| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 132 minuti |
| Regia di | Craig Brewer |
| Attori | Hugh Jackman, Kate Hudson, Michael Imperioli, Fisher Stevens, Jim Belushi Ella Anderson, Mustafa Shakir, Eva Kaminsky, Jayson Warner Smith, Tom O'Keefe, Beth Malone, Robert John Gallagher, Matt Gorsky, Shyaporn Theerakulstit, Cecelia Riddett, Jim Conroy, Kena Anae, Carey Van Driest, Mike DiGiacinto, Michelle DiBenedetti. |
| Uscita | giovedì 8 gennaio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 2,91 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 5 gennaio 2026
Un duo musicale formato da marito e moglie di Milwaukee sperimenta un successo strepitoso e un dolore devastante nel loro percorso musicale insieme. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a The Actor Awards, In Italia al Box Office Song Sung Blue - Una melodia d'amore ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 92,5 mila euro e 70,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Mike, veterano del Vietnam, sbarca il lunario aggiustando radiatori e cavalcando la nostalgia nei panni di vecchie glorie della musica americana. Una sera incontra Claire sotto la parrucca bruna di Patty Cline. Bionda e appassionata, Claire innamora Mike che la sposa nella vita e sul palco, dove interpretano e omaggiano le hit di Neil Diamond. A colpi di "Soolaimon" e "Sweet Caroline" conquistano il pubblico e aprono un concerto dei Pearl Jam. Ma il destino è dietro l'angolo e li travolge violentemente.
Ci risiamo, o forse no. Il numero di biopic musicali usciti in sala in questi ultimi anni conferma il fascino di Hollywood per il genere. Vera e propria agiografia contemporanea, il biopic appare oggi come l'ultima tappa della mitizzazione e della consacrazione di un artista.
Nonostante le singolarità di ogni percorso, questo genere ha dato vita a una forma stabile, molto accademica, costituita da un insieme di convenzioni narrative e formali ben consolidate, che donano sovente l'impressione di vedere lo stesso film. Un individuo ordinario si emancipa dal suo quotidiano scoprendo un talento straordinario, segue il debutto, la collezione di successi, la gloria (riprodotta dagli eterni montaggi che scorrono cover di album, copertine di riviste, facciate di teatri). Poi il picco di notorietà viene interrotto da cali di vento o momenti di vuoto, se non addirittura da episodi sordidi (dissolutezza sessuale o droga, quando non entrambe le cose), conferendo al film il movimento di un ottovolante, un classico rise and fall, a cui si aggiunge volentieri un ultimo colpo di coda: l'ineluttabile ritorno in auge tra paillettes e ribalta. Il tutto accompagnato dalla "impressionante" interpretazione di un attore o un'attrice (ir)riconoscibile, premiato/a con un Oscar.
Se alcuni registi hanno sovvertito le regole date o addirittura le hanno abrogate, imponendo scelte registiche radicali e audaci, Craig Brewer resta fedele alla tradizione, al 'costume' e alla nostalgia del passato, che rischia di divorare la cultura del futuro. Ma di quei biopic musicali standardizzati firma il lato B. I suoi eroi, una coppia e un gruppo del Wisconsin, diventano famosi per le loro cover di Neil Diamond. Meno conosciuto da noi, in America la sua "Sweet Caroline" viene cantata a squarciagola in un locale su due, in una festa su due, in un compleanno di famiglia su due. Ma poco importa, perché Song Sung Blue è un mélo musicale che suscita più passioni di Nel Diamond. Mike e Claire Sardina, incarnati da Hugh Jackman e Kate Hudson, in versione country, formano una tribute band dedicata a Diamond, Lightning & Thunder, che diventerà un cult. Storia vera, anche nella malasorte che colpisce uno, due e tre volte gli amanti, quella di Craig Brewer va alla sorgente della cultura pop, avida di commemorazioni, pescando quegli artisti che passano la loro vita e si salvano la vita riproducendo, ricantando, ritruccando e ricommercializzando la star amata. I sosia di Elvis, di Streisand, di Cline, di Brown, di Diamond... provano a ripetere l'atmosfera di anni musicalmente elettrici, lo spleen che sentivano negli artisti che ammiravano. I loro costumi a buon mercato sono saturi della memoria di un passato così ricco da occupare tutto lo spazio disponile.
Controcorrente rispetto ai biopic attuali (A complete Unknown e più recentemente Springsteen - Liberami dal nulla), Song Sung Blue si focalizza sugli artisti nell'ombra, l'America profonda e lontana dalla ribalta, abitando i pub fumosi e i quartieri decentrati dove si coltiva il coraggio ordinario. Eppure anche a Milwaukee si può aspirare alla gloria e calcare le scene come i propri idoli.
Soprattutto se le star locali hanno lo standing di Hugh Jackman, artista della trasformazione che suona le corde più sensibili e compone un ordinary man crepuscolare e ferito. Kate Hudson ritorna alla forma che non ci aspettavamo più, non era così bella dai tempi di Quasi famosi, il suo personaggio è pieno di ardore, di charme, di entusiasmo contagioso. Jackman e Hudson sono nel loro elemento e la loro complicità li entusiasma, ci entusiasma. Con la voce e col cuore trascendono i limiti di una narrazione abusata (la success story), a cui Brewer apporta una variazione struggente, un omaggio a tutti quegli artigiani dimenticati che hanno tenuto duro, senza leggende o favole. Song Sung Blue è un film senza pretese, come i suoi eroi, una ballata dolce come la Caroline... Sweeeeet Caroliiiiine oh oh oh!
Ed ecco che dal cilindro della programmazione d'inizio anno salta fuori questo film che all'apparenza ? senza pretese e invece ? un ottimo antidoto alla noia del sabato pomeriggio. Hugh Jackman e Kate Hudson offrono un'ottima prova per doti sceniche e grande affiatamento. Preferibilmente da vedere in coppia. Piaciuto.
Senza bisogno di compiere sforzi di memoria prodigiosi, si può facilmente affermare che, anche durante il da poco trascorso 2025, vi sia stata una massiccia presenza in sala di biopic incentrati su artisti della musica, di cui, per questioni di brevità, in queste righe, ci limiteremo a segnalare quelli dedicati ad alcuni dei nomi più illustri del panorama musicale in lingua anglofona: A Complete Unknown [...] Vai alla recensione »