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lunedì 27 febbraio 2017

Burt Lancaster

Un divo fuoriclasse

Nome: Burton Stephen Lancaster
Altri nomi: Hecht-Hill-Lancaster / Lancaster
Data nascita: 2 Novembre 1913 (Scorpione), New York City (New York - USA)

Data morte: 20 Ottobre 1994 (80 anni), Century City (California - USA)
occhiello
I siciliani non vorranno mai migliorare, perché si considerano già perfetti. In loro la vanità è più forte della miseria.
dal film Il gattopardo (1963) Burt Lancaster è Don Fabrizio, il principe di Salina
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Burt Lancaster
Golden Globes 1982
Nomination miglior attore per il film Atlantic City U.S.A. di Louis Malle

David di Donatello 1981
Nomination miglior attore straniero per il film Atlantic City U.S.A. di Louis Malle

Premio Oscar 1981
Nomination miglior attore per il film Atlantic City U.S.A. di Louis Malle

David di Donatello 1981
Premio miglior attore straniero per il film Atlantic City U.S.A. di Louis Malle

David di Donatello 1975
Premio miglior attore per il film Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti

David di Donatello 1975
Nomination miglior attore per il film Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti

Festival di Venezia 1962
Premio miglior attore per il film L'uomo di Alcatraz di John Frankenheimer

Premio Oscar 1962
Nomination miglior attore per il film L'uomo di Alcatraz di John Frankenheimer

Premio Oscar 1960
Premio miglior attore per il film Il figlio di Giuda di Richard Brooks

Premio Oscar 1960
Nomination miglior attore per il film Il figlio di Giuda di Richard Brooks

Festival di Berlino 1956
Premio miglior attore per il film Trapezio di Carol Reed

Premio Oscar 1953
Nomination miglior attore per il film Da qui all'eternità di Fred Zinnemann



Il gattopardo

* * * * -
(mymonetro: 4,25)
Un film di Luchino Visconti. Con Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale, Paolo Stoppa, Rina Morelli.
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Genere Drammatico, - Italia 1963. Uscita 28/10/2013.

Novecento - Atto I

* * * * -
(mymonetro: 4,32)
Un film di Bernardo Bertolucci. Con Gérard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Sterling Hayden, José Quaglio.
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Genere Drammatico, - Italia 1976.

L'uomo dei sogni

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,52)
Un film di Phil Alden Robinson. Con Burt Lancaster, James Earl Jones, Kevin Costner, Amy Madigan, Ray Liotta.
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Genere Fantastico, - USA 1989.

Il treno

* * * - -
(mymonetro: 3,43)
Un film di John Frankenheimer. Con Burt Lancaster, Michel Simon, Jeanne Moreau, Paul Scofield
Genere Guerra, - USA 1964.

Da qui all'eternità

* * * * -
(mymonetro: 4,48)
Un film di Fred Zinnemann. Con Frank Sinatra, Ernest Borgnine, Deborah Kerr, Montgomery Clift, Burt Lancaster.
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Genere Drammatico, - USA 1953.
Filmografia di Burt Lancaster »

giovedì 9 febbraio 2017 - Burt Lancaster e Joan Fontaine in un classico della storia del cinema.

Per te ho ucciso, un noir inedito in dvd

Pino Farinotti cinemanews

Per te ho ucciso, un noir inedito in dvd Succede spesso che un'uscita in dvd possa valere, come interesse e storia, un film distribuito nelle sale. Si tratta di classici che è bene "ripassare". Alludo a un titolo peraltro inedito, Per te ho ucciso, diretto da Norman Foster, con Burt Lancaster e Joan Fontaine; è uno dei classici "noir" del cinema americano. Il genere presenta, fra le molte qualità, un'anomalia particolare, a favore del cinema: spesso quei film erano migliori dei libri da cui erano tratti. Non succede quasi mai. Quel "noir" aveva una genesi particolare, magari nobile, era, spesso, una derivazione dell'espressionismo tedesco: atmosfere cupe, bianchi e neri a grande contrasto, tante scene notturne e un senso drammatico sempre a incombere. Giungla d'asfalto (Huston), Forza bruta (Dassin), Doppio gioco (Siodmak), Le catene della colpa (Tourneur), La fiamma del peccato (Wilder) sono titoli esemplari di quel genere.
La storia: un reduce coinvolto in una rissa uccide un uomo senza volerlo. Braccato si rifugia nella casa di un'infermiera. A poco a poco nasce un rapporto. E la donna riuscirà ad affrontare le patologie complesse del fuggiasco, coinvolto anche in situazioni di criminalità. Il teatro è Londra, che si presta al noir, seppure americano, col suo buio, la nebbia, le strade umide che riflettono i lampioni. Il film, del 1948, è perfetto per le attitudini di Burt Lancaster, presente in molti di quei titoli di genere. Due anni prima aveva esordito, già protagonista, ne I gangsters, per la regia di Siodmak, tratto da un racconto di Hemingway. Dunque, divo subito. Sarebbero seguiti, in breve tempo, Forza bruta, Le vie della città, Doppio gioco, Il terrore corre sul filo, fra gli altri.
Lancaster si pose dunque come modello perfetto del noir, insieme ad attori come Mitchum, Douglas, Ladd, Bogart stesso. Il caso, c maiuscola, volle che appena tornato dalla guerra - era sbarcato in Sicilia nel '43, risalendo l'Italia con l'armata di Patton- incontrasse in ascensore un produttore. Incontro proficuo. Burt passava dalla sua attività di trapezista, vero, ad alto livello, a quella di attore. E dico che come tale rappresenta un unicum. Nessun divo americano, e non solo, possedeva tutti i suoi registri e possibilità. Acrobata dove fa una sorta di Robin Hood ne La leggenda dell'arciere di fuoco; uomo del west di primissima fascia, modello perfetto nelle gangster-story (appunto). E due citazioni che ci riguardano: il principe di Salina e l'anziano professore di Gruppo di famiglia in un interno. E non era facile farsi scegliere da Visconti. Forse nessuno, come Lancaster. Joan Fontaine non era da meno. Inglese nata a Tokyo è stata una delle signore di Hollywood. Grandi classici e tanti premi, Oscar compreso. Per tutta la vita ha vissuto l'antagonismo con la sorella Olivia de Havilland, diva a sua volta. Pareggiavano in prestigio ma Olivia alla morte della sorella, a 96 anni, ha dichiarato: "questa volta Joan è arrivata prima di me". La De Havilland vive, ha 101 anni.

   

lunedì 6 febbraio 2017 - Il film di Damien Chazelle è un film degli Anni Cinquanta. È come se pubblico e critica non vedessero l'ora di respirare un po' d'aria pura. Al cinema.

La La Land, un vero fenomeno

Pino Farinotti cinemanews

La La Land, un vero fenomeno La La land, di cui ho già scritto, si sta rivelando un vero fenomeno. Per cominciare l'accoglienza: tutte le testate e tutte le firme più importanti della critica gli hanno attribuito le cinque stelle, il voto del capolavoro. Anch'io l'ho definito tale. Ragionandoci in prospettiva emerge un dato, non proprio positivo rispetto al cinema contemporaneo. Il film di Damien Chazelle è, di fatto, un film degli Anni Cinquanta. È come se pubblico e critica non vedessero l'ora di... respirare un po' d'aria pura. La mia posizione, in quel senso, credo sia nota, raccontata più volte. "Passatista" è quasi sempre un aggettivo negativo. E, ribadisco, è triste doversi rifare al passato. Ma in questo caso il dato e il sentimento sono condivisi. Quel cinema - parlo di America, ma il concetto può essere allargato - era migliore di questo, e non solo.
Nel mio libro "Storia 'poconormale' del cinema" ho scritto: "I Cinquanta sono un decennio fondamentale del cinema. Evoluzione dei contenuti e della tecnica, "assestamento" dei generi. Hollywood diventa sempre più leader, guida del cinema, per spettacolo, qualità e mercato. Niente di assoluto naturalmente, ci sono altri paesi e altre correnti, ma il cinema americano, figlio del dopoguerra, diventa un fenomeno che propaga nel mondo caratteri ed esempi di sentimento, di estetica e di marketing. Quel decennio è davvero l'età dell'oro del cinema."
La La land, qualche momento: lei vuole fare l'attrice, lui suonare il piano secondo la propria cultura. Hanno talento. Provano e riprovano, alla fine ce la fanno. Quante volte i film hanno raccontato questa vicenda? Le loro mani si toccano in un cinema - e dove altrimenti - al buio. Poi si baciano. E tutto si ferma lì. Niente nudo e niente letto. Lei è con amici banali, a una cena, ma ecco il raptus, scappa e va da lui. Certo cliché, ma belli. Le citazioni le lascio ai cinefili, il ballo: Astaire-Rogers e Gene Kelly. Gli scenari da Cantando sotto la pioggia a Un americano a Parigi. Con l'immancabile sequenza sulla Senna. Tutti "Anni Cinquanta" dunque. Chazelle rinuncia persino all'immancabile momento omosessuale obbligatorio e strategico in tutti i film di adesso.

lunedì 30 gennaio 2017 - Lei sogna di fare l'attrice, lui il musicista e la strada è impervia. Il canovaccio è conosciuto ma il racconto è irresistibile, e a suo tempo, vincerà tutto, sta nell'ordine delle cose.

La La Land ha vinto una pioggia di Oscar

Pino Farinotti cinemanews

La La Land ha vinto una pioggia di Oscar

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