Il diario di una tata

Film 2007 | Commedia, +13 105 min.

Regia di Shari Springer Berman, Robert Pulcini. Un film con Scarlett Johansson, Laura Linney, Paul Giamatti, Nicholas Reese Art, Alicia Keys. Cast completo Titolo originale: The Nanny Diaries. Genere Commedia, - USA, 2007, durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 30 novembre 2007 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,36 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 16 marzo 2021

Argomenti:  Baby Sitter

Annie, uscita dall'università, si scontra con il mondo delle aziende. Il caso la condurrà a diventare una tata di una famiglia newyorkese. In Italia al Box Office Il diario di una tata ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 398 mila euro e 217 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,36/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,83
PUBBLICO 3,24
CONSIGLIATO NÌ
L'equilibrio tra ironia e analisi sociale genera un ibrido che avrebbe potuto ambire a risultati migliori.
Recensione di Mattia Nicoletti
venerdì 31 agosto 2007
Recensione di Mattia Nicoletti
venerdì 31 agosto 2007

Annie Braddock (Scarlett Johansson) è una ragazza appena laureata in cerca di lavoro. Alcuni colloqui fallimentari presso importanti società newyorkesi le fanno perdere la fiducia in se stessa, ma un incontro imprevisto con un bambino dell'Upper East Side, le cambia la vita.
Il rischio che il film si trasformi in una narrazione del rapporto fra una tata e le marachelle di una piccola peste, sono concrete. La divertente e realistica interpretazione della Johansson, nella figura di tata e soprattutto di osservatrice-antropologa delle abitudini malsane della borghesia della grande mela, mantengono però il tono intelligente della commedia. È quindi questo equilibrio fra ironia (Annie non ha esperienza coi bambini ed è impacciata e maldestra) e analisi sociale che, almeno per la prima metà riesce, senza falsi sentimentalismi a sostenere un film che per molti versi è deludente. Le interpretazioni sono tutte notevoli, compreso il ricco padre di famiglia affidato a un sempre bravo Paul Giamatti, la messa in scena è invece classica e ricade nella seconda parte in alcune situazioni scontate e prevedibili, indotte dagli stereotipi del caso. La madre borghese che non si cura del figlio e pensa solo a se stessa e al suo esternarsi in una "high society" che impone alcune ritualità precise; il marito dedicato al puro business che coltiva relazioni extra coniugali con le segretarie del caso; la stessa tata di origini di provincia che si sfoga in critiche nei confronti di genitori inghiottiti dalla frenesia da metropoli.
Ne esce fuori un film che è un ibrido di socio-critica e commedia famigliare, che avrebbe potuto ambire a risultati migliori. Resta il fatto che non ci si può lamentare se i propri figli, oggigiorno, hanno rapporti conflittuali con i genitori.

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Fresca diplomata in antropologia, Annie trova lavoro come tata in una famiglia formata da una moglie la cui occupazione principale è l'aggiornamento del guardaroba, un marito farfallone e un bambino di 6 anni, pestifero perché trascurato dai genitori. Annie si ritira per non compromettere l'amore filiale che il piccolo scarica su di lei. Benché la protagonista se la cavi nei successivi stati d'animo, è una commedia insopportabilmente pedagogica per l'incompetenza dei 2 registi che hanno adattato l'omonimo e autobiografico romanzo di Emma McLaughlin e Nicola Kraus. Prodotto dalla Weinstein Co., distribuito senza successo da 01.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 maggio 2009
aletony77

descrive la realta del ruolo della tata nelle famiglie ke nn hanno il tempo di occuparsi dei propri figli la tata il questo film copre il ruolo della madre in tutto e per tutto bellissima la scena quando il bembino dice alla tata le tre magiche parole " ti voglio bene" toccante invece il distacco tra tata e il bambino emozionante la scena della tata camera quando la madre si rende conto di aver sbagliato [...] Vai alla recensione »

sabato 13 ottobre 2012
4ng3l

Ottima commedia ben sviluppata e variopinta di situazioni esilaranti ma senza dimenticare il risvolto serio e intenso della questione. Un problema davvero molto comune affrontato con dolcezza e capacità dalla tata di turno, ben circondata da elementi umani e scenici interessanti. Ci voleva anche un pò di sentimento ed alla fine non c'è quel finale scontato che può far [...] Vai alla recensione »

Frasi
Tra gli antropologi, è opinione piuttosto diffusa, che bisogna immergersi completamente in un mondo estraneo, per riuscire a capire fino in fondo il proprio.
Annie Braddock (Scarlett Johansson)
dal film Il diario di una tata - a cura di Nino
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Qualsiasi riferimento al Diario di una cameriera di Buñuel è puramente casuale. Qui si raccontano, in tono leggero come una bolla di sapone, le avventure di una Mary Poppins dei nostri giorni, Annie, destinata a diventare una donna in carriera; e che invece, dopo un incontro fortuito a Central Park, s'impiega come babysitter presso una ricca famiglia di Manhattan.

Silvia Bizio
La Repubblica

Nel film «Diario di una tata», l'attrice americana veste i panni di una baby-sitter di provincia. Che sbarca a New York scoprendo un mondo di bambini soli e madri isteriche. Salvati da un esercito di ragazze Certo, non somiglia esattamente alla Mary Poppins che tutti ricordiamo, abito scuro e cappellino da signorina perbene. Eppure sarà proprio la bellissima Scarlett Johansson la protagonista di [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Dopo l'ottima prova fornita con American Splendor (purtroppo ancora inedito in Italia), la coppia di registi composta dalla signora Shari Sprinter Berman e da suo marito Robert Pulcini torna con un nuovo film. Questa volta però partono con apparente vantaggio. Il diario di una tata ha un buon budget, Scarlett Johansson protagonista, Laura Linney antagonista e una storia brillante che sbeffeggia non [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Annie (Scarlett Johansson) una ragazza del New Jersey fresca di laurea, che tenta il grande salto a New York. Ma non nasconde il suo lato cafone e, per il primo colloquio di lavoro, indossa un assurdo tailleur verde. No, Annie non diventerà un'economista, ma si ritroverà presto a fare la tata. Con The Nanny Diaries, il cinema esplora ancora il mito della governante.

Emanuela Martini
Film TV

Parte bene, acido e spiritoso, il film che Shari Springer Berman e Robert Pulcini hanno tratto dal best seller di Emma McLaughlin e Nicola Kraus e che racconta le disavventure di una neolaureata del New Jersey appassionata di antropologia che, per iniziare a sbarcare il lunario fuori casa, preferisce a una carriera “in carriera” il lavoro di tata in una ricca famiglia dell’East Side newyorkese.

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La tata all'università ha studiato antropologia. Quindi tra una sgridata, un'emergenza educativa o domestica, le inevitabili linee di febbre e placche in gola, il tiro a segno con il cibo, studia gli usi e i costumi della ricca mamma newyorchese. La tribù viene sistemata in un diorama, identico a quelli esposti al museo di storia naturale: famiglia aborigena, famiglia pellerossa, famiglia eschimese, [...] Vai alla recensione »

Jean-Luc Douin
Le Monde

Au départ, un livre à succès, roman satirique d'Emma McLaughlin et Nicola Kraus contant les démêlés d'une "nanny" new yorkaise. La victime de cette "descente aux enfers" est une jeune diplômée qui rate son entretien d'embauche par manque de maturité et se retrouve baby-sitter d'un petit garnement comme le cinéma américain les aime : tirant la langue, déculottant sa nounou, se comportant en tyran.

Adriano De Carlo
Il Giornale

Le chiavi di lettura di questo Diario di una tata cambiano in base alla fiducia che lo spettatore ripone nelle istituzioni. Che anche i ricchi piangano è una questione oziosa. Il film, tutto moine, esalta le risorse morali dell'alta società. Una giovane del New Jersey (la Johansson) sceglie di fare la tata in una ricca famiglia di Manhattan scoprendo come il conto in banca sia una questione secondaria [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Da una commedia americana ci si aspetta sempre l'exploit, ma «Il diario di una tata» si rivela la sbiadita fotocopia di un mini-classico come «Il diavolo veste Prada». Lo start è per la verità assai divertente, con l'ormai onnipresente Scarlett Johansson calata nel ruolo di una giovane laureata in economia e antropologia che trova lavoro come baby sitter presso un'altolocata famiglia del mitico Upper [...] Vai alla recensione »

Stephen Holden
The New York Times

“The Nanny Diaries,” a scattershot screen adaptation of Emma McLaughlin and Nicola Kraus's 2002 satirical beach read, has one unassailable asset. As this exposé of the rich and miserable on the Upper East Side wobbles along uncertainly, it rests on the tense, squared shoulders of Laura Linney. Ms. Linney defies a screenplay that paints her character, Mrs.

Luca Barnabé
Ciak

Prima ancora che un film noioso, Diario di una tata è un film che delude. Perché gli ottimi coniugi registi Shari Springer Berman e Robert Pulcini, autori del cult American Splendor, sembrano venuti a patti con Hollywood e perdono la vena corrosiva. La storia è quella di una neolaureata in antropologia che accetta un impiego come tata di un bimbo ricco e viziato.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Tratta da un bestseller scritto a quattro mani da Emma McLaughlin e Nicola Kraus, Il diario di una tata è una commedia che promette più di quanto mantiene. Se l'idea di base - ovvero inquadrare usi e costumi della buona società di Manhattan come se fosse una tribù di cosiddetti primitivi - è senz'altro brillante e spiritosa, lo svolgimento non è all'altezza.

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