Titane

Film 2021 | Drammatico, 108 min.

Regia di Julia Ducournau. Un film Da vedere 2021 con Vincent Lindon, Dominique Frot, Myriem Akheddiou, Théo Hellermann, Lamine Cissokho. Cast completo Genere Drammatico, - Francia, Belgio, 2021, durata 108 minuti. distribuito da I Wonder Pictures. - MYmonetro 2,97 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi Titane tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.


oppure

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Un film controvero e audace che ha conquistato la giuria di Cannes. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato sì!
2,97/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 1,94
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una favola nera di carne e metallo. Una bomba che partorisce il cinema di domani.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 18 luglio 2021
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 18 luglio 2021

Alexia ha una placca di titanio conficcata nel cranio a causa di un incidente passato. Ballerina in un 'salone di automobili', le sue performance erotiche la rendono preda facile degli uomini, che l'approcciano senza mezze misure. Ma Alexia uccide con un fermaglio chi si avvicina troppo e colleziona omicidi che la costringono a fuggire e ad assumere l'identità di un ragazzo, Adrien, il figlio scomparso dieci anni prima di un comandante dei pompieri. Lei è una macchina programmata per uccidere che cerca un rifugio, lui una divisa programmata per salvare vite che ha disperatamente bisogno di prenderla per qualcun'altro. Tutto li separa ma poi qualcosa improvvisamente li unisce per sempre.

Cinque anni dopo Raw, debutto 'incisivo' e oggetto insolito che giocava beatamente con le attese del genere horror, Titane le riduce in cenere, superando ogni limite e cortocircuitando codici e stereotipi.

Titanio è il nome del metallo che serve per fare le protesi ma è anche la resistenza che la protagonista oppone al mondo. Perché Alexia non ama gli umani e li uccide meccanicamente come un Terminator. Bionda e implacabile, si avvicina e si struscia (fino all'orgasmo) soltanto contro le carrozzerie fredde delle vetture.

Julia Ducournau, autrice che conferma il suo stordente talento visivo e la singolarità del suo universo, al confine con la serie B, accompagna la sua eroina con un uomo che ha il corpo di Rambo e si fa di dolore e steroidi. Due 'mostri' del cinema (anni Ottanta) si incontrano e generano una nuova umanità, un nuovo film di carne e metallo che evoca le sperimentazioni organiche del primo Cronenberg e, dall'altra parte dello spettro cinefilo, il gesto per il gesto di Leos Carax, soltanto più triviale. 'Alla guida' c'è addirittura Bertrand Bonello, il regista francese interpreta nel film il padre atono di Alex che provoca involontariamente il suo incidente.

La sua presenza silente incide su la seduzione ipnotizzante del suo cinema, restituendo la lucentezza vana ma erotica degli oggetti, la concretezza dei suoni, la bellezza dei corpi in movimento. Eppure Titane non assomiglia a nessun altro, meglio, assomiglia ad altri ma combinati in una maniera mai vista. Masticando gore e furore, Julia Ducournau assume la referenza dei suoi antenati ma poi scava, impasta, scolpisce, innova e si inventa. Inventa una dialettica orrorifica barocca e delirante, che travolge tutto, convenzioni, buon gusto, verosimiglianza per dispiegarsi furiosamente a immagine della sua eroina. Una fanciulla che ha incassato fino alla carne la sua misera infanzia e nell'età adulta eccede, eccede per meglio esistere, non importa a quale prezzo.

Il successo folgorante di Raw ha tolto ogni inibizione a Julia Ducournau che traccia una via originale nel cinema di genere francese e nel quadro ordinario della fiction francese. Come per il suo film precedente, Titane è una bomba metaforica. Più che un film d'orrore destinato a far tremare i velluti dei multiplex, è una fantasia sulla mutazione dei corpi e delle identità che pratica l'arte della messa in scena come una fede. Ogni sequenza fonde materie contrarie, metallo e olio motore, fiamme e lacrime, partorendo (letteralmente) un genere nuovo e non identificato.

La Ducournau non si nega niente e osa tutto, imbarcando lo spettatore sulle montagne russe di una narrazione a tutti i costi. La progressione orrorifica funziona a meraviglia e può contare su un corpo d'attore reinventato, Vincent Lindon, incarnazione tellurica e glutei nudi in primo piano, siringati di steroidi per restare potente. Ma è l'Alex di Agathe Rousselle, bellezza androgina che sopravvive grazie a una protesi tatuata sul cranio, a fare di Titane un film di genere e 'transgenere'. Ragazzaccia in divisa virile che danza sinuosa sul tetto del camion dei pompieri, si fa uomo per necessità non per desiderio.

Dopo la violenza mortale dei suoi atti, per Alexia viene il momento dell' 'addestramento' alla vita nella caserma diretta dal pompiere di Lindon. La regista li allaccia nella danza, unisce dentro il quadro due 'organismi' danneggiati dal mondo e boicottati da se stessi, due 'animali' che si annusano, si riconoscono, si avvicinano per affrontare meglio la vita che resta. Rousselle e Lindon sono corpi tesi al massimo, come il ventre gravido di Alexia, punto di incontro foriero e luogo di salvezza, qualunque sia il risultato. Julia Ducournau li segue raso pelle, raso muscoli, raso ossa fino al nucleo di dentro che li incendia e poi li estingue con acqua rigenerante. Coppia di Titani, concepiscono insieme un film sul potere dell'amore, che deborda nell'epilogo dalla pelle e dal metallo.

Titane è la favola nera di una psicopatica mutante e di un pompiere spezzato alla ricerca ostinata di un legame affettivo e di una trasmissione (finalmente) possibile. Titane è soprattutto uno choc che lascia storditi e abbagliati, perché il cinema della Ducournau non è una 'passeggiata' ma una traversata nel bosco oscuro delle fiabe a cui non sfuggono né i personaggi né lo spettatore. Come in una vecchia canzone di Battiato, Titane trova "l'alba dentro l'imbrunire" e adopera il genere come combustile infinito per raccontare il mondo, un mondo nuovo, ibrido di amore e metamorfosi. Il bisogno di cambiare (ri)comincia dal mito, dal risveglio di Titania attraverso l'amore.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 19 luglio 2021
Giampiero Raganelli
Cineclandestino

C'è qualcosa di demoniaco in quel bambino che, già indisciplinato in macchina, provoca un grave incidente, distogliendo l'attenzione del padre alla guida. Miracolosamente i medici riescono a salvarlo, con l'ausilio di apparecchiature metalliche che gli vengono inserite in testa, segnando così un ulteriore innesto nella sua psiche già disturbata e un'altra ibridazione di generi cinematografici del film. [...] Vai alla recensione »

domenica 18 luglio 2021
Raffaele Meale
Quinlan

"Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu" canta a squarciagola Caterina Caselli in una delle sequenze più spassose e sorprendenti di Titane, quella in cui la natura della protagonista emerge per la prima volta in modo compiuto, e a seguito della quale la trama svolta in maniera decisa, e definitiva. Eppure in molti si stanno lanciando nell'arte del giudizio nei confronti dell'opera seconda di Julia Ducournau [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Andrea Chimento
Il Sole-24 Ore

Un'altra delusione a stelle e strisce nel concorso di Cannes: dopo il debolissimo «Flag Day» di Sean Penn, arriva un'altra pellicola americana ben al di sotto delle aspettative della vigilia. Si tratta di «Red Rocket», nuovo lungometraggio del talentuoso Sean Baker, regista che si era messo in luce con «Tangerines» e «Un sogno chiamato Florida». Protagonista di «Red Rocket» è un attore e produttore [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Eugenio Renzi
Il Manifesto

Julia Decournau è passata rapidamente dall'anonimato alla celebrità quando, cinque anni fa, il suo primo film Grave è stato accolto con entusiasmo alla Semaine de la critique. In rete gira una storia secondo la quale alcuni spettatori, rivoltati dalle scene più crude, avrebbero vomitato in sala. Chi c'e-ra giura di non ricordarsi nulla di tutto ciò, ma la leggenda rende giu-stizia al tipo di impressione [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Massimo Causo
Duels.it

La placca di titanio saldata al cranio se l'è procurata dando il tormento al padre al volante e causando il testacoda che l'ha ferita. Il suo nome è Alexia e nasce così al film di cui è protagonista, Titane, opera seconda della francese Julie Julia Ducournau improvvidamente posta nel Concorso di Cannes 74 nella sovrabbondante quota francese. Alexia, che ha la presenza scenica spigolosa di Agathe Rousselle, [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Federico Pedroni
Cineforum

Automobile, interno giorno. Un padre nervoso e una figlia irrequieta che mugugna e scalcia. L'autoradio a volume altissimo, per silenziare la ragazzina. Un improvviso incidente lascia l'uomo incolume, la piccola no: dovrà convivere con una placca di titanio nel cranio, cicatrice che si farà memoria. Anni dopo, Alexia si esibisce in una sorta di lap dance con lucenti automobili in una versione meccanica [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 luglio 2021
Teresa Marchesi
Huffington Post

Ecco un film da scansare con cura, ma che ha fornito una rilassante parentesi di ilarità incontenibile. "Titane" è il secondo film di una trentasettenne rampante categoria horror, Julia Ducorneau. Autorevolmente raccomandata dai "Cahiers du Cinéma", la regista si assicura il favore dei social scegliendo come protagonista l'influencer Agathe Rousselle, titolare di una linea di lingerie, fondatrice del [...] Vai alla recensione »

martedì 13 luglio 2021
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Cinque anni dopo Raw - Una cruda verità, il teen movie antropofago alla Semaine 2016, la francese classe 1983 Julia Ducournau approda alla competizione di Cannes, edizione 74, con Titane. Acclamata enfant prodige del genere (horror) in patria, consacrata internazionalmente dai due episodi di Servant firmati per M. Night Shyamalan, guarda soprattutto a Crash di David Cronenberg per l'opera seconda, [...] Vai alla recensione »

NEWS
CANNES FILM FESTIVAL
lunedì 19 luglio 2021
Marzia Gandolfi

L’inaspettata Palma d’Oro è una bomba metaforica di Julia Ducournau che traccia una via nuova nel cinema di genere. Vai all'articolo »

GALLERY
mercoledì 14 luglio 2021
 

Applausi per il film A Hero di Ashgar Farhadi. Riflettori puntati anche sulla premiere di Aline di e con Valérie Lemercier. Vai all'articolo »

winner
miglior film
Festival di Cannes
2021
Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2021 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati