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dal film Fuga da Los Angeles (1996)
Valeria Golino è Taslima
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Sono tutti rimasti a bocca aperta quando è entrata in punta di piedi nel cinema italiano, ninfetta mediterranea che sembrava essere uscita dalla spuma del mare come una bruna Venere botticelliana. Ma oltre che bella, Valeria Golino era anche brava. Interprete cinematografica che si divide fra l'Italia, l'America e la Francia, è una delle più apprezzate interpreti italiane negli Usa, soprattutto per via di quella sua voce roca, quel corpo sinuoso e quello sguardo in cui brillano due occhi stupendi. Alla bellezza catodica, sformata e maggiorata di Valeria Marini, il cinema oppone lo stile estetico, l'armonia e la semplicità di Valeria Golino, a nostro parere, vera Valeria Nazionale, anche quando, sulla sua calda pancia, Charlie Sheen frigge uova e bacon, nella mitica scena sessuale dello spassoso Hot Shots!
Scoperta da Lina Wertmüller
Secondogenita di un germanista italiano e di una pittrice greca, Valeria nasce e cresce a Napoli, all'interno dell'hotel "Bella Napoli", gestito dal nonno e all'interno del quale viveva tutta la sua famiglia, compreso il fratello musicista. Quando però i suoi genitori si separarono, la Golino fu costretta a vivere la sua adolescenza facendo la spola fra Napoli e Atene, a questo si erano aggiunti anche i viaggi che faceva per lavoro, dato che svolgeva fin dall'età di 15 anni il mestiere di fotomodella. Proprio a causa di questo lavoro, si trasferisce a Roma, dallo zio giornalista Enzo Golino che la inserirà nel belmondo cinematografico. Ed è proprio durante un party che conosce la regista Lina Wertmüller, la quale rimarrà profondamente colpita dalla bellezza mediterranea di Valeria, proponendole di partecipare a un film.
Il debutto cinematografico e la Coppa Volpi
Il suo primo ruolo è quello della figlia di Ugo Tognazzi in Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada (1983), all'interno del quale avrà occasione di lavorare anche con Renzo Montagnani, la grande Piera Degli Esposti, Gastone Moschin, Enzo Jannacci, Livia Cerini, Roberto Herlitzka, Massimo Wertmüller, Sergio Solli e Rodolfo Laganà. In quel preciso momento, balza nella mente della Golino la possibilità per quanto remota che quello dell'attrice possa essere non solo un'esperienza, ma un lavoro. E così lascia il liceo (nonché il sogno di diventare cardiologa) e comincia a buttarsi anima e corpo nella recitazione. Un'altra occasione gliela darà la Wertmüller con il film Sotto... sotto... strapazzato da anomala passione (1984), ma la vera consacrazione avverrà con la Coppa Volpi come miglior attrice al Festival di Venezia per Storia d'amore (1986).
L'ingresso nel circuito hollywoodiano
Dopo Gli occhiali d'oro (1987) con Philippe Noiret, Stefania Sandrelli e Rupert Everett, parte per l'America in cerca di più fortuna e pare proprio che la trovi quando i produttori, alla ricerca di un'attrice sconosciuta che non costasse molto e che non fosse molto alta, la scelgono per il ruolo della fidanzata di Tom Cruise e cognata dell'autistico Dustin Hoffman in Rain Man - L'uomo della pioggia (1988), con Bonnie Hunt. È la sua strada, così prende un appartamento a Los Angeles (che divide con l'attrice e grande amica del cuore Greta Scacchi) e comincia a proporsi alle Majors. A suo agio anche nel mostrare le sue nudità, viene paradossalmente scelta per un ruolo legato al mondo infantile nel film La mia vita picchiatella (1988) con Kris Kristofferson, in virtù del quale prima si legherà all'attore protagonista Paul Reubens per un anno (prima che la sua carriera fosse stroncata da un arresto per atti osceni in luogo pubblico) e poi con un attore di secondo piano dello stesso film, Benicio Del Toro, con il quale rimarrà legata fino al 1992.
Doveva essere Pretty Woman
Grande amica di Isabella Ferrari, Sean Penn, Ennio Fantastichini, Asia Argento, Patricia Arquette (che la sceglierà come sua testimone al matrimonio con Thomas Jane), Salma Hayek, Mike Figgis, Vincent D'Onofrio e il regista Ferzan Ozpetek, recita con Nastassja Kinski in Acque di primavera (1989), ma disgraziatamente viene scartata per il ruolo di Vivian in Pretty Woman (1990) che come sappiamo andrà nelle mani di Julia Roberts portandola al successo.
Il successo di Hot Shots
Ancora con la Sandrelli in Tracce di vita amorosa (1990), si lega sentimentalmente anche al regista del film: Peter Del Monte. Nel 1991, sbaraglia una Sharon Stone in L'anno del terrore, poi è scelta dall'amico Penn per recitare con Dennis Hopper in Lupo solitario. L'anno seguente, è tutta per Gabriele Salvatores che la dirige in Puerto Escondido, per il grande Robert Altman che la inserisce in I protagonisti (1992) con Tim Robbins, Sydney Pollack, Julia Roberts e Rod Steiger e per i due film della serie demenziale Hot Shots! di Jim Abrahams che le daranno un'estrema popolarità fra i giovani, per quanto idioti siano!
Altri film
Fidanzata con Fabrizio Bentivoglio per una decina d'anni, recita per Robert Rodriguez, Allison Anders, Quentin Tarantino e Alexandre Rockwell nel film corale Four Rooms (1995) che annovera nel cast anche Bruce Willis e Antonio Banderas, poi è diretta da Mike Figgis nel meraviglioso Via da Las Vegas (1995) - anche se si tratta di una minuscola parte - e da Gillo Pontecorvo nel cortometraggio Danza della fata confetto (1996). Lavora solo con i migliori, sia negli Stati Uniti che in Italia: John Carpenter (Fuga da Los Angeles, 1996), Silvio Soldini (Le acrobate, 1997) e Francesca Archibugi (L'albero delle pere, 1998). È ancora con Rod Steiger in Alexandria Hotel (1998), poi recita nella miniserie La vita che verrà (1997) con Lorenzo Alessandri, Ninni Bruschetta, Margherita Buy, Roberto De Francesco, Stefano Dionisi, Nicola Farron, Giorgio Gobbi, Arnaldo Ninchi, Andrea Occhipinti, Silvio Orlando, Antonella Ponziani, Karin Proia, Patrizia Sacchi, Claudio Santamaria, Tresy Taddei e Sabina Vannucchi. Torna al cinema con Le cose che so di lei (2000) con Cameron Diaz e Glenn Close, Hotel (2001) con John Malkovich e Burt Reynolds. Bellissima accanto a Christopher Walken nel film tv Giulio Cesare (2002), si lega prima all'attore Andrea Di Stefano e poi a Riccardo Scamarcio (conosciuto sul set di Texas), nonostante la grande differenza d'età. Ancora con Banderas e l'amica Salma Hayek in Frida (2002), aggiunge la Francia alle nazioni nelle quali recita. Infatti, spesso divide il set con Gérard Depardieu: San-Antonio (2004), il poliziesco 36 Quai des Orfèvres (2004) e Olé (2005). Ma è sempre l'Italia quella che rimane nel suo cuore, vista la scelta di recitare accanto a Nanni Moretti in Caos calmo (2007).
Seguono, nei tre anni successivi, ben sette partecipazioni: Giulia non esce la sera (2008), La fabbrica dei tedeschi (2008), Ca$h (2008), L'uomo nero (2009),
Les Beaux Gosses (2009) e, nel 2010, L'amore buio di Antonio Capuano e La scuola è finita di Valerio Jalongo. Nel 2011 viene scelta dallo sceneggiatore Ivan Cotroneo per il suo esordio dietro la macchina da presa in La kryptonite nella borsa, brillante commedia nella quale recita accanto a Luca Zingaretti, Libero De Rienzo e Cristiana Capotondi. Dopo l'esordio alla regia con il cortometraggio Armandino e il Madre, dirigerà Jasmine Trinca nel lungometraggio Miele, che affronta il tema dell'eutanasia.
I premi
Nominata più volte ai David di Donatello (nel 2002 con Respiro e nel 2008 con Caos calmo), vincerà la statuetta di miglior attrice protagonista solo con la pellicola La guerra di Mario (2005). Similmente andrà con i Nastri d'Argento dove trionferà per Storia d'amore e Respiro, e lo sfiorerà appena per Prendimi e portami via (2003) e per Texas (2005).
David di Donatello 2012
Nastri d'Argento 2012
Nastri d'Argento 2010
David di Donatello 2009
Nastri d'Argento 2009
Nastri d'Argento 2009
David di Donatello 2008
David di Donatello 2006
Nastri d'Argento 2002
Nastri d'Argento 1987
Festival di Venezia 1986
Festival di Venezia 1986
La proiezione stampa de La kryptonite nella borsa ha registrato il sold out, cosa accaduta per pochi altri film in concorso: l'attesa per il debutto alla regia di Ivan Cotroneo è alta. Alla conferenza stampa la squadra si presenta al completo, compatta perché, come diranno gli intervenuti più volte nel corso dell'incontro, l'esperienza sul set è stata a tal punto rassicurante da sentirsi una vera famiglia. Oltre a Ivan Cotroneo ci sono il piccolo e bravo Luigi Catani, scelto tra oltre cinquecento bambini per interpretare il ruolo di Peppino attraverso i cui occhi è vista tutta la storia, Luca Zingaretti e Valeria Golino, rispettivamente papà e mamma di Peppino, Cristiana Capotondi e Libero De Rienzo, i due zii hippy, e Fabrizio Gifuni, qui nel ruolo di psichiatra cui si rivolge Rosaria (la Golino) nel momento di crisi. Serrano le fila Francesca Cima e Nicola Giuliano per Indigo Film e Carlo Brancaleoni per Rai Cinema. Continua »
Sarà liberamente tratto da "Vi perdono" di Mauro Covacich (che per quel romanzo si nascose dietro lo pseudonimo Angela Del Fabbro) il primo lungometraggio da regista di Valeria Golino. L'attrice italo-greca, ospite al Festival di Giffoni, sta scrivendo la sceneggiatura di Vi perdono e cercando i finanziamenti per la realizzazione del film che sarà prodotto da Buena Onda, la società fondata dalla Golino con il compagno Riccardo Scamarcio e Viola Prestieri, in collaborazione con la Rai. Dopo Armandino e il Madre, il corto voluto da Pasta Garofalo, Valeria Golino ritorna dietro la macchina da presa. “L'idea di essere vista ormai come regista mi fa un po' paura -scherza- vorrei continuare ad essere chiamata come interprete. Però quello di dirigere un film era un desiderio che covavo da anni e quando mi hanno proposto il primo progetto, ho detto subito di si”. Per novembre, invece, è attesa l'uscita dell'opera prima dello scrittore Ivan Cotroneo, La kryptonite nella borsa, dove la Golino è la protagonista. La pellicola, girata a Napoli, dovrebbe essere presentata al Festival Internazionale del Film di Roma. “Abbiamo finito la lavorazione circa tre settimane fa. È stata un'esperienza eccezionale. Avevo molti dubbi prima di accettare il ruolo: interpreto nuovamente una mamma. Avevo paura di non riuscire a diversificare il personaggio. Poi Cotroneo e il produttore Nicola Giuliano mi hanno convinta. Credo che se non avessi fatto questo film, avrei perso un'occasione meravigliosa”.
A Giffoni l'attrice ha incontrato i piccoli giurati del festival per un lungo confronto. “Ho vissuto la mia infanzia tra l'Italia e la Grecia -ha ricordato- Sorrento mi sembrava un posto solitario. Ai bambini in genere non piacciono le cose speciali, cercano giustamente la normalità. L'ho riscoperta nel tempo: è uno dei luoghi più belli del mondo”.
È la prima donna del nostro cinema. Bellissima e straordinariamente ricca di talento, benché non abbia mai frequentato una scuola, Valeria Golino interpreta il ruolo dell’attrice in maniera completamente moderna, con gusto anglo-sassone e spirito europeo. È una donna cosmopolita, di padre italiano e madre greca, cresciuta tra Atene e Napoli. Quando la sua carriera inizia a spiccare il volo, va a vivere a Los Angeles, dove inizia una proficua carriera. Ottenne numerosi ruoli, e si fa apprezzare – e molto – per il suo talento. Arriva “in finale” con Julia Roberts nei provini per Pretty Woman e, inseguito, rinuncerà al ruolo di protagonista in True Lies di James Cameron perché aveva un altro film in programma in Grecia, I sfagi tou kokora. Quello che stupisce, però, di Valeria Golino, è la capacità di fare notizia suo malgrado, con le storie d'amore importanti, sebbene non abbia mai cercato di venderle in alcun modo. Agli inizi era la compagna del regista Peter Dal Monte; per un lungo periodo di tempo (circa 9 anni compresi tra il 1992 e il 2001) è stata fidanzata con Fabrizio Bentivoglio. I due erano una delle coppie più ammirate d'Italia ma mai sulle copertine delle riviste di gossip o con un'attitudine che potremmo definire glamour. I due vivevano una vita assolutamente riservata. Chiusa la storia con il collega, da qualche anno Valeria è entrata a far parte di quella schiera di personaggi femminili che, sulla scia di Demi Moore, condividono la propria vita con un compagno più giovane. La Golino è anche molto invidiata trattandosi di Riccardo Scamarcio, l'uomo dalle occhiaie perennemente gonfie e livide, uno degli uomini i più desiderati del nostro paese.
Per amor di cronaca va ricordato che durante i suoi primi anni a Los Angeles, la Golino convisse per un periodo di tempo con un attore che, con il tempo, è da considerare un altro “bell'acchiappo”: Benicio Del Toro, vincitore di un premio Oscar nel 2001 per Traffic e che inseguito racconterà di essere stato invidioso della nostra Valeria perché la loro segreteria telefonica era sempre piena di proposte di lavoro per lei.
Malgrado la riservatezza e la privacy protetta a ogni costo, la Golino fa notizia per il suo ultimo film, L'uomo nero in cui recita proprio al fianco dell'attuale compagno, nel dir poco curioso ruolo di fratello e sorella.
Ci è mancato Giuseppe Piccioni. Ci è mancato il suo cinema sommesso e sempre discreto. Ci sono mancate le sue scenografie credibili, la sua fotografia coerente alla storia e il suo coraggio di mettere in scena uomini e donne che hanno qualche "mancanza", che non posseggono l'efficienza media richiesta oggi dal mondo e dal mercato. Ci sono mancati, ancora, i suoi personaggi fuori dal mondo e col cuore al verde. Dopo cinque anni e una libreria "spettacolare" (e sempre operativa) nel cuore di Roma, Piccioni torna a raccontarci di un uomo e di una donna "condannati" alla vita. Giulia è un'istruttrice di nuoto in libertà vigilata e compromessa col mondo, Guido uno scrittore con una debole vocazione che cerca un coinvolgimento col mondo. Si incontreranno ai bordi di una piscina, lui per imparare a nuotare, lei per non andare a fondo. A Roma, regista e interpreti si raccontano, rivelando un "altrove" a cui aspirare, qualcosa di migliore del mondo e del cinema così com'è.
Un percorso doloroso, quello dell'elaborazione del lutto, che porta a fare i conti con se stessi e con la vita. Ognuno sceglie come affrontare il dolore della perdita, affossandolo o semplicemente aspettando che si manifesti per poi incamminarsi verso la guarigione. Nonostante si sia parlato di una sola scena del nuovo film di Antonello Grimaldi, Caos calmo è una riflessione intimista sulla morte e sulla vita attraverso lo sguardo "distaccato" di Pietro Paladini (interpretato magistralmente da Nanni Moretti). Nel parco dove si rifugia per aspettare di essere colpito dal dolore - che non riesce a provare - crea una sorta di ordine al caos (calmo) che si porta dentro.
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