Parasite

Film 2019 | Drammatico 132 min.

Titolo originaleParasite
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneCorea del sud
Durata132 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diBong Joon-ho
AttoriSong Kang-ho, Sun-kyun Lee, Choi Woo-Sik, Hyae Jin Chang, Park So-dam Yeo-jeong Jo.
TagDa vedere 2019
DistribuzioneAcademy Two
MYmonetro 3,96 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Bong Joon-ho. Un film Da vedere 2019 con Song Kang-ho, Sun-kyun Lee, Choi Woo-Sik, Hyae Jin Chang, Park So-dam. Cast completo Titolo originale: Parasite. Genere Drammatico - Corea del sud, 2019, durata 132 minuti. distribuito da Academy Two. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica - MYmonetro 3,96 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una famiglia coreana viene sconvolta da un traumatico evento. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato assolutamente sì!
3,96/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,91
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Bong ritorna alla sua forma migliore grazie ad un'eccellente lettura del nostro tempo.
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 23 maggio 2019
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 23 maggio 2019

Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada. La presenza dei genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung rende le condizioni abitative difficoltose, ma l'affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario, senza una vera e propria strategia ma sempre con orgoglio e una punta di furbizia. La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l'opportunità di sostituirlo come insegnante d'inglese per la figlia di una famiglia ricca: il lavoro è ben pagato, e la villa del signor Park, dirigente di un'azienda informatica, è un capolavoro architettonico. Ki-woo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un'opportunità da cogliere al volo, creando un'identità segreta per la sorella Ki-jung come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti.

Bong Joon-ho ha costruito una carriera sulla distorsione del fantastico, con affreschi plastici di larga scala come The Host, Snowpiercer e il recente Okja. A dispetto del titolo, però, in Parasite non ci sono creature, né immersioni nel soprannaturale: solo due famiglie, due case, e la brutale dissezione di una disuguaglianza di classe nella società tanto coreana quanto globale.

Le due case - letteralmente - raccontano la storia, con gli eventi sempre più tesi e rocamboleschi che vengono incorniciati da due finestre, ognuna con quattro pannelli. La prima è una minuscola apertura ribassata su un vicolo, che lascia entrare rumori, disturbi e disinfestazioni nel salotto dei protagonisti, già impegnati a contorcersi nelle poche stanze disponibili alla ricerca di una connessione WiFi priva di password nei paraggi. La seconda è una gigantesca vetrata a parete nella villa dei Park, che "inquadra" l'ampio giardino teatro di un climax a orologeria, e invita lo sguardo esterno, d'invidia e di indagine.

Nell'era delle fratture sociali sempre più scomposte, Parasite è un'eccellente lettura del suo tempo, che Bong riposiziona nel verticale delle stratificazioni domestiche dopo averlo disteso sull'orizzontalità del treno in Snowpiercer. Alla fotografia, vivida e fluida nello sfruttare i volumi architettonici, c'è Hong Kyung-po, reduce dal fenomenale lavoro su Burning, che della lotta di classe faceva uno sfondo elegante laddove Parasite la erge ad allegoria principale. E come studio delle idiosincrasie familiari, Bong riesce a entrare nel pieno territorio del primo Lanthimos e dell'ultimo Peele.

Nonostante il film "cambi stanza" con agilità tra un genere e l'altro (come sempre in Bong), alternando commedia, tensione e puro dramma, i Park non sono una semplice caricatura di ricca ottusità (con le ripetute fascinazioni americane e il freddo concetto di una "linea" che non va oltrepassata), così come Ki-taek (interpretato dal solito Song Kang-ho) e la sua famiglia oscillano tra l'iniziale versione coreana degli Shoplifters di Kore-eda e una sempre più dark discesa nella tentazione.

In questo heist movie al contrario, il cui obiettivo è impreziosire se stessi invece di impossessarsi di un oggetto prezioso, Bong ritorna alla sua forma migliore, con un'incisività che Okja non aveva e una chiarezza d'intenti che rimanda ai suoi primi e meno elaborati titoli. I soldi sono un ferro da stiro che elimina tutte le pieghe, avverte Chung-sook, mamma dal pragmatismo d'assalto. Essere una brava persona non è che l'ennesimo lusso di una lunga serie, secondo il regista, che come di consueto ammanta la sua parabola di espiazione capitalistica in immagini che attingono al livello più profondo della psiche umana: un'inondazione che arriva improvvisa, densa e scura, a lambire lo spazio vitale di chi non ha molto. E dei fantasmi del regno domestico, che emergono dalle cantine e che portano anch'essi, secondo il proverbio, la ricchezza assieme allo spavento.

Sei d'accordo con Tommaso Tocci?
Il parassita delle vite borghesi di Bong Joon-Ho.
Overview di Emanuele Sacchi
lunedì 15 aprile 2019

Oggi che catturare l'attenzione è un'impresa sempre più ardua, ci vuole uno sforzo straordinario a livello promozionale per elevarsi sopra la cacofonia di stimoli e strilli. Un'intuizione insolita, destinata a far parlare di sé e divenire virale nel giro di breve tempo. Bong Joon-ho è riuscito, ancora una volta, a compiere tutto questo. Non era un'impresa semplice dopo l'accoglienza tiepida riservata al suo ultimo Okja, capofila delle produzioni Netflix con ambizioni d'autore e catapultate nei festival, realizzate prima che Cannes si tirasse indietro e che Roma vincesse Oscar e Leoni d'oro.

Per tornare uno dei registi più cool all'orizzonte a Bong non serve nemmeno un trailer. Basta una foto: in mezzo primo piano la figura di Song Kang-ho, straordinario interprete di diversi film di Bong, in una delle sue classiche posture da disagio crescente.

Più vicino alla soggettiva quello che ha tutta l'aria di un cadavere, disteso in giardino. Sullo sfondo invece immagini surreali e ossimoriche: sulla soglia un ragazzo con in mano una roccia, mentre un bambino con un braccio meccanico osserva, riflesso in un vetro, e appena uscito dal suo tipi indiano. Intanto una coppia borghese si rilassa al sole, nella più completa indifferenza. Se l'inquietudine degna di un film di Haneke o di Lanthimos non fosse già a un livello sufficiente, ecco che tutti gli occhi dei personaggi sono nascosti da strisce censorie. Qualcosa non va decisamente per il verso giusto.

Anche il titolo contiene in sé un MacGuffin: Parasite infatti non racconta di qualche possessione aliena, ma di un dramma incentrato su due nuclei familiari. Non meno terrorizzante, a giudicare dalla foto di cui sopra. Come se i parassiti tipi dei lavori del primo Cronenberg trovassero posto in ambientazioni da ultimo Cronenberg. Ma Bong non ha bisogno di accostamenti con altri maestri del cinema: la sua poetica unica e inconfondibile è più che mai presente in Parasite.

Ce lo fa capire ancora meglio il trailer, nel frattempo emerso dal web. Il minuto abbondante di scene da Parasite rende l'idea su quel ci attenderà: un mix di surreale, thriller e visione tragicomica della vita, degno delle atmosfere dell'autore di Memories of Murder e The Host. E di Snowpiercer, naturalmente, perché la lotta di classe sembra svolgere nuovamente un ruolo centrale, visto il gap che separa la famiglia di Ki-taek, composta interamente da disoccupati, e quella dei Park, facoltosa quanto misteriosa.

Il trailer sembra così dare un senso agli oggetti visti nella foto, per poi toglierglielo brutalmente e mescolare nuovamente le carte. Un mistero destinato con ogni probabilità ad essere svelato durante una prima mondiale a Cannes, dove Parasite ha tutta l'aria di presenziare nella competizione principale.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 31 maggio 2019
Jessica Kiang
Variety

Sulla carta Parasite non è poi così diverso dai precedenti film di Bong Joon-ho, come Snowpiercer, Memories of murder o The host. Il prestigiatore coreano è noto per le sue melodie filmiche non classificabili che cadono dalle scale dei generi, sbattendo violentemente su ogni gradino: commedia, horror, dramma sociale, film di mostri, e via dicendo. Parasite centra parecchi di quei gradini ma ha anche [...] Vai alla recensione »

martedì 28 maggio 2019
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Sin dal suo interessante film di debutto, realizzato nel 2000, Barking Dogs Never Bite, Bong Joon-ho si è imposto come uno dei registi di punta della New Wave coreana iniziata nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso e ormai morta e seppellita. E già da una dichiarazione programmatica di allora, dimostrava di avere le idee piuttosto chiare su quelli che erano in suoi obbiettivi di fondo: [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2019
Francesco Boillé
Internazionale.it

Parasite di Bong Joon-ho è una splendida sorpresa del Concorso, e siamo molto felici che Academy Two ne abbia comunicato in questi giorni la distribuzione in Italia. Questo originale autore sudcoreano che usa il cinema di genere e di serie b in maniera un po' politica (come negli anni settanta e all'inizio degli ottanta faceva, pur tenendo conto delle tante differenze, il cinema di John Carpenter, [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2019
Daniela Persico
Filmidee

Ci sono odori che non dimentichiamo mai. La puzza del povero che stanco si abbandona al sonno sul tram di una qualsiasi metropoli contemporanea, è qualcosa di cui abbiamo fatto esperienza e serbiamo come retaggio di un dislivello sociale sempre presente. Da questo dettaglio, evidente e ai limiti della banalità, nasce la distanza di classe che separa la famiglia dei sobborghi da quella che abita in [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Grazia Paganelli
Duels.it

È popolato di zombie questo 72esimo Festival di Cannes, da morti che non muoiono, vivi che non vivono, tutti strenuamente impegnati in una lotta di esasperata resistenza. Non è da meno Parasite, il nuovo film di Bong Joon Ho (di nuovo in Corea del Sud dopo la parentesi statunitense con Snowpiercer e Okja), storia di una famiglia costretta a vivere di espedienti in un seminterrato inospitale, senza [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

Come sono buoni i ricchi. Comodamente: non conoscono l'homo homini lupus. E quanto sono ingenui: tanto che una famiglia che abita in un appartamento del sottosuolo di Seoul li raggira facilmente, e si fa assumere. Uno a uno: il figlio non laureato come insegnante per la figlia adolescente, la sorella come esperta d'arte-terapia per il bimbo problematico, il padre come autista, la madre come governante. [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Enrico Azzano
Quinlan

Ki-taek, Chung-sook, Ki-jung e Ki-woo. Padre, madre, figlia e figlio. La famiglia di Ki-taek è molto unita, ma sono tutti disoccupati, vivono in un appartamento fatiscente e sembrano condannati a un futuro desolante. Grazie alla raccomandazione di un amico, studente in una prestigiosa università, il giovane Ki-woo riesce a ottenere un lavoro ben retribuito: sarà l'insegnante d'inglese di Da-hye, figlia [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Nel giorno di Tarantino, ieri, è arrivato in Concorso a notte fonda un film con un certo caratterino: Parasite di Bong Joon Ho. Siamo a Seul dove i poveri vivono ammassati in sottoscala dentro cui fanno pipì gli ubriaconi mentre i ricchi in un'enorme villa disegnata da architetto famoso con giardino pensile, governante e autista. Come dei parassiti però genialoidi (pure troppo) i poveri del popolo [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Nel giorno di Quentin Tarantino la Palma d'oro è Bong Joon Ho. L'hashtag ha cominciato a circolare ieri notte, subito dopo la proiezione di Parasite, il nuovo film del regista coreano autore del prorompente Snowpiercer, e il cui precedente Okja, fiaba feroce sul capitalismo presente e passato targato Netflix era stato presentato sulla Croisette in concorso scatenando le furiose polemiche che hanno [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

La mia Palma del cuore va a uno scatenato noir sudcoreano imperniato su un conflitto di classe, anzi "il"conflitto di classe primario: quello tra i ricchissimi e i poverissimi. Il cinquantenne Bong Joon-ho è tutt'altro che un solito ignoto. Dopo i due film con cui è esploso ("Memories of a Murder" e "The Host") , ha diretto "Snowpiercer", forse la sci-fi più adrenalinica degli ultimi anni, e Netflix [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Una famiglia povera, che vive col sussidio di disoccupazione, vive in uno scantinato di una zona degradata. L'ingegnoso primogenito, con un inganno burocratico, riesce a introdursi in una famiglia agiata, che vive in una splendida villa. Con lo stesso stratagemma riesce a collocare anche padre, madre e sorella. Ma alcuni inattesi intoppi fanno degenerare la situazione.

mercoledì 22 maggio 2019
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Per Bong Joon-ho il suo nuovo film Parasite, in Concorso a Cannes 72, è "una commedia senza pagliacci e una tragedia senza cattivi". Il regista coreano di Memories of Murder, Okja e Snowpiercer porta alle estreme conseguenze il concetto, l'identità e l'habitat familiare, volendone misurare la resistenza e, di più, isolare il precipitato: Parasite è un crash-test, giocato sul raddoppio, la sostituzione, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

La strada, gli interni. Dove c'è spesso qualcosa che viene nascosta. Il cinema del coreano Bong Joon-ho è spesso pieno di zone d'ombra. Che si possono manifestare a livello più intimista come in Mother. Ma che possono costituire anche il nucleo narrativo principale (i delitti di Memories of Murder). Oppure manifestarsi anche al livello di spazi. Il treno di Snowpiercer sembra avereuna conformazione [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Commedia nerissima di lotta di classe, con punte grottesche, di quelle che sapevamo fare anche in Italia. Una famiglia di balordi che si arrangiano, confinati in un sottoscala. La svolta quando il figlio riesce a farsi assumere in una fami-glia ricca come insegnante. E poco a poco piazza anche i familiari sotto falsa identità. L'eleganza della regia (notevole l'uso dello schermo panoramico per descrivere [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Pier Maria Bocchi
Cineforum

Noi. Anzi no, loro. Noi e loro. Ma noi siamo loro? E loro chi sono? Per essere loro, però, noi dobbiamo vivere negli stessi luoghi. E come loro. Da giù a su. E poi da su a giù. E via così, senza interruzione (ma con evidenti soluzioni di continuità), fino all'illusione di una vita migliore, fino al sogno. I poveracci vogliono essere ricchi, i ricchi non perdono il vizio di essere ricchi, i poveri [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
lunedì 24 giugno 2019
Andrea Chirichelli

Il successo di Parasite, recente Palma d'oro al festival del cinema di Cannes, travalica i confini sudcoreani e arriva fino in Francia, dove il film ha già incassato quasi 5 milioni di dollari, con una media per sala spettacolare, doppia rispetto a blockbuster [...]

BOX OFFICE
lunedì 17 giugno 2019
 

Come se la stanno cavando i film locali nei mercati del mondo? Completamente schiacciati dalle megaproduzioni hollywoodiane o capaci di incassare quanto e più di loro? Arrivati a metà stagione, vediamo dove e chi si sta distinguendo.

TRAILER
martedì 9 aprile 2019
 

La famiglia di Ki-taek, in cui tutti sono tutti disoccupati, cerca di andare avanti per sostentarsi. Ma un incidente inaspettato mette tutto in discussione.

POSTER
lunedì 8 aprile 2019
 

La famiglia di Ki-taek, in cui tutti sono tutti disoccupati, cerca di andare avanti per sostentarsi. Ma un incidente inaspettato mette tutto in discussione.

winner
palma d'oro al miglior film
Festival di Cannes
2019
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