilati, le orecchie a punta e la gobba de Il Divo Giulio Andreotti fino a infilarsi per le strade della Gomorra del sud Italia che lui cos ben conosce.
Come arrivato, questo attore strappato a forza al teatro da Paolo Sorrentino a diventare icona del cinema di qualit italiano come dimostra il recente successo ai David di Donatello? Il primo passo dovuto a Mario Martone che nel 1992 lo vorr nel suo Morte di un matematico napoletano. Gi allora si parl di autentica sorpresa, senza considerare che Servillo era gi un attore dalla straordinaria esperienza e presenza scenica.
Oggi, rappresenta in pieno una scuola minimale e, per certi versi, veramente poco teatrale, senza concessione all'eccesso: uno sguardo, un sollevamento di sopracciglia raccontano molto di pi di quanto possano fare pagine e pagine di parole recitate fuori dalle righe. Cos, in silenzio, Toni Servillo tra i volti pi ieratici ed evocativi del cinema italiano. Senza strafare.

Loro 2

* * * - -
(mymonetro: 3,15)
Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 10/05/2018.

Loro 1

* * * - -
(mymonetro: 3,34)
Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 24/04/2018.

Hitler contro Picasso e gli altri

* * * * -
(mymonetro: 4,00)
Un film di Claudio Poli. Con Toni Servillo
Genere Eventi, - Italia 2018. Uscita 13/03/2018.

La ragazza nella nebbia

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,54)
Un film di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon.
continua»

Genere Thriller, - Italia, Francia, Germania 2017. Uscita 26/10/2017.

Lasciati andare

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Francesco Amato. Con Toni Servillo, Vernica Echegui, Carla Signoris, Luca Marinelli, Pietro Sermonti.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 13/04/2017.
Filmografia di Toni Servillo »

mercoled 13 giugno 2018 - Il Gran Premio della Stampa Estera va a L'esodo. Paola Cortellesi, Luca Marinelli e Toni Servillo migliori attori.

Globi d'Oro, L'intrusa il miglior film

a cura della redazione cinemanews

Globi d'Oro, L'intrusa  il miglior film L'associazione della Stampa Estera in Italia annuncia i vincitori della 58a edizione dei Globi d'Oro, i premi della Stampa estera al cinema italiano, che saranno consegnati questa sera durante la cerimonia di premiazione, a inviti, a Villa Medici, insieme con i premi speciali: il Globo d'Oro alla Carriera al regista Gianni Amelio, il Gran Premio della Stampa Estera a L'esodo di Ciro Formisano.
I titoli che concorrono al premio Globo D'Oro vengono selezionati ogni anno dal comitato cinema della Stampa Estera, fra le opere della stagione in corso. I premi vengono assegnati con votazione, da una giuria di trentatr giornalisti stranieri. Quest'anno sono stati selezionati 31 lungometraggi, 71 documentari e 90 cortometraggi. Il Comitato Cinema della Stampa Estera composto da: Richard Heuz, Tatiana Covor, Peter Loewe, Bernard Bedarida, Carmen Del Vando, Teresa Bustelo.

TUTTI I VINCITORI:
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Stai Sereno di Daniele Stocchi
MENZIONE SPECIALE al cortometraggio Numeruomini di Gianfranco Ferraro

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Caravaggio - L'anima e il sangue di Jess Garcs Lambert

MIGLIOR MUSICA
Dove non ho mai abitato - Pino Donaggio

MIGLIOR FOTOGRAFIA
The Place - Fabrizio Lucci

MIGLIOR OPERA PRIMA
Maria per Roma di Karen Di Porto

MIGLIOR COMMEDIA
Ammore e malavita (guarda la video recensione) dei Manetti Bros.

MIGLIOR SCENEGGIATURA
La ragazza nella nebbia (guarda la video recensione) - Donato Carrisi

GRAN PREMIO DELLA STAMPA ESTERA
L'esodo di Ciro Formisano

MIGLIOR ATTRICE
Paola Cortellesi - Come un gatto in tangenziale

MIGLIOR ATTORE
Luca Marinelli - Una questione privata (guarda la video recensione)
Toni Servillo - La ragazza nella nebbia

MIGLIOR FILM
L'intrusa di Leonardo Di Costanzo

GLOBO D'ORO ALLA CARRIERA a Gianni Amelio

   

marted 5 giugno 2018 - Un dedalo di stili e impressioni, dall'inedita soundtrack di L'uomo in pi alla "Simple Song" di Youth.

Le sette note di Sorrentino, su IBS la raccolta delle sue colonne sonore

Emanuele Sacchi cinemanews

Le sette note di Sorrentino, su IBS la raccolta delle sue colonne sonore Dai Daft Punk, che ispirano la scelta di invisibilit del giovane papa di The Young Pope, ai Talking Heads, che regalano il titolo a un suo film e vengono ringraziati Oscar in pugno, chiaro come la musica giochi un ruolo centrale nel cinema di Paolo Sorrentino. Un cinema fatto di contrasti, di virtuosismi, che spesso antepone lo stile al contenuto, in cui l'esperienza sensoriale conta pi di ogni cosa. E che si serve quindi del potere delle sette note, pi rapido e universale di ogni altro mezzo di comunicazione.
Non fa eccezione il discusso ultimo lavoro di Paolo Sorrentino, Loro 1 (guarda la video recensione) e 2 (guarda la video recensione). La parte del leone non pu che essere appannaggio di Toni Servillo e della sua napoletanit doc, che si camuffa da napoletanit posticcia e berlusconiana.
"Malafemmena" e classici di Sergio Bruni sono rivisitati in salsa kitsch, alla maniera di Mariano Apicella. Ma, tra una parentesi presidenziale e l'altra, molto spazio va all'estro di Lele Marchitelli e a selezioni che caratterizzano le peculiarit dei differenti filoni narrativi. Le vicende del Sergio Morra a cui d vita Scamarcio, e dei suoi party con additivi chimici, sono accompagnate dall'elettronica di Fink o Tom Szirtes, dove l'avanguardia di Nico Muhly o Agnes Obel accompagna le scene pi concettuali. Una schizofrenia gi presente nella dicotomia sacro-profano di La grande bellezza, ma che qui assume una forma nuova e maggiormente contaminata. All'ordine bipolare subentra un caos fuori controllo, regolato dalle partiture di Marchitelli, che convergono verso il dramma del sentito epilogo a L'Aquila.

mercoled 30 maggio 2018 - La cerimonia di premiazione in programma al Teatro Antico di Taormina sabato 30 giugno.

Nastri d'Argento 2018, in pole position Sorrentino, Garrone e Guadagnino

a cura della redazione cinemanews

Nastri d'Argento 2018, in pole position Sorrentino, Garrone e Guadagnino Nastri 'grandi firme' con una decina di registi in primo piano e una sfida 'a sette' per regia e commedie. In pole position per il miglior film: Loro 1 (guarda la video recensione) e 2 (guarda la video recensione) di Paolo Sorrentino, Dogman (guarda la video recensione) di Matteo Garrone, Chiamami col tuo nome (guarda la video recensione) di Luca Guadagnino, Lazzaro Felice (guarda la video recensione) di Alice Rohrwacher e A Ciambra di Jonas Carpignano. Queste solo alcune candidature della 72/ma edizione dei Nastri d'Argento, premio del Sindacato Giornalisti Cinematografici. I premi, come sempre saranno consegnati al Teatro Antico di Taormina sabato 30 giugno, in una serata che andr in onda sulla Rai.

Maggior numero di candidature ad Ammore e malavita (guarda la video recensione) dei Manetti Bros. e A casa tutti bene (guarda la video recensione) di Gabriele Muccino, gi premiato con un Nastro speciale all'intero cast.
Per la migliore regia, in corsa con Sorrentino, Garrone e Guadagnino, anche Gabriele Muccino, Ferzan Ozpetek, Paolo Franchi e Susanna Nicchiarelli. Tra i film pi 'nominati' anche Napoli velata (guarda la video recensione), Nico,1988, Figlia mia (guarda la video recensione), The Place e - tra le commedie - Benedetta follia (guarda la video recensione), Come un gatto in tangenziale e Smetto quando voglio - Ad Honorem (guarda la video recensione) in competizione con Io sono Tempesta (guarda la video recensione) e da un outsider come Metti la nonna in freezer (guarda la video recensione) di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi. Sul fronte degli attori e attrici troviamo: Marcello Fonte e Edoardo Pesce (per Dogman ai Nastri in coppia), Giuseppe Battiston, Alessio Boni, Valerio Mastandrea, Toni Servillo. Non protagonisti: Peppe Barra, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Riccardo Scamarcio e Thomas Trabacchi. Le attrici protagoniste: Valeria Golino e Alba Rohrwacher (in corsa insieme), Lucia Mascino, Giovanna Mezzogiorno, Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci. Attrici non protagoniste: Adriana Asti, Nicoletta Braschi, Sabrina Ferilli, Anna Foglietta e Kasia Smutniak. Nella speciale selezione per la commedia tra protagonisti e non, in ordine alfabetico: Sonia Bergamasco, Barbara Bouchet, Paola Cortellesi, Claudia Gerini e Serena Rossi in coppia, Miriam Leone, Ilenia Pastorelli e Sara Serraiocco e, al maschile, Antonio Albanese, insieme a Carlo Buccirosso e Giampaolo Morelli, Sergio Castellitto, Edoardo Leo, Marco Giallini, Massimo Popolizio, Carlo Verdone. Nella sceneggiatura, quattro titoli in corsa come Dogman, A casa tutti bene, Loro 1 e 2 (guarda la video recensione), Nico,1988 e L'intrusa. Per le opere prime troviamo: Dario Albertini (Manuel), Valerio Attanasio (Il Tuttofare), Donato Carrisi (La ragazza nella nebbia), Fabio e Damiano D'Innocenzo (La terra dell'abbastanza) e Annarita Zambrano (Dopo la guerra).

Nastro speciale a Paolo Taviani, anche in ricordo di Vittorio, per Una questione privata (guarda la video recensione) e due riconoscimenti internazionali per i lavori 'americani' di Paolo Virz (Ella&John - The Leisure Seeker) e Vittorio Storaro per La ruota delle meraviglie (guarda la video recensione), 'cinematografato' per Woody Allen. E ancora riconoscimento alla carriera, Il premio (guarda la video recensione) di Alessandro Gassmann, anche Gigi Proietti e un Nastro 'collettivo' - come gi accaduto per La cena di Ettore Scola, La grande bellezza e Perfetti sconosciuti (guarda la video recensione) - va al cast del film di Gabriele Muccino A casa tutti bene. A Gabriele Salvatores un premio nuovo di zecca, il Nastro 'Argentovivo' cinema&ragazzi, per Il ragazzo invisibile - Seconda generazione. Nel segno dell'innovazione, qualit e coraggio produttivo, premiato anche il film di animazione Gatta Cenerentola (guarda la video recensione).

Infine, sul fronte migliori tecnici dell'anno, 'casting director' 2018 Francesco Vedovati per Dogman, scelto in una 'cinquina' di candidati di cui fanno parte: Annamaria Sambucco (Loro 1 e 2), Barbara Giordani (A casa tutti bene), Francesca Borromeo (Smetto quando voglio - Ad Honorem) e Yozo Tokuda (Benedetta follia).

   

venerd 25 maggio 2018 - Il premio alla carriera a Gianni Amelio. La cerimonia di premiazione il 13 giugno a Roma.

Globi d'Oro 2018, le cinquine

a cura della redazione cinemanews

Globi d'Oro 2018, le cinquine L'Associazione della Stampa Estera in Italia lieta di annunciare le cinquine dei Globi d'Oro 2018, i premi della Stampa Estera ai film italiani, arrivati alla 58 edizione. I vincitori saranno svelati durante la cerimonia di premiazione a inviti che si terr mercoled 13 giugno a Villa Medici. L'Associazione della Stampa Estera annuncia inoltre il Globo d'Oro alla Carriera al regista Gianni Amelio, il Gran Premio della Stampa Estera al film L'esodo di Ciro Formisano e la menzione speciale al cortometraggio Numeruomini di Gianfranco Ferraro.
I premi saranno consegnati durante la cerimonia del 13 giugno.
A Gianni Amelio sar consegnato il Globo d'Oro alla Carriera che ci ha regalato tanti gioielli cinematografici, da Colpire al cuore, Porte aperte, Il ladro di bambini, fino a La tenerezza, descrivendo nel suo cinema indimenticabili figure paterne, rendendole centri di gravitazione creativa attorno ai quali costruire storie meravigliose. I giurati GRAN PREMIO DELLA STAMPA ESTERA A L'ESODO DI CIRO FORMISANO
Motivazione: Un piccolo film dal grande coraggio che riflette una realt invisibile, scomoda ma estremamente vera. Un'immagine forte della frattura esistente tra il "palazzo" e la vita vera. Un vero film politico.
MENZIONE SPECIALE AL CORTOMETRAGGIO NUMERUOMINI DI GIANFRANCO FERRARO
Motivazione: Una speciale menzione va a Numeruomini, prodotto dalla ONG CESVI di Bergamo, realizzato con il sostegno di Brembo, che si occupa di integrazione di migranti minorenni arrivati in Italia da soli. Ci sembrato giusto incoraggiare questa collaborazione tra una ONG e una grande azienda con l'augurio che anche altre realt come queste possano seguirne l'esempio di responsabilit sociale.

LE CINQUINE DELLA 58 EDIZIONE DEI GLOBI D'ORO

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Colapesce di Vladimir Di Prima
Cos in terra di Pier Lorenzo Pisano
La giornata di Pippo Mezzapesa
La giraffa senza gamba di Fausto Romano
Stai Sereno di Daniele Stocchi

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Caravaggio - L'anima e il sangue di Jess Garcs Lambert
Fuga per la libert di Emanuela Gasbarroni
La fortuna degli etruschi di Marzia Marzolla, Matteo Bardelli
La porta aperta di Domenico Iannacone, Luca Cambi, Francesco Castellani
Oltre il confine. La storia di Ettore Castiglioni di Andrea Azzetti, Federico Massa

MIGLIOR OPERA PRIMA
Brutti e cattivi (guarda la video recensione) di Cosimo Gomez
Cuori puri (guarda la video recensione) di Roberto De Paolis
Finch c' prosecco c' speranza di Antonio Padovan
Il cratere di Luca Bellino, Silvia Luzi
Maria per Roma di Karen Di Porto

MIGLIORE COMMEDIA
Ammore e malavita (guarda la video recensione) dei Manetti Bros.
Benedetta follia (guarda la video recensione) di Carlo Verdone
Brutti e cattivi di Cosimo Gomez
Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani
Sono tornato (guarda la video recensione) di Luca Miniero

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Ella & John - The Leisure Seeker (guarda la video recensione) - Stephen Amidon, Francesca Archibugi, Francesco Piccolo, Paolo Virz
Finch c' prosecco c' speranza - Antonio Padovan, Fulvio Ervas, Marco Pettenello
La ragazza nella nebbia (guarda la video recensione) - Donato Carrisi
Sicilian Ghost Story (guarda la video recensione) - Fabio Grassadonia, Antonio Piazza
The Place - Paolo Genovese, Isabella Aguilar

MIGLIORE ATTRICE
Amori che non sanno stare al mondo (guarda la video recensione) - Lucia Mascino
Come un gatto in tangenziale - Paola Cortellesi
Figlia mia (guarda la video recensione) - Alba Rohrwacher
Il colore nascosto delle cose (guarda la video recensione) - Valeria Golino
Nome di donna (guarda la video recensione) - Cristiana Capotondi

MIGLIORE ATTORE
Brutti e cattivi - Claudio Santamaria
La ragazza nella nebbia - Toni Servillo
Sono tornato - Massimo Popolizio
Tutto quello che vuoi - Giuliano Montaldo
Una questione privata (guarda la video recensione) - Luca Marinelli

MIGLIORE MUSICA
Ammore e malavita - Pivio & Aldo De Scalzi
Dove non ho mai abitato - Pino Donaggio
Gli sdraiati (guarda la video recensione) - Battista Lena
I figli della notte - Andrea De Sica
Nome di donna - Dario Marianelli

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Ella & John - The Leisure Seeker - Luca Bigazzi
Finch c' prosecco c' speranza - Massimo Moschin
I figli della notte - Stefano Falivene
The Place - Fabrizio Lucci
Una questione privata - Simone Zampagni

MIGLIOR FILM
Brutti e cattivi di Cosimo Gomez
Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi
L'intrusa di Leonardo Di Costanzo
L'ordine delle cose di Andrea Segre
Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni

   

luned 14 maggio 2018 - La doppia uscita (con doppio incasso) dimostra come l'autorialit si sia piegata alle esigenze di marketing.

Sesso e volgarit: la distanza tra Loro e il capolavoro

Pino Farinotti cinemanews

Sesso e volgarit: la distanza tra Loro e il capolavoro Dopo qualche giorno dall'uscita - mi sono dunque concesso una metabolizzazione - ri-scrivo di Sorrentino. Come tutti anch'io non ho capito le due puntate di Loro: in realt l'ho capito benissimo, trattasi di marketing, di doppio incasso. Un problema poteva essere la durata che di 104' di Loro 1 (guarda la video recensione) e di 100' del 2 (guarda la video recensione), ma se l'opera complessiva fosse durata un'ora in meno e non divisa, Loro sarebbe risultato un capolavoro da classifica nobile del cinema. Sarebbe bastato rinunciare a quell'ora di catalogo volgare di escort nella prima parte e scremare, nella seconda parte, qualche altro "ragazze-moment", meglio, sfumarlo, perch notorio che le belle ragazze disponibili fanno parte della vicenda del "presidente". Ma, se stiamo alle proporzioni, cio alla met del tempo dedicato al caravanserraglio, risulterebbe che a Silvio restava davvero poco tempo per tutto il resto. Ma "quel" racconto offre al regista l'opzione per scatenare la sua strepitosa, incontrollata creativit, per affondare la sua vocazione in quelle immagini e azioni e fare quel tipo di cinema. Di cui, lo ribadisco ancora, Sorrentino un campione che non ha niente da invidiare ai grandi sciamani del visionario, gente come Welles e Kubrick, Lynch e Gilliam, Cronenberg, Burton e Anderson. E, naturalmente, Fellini. Loro 2 introduce "Ennio", il banchiere socio di Silvio, che si esprime in un'analisi e in una captatio quasi untuosa: sei il pi grande venditore mai esistito, non dimenticarlo. E per non dimenticarlo il venditore sceglie a caso un numero di telefono e vende a una signora sconcertata un appartamento ancora da costruire. Un ritorno al talento primario, quando tutto doveva ancora accadere. E poi i rapporti: con politici, ruffiani, questuanti, ragazze, moglie. Sorrentino persino profetico nella vicenda dei sei senatori da convincere a cambiare schieramento per far cadere il governo. Era una delle opzioni, anche se i numeri erano diversi, per mettere insieme, in questi giorni, un governo della maggioranza. Nel film li trova e fa cadere il governo. Quando un'amica, commossa, gli dice "vedrai, potrai tornare a fare il primo ministro", c' qualcosa di adesso, la riabilitazione giudiziaria, il ritorno alla candidabilit parlamentare dell'ex presidente. E poi i dialoghi, che sono efficaci, "espressionisti", magari con un eccesso ma reso quasi simpatico dalla cifra ironica.

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