| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 115 minuti |
| Al cinema | 60 sale cinematografiche |
| Regia di | Farah Nabulsi |
| Attori | Saleh Bakri, Imogen Poots, Muhammad Abed Elrahman, Stanley Townsend, Paul Herzberg Andrea Irvine, Nabil Al Raee, Ruba Blal, Einat Weitzman. |
| Uscita | giovedì 11 dicembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 3,04 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 27 novembre 2025
In Cisgiordania, l'insegnante Basem è diviso tra la resistenza, il legame con l'allievo Adam e una relazione con una militante. The Teacher è 29° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 5.797,00 e registrato 1.355 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sulle montagne della Palestina coperte di ulivi, l'esercito israeliano abbatte le case e arresta chiunque resista. L'ultimo baluardo, prima della rabbia e della rassegnazione, è Basem El-Saleh, professore di lingue che ha collezionato qualche anno in prigione per insubordinazione. All'ombra di un divorzio e di un lutto impossibile, la morte del figlio, educa i suoi studenti come un padre. Insieme a Lisa, una volontaria inglese che si occupa del reinserimento dei minori incarcerati, fa quello che può contro una violenza secolare. Poi un giorno uno dei suoi ragazzi finisce assassinato da un colono. Basem posa i libri e riprende la pistola.
È la ricerca di giustizia (in piena colonizzazione) a guidare il film di Farah Nabulsi, regista e attivista britannica di origine palestinese.
Convinta sostenitrice dei diritti umani, nel 2015 rivolge la sua attenzione all'industria cinematografica, adottando il linguaggio del cinema per difendere il suo popolo oppresso. È attraverso la sua casa di produzione (Native Liberty) che la regista scrive, produce e dirige film che testimoniano la dolorosa vita dei palestinesi. Muovendosi su due fronti (e due dolori), un soldato israeliano rapito per ottenere la liberazione di prigionieri palestinesi e un ragazzo palestinese ucciso impunemente da un colono illegale, The Teacher, ispirato a fatti reali, si fa il terreno di una testimonianza unica: mostrare come il mancato rispetto di un confine diventi un veleno letale, un male incurabile. The Teacher non ha la forza impressionante di No Other Land ma si impone come un altrettanto film di lotta. Contro l'invisibilità e con una fede disperata nel potere delle immagini, Nabulsi scrive e dirige un dramma che è il riflesso di tutte le problematiche che affliggono i palestinesi. In un clima di "criminalità legalizzata", come la definisce Basem, i coloni distruggono case senza motivo, minacciano e ostacolano i palestinesi in tutta impunità. Al cuore del suo film c'è un professore diviso tra impegno politico e insegnamento, tra azione e processi per ottenere giustizia. Un uomo, un padre di vita e di cultura, che si dà il permesso di costruire dentro un processo di distruzione sistematica delle abitazioni e degli uomini che le abitano. Ma tutto sembra inutile contro i coloni e i temibili soldati israeliani, ciechi, accecati e impermeabili a qualsiasi supplica o preghiera.
Così quando avanzano illegalmente tra gli ulivi o condannano un altro resistente, esplode un odio sincero che rende la questione cruciale del territorio concreta. Nabulsi cede a uno sguardo esterno e un po' naif col personaggio 'straniero' di Imogen Poots e una liaison che alleggerisce i toni ma risulta un po' stonata. Nello sviluppo centrale, il racconto smarrisce Adam (Muhammad Abed Elrahman), allievo prediletto del professore del titolo e porta di ingresso sull'urgenza dell'azione politica. L'urlo desolato di Adam sotto gli ulivi e la pioggia battente vale più di mille discorsi. La sequenza grida la logica di annientamento di una cultura e un interrogativo politico essenziale: come può il cinema mettersi al servizio della sollevazione di un popolo? Farah Nabulsi sceglie la fiction, terreno impervio e scivoloso, che si concede qualche passaggio retorico e trova nell'incontro tra due padri lo stesso desiderio di felicità e di giustizia. Ma non hanno gli stessi diritti, né la stessa libertà di movimento, né le stesse prospettive. In piedi nel corridoio di una scuola, Saleh Bakri (l'insegnante) e Stanley Townsend (il padre del soldato israeliano rapito) si prestano al ritratto, due esempi per descrivere meglio, in modo eloquente e immediato una differenza di condizione sotto il regime di apartheid che il film denuncia. Il cinema, con il suo formato e la sua inclinazione, offre questa possibilità. Due padri ordinari diventano, grazie alla forza del mezzo, personaggi politici. Già candidata agli Oscar per The Present, un cortometraggio che in ventiquattro minuti racconta un popolo a cui ogni giorno vengono negate la dignità e la libertà di movimento, la regista firma un altro atto di opposizione e perseveranza. La tenacia del protagonista è il soggetto centrale del film, è la lotta tra costruzione e distruzione, un conflitto materiale, ma anche giuridico e politico, una questione di permessi, di divieti e anche di immagine.
Film da non perdere da far vedere nelle scuole in tutte le Associazioni israeliane i giornalusti ne devono parlare e convincere ad a ndare a vederlo proporlo x TUTTIi premi cinematografici Possibile che a milano sia distribution solo in due cinema?
Sulle montagne della Palestina battute dall'esercito israeliano che distrugge case e arresta chiunque provi a resistere, un professore di lingue con alle spalle qualche anno in prigione per insubordinazione, e che stenta a elaborare il lutto per la morte del figlio, educa i suoi studenti tentando di frenare rabbia e rassegnazione. Insieme a Lisa, una volontaria inglese che si occupa del reinserimento [...] Vai alla recensione »
È stato girato nel 2022, ma fulmina sul presente. La pressione criminale dei coloni in Cisgiordania si fa viva dal prof di liceo Basem (la star palestinese Saleh Bakri) che ha già perso un figlio: nuove distruzioni di case e l'inaccettabile assassinio di un allievo. Che fare? Dopo il doc premio Oscar No Other Land può sembrare un melò di cronaca tragica, anche per il morbido doppiaggio italiano.
Farah Nabulsi, regista di The teacher, ha un curriculum a dir poco anomalo. È nata a Londra nel 1978 da genitori egiziani e palestinesi (la madre era riparata in Inghilterra dal Kuwait). È laureata in economia e ha fatto la broker per JPMorgan. Ha fondato la casa di produzione Native Liberty dopo un viaggio in Palestina nel 2013. Nel 2020 ha girato a Betlemme, in Cisgiordania, un corto intitolato [...] Vai alla recensione »
Per i palestinesi di Cisgiordania, l'occupazione prende le forme di una violenza sistematica e pervasiva: un accanimento quotidiano che scava nell'anima e s'insinua sottopelle, alimentando una sete di rivalsa che trasforma le vittime in potenziali carnefici. A questa spirale di sangue dedica il suo primo lungo l'esordiente Farah Nabulsi, palestinese nata a Londra: sebbene The Teacher sia un film apertamente [...] Vai alla recensione »
Lungometraggio d'esordio della regista palestinese (con cittadinanza britannica) Farah Nabulsi, The Teacher prova a mettere in luce le assurde umiliazioni della vita sotto occupazione militare. Ambientato in Cisgiordania, dove è stato girato anche il film, la storia raccontata segue Basem El Saleh (interpretato con intensità da Saleh Bakri), un insegnante palestinese, angosciato e afflitto di fronte [...] Vai alla recensione »
Non c'è pace tra gli ulivi. Scippiamo il buon Giuseppe De Santis per dire di The Teacher, esordio della palesti(londi)nese Farah Nabulsi, già candidata all'Oscar per il cortometraggio The Present. Fuori concorso al 43° Torino Film Festival, dal prossimo 11 dicembre nelle sale con Eagle Pictures, è un dramma formato famiglia, e vieppiù popolo, realizzato nel 2023, e vocato alla questione palestinese, [...] Vai alla recensione »