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venerdì 28 aprile 2017

Gérard Depardieu

Quando si ha le physique du role

68 anni, 27 Dicembre 1948 (Capricorno), Châteauroux (Francia)
occhiello
Mi piace l'odore della terra.
Guardi che quella è me**a secca.

dal film Novecento - Atto I (1976) Gérard Depardieu è Olmo Dalcò, il figlio di Rosina
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Gérard Depardieu
Cesar 2016
Nomination miglior attore per il film Valley of Love di Guillaume Nicloux

Cesar 2011
Nomination miglior attore per il film Mammuth di Benoît Delépine, Gustave de Kervern

Golden Globes 1991
Premio miglior attore per il film Green Card - Matrimonio di convenienza di Peter Weir

Golden Globes 1991
Nomination miglior attore per il film Green Card - Matrimonio di convenienza di Peter Weir

Premio Oscar 1990
Nomination miglior attore per il film Cyrano de Bergerac di Jean-Paul Rappeneau

Festival di Cannes 1990
Premio miglior attore per il film Cyrano de Bergerac di Jean-Paul Rappeneau

Festival di Venezia 1985
Premio premio per il miglior attore per il film Police di Maurice Pialat



Il "gallo" Depardieu fa tappa nella città di Cesare per presentare il nuovo film tratto dal celebre fumetto.

Asterix alle Olimpiadi e... Obelix a Roma

martedì 29 gennaio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Asterix alle Olimpiadi e... Obelix a Roma Era il 1999 quando Gérard Depardieu interpretava per la prima volta il forzuto Obelix in Asterix & Obelix contro Cesare e tre anni dopo tornava a vestirne i panni in Asterix e Obelix: Missione Cleopatra. A distanza di quasi un decennio da quel primo adattamento cinematografico l'attore francese - che dice di assomigliare sempre di più al suo personaggio - è di nuovo Obelix nel kolossal Asterix alle Olimpiadi, incentrato sulla storia d'amore tra il giovane gallo Alafolix e la principessa greca Irina. Stavolta i due eroi della celeberrima serie a fumetti creata da René Goscinny e Albert Uderzo dovranno improvvisarsi atleti visto che la bella principessa ha promesso di sposare il vincitore delle olimpiadi. Una missione apparentemente impossibile per uno come Depardieu, che afferma di praticare esclusivamente lo sport della forchetta, e anche per il suo simpatico personaggio, "dopato" di natura.

Saint Amour

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Benoît Delépine, Gustave Kervern. Con Gérard Depardieu, Benoît Poelvoorde, Vincent Lacoste, Céline Sallette, Gustave Kervern.
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Genere Commedia, - Francia, Belgio 2016. Uscita 27/10/2016.

Welcome To New York

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Abel Ferrara. Con Gérard Depardieu, Jacqueline Bisset, Drena De Niro, Paul Calderon, Amy Ferguson.
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Genere Drammatico, - USA 2014. Uscita 22/05/2014.

Niente può fermarci

* * - - -
(mymonetro: 2,11)
Un film di Luigi Cecinelli. Con Emanuele Propizio, Federico Costantini, Vincenzo Alfieri, Guglielmo Amendola, Maria Chiara Augenti.
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Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 13/06/2013.

Asterix e Obelix al servizio di sua Maestà

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,69)
Un film di Laurent Tirard. Con Gérard Depardieu, Edouard Baer, Guillaume Gallienne, Vincent Lacoste, Valérie Lemercier.
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Genere Commedia, - Francia, Italia, Spagna, Ungheria 2012. Uscita 10/01/2013.

Vita di Pi

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,79)
Un film di Ang Lee. Con Suraj Sharma, Irrfan Khan, Tabu, Rafe Spall, Gérard Depardieu.
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Genere Avventura, - Cina, USA 2012. Uscita 20/12/2012.
Filmografia di Gérard Depardieu »

mercoledì 29 marzo 2017 - Allo spazio Oberdan di Milano, nel contesto del Festival del cinema africano, è stato presentato il film di Rachid Benhadj.

La stella di Algeri, fra Islam e Occidente

Pino Farinotti cinemanews

La stella di Algeri, fra Islam e Occidente Allo spazio Oberdan di Milano, nel contesto del Festival del cinema africano, è stato presentato La stella di Algeri, diretto da Rachid Benhadj, tratto dal romanzo di Aziz Chaouki che nel 2005 ha ottenuto il premio Flaiano. Il nuovo film del regista algerino è fedele al suo riconoscibile percorso artistico e culturale. Benhadj (1949) ha una storia particolare, è nato in Algeri ma, giovanissimo si è trasferito a Parigi, dove non ha perso tempo. Un dato: nel 1973 si è laureato in architettura alla "Scuola nazionale superiore delle arti figurative". Ho incontrato Benhadj e ho avuto modo di conoscere dal vivo la sua personalità. La sua formazione è dunque europea, prima Parigi e poi Roma, dove insegna alla Scuola di cinema di Cinecittà. Parla un italiano perfetto e conosce le lingue più importanti. Benhadi è un artista tout court, conosce le arti figurative, dipinge. E frequenta con passione la letteratura, come emerge dai suoi film, tratti spesso da opere letterarie. Questo bagaglio così completo e assunto così direttamente gli consente una prospettiva alta e opportuna di lettura dei fatti umani, politici e mistici, e ideologici. Essendo algerino, la piattaforma, l'abbrivio, non possono che essere quello, ma la visione generale è quella, compiuta, detta sopra. Gli sta a cuore la vicenda umana, i diritti, la sofferenza, la sopraffazione, in tutti gli scenari. Soprattutto gli sta a cuore il confronto fra culture.
Benhadj è autore con una storia importante. Presente spesso nei festival che contano. Due titoli vanno fatti: Mirka (2000), un film discusso e premiato, riconosciuto dall'Unesco come modello contro le atrocità della guerra. Lo scenario sono i Balcani. È la storia di un ragazzo, nato da uno stupro, che cerca di ritrovare sua madre. Nomi importanti in gioco, come Vanessa Redgrave e Franco Nero, e poi Depardieu, e Storaro alla fotografia. Il pane nudo (2005): ancora una vicenda di formazione, violenta, e di identità di un giovane. Tratto dal romanzo di Mohamed Chukri, che fu al centro di una vasta dialettica, anche perché censurato in molti paesi arabi. Si racconta la vicenda dell'adolescente Mohamed, che cresce in un ambiente infernale. In prigione fa la conoscenza che gli cambierà la vita. Ha modo di imparare a leggere e scrivere, dunque gli si aprono prospettive che prima ignorava del tutto. Un segnale di evoluzione, e di presa di coscienza di altre realtà rispetto a quelle in cui era cresciuto sta in una sua battuta. "Non posso bere vino, è peccato. Tutte le cose buone sono peccato".
La Stella di Algeri racconta la storia di Moussa, giovane algerino, più attratto dall'Occidente che dall'Islam, il cui idolo sarebbe Michael Jackson, che ha messo su un complesso musicale. Il repertorio non sono le nenie religiose arabe ma un sound di qualità con un testo che non piace a molti algerini. Moussa e i suoi danno concerti qua e là, nei paesi, ai matrimoni. Il ragazzo ha una famiglia disastrata. Fra genitori, fratelli, futuri cognati, zii idioti, sono in quattordici a vivere in pochi metri quadrati. Per poter dormire deve aspettare che un fratello liberi il letto. Comunque la famiglia sopravvive grazie al lavoro, tanto disprezzato, di Moussa.
A completare il panorama dei caratteri che rappresentano le differenti culture, l'impossibilità di convivenza, la fase violenta e integralista, ecco altri personaggi che conosciamo attraverso i media, giorno dopo giorno: la ragazza in minigonna che vorrebbe vivere secondo "quella" cultura. Salma, la fidanzata di Moussa, che lo sposerebbe, ma se avesse un lavoro serio e sicuro. E poi il terrorista: corpulento e in quietante, che sembra un clone di Abu Bakr, il sedicente califfo dello stato islamico. Minaccia tutti i "miscredenti". Vorrebbe costringere la ragazza "peccatrice di occidente" a vestirsi col velo, a non divertirsi. Lei rifiuta e lui la sfigura con l'acido. E poi arma di pistola il fratello di Moussa, indottrinato, perché diventi giustiziere.
Islam e Occidente. Il grande nodo di questa epoca. Visto da un islamico che conosce bene i due mondi.

   

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