Parasite

Film 2019 | Drammatico +13 132 min.

Titolo originaleParasite
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneCorea del sud
Durata132 minuti
Al cinema121 sale cinematografiche
Regia diBong Joon-ho
AttoriSong Kang-ho, Sun-kyun Lee, Yeo-jeong Jo, Choi Woo-Sik, Park So-dam, Hyae Jin Chang .
Uscitagiovedì 7 novembre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneAcademy Two
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,02 su 66 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Bong Joon-ho. Un film Da vedere 2019 con Song Kang-ho, Sun-kyun Lee, Yeo-jeong Jo, Choi Woo-Sik, Park So-dam, Hyae Jin Chang. Titolo originale: Parasite. Genere Drammatico - Corea del sud, 2019, durata 132 minuti. Uscita cinema giovedì 7 novembre 2019 distribuito da Academy Two. Oggi tra i film al cinema in 121 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,02 su 66 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una famiglia coreana viene sconvolta da un traumatico evento. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, Parasite è 5° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 32.187,00 e registrato 5.476 presenze.

Consigliato assolutamente sì!
4,02/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,27
PUBBLICO 3,78
ASSOLUTAMENTE SÌ
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Bong Joon-ho ritorna alla sua forma migliore grazie ad un'eccellente lettura del nostro tempo.
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 23 maggio 2019
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 23 maggio 2019

Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada. La presenza dei genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung rende le condizioni abitative difficoltose, ma l'affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario, senza una vera e propria strategia ma sempre con orgoglio e una punta di furbizia. La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l'opportunità di sostituirlo come insegnante d'inglese per la figlia di una famiglia ricca: il lavoro è ben pagato, e la villa del signor Park, dirigente di un'azienda informatica, è un capolavoro architettonico. Ki-woo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un'opportunità da cogliere al volo, creando un'identità segreta per la sorella Ki-jung come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti.

Bong Joon-ho ha costruito una carriera sulla distorsione del fantastico, con affreschi plastici di larga scala come The Host, Snowpiercer e il recente Okja. A dispetto del titolo, però, in Parasite non ci sono creature, né immersioni nel soprannaturale: solo due famiglie, due case, e la brutale dissezione di una disuguaglianza di classe nella società tanto coreana quanto globale.

Le due case - letteralmente - raccontano la storia, con gli eventi sempre più tesi e rocamboleschi che vengono incorniciati da due finestre, ognuna con quattro pannelli. La prima è una minuscola apertura ribassata su un vicolo, che lascia entrare rumori, disturbi e disinfestazioni nel salotto dei protagonisti, già impegnati a contorcersi nelle poche stanze disponibili alla ricerca di una connessione WiFi priva di password nei paraggi. La seconda è una gigantesca vetrata a parete nella villa dei Park, che "inquadra" l'ampio giardino teatro di un climax a orologeria, e invita lo sguardo esterno, d'invidia e di indagine.

Nell'era delle fratture sociali sempre più scomposte, Parasite è un'eccellente lettura del suo tempo, che Bong Joon-ho riposiziona nel verticale delle stratificazioni domestiche dopo averlo disteso sull'orizzontalità del treno in Snowpiercer. Alla fotografia, vivida e fluida nello sfruttare i volumi architettonici, c'è Hong Kyung-po, reduce dal fenomenale lavoro su Burning, che della lotta di classe faceva uno sfondo elegante laddove Parasite la erge ad allegoria principale. E come studio delle idiosincrasie familiari, Bong Joon-ho riesce a entrare nel pieno territorio del primo Lanthimos e dell'ultimo Peele.

Nonostante il film "cambi stanza" con agilità tra un genere e l'altro (come sempre in Bong Joon-ho), alternando commedia, tensione e puro dramma, i Park non sono una semplice caricatura di ricca ottusità (con le ripetute fascinazioni americane e il freddo concetto di una "linea" che non va oltrepassata), così come Ki-taek (interpretato dal solito Song Kang-ho) e la sua famiglia oscillano tra l'iniziale versione coreana degli Shoplifters di Kore-eda e una sempre più dark discesa nella tentazione.

In questo heist movie al contrario, il cui obiettivo è impreziosire se stessi invece di impossessarsi di un oggetto prezioso, Bong Joon-ho ritorna alla sua forma migliore, con un'incisività che Okja non aveva e una chiarezza d'intenti che rimanda ai suoi primi e meno elaborati titoli. I soldi sono un ferro da stiro che elimina tutte le pieghe, avverte Chung-sook, mamma dal pragmatismo d'assalto. Essere una brava persona non è che l'ennesimo lusso di una lunga serie, secondo il regista, che come di consueto ammanta la sua parabola di espiazione capitalistica in immagini che attingono al livello più profondo della psiche umana: un'inondazione che arriva improvvisa, densa e scura, a lambire lo spazio vitale di chi non ha molto. E dei fantasmi del regno domestico, che emergono dalle cantine e che portano anch'essi, secondo il proverbio, la ricchezza assieme allo spavento.

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Il parassita delle vite borghesi di Bong Joon-Ho.
Overview di Emanuele Sacchi
lunedì 15 aprile 2019

Oggi che catturare l'attenzione è un'impresa sempre più ardua, ci vuole uno sforzo straordinario a livello promozionale per elevarsi sopra la cacofonia di stimoli e strilli. Un'intuizione insolita, destinata a far parlare di sé e divenire virale nel giro di breve tempo. Bong Joon-ho è riuscito, ancora una volta, a compiere tutto questo. Non era un'impresa semplice dopo l'accoglienza tiepida riservata al suo ultimo Okja, capofila delle produzioni Netflix con ambizioni d'autore e catapultate nei festival, realizzate prima che Cannes si tirasse indietro e che Roma vincesse Oscar e Leoni d'oro.

Per tornare uno dei registi più cool all'orizzonte a Bong non serve nemmeno un trailer. Basta una foto: in mezzo primo piano la figura di Song Kang-ho, straordinario interprete di diversi film di Bong, in una delle sue classiche posture da disagio crescente.

Più vicino alla soggettiva quello che ha tutta l'aria di un cadavere, disteso in giardino. Sullo sfondo invece immagini surreali e ossimoriche: sulla soglia un ragazzo con in mano una roccia, mentre un bambino con un braccio meccanico osserva, riflesso in un vetro, e appena uscito dal suo tipi indiano. Intanto una coppia borghese si rilassa al sole, nella più completa indifferenza. Se l'inquietudine degna di un film di Haneke o di Lanthimos non fosse già a un livello sufficiente, ecco che tutti gli occhi dei personaggi sono nascosti da strisce censorie. Qualcosa non va decisamente per il verso giusto.

Anche il titolo contiene in sé un MacGuffin: Parasite infatti non racconta di qualche possessione aliena, ma di un dramma incentrato su due nuclei familiari. Non meno terrorizzante, a giudicare dalla foto di cui sopra. Come se i parassiti tipi dei lavori del primo Cronenberg trovassero posto in ambientazioni da ultimo Cronenberg. Ma Bong non ha bisogno di accostamenti con altri maestri del cinema: la sua poetica unica e inconfondibile è più che mai presente in Parasite.

Ce lo fa capire ancora meglio il trailer, nel frattempo emerso dal web. Il minuto abbondante di scene da Parasite rende l'idea su quel ci attenderà: un mix di surreale, thriller e visione tragicomica della vita, degno delle atmosfere dell'autore di Memories of Murder e The Host. E di Snowpiercer, naturalmente, perché la lotta di classe sembra svolgere nuovamente un ruolo centrale, visto il gap che separa la famiglia di Ki-taek, composta interamente da disoccupati, e quella dei Park, facoltosa quanto misteriosa.

Il trailer sembra così dare un senso agli oggetti visti nella foto, per poi toglierglielo brutalmente e mescolare nuovamente le carte. Un mistero destinato con ogni probabilità ad essere svelato durante una prima mondiale a Cannes, dove Parasite ha tutta l'aria di presenziare nella competizione principale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 10 novembre 2019
Ghisi Grütter

“Parasite” è una commedia nera piena di sarcasmo e carica farsesca. Un film grottesco, ma anche metaforico, che se da un lato diverte, dall’altro inquieta perché è rivelatore dei grossi problemi sociali e di classe presenti nella Corea del Sud. Così il film mostra gli strati sociali a Seul: quello dei ricchissimi - che vivono in una splendida villa [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 novembre 2019
FabioFeli

Non c’è grande differenza tra la Seul disastrata ricreata in studio e le città dell’occidente assediate da un caotico disordine urbanistico e gravi problemi ambientali. Nella capitale coreana la povertà è nascosta. L’intera famiglia Kim, costituita da 4 persone, vive di piccoli lavori saltuari; abita in un tugurio seminterrato scroccando la connessione [...] Vai alla recensione »

martedì 12 novembre 2019
frascop

 Bong-Joon-Ho (1969) è lo Spielberg sudcoreano e con questo capolavoro ha vinto a Cannes. La prima parte è divertente, una famigliola che vive in un tugurio sotto la strada cerca di sbarcare il lunario e solo con l’astuzia riuscirà, uno alla volta, a far lavorare i suoi quattro componenti, come se fossero perfetti estranei, al servizio di una ricca famiglia di un manager [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 novembre 2019
Adriana Moltedo

Il 50enne Bong John-ho nato nella Corea del Sud ci regala un film straordinario. Parasite. Il film racconta di tre famiglie, ognuna di loro unita da forte legame. Una povera, formata da marito, interpretato dal grande attore coreano Kang-ho Song, moglie, figlia e figlio. Qui nonostante i quattro vivano in un tugurio sottoscala, pieno di rumori e disinfestazioni, dai colori vivacissimi si [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 novembre 2019
Adriana Moltedo

Parasie. Il 50enne Bong Joon-ho nato nella Corea del Nord, ci regala un film straordinario. Parasite. Il fil narra di tre famiglie, a loro modo molto unite tra loro. Una povera, formata da marito, interpretato dal grande attore coreano Kang-ho Song, moglie, una figlia e un figlio. !Qui nonostante i quattro vivano in un tugurio sottoscala, pieno di rumori e inondato di di disinfestazione, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 novembre 2019
Zarar

Apologo sulla società post-industriale con i suoi errori e orrori, questo film è stato accolto con un entusiasmo a mio parere eccessivo.  Non che l’opera non abbia aspetti interessanti. Il messaggio che il regista sud-coreano Bong Joon-ho vuol trasmettere, incrociando storie e personaggi della misera famiglia di Ki-Taek e della ricchissima famiglia del signor Park, tocca sicuramente [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 novembre 2019
alesimoni

Gran film. Dura e spietata analisi delle differenze tra classi sociali, che fa sorridere in moltissime scene ma che lascia un'angoscia di fondo che ti segue anche nei giorni successivi alla visione del film. Non è facile trovare un equilibrio così efficace tra l'ansia di denuncia e i conseguenti pugni nello stomaco che ne derivano e una cornice da commedia, ma il buon Bong Joon-ho, giustamente Palma [...] Vai alla recensione »

domenica 17 novembre 2019
Tommaso Antonelli

Al contrario di quanto molti affermano, non ho trovato in "Parasite" solamente una critica sociale. Il film certo sembra partire con una marcata distinzione tra "ricchi" e "poveri", ma pian piano tutti i personaggi vengono trascinati via dalla forza degli eventi, nessuno escluso. L'interpretazione del film può certo fermarsi ad una critica dal basso verso l'alto [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 novembre 2019
Marins

Piuttosto geniale

sabato 9 novembre 2019
Vincent

Tarantino..trema

domenica 3 novembre 2019
amos5

intrigante intellligente , fa riflettere sulla vita odierna su intelligenza virtu ricchezza  dentro e fuori, miseria e illustra peraltro alcuni aspetti di un mondo un po sconoscito. A me è piaciuto. Sottotitli in italiano obbligatori per rendere la lingua coreana autentica   va sentito in lingua originale . sconsigliato per chi ama solo commedie e film di azione .

lunedì 18 novembre 2019
paolo

Ottima recensione, priva di orpelli linguistici e riferimenti extradotti comprensibili da pochi.Purtroppo, molto spesso, le recensioni esageratamente ridondanti non aiutano lo spettatore medio ad apprezzare i veri contenuti del film in questione.   Paolo Galli

domenica 17 novembre 2019
ralphscott

...non ti toglierai mai di dosso (?) Una messa in scena portentosa,a tratti indimenticabile,ricchissima di metafore e pronta a molteplici suggestioni. Questa mattina di domenica guardo al di là del vetro e vedo le chiome degli alberi del giardino fluttuare nel vento,battute dalla pioggia: il pensiero corre dritto al film coreano che da ieri sera mi ossessiona.

domenica 17 novembre 2019
no_data

Joon-ho ci racconta di come una famiglia di poveri disperati riesca ad insinuarsi nella casa e nella vita di una famiglia facoltosa di Seul, riuscendo ad ottenere, grazie alla loro scaltrezza, la.fiducia e la.benovolenza di tutti i suoi componenti; il film che potrebbe svilupparsi in un yhriller ricco di spunti, si perde a mio avviso  in una trama tragicomica con un accrescersi di eventi a sfumature [...] Vai alla recensione »

martedì 12 novembre 2019
blurose

Un film coinvolgente , amaro ironico sarcastico ricco di metafore e situazioni inaspettate fino alla fine.Un film che lascia il segno e personalmente un piacevole retrogusto di dolce amaro come il cioccolato fondente di Modica

venerdì 15 novembre 2019
Ruben

 Film non del tutto perfetto (la prima parte funziona decisamente meglio della seconda in cui la farsa degli assurdi sfugge un po' di mano al comunque bravo Joon-Ho) che ha però il pregio di stigmatizzare, in un nerissimo e implacabile esercizio di stile, i due estremi della conditio humana (jet-set da un lato e miserabili, i parassiti del titolo, dall'altro), azzerando di fatto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 novembre 2019
cinephilo

Mi era piaciuto molto Memories of Murder di Bong, pochissimo gli altri suoi film e ancor meno la sua ultima fatica, Parasite. Estremista e mal riuscita la metafora della lotta tra poveri (dove poi a farne le spese sono anche i ricchi) ; della disparità tra chi vive alla luce del sole e chi vive sotto terra. Clichè, questo, che dati i tempi che corrono è meritevole di essere rivisitato [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 novembre 2019
FreeRider

Niente da dire sul comparto tecnico (fotografia, uso della mdp, locations, messa in scena) ma un’opera che vince la Palma D’Oro a Cannes dovrebbe lasciare un segno più profondo del suo passaggio. Parasite parte dalla critica sociale (piuttosto schematica, in verità) per assumere tinte thriller e poi finire nella caciara, da spettatore sono rimasta a lungo in osservazione, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 16 novembre 2019
Giovanni Bogani

L'importante è avere un piano, diceva Stefano Bollani in una trasmissione di qualche anno fa. Giocava sulla confusione fra il piano con i tasti bianchi e neri, che lui suona da dio, e il piano come progetto, disegno, strategia. È importante avere un piano.

I protagonisti di Parasite (guarda la video recensione) di Bong Joon-ho - padre, madre, figlia ventenne e figlio diciottenne - ce l'hanno un piano. Un piano per uscire dalla miseria del seminterrato in cui abitano, gli scarafaggi come coinquilini, camera con vista sugli ubriachi che ti orinano in casa, con un bagno cubista che batte, per bruttezza, i Bagni orrendi anni '70 che mostra "Propaganda Live". Ce l'hanno, un piano.

Loro, creature del sottosuolo, finiti a piegare cartoni di pizza per due soldi, e non riescono a far bene neanche quello. Ma quel piano è accorto, geniale. E mentre prende forma, in noi spettatori nasce una straordinaria, sorprendente euforia.

Se giochi bene le tue carte, se fingi bene, se tutti fanno bene le loro mosse, forse ce la fanno. E ritrovi, nella famiglia di Ki-woo, la commedia all'italiana, I soliti ignoti di Gassman e Mastroianni finiti chissà come in Corea. E tifi per loro, per il loro piano. No, non ve lo diciamo il piano: magari dovete ancora vederlo, il film.

Basti dire che ci sono due mondi. Speculari, opposti. La città-groviglio, umida, marcescente, quella del seminterrato, dei mille accrocchi di cavi elettrici fra le case, degli ubriachi che orinano. E la casa dei ricchi che sembra disegnata da Frank Lloyd Wright, linee, lisce, levigate, perfette, casa che respira pace, benessere, silenzio, comfort. Una casa con una immensa finestra, che sembra uno schermo di cinema su un parco bellissimo. E la sua famiglia di ricchi, i Park, marito bello, dinamico, assente; moglie che, con i soldi, può permettersi il lusso dell'innocenza, dell'ingenuità. Una figlia adolescente in tempesta ormonale, e un bimbo segnato da un trauma infantile.

Viene da pensare a un vecchio, bel film di Franco Brusati, Pane e cioccolata: Nino Manfredi in Svizzera, emigrante povero e scuro, che finisce a vivere in un pollaio e a sbirciare, da dietro una rete, gli svizzeri biondi e belli che vanno a cavallo. Poco prima, Manfredi era finito a lavorare nella villa di un miliardario, una villa che ricorda quella dei Park. Chissà. In fondo, se Bong Joon-ho ama Gianni Morandi al punto da scegliere "In ginocchio da te", come colonna sonora di una sequenza chiave del film, potrebbe anche aver visto un film con Nino Manfredi.

Ma insomma. Parasite sarebbe già una commedia deliziosa, nel suo raccontare questo infiltrarsi dei poveri nella vita quotidiana, nelle abitudini, nei pensieri dei ricchi, come un virus che entra nel loro sangue. La lotta di classe raccontata senza slogan, bandiere, ideologie, operai, picchetti. La lotta di classe raccontata con classe.

FOCUS
mercoledì 6 novembre 2019
Emanuele Sacchi

Ha inizio con la ricerca disperata di una connessione wifi gratuita la storia della famiglia Kim. In pochi minuti Bong Joon-ho delinea il quadro sociale della vicenda che andrà a narrare e l'importanza che la tecnologia è destinata a svolgere in Parasite. È attraverso gli strumenti della contemporaneità, infatti, che il ceto più abbiente sorveglia, sfrutta e finisce per soggiogare quello più bisognoso, obbligato a un riscatto che passa attraverso l'alfabeto Morse, un linguaggio così obsoleto da diventare un codice segreto, ignoto ai più. Ma contemporaneamente è la tecnologia a consentire ai Kim di studiare nuovi modi di indossare maschere sociali e infiltrarsi così nella famiglia Park, cercando di mungere a più non posso la mucca dell'alta borghesia. Oltre a non attenuare minimamente il social divide, quindi, la digitalizzazione della società rende tanto i Kim che i Park prigionieri dello stesso sistema, che sollecita in entrambi pulsioni insane e competitive, tali da condurre a un inevitabile conflitto. Ma non è più (solo) una questione di proprietà dei mezzi di produzione e di forza lavoro.

Attraverso una commedia dell'inganno che trascolora in tragedia, ispirandosi alla lezione di Marco Ferreri e Claude Chabrol, il regista Bong Joon-ho racconta le scatole cinesi che imprigionano l'umanità nel capitalismo odierno, un panopticon spietato in cui è impossibile distinguere gli esseri umani da cavie da laboratorio.

Niente avviene per caso nel cinema di Bong Joon-ho, e specialmente in Parasite, sovra-scritto e sovra-pensato in ogni minimo dettaglio, per meglio realizzare il progetto dell'autore. Non appartiene al caso neanche la scelta dei nomi delle due famiglie protagoniste: Kim e Park, ossia i due cognomi più diffusi in Corea del Sud. Se il film fosse stato concepito in Italia avrebbero potuto diventare i Bianchi e i Rossi, con aggiunta di ulteriori significati politici alla contrapposizione in atto tra due caste vicine e insieme remote e irraggiungibili.

La convivenza forzata di Kim e Park investe la dimensione privata e mostra in ogni aspetto che "il denaro è un ferro da stiro", come pronuncia nel film il personaggio di Chung-sook. La ricchezza consente di eliminare rughe dal viso e pieghe fastidiose dalla propria personalità, dove ai reietti obbligati a vivere nei seminterrati, come i Kim, toccano cattivo cibo, cattivi odori e persino pipì e intossicazioni da insetticida.

Bong torna su temi sensoriali già affrontati nell'esasperazione da monster movie di The Host, in cui i rifiuti riservati ai ceti meno abbienti sono tangibili e disgustosamente percepibili, mentre una fetta della società vive in una bolla di privilegio e di falsa meritocrazia. Un microcosmo artificioso, in cui i nomi coreani sono accantonati in favore degli americanissimi Kevin e Jessica, alla maniera in cui gli zar a corte parlavano francese per distinguersi dal russo della marmaglia. Ieri in The Host l'America produceva rifiuti tossici che davano vita a un mostro antropofago, oggi in Parasite sono i Kim a svolgere la stessa funzione, rovesciando la quiete dei Park mentre questi arricciano il naso, offeso dall'inconfondibile olezzo di specie umana.

Frasi
Sono gentili perché sono ricchi
Una frase di Chung-Sook (Hyae Jin Chang)
dal film Parasite - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 22 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Commedia nerissima di lotta di classe, con punte grottesche, di quelle che sapevamo fare anche in Italia. Una famiglia di balordi che si arrangiano, confinati in un sottoscala. La svolta quando il figlio riesce a farsi assumere in una fami-glia ricca come insegnante. E poco a poco piazza anche i familiari sotto falsa identità. L'eleganza della regia (notevole l'uso dello schermo panoramico per descrivere [...] Vai alla recensione »

domenica 10 novembre 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

"Parasite", istruzioni per l'uso. Genere: commedia nera coreana, anzi nerissima. Sottogenere: scene dalla lotta di classe in uno spazio-tempo delimitato ma dalle mille risonanze metaforiche (vedi "Brutti, sporchi e cattivi", Ettore Scola, 1976, o "Scene di lotta di classe a Beverly Hills", Paul Bartel, 1989), qui due abitazioni di Seul. Il seminterrato maleodorante dove vive una famiglia di poveracci, [...] Vai alla recensione »

sabato 9 novembre 2019
Giulia Bianconi
Il Tempo

Un film potente, stratificato, sorprendente, che guarda alle tematiche sociali odierne attraverso un continuo cambio di registri e generi, partendo dalla commedia e finendo in tragedia. Palma d'oro all'ultimo Festival di Cannes, acclamato dalla critica di tutto il mondo, e nelle sale italiane dal 7 novembre con Academy Two,"Parasite" di Bong loon-Ho vede al centro del racconto la lotta di classe e [...] Vai alla recensione »

sabato 9 novembre 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

"Parasite", il vincitore della Palma d'Oro come miglior film allo scorso Festival di Cannes è in sala. In perfetto equilibrio tra commedia, dramma e thriller, l'ultima fatica del regista sudcoreano Bong Joon-ho è incentrata su due famiglie: la prima ha problemi a sbarcare il lunario e vive in un seminterrato in condizioni abitative disastrose, la seconda, molto abbiente, in una villa che è un capolavoro [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 novembre 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

«E' una metafora» finge di estasiarsi il giova-ne tutore di inglese, da-vanti allo scarabocchio picassiano del viziato figlioletto dei ricchi padroni di casa; ma la vera metafora è il film che contiene la scena, Parasite, Palma d'oro a Cannes lo scorso maggio. Pur essendo regista che ama cavalcare il cinema di genere sparigliandone con talentosa abilità le carte, il coreano Boong Joon-ho è convinto [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 novembre 2019
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Versione apparentemente impolitica della lotta di classe, la piccola delinquenza affascina e ispira il cinema italiano tanto nel dopoguerra (Ladri di biciclette, Guardie e ladri, Il bidone), quanto negli anni '70 (Brutti, sporchi e cattivi). Ora ne è affascinato il cinema dell'estremo oriente e le giurie degli ultimi due Festival di Cannes hanno premiato con la palma d'oro nel 2018 il giapponese Affari [...] Vai alla recensione »

martedì 5 novembre 2019
Paola Zonca
La Repubblica

La famiglia che vive sotto il livello della strada in uno squallido scantinato invaso dagli scarafaggi, davanti al quale gli ubriachi si fermano a orinare, piega cartoni per la pizza per sbarcare il lunario e scrocca la rete Wi- Fi al bar vicino, ricorda quella di Shoplifters del giapponese Kore- eda. Ma al regista sudcoreano Bong Joon-ho non interessano tanto i legami affettivi, la solidarietà tra [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Nel giorno di Quentin Tarantino la Palma d'oro è Bong Joon Ho. L'hashtag ha cominciato a circolare ieri notte, subito dopo la proiezione di Parasite, il nuovo film del regista coreano autore del prorompente Snowpiercer, e il cui precedente Okja, fiaba feroce sul capitalismo presente e passato targato Netflix era stato presentato sulla Croisette in concorso scatenando le furiose polemiche che hanno [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

La mia Palma del cuore va a uno scatenato noir sudcoreano imperniato su un conflitto di classe, anzi "il"conflitto di classe primario: quello tra i ricchissimi e i poverissimi. Il cinquantenne Bong Joon-ho è tutt'altro che un solito ignoto. Dopo i due film con cui è esploso ("Memories of a Murder" e "The Host") , ha diretto "Snowpiercer", forse la sci-fi più adrenalinica degli ultimi anni, e Netflix [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Per Bong Joon-ho il suo nuovo film Parasite, in Concorso a Cannes 72, è "una commedia senza pagliacci e una tragedia senza cattivi". Il regista coreano di Memories of Murder, Okja e Snowpiercer porta alle estreme conseguenze il concetto, l'identità e l'habitat familiare, volendone misurare la resistenza e, di più, isolare il precipitato: Parasite è un crash-test, giocato sul raddoppio, la sostituzione, [...] Vai alla recensione »

sabato 16 novembre 2019
Paolo Lughi
Il Piccolo

Una storia di ricchi contro poveri in Corea che sembra scritta, in quanto a cattiveria, da Mario Monicelli. Una lotta di classe ravvicinata in cui a fare la differenza c'è anche l'olfatto. I poveri infatti puzzano un po' troppo per i ricchi coreani, o almeno è quello che capita nel film "Parasite", meritata Palma d'oro a Cannes, esilarante e spietata commedia nera sullo sfondo della Corea di oggi, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 novembre 2019
Gianni Canova
Elle

Calzini appesi ad asciugare a un lampadario davanti a una finestra seminterrato. Fuori, un vicolo puzzolente che pullula di vita. La famiglia Kim vive lì: più che una casa è una tana, piena di insetti schifosi, e senza più neanche il wi-fi dopo che la signora del piano di sopra l'ha schermato con una nuova password. Questa "casa-sottoscala" è uno dei due luoghi protagonisti del film.

martedì 12 novembre 2019
Roselina Salemi
Tu Style

Corea. I Ki-taek (poveri) vivono in un seminterrato, i Park (ricchi) in una villa con giardino. Ma grazie a una serie di espedienti, i Ki-taek s'insinuano nella dorata esistenza dei Park, si fanno assumere fingendo di non conoscersi e sostituendo tutto il personale di servizio. Non può filare liscio.... Parabola di una lotta di classe "domestica" (non c'è più la collettività, ci sono soltanto individui [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 novembre 2019
Gianni Canova
We Love Cinema

Calzini appesi ad asciugare a un lampadario davanti a una finestra seminterrata. Fuori, oltre le sbarre, si intravvede un vicolo fetido che pullula di vita e di immondizia. La famiglia Kim vive lì: più che una casa è una tana, piena di insetti schifosi, e senza più neanche il wi-fi, dopo che la signora del piano di sopra l'ha schermato con una nuova password.

domenica 10 novembre 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Una commedia senza pagliacci, una tragedia senza cattivi, così Bong Joon-ho definisce Parasite (Gisaengchung, Corea del Sud, 2019, 132'). Scritto con Han Jin-won, il film del regista coreano inizia in un "basso" con una sola piccola finestra che dà sulla strada lurida. Lì vivono i Kim: Ki-taek (Song Kang-ho), sua moglie Chung-sook (Jang Hye-jin), il figlio Ki-woo (Choi Woo-sik) e la figlia Ki-jung [...] Vai alla recensione »

domenica 10 novembre 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

I "parassiti" del film del sudcoreano Bong Joon-ho, vincitore della Palma d'oro a Cannes, sono i componenti della famiglia Kim. Dimorano in una stanza sotto il livello stradale dei quartieri bassi di Seoul invaso da insetti e disinfestanti. Sono in quattro e sono disoccupati; talora racimolano del denaro piegando i cartoni della pizza, ma tutti hanno il cellulare, e per connettersi devono intercettare [...] Vai alla recensione »

domenica 10 novembre 2019
Alberto Pesce
Giornale di Brescia

Quella stratificazione sociale di classi che in «Snowpiercer» (2013) aveva allineato orizzontali, in un treno davanti carrozze di ricchi e potenti, dietro quelle di poveri e reietti, il coreano BongJoon-ho ora in «Parasite» la verticalizza. Nei bassifondi, una scura cantina è povero domicilio dei Kim, malinconico papà Ki-taek, mamma di forte piglio Chung-sook, intraprendente figlio Ki-woo e affettiva [...] Vai alla recensione »

sabato 9 novembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Dev'essere l'ombra minacciosa di Netflix, che non viene ammesso nel salotto buono di Cannes ma comunque esiste. Oppure sono le giurie a migliorare, composte da attori e registi che non colgono l'occasione per vendicarsi dei film applauditi e amati dal pubblico. Da qualche anno le Palme d'oro sono notevolmente migliorate, rispetto a quando premiavano a ripetizione Micheal Haneke e i fratelli Dardenne. [...] Vai alla recensione »

sabato 9 novembre 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

In un fatiscente seminterrato, la famiglia del giovane Ki-Woo (padre Ki-taek, madre Chung-sook, sorella Ki-jung) vivacchia di espedienti, finché un amico non gli suggerisce di proporsi come tutor di inglese di una adolescente molto ricca. Mentendo quel che serve, il ragazzo si fa assumere e concepisce un piano (cinico) per inserire progressivamente tutti i suoi familiari.

sabato 9 novembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Dai bassifondi di Seul padre, madre e due figli riescono a sostituire con frode i domestici di una famiglia dei quartieri alti. Le strategie di seduzione, le simulazioni, le due case cantina/villa, il tunnel segreto, il crescendo sanguinoso, compongono la nuova rivolta dei servi nella società dei servizi, evocando Metropolis di Lang, Teorema di Pasolini o Gosford Park di Altman.

sabato 9 novembre 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Il Joker e il Parassita, attenti a noi. Perfettamente in sintonia con il recente cult hollywoodiano, "Parasite" è ambientato a Seul, ma la metropoli asiatica funziona come un gigantesco specchio in cui ci è dato l'amaro privilegio di vedere cosa sta per succedere nel mondo. O forse ciò che è già successo. La guerra totale tra poveri e ricchi come evento ineluttabile non è, peraltro, l'unico argomento [...] Vai alla recensione »

sabato 9 novembre 2019
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Ville in collina e bassifondi, scale e seminterrati. La lotta di classe è, da sempre, una questione verticale. Anche per il regista coreano Bong Joon-ho che, dopo i vagoni orizzontali del treno di "Snowpiercer", firma con "Parasite" (Palma d'oro a Cannes) un nuovo affresco politico e sociale sulla distanza tra ricchi e poveri, su una linea di confine che si misura in altezza.

venerdì 8 novembre 2019
Jessica Kiang
Variety

Parasite non è poi così diverso dai precedenti film di Bong Joon-ho, come Snowpiercer o Memories of murder. Il prestigiatore coreano è noto per le sue melodie filmiche non classificabili che cadono dalle scale dei generi, sbattendo violentemente su ogni gradino: commedia, horror, dramma sociale, film di mostri, e via dicendo. Parasite centra parecchi di quei gradini ma ha anche qualcosa di più cupo, [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 novembre 2019
Simona Santoni
Maxim

Parasite (ovvero in italiano "Parassita") è un'affascinante riflessione, ironica e tremendamente amara, sul potere bifronte dei soldi, che "stira le grinze" della pelle e ingentilisce volti e maniere di chi li ha, toglie dignità e senso etico a chi non li ha. Dal 7 novembre al cinema con Academy Two, il film Palma d'oro all'ultimo Festival di Cannes è una tragicommedia feroce, senza cattivi, che cancella [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 novembre 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Ki ha tentato per quattro volte il test di accesso all'università. Niente. Tutti fallimenti, come quelli del padre che sul lavoro ha subito solo delusioni. Insieme alla mamma e alla sorellina, che ha l'arte delle conoscenze informatiche ma non ha parte nel mondo dell'impiego, vivono in uno squallido seminterrato. Un certificato farlocco gli mette in mano il jolly che cambia la vita.

giovedì 7 novembre 2019
Peter Travers
Rolling Stone

L'ultimo film del maestro sudcoreano Bong Joon-ho (The Host, Snowpiercer, Okja) è una favola intrisa di sangue, che inizia in modo molto semplice: il poverissimo Kim Ki-Taek (il superbo Song Kang Ho, un fedelissimo di Bong) è senza lavoro. Lui e la moglie Chung Sook (Jang Hye Jin) vivono in un seminterrato, e fuori dalla loro finestra gli estranei pisciano e vomitano.

giovedì 7 novembre 2019
Eugenio Renzi
Il Manifesto

Parasite parte subito con un piede rapido, danzando con disinvoltura su una coreografia delle più complesse. Nel seminterrato dove abita la famiglia Kim, la madre Chung Sook aspetta un messaggio da «Pizza Generation» per un lavoro sottopagato - si tratta di fabbricare scatole di cartone, come i carcerati del Buco di Jacques Becker - ma vitale per i Kim che non hanno più nulla da mettere sotto i denti [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 novembre 2019
Gian Luca Pisacane
Famiglia Cristiana

Un affare di famiglia: due case, due diversi stili di vita, gli opposti che si scontrano. Da una parte i ricchi, dall'altra i poveri. Ki -woo è un ragazzo che vive in un appartamento sotto il livello della strada e conduce un'esistenza degradata. Un giorno un amico gli propone di sostituirlo come insegnante di inglese per la figlia di un dirigente d'azienda.

giovedì 7 novembre 2019
Marina Visentin
Cult Week

Due famiglie e la Corea del sud (e la lotta di classe) sono le protagoniste di Parasite di Bong Joon-ho, Palma d'oro - meritatissima! - all'ultimo festival di Cannes. Seul, oggi. Ki-woo (Choi Woo-Sik) e Ki-jung (Park So-Dam), fratello e sorella, vivono in un miserabile appartamento al di sotto del livello della strada e si arrabattano tra mille lavoretti umili, sognando una svolta che sembra decisamente [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 novembre 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Gratta gratta, sotto di noi, nella scala socio-economica, c'è sempre qualcuno da schiacciare. Senza pietà, senza remore. Fino a quando non ci si accorge che sarebbe meglio orientare il proprio desiderio di ribellione verso le "classi" che stanno in alto. Parasite del sudcoreano Bong Joon-ho, in uscita il 7 novembre grazie a AcademyTwo e LuckyRed e Palma d'oro a Cannes, eleva l'assunto politico a metafora [...] Vai alla recensione »

martedì 5 novembre 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

Il Teorema che ci meritiamo, 51 anni dopo. Solo che l'ospite, qui, non è quello di Pasolini: non rivolta il tranquillo status quo borghese, non strappa la patina dell'ipocrisia, non perverte e non sovverte la falsissima morale. Non è l'osceno che entra in scena, il sensuale che sfida il senso. No, le cose cambiano, all'orizzonte non c'è nessuna rivoluzione.

venerdì 1 novembre 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Il biglietto da visita è lusinghiero assai. Palma d'Oro all'ultimo festival di Cannes, incassi record in patria, in Francia (un milione e mezzo di spettatori) e negli Usa, dove nella mini-uscita (platform release) in tre sale a New York e Los Angeles ha fatto 125mila dollari di media schermo, e per trovare di meglio tocca scomodare La La Land nel 2016.

martedì 2 luglio 2019
Giona A. Nazzaro
Rumore

La crescita esponenziale di Ha messo tutti d'accordo il regista sudcoreano con il suo nuovo film. Allegoria di una lotta di classe assurda e surreale, il film racconta come una geniale famiglia di sottoproletari sudcoreani riesca a infiltrarsi nella stratosferica casa di una famiglia altoborghese nel tentativo di sottrarsi alla miseria. Film dalla precisione geometrica assoluta, scritto con grande [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 maggio 2019
Jessica Kiang
Variety

Sulla carta Parasite non è poi così diverso dai precedenti film di Bong Joon-ho, come Snowpiercer, Memories of murder o The host. Il prestigiatore coreano è noto per le sue melodie filmiche non classificabili che cadono dalle scale dei generi, sbattendo violentemente su ogni gradino: commedia, horror, dramma sociale, film di mostri, e via dicendo. Parasite centra parecchi di quei gradini ma ha anche [...] Vai alla recensione »

martedì 28 maggio 2019
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Sin dal suo interessante film di debutto, realizzato nel 2000, Barking Dogs Never Bite, Bong Joon-ho si è imposto come uno dei registi di punta della New Wave coreana iniziata nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso e ormai morta e seppellita. E già da una dichiarazione programmatica di allora, dimostrava di avere le idee piuttosto chiare su quelli che erano in suoi obbiettivi di fondo: [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2019
Francesco Boillé
Internazionale.it

Parasite di Bong Joon-ho è una splendida sorpresa del Concorso, e siamo molto felici che Academy Two ne abbia comunicato in questi giorni la distribuzione in Italia. Questo originale autore sudcoreano che usa il cinema di genere e di serie b in maniera un po' politica (come negli anni settanta e all'inizio degli ottanta faceva, pur tenendo conto delle tante differenze, il cinema di John Carpenter, [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2019
Daniela Persico
Filmidee

Ci sono odori che non dimentichiamo mai. La puzza del povero che stanco si abbandona al sonno sul tram di una qualsiasi metropoli contemporanea, è qualcosa di cui abbiamo fatto esperienza e serbiamo come retaggio di un dislivello sociale sempre presente. Da questo dettaglio, evidente e ai limiti della banalità, nasce la distanza di classe che separa la famiglia dei sobborghi da quella che abita in [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Grazia Paganelli
Duels.it

È popolato di zombie questo 72esimo Festival di Cannes, da morti che non muoiono, vivi che non vivono, tutti strenuamente impegnati in una lotta di esasperata resistenza. Non è da meno Parasite, il nuovo film di Bong Joon Ho (di nuovo in Corea del Sud dopo la parentesi statunitense con Snowpiercer e Okja), storia di una famiglia costretta a vivere di espedienti in un seminterrato inospitale, senza [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

Come sono buoni i ricchi. Comodamente: non conoscono l'homo homini lupus. E quanto sono ingenui: tanto che una famiglia che abita in un appartamento del sottosuolo di Seoul li raggira facilmente, e si fa assumere. Uno a uno: il figlio non laureato come insegnante per la figlia adolescente, la sorella come esperta d'arte-terapia per il bimbo problematico, il padre come autista, la madre come governante. [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Enrico Azzano
Quinlan

Ki-taek, Chung-sook, Ki-jung e Ki-woo. Padre, madre, figlia e figlio. La famiglia di Ki-taek è molto unita, ma sono tutti disoccupati, vivono in un appartamento fatiscente e sembrano condannati a un futuro desolante. Grazie alla raccomandazione di un amico, studente in una prestigiosa università, il giovane Ki-woo riesce a ottenere un lavoro ben retribuito: sarà l'insegnante d'inglese di Da-hye, figlia [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Nel giorno di Tarantino, ieri, è arrivato in Concorso a notte fonda un film con un certo caratterino: Parasite di Bong Joon Ho. Siamo a Seul dove i poveri vivono ammassati in sottoscala dentro cui fanno pipì gli ubriaconi mentre i ricchi in un'enorme villa disegnata da architetto famoso con giardino pensile, governante e autista. Come dei parassiti però genialoidi (pure troppo) i poveri del popolo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Una famiglia povera, che vive col sussidio di disoccupazione, vive in uno scantinato di una zona degradata. L'ingegnoso primogenito, con un inganno burocratico, riesce a introdursi in una famiglia agiata, che vive in una splendida villa. Con lo stesso stratagemma riesce a collocare anche padre, madre e sorella. Ma alcuni inattesi intoppi fanno degenerare la situazione.

mercoledì 22 maggio 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

La strada, gli interni. Dove c'è spesso qualcosa che viene nascosta. Il cinema del coreano Bong Joon-ho è spesso pieno di zone d'ombra. Che si possono manifestare a livello più intimista come in Mother. Ma che possono costituire anche il nucleo narrativo principale (i delitti di Memories of Murder). Oppure manifestarsi anche al livello di spazi. Il treno di Snowpiercer sembra avereuna conformazione [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Pier Maria Bocchi
Cineforum

Noi. Anzi no, loro. Noi e loro. Ma noi siamo loro? E loro chi sono? Per essere loro, però, noi dobbiamo vivere negli stessi luoghi. E come loro. Da giù a su. E poi da su a giù. E via così, senza interruzione (ma con evidenti soluzioni di continuità), fino all'illusione di una vita migliore, fino al sogno. I poveracci vogliono essere ricchi, i ricchi non perdono il vizio di essere ricchi, i poveri [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
venerdì 15 novembre 2019
Andrea Chirichelli

Parasite, come abbiamo spesso sottolineato, è una delle Palme d'oro di maggior successo degli ultimi anni. Il film attualmente ha incassato ben 114 milioni al box office mondiale: 11 negli USA (un dato spettacolare, visto il mercato di provenienza), 12 [...]

GUARDA L'INIZIO
giovedì 31 ottobre 2019
 

I quattro membri della famiglia di Ki-taek sono molto uniti, ma anche molto disoccupati, e hanno davanti a loro un futuro incerto. La speranza di un'entrata regolare si accende quando il figlio, Ki-woo, viene raccomandato da un amico, studente in una [...]

NEWS
lunedì 28 ottobre 2019
Andrea Chirichelli

Il viaggio nelle cinematografie internazionali inizia dalla Turchia, mercato storicamente autoctono ma che nell'ultimo weekend ha visto un vero trionfo del cinema locale, con tre film ai primi tre posti del boxoffice: 7 Kogustaki Mucize, arrivato a [...]

VIDEO RECENSIONE
venerdì 25 ottobre 2019
A cura della redazione

Ki-woo vive con sua sorella e i suoi genitori in un appartamento sotto il livello della strada. Insieme svolgono lavoretti umili per sbarcare il lunario, ma sempre con orgoglio e una punta di furbizia.

NEWS
lunedì 14 ottobre 2019
Andrea Chirichelli

Parasite (guarda il trailer Italiano del film) continua a fare notizia in qualsiasi mercato esca. L'ultimo weekend lo ha visto sbarcare in quello (per ora) più importante, quello americano e anche qui i risultati sono stati eccezionali.

TRAILER
lunedì 14 ottobre 2019
 

Regia di Bong Joon-ho. Un film con Song Kang-ho, Sun-kyun Lee, Choi Woo-Sik, Hyae Jin Chang, Park So-dam. Da giovedì 7 novembre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
giovedì 3 ottobre 2019
 

Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada. La presenza dei genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung rende le condizioni abitative difficoltose, ma l'affetto familiare li unisce nonostante tutto.

NEWS
venerdì 20 settembre 2019
 

Un heist movie al contrario, il cui obiettivo è impreziosire se stessi invece di impossessarsi di un oggetto prezioso. Palma d'Oro al Festival di Cannes. Vai all'articolo »

OSCAR
giovedì 22 agosto 2019
 

Dopo aver conquistato la Palma d'Oro allo scorso Festival di Cannes, Parasite di Bong Joon-ho si prepara a concorrere per il premio Oscar nella categoria Miglior Film Internazionale. La Corea del Sud ha infatti indicato l'ultimo lavoro del regista come [...]

NEWS
lunedì 8 luglio 2019
Andrea Chirichelli

Iniziamo la nostra consueta panoramica sui film dei mercati internazionali col botto che ha fatto la commedia Los Japón in Spagna: il film, diretto e interpretato da Álvaro Díaz Lorenzo, ha esordito al secondo posto della classifica con oltre 700mila [...]

BOX OFFICE
lunedì 24 giugno 2019
Andrea Chirichelli

Il successo di Parasite, recente Palma d'oro al festival del cinema di Cannes, travalica i confini sudcoreani e arriva fino in Francia, dove il film ha già incassato quasi 5 milioni di dollari, con una media per sala spettacolare, doppia rispetto a blockbuster [...]

BOX OFFICE
lunedì 17 giugno 2019
 

Come se la stanno cavando i film locali nei mercati del mondo? Completamente schiacciati dalle megaproduzioni hollywoodiane o capaci di incassare quanto e più di loro? Arrivati a metà stagione, vediamo dove e chi si sta distinguendo.

CANNES FILM FESTIVAL
sabato 25 maggio 2019
 

Si chiude con l'assegnazione della Palma d'Oro a Parasite di Bong Joon-ho la 72esima edizione del Festival di Cannes. Già in concorso nel 2017 con Okja, il regista questa volta è riuscito a conquistare il premio maggiore assegnato dalla giuria guidata [...]

TRAILER
martedì 9 aprile 2019
 

La famiglia di Ki-taek, in cui tutti sono tutti disoccupati, cerca di andare avanti per sostentarsi. Ma un incidente inaspettato mette tutto in discussione.

POSTER
lunedì 8 aprile 2019
 

La famiglia di Ki-taek, in cui tutti sono tutti disoccupati, cerca di andare avanti per sostentarsi. Ma un incidente inaspettato mette tutto in discussione.

winner
palma d'oro al miglior film
Festival di Cannes
2019
SHOWTIME
    Oggi distribuito in 121 sale cinematografiche
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