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La vie en rose
Un film di Olivier Dahan.
Con Marion Cotillard, Sylvie Testud, Clotilde Courau, Jean-Paul Rouve, Pascal Greggory.
continua»
Titolo originale La Môme.
Drammatico,
durata 140 min.
- Francia, Gran Bretagna, Repubblica ceca 2007.
uscita venerdì 4 maggio 2007.
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![]() Un ritratto libero e non didascalico della cantante francese Edith Piaf
Matteo Signa
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premi nomination |
Premio Oscar 2 1 |
Nastri d'Argento 0 1 |
Golden Globes 1 1 |
Passero malinconico
domenica 6 maggio 2007
di Lucio
La vita di Edith Giovanna Gassion è incredibile . La sua infanzia tormentata e difficile le ha dato la forza per superare ogni tipo di ostacolo . Il film di Olivier Dahan , struggente e malinconico , ce la mostra in tutta la sua tragicità . Il padre saltimbanco la porta con sé , come una scimmietta ammaestrata , per essere di supporto ai suoi tristi spettacoli di piazza . La scena in cui la piccola canta la Marsigliese ( spronata dal genitore che le dice " dai , inventa qualcosa " )è da antologia continua » |
Mome
lunedì 7 maggio 2007
di bartolo fontana
La Vie En Rose Marion Cotillard interpreta Edith Piaf, la grande cantante col fisico di un passerotto ma dalla voce di un’aquila reale. Per capire la bravura della Cotillard, bisognerebbe vedere il film “ Un’ottima annata”. Un attore diventa tale, solo se le sue espressioni si impossessano del personaggio, che non saranno mai uguali all’interpretazione precedente…fino alla perdita della sua totale identità. Tutto gira attorno a questa artista, la Piaf, che rimane certamente una delle più grandi continua » |
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Una vita non molto "rosea"
martedì 4 marzo 2008
di MaryLuu
Avevo già sentito parlare di Edith Piaf. Come non conoscere il suo grande successo " La vie en rose". Non mi ero mai interessata però alla sua biografia, ritenendo più interessante lasciarmi estasiare delle malinconiche e soavi note delle sue canzoni. Dopo aver visto questo bellissimo film ho rimpianto di non aver letto niente prima. La storia raccontata da Dahan, ricca di flash back e ricordi sbiaditi destinati a scomparire col tempo lasciando un alone indelebile, è la vita della chanteuse francese, continua » |
Film emotivamente riuscito ma diseguale.
lunedì 11 febbraio 2008
di Leonardo62
Non c'è dubbio che il film di Dahan sulla Piaf abbia il dono dell'originalità, e di una lettura non convenzionale e piatta della sua difficile vita, come non c'é dubbio che per tutto il film risalti il senso dell'emozione prodotto dalla sua inconfondibile voce senza che al tutto venga dato un significato troppo didascalico (bellissima al proposito la scena, commentata dalla colonna sonora ma "muta" della sua voce del suo primo trionfo pubblico), infine molto poetica l'evocazione della sfortunata continua » |
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| Marion Cotillard | |
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Lei è una grande artista. È perché ho messo i tacchi... |
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| Robert Nebrensky, Marion Cotillard | |
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Dovrebbe annullare il concerto signora Piaf, sta giocando con la sua vita. E allora? Bisogna pur giocare con qualcosa! |
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| Pascal Greggory Marion Cotillard | |
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Edith non può fare questo! Ah no? E a che serve essere Edith Piaf allora! |
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DVD | La vie en roseUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 25 settembre 2007
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SOUNDTRACK | La vie en rose
La colonna sonora del film
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di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Olivier Dahan, con La Môme, sembra volersi immedesimare totalmente con il personaggio di Edith Piaf e con la sua straziante esistenza. Chiede all' attrice Marion Cotillard di cancellare la sua bellezza (che aveva fatto perdere la testa a Russell Crowe in Un' ottima annata) e in nome di un' identificazione totale la sottopone a sei ore di trucco quotidiano, insaccandole la testa e deformandole le mani. Il risultato è sorprendente ma finisce per essere soffocato da una ricostruzione invasiva e ridondante, degna di un feuilleton ottocentesco. » |
Commuove Berlino la Piaf di Marion Cotillard
di Giuseppina Manin Il Corriere della Sera
Piaf si nasce, non si diventa. Per provarci bisogna essere un pò temerari o un pò folli. Marion Cotillard, che forse ha entrambe queste virtù, ha tentato la folle scommessa. E ha vinto. Se La Mome (titolo per l' Italia La vie en rose) ieri sera ha aperto la 57ma Berlinale tra applausi e lacrime, è proprio grazie a lei. Capace di entrare nella pelle dolente della leggendaria Edith senza mai eccedere, cadere nell' imitazione, nel grottesco. Un' interpretazione che, stando ai commenti degli addetti ai lavori, la candiderebbe già come miglior attrice. » |
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di Lea Tommasi Il Mucchio
Presentato all'ultimo festival di Berlino, La Vie En Rose non si limita a narrare la vita e le vicende di Edith Piaf. C'è qualcosa di più dell'elemento biografico, comunque veritiero e sul quale il regista si è documentato a dovere. È un film ben pensato e intenso, dalla fotografia meritevole e in cui l'uso dei flashback è tutt'altro che canonico: un continuo intrecciarsi di periodi, di frammenti della vita dell'artista si trovano a coesistere, e sembra che il tempo non abbia una direzione sola. » |
Il "passerotto" incanta Berlino
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Applausi, commozione e un pizzico di stupore. Erano anni che Berlino non azzeccava l'apertura, diciamolo. Invece La môme (La vie en rose) di Olivier Dahan, 140 minuti sulla vita e l'arte di Edith Piaf, è il filmone che ogni festival sogna per l'inaugurazione. Un esempio, oggi sempre più raro, di buon cinema popolare, pieno di ambienti, di personaggi, di sentimenti. Il ritratto di una figura leggendaria sbozzato con tratto generoso e rotondo, senza esibire artifici formali invadenti, ma evitando anche la retorica o le riverniciature di nuovo di tanti pessimi biopic. » |
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