| Titolo originale | The Nanny Diaries |
| Anno | 2007 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Shari Springer Berman, Robert Pulcini |
| Attori | Scarlett Johansson, Laura Linney, Paul Giamatti, Nicholas Reese Art, Alicia Keys Chris Evans, Nathan Corddry, Donna Murphy, John Henry Cox, Lewis Payton Jr, Sonnie Brown, Georgina Chapman, Nicholas Art, Jodi Michelle Pynn, Mike Rad, Joanna Heimbold, Marla Sucharetza, Phoebe Jonas, Allison Sarofim. |
| Uscita | venerdì 30 novembre 2007 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,36 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 16 marzo 2021
Argomenti: Baby Sitter
Annie, uscita dall'università, si scontra con il mondo delle aziende. Il caso la condurrà a diventare una tata di una famiglia newyorkese. In Italia al Box Office Il diario di una tata ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 398 mila euro e 217 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Annie Braddock (Scarlett Johansson) è una ragazza appena laureata in cerca di lavoro. Alcuni colloqui fallimentari presso importanti società newyorkesi le fanno perdere la fiducia in se stessa, ma un incontro imprevisto con un bambino dell'Upper East Side, le cambia la vita.
Il rischio che il film si trasformi in una narrazione del rapporto fra una tata e le marachelle di una piccola peste, sono concrete. La divertente e realistica interpretazione della Johansson, nella figura di tata e soprattutto di osservatrice-antropologa delle abitudini malsane della borghesia della grande mela, mantengono però il tono intelligente della commedia. È quindi questo equilibrio fra ironia (Annie non ha esperienza coi bambini ed è impacciata e maldestra) e analisi sociale che, almeno per la prima metà riesce, senza falsi sentimentalismi a sostenere un film che per molti versi è deludente. Le interpretazioni sono tutte notevoli, compreso il ricco padre di famiglia affidato a un sempre bravo Paul Giamatti, la messa in scena è invece classica e ricade nella seconda parte in alcune situazioni scontate e prevedibili, indotte dagli stereotipi del caso. La madre borghese che non si cura del figlio e pensa solo a se stessa e al suo esternarsi in una "high society" che impone alcune ritualità precise; il marito dedicato al puro business che coltiva relazioni extra coniugali con le segretarie del caso; la stessa tata di origini di provincia che si sfoga in critiche nei confronti di genitori inghiottiti dalla frenesia da metropoli.
Ne esce fuori un film che è un ibrido di socio-critica e commedia famigliare, che avrebbe potuto ambire a risultati migliori. Resta il fatto che non ci si può lamentare se i propri figli, oggigiorno, hanno rapporti conflittuali con i genitori.
descrive la realta del ruolo della tata nelle famiglie ke nn hanno il tempo di occuparsi dei propri figli la tata il questo film copre il ruolo della madre in tutto e per tutto bellissima la scena quando il bembino dice alla tata le tre magiche parole " ti voglio bene" toccante invece il distacco tra tata e il bambino emozionante la scena della tata camera quando la madre si rende conto di aver sbagliato [...] Vai alla recensione »
Qualsiasi riferimento al Diario di una cameriera di Buñuel è puramente casuale. Qui si raccontano, in tono leggero come una bolla di sapone, le avventure di una Mary Poppins dei nostri giorni, Annie, destinata a diventare una donna in carriera; e che invece, dopo un incontro fortuito a Central Park, s'impiega come babysitter presso una ricca famiglia di Manhattan.