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martedì 2 giugno 2020

Nanni Moretti

Il cuore sta a sinistra

Nome: Giovanni Moretti
66 anni, 19 Agosto 1953 (Leone), Brunico (Italia)
occhiello
Taci? Fai bene. Perché a voi la parola l'ha tolta la storia...
dal film Il portaborse (1991) Nanni Moretti  Cesare Botero
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Nanni Moretti
David di Donatello 2015
Nomination miglior attore non protagonista per il film Mia madre di Nanni Moretti

David di Donatello 2008
Nomination miglior attore per il film Caos calmo di Antonello Grimaldi

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Caos calmo di Antonello Grimaldi

David di Donatello 2006
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il caimano di Nanni Moretti

David di Donatello 1991
Premio miglior attore per il film Il portaborse di Daniele Luchetti

David di Donatello 1991
Nomination miglior attore per il film Il portaborse di Daniele Luchetti



Antonello Grimaldi traduce con empatia l'opera letteraria di Sandro Veronesi.

Caos calmo: l'elaborazione del lutto

venerdì 1 febbraio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Caos calmo: l'elaborazione del lutto Un percorso doloroso, quello dell'elaborazione del lutto, che porta a fare i conti con se stessi e con la vita. Ognuno sceglie come affrontare il dolore della perdita, affossandolo o semplicemente aspettando che si manifesti per poi incamminarsi verso la guarigione. Nonostante si sia parlato di una sola scena del nuovo film di Antonello Grimaldi, Caos calmo è una riflessione intimista sulla morte e sulla vita attraverso lo sguardo "distaccato" di Pietro Paladini (interpretato magistralmente da Nanni Moretti). Nel parco dove si rifugia per aspettare di essere colpito dal dolore - che non riesce a provare - crea una sorta di ordine al caos (calmo) che si porta dentro.

Santiago, Italia

Santiago, Italia

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,82)
Un film di Nanni Moretti. Con Nanni Moretti
Genere Documentario, - Italia 2018. Uscita 06/12/2018.
Mia madre

Mia madre

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,57)
Un film di Nanni Moretti. Con Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti, Beatrice Mancini (I).
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Genere Drammatico, - Italia, Francia, Germania 2015. Uscita 16/04/2015.
Tutte le storie di Piera

Tutte le storie di Piera

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Peter Marcias. Con Piera Degli Esposti, Lina Wertmüller, Dacia Maraini, Giuseppe Tornatore, Paolo Taviani.
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Genere Documentario, - Italia 2013. Uscita 26/06/2014.
A ciascuno il suo cinema

A ciascuno il suo cinema

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Bille August, David Cronenberg, Claude Lelouch, Jane Campion, Michael Cimino, Lars von Trier, Olivier Assayas, Wim Wenders, Manoel de Oliveira, Joel Coen, Atom Egoyan, Abbas Kiarostami, Raoul Ruiz, Gus Van Sant, Takeshi Kitano, Nanni Moretti, Zhang Yimou, Roman Polanski, Youssef Chahine, Ken Loach, Ethan Coen, Theodoros Angelopoulos, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne, Amos Gitai, Walter Salles, Alejandro G. Iñárritu, Aki Kaurismäki, Elia Suleiman, Raymond Depardon, Andrey Konchalovskiy, Wong Kar-wai, Chen Kaige, Hou Hsiao-Hsien, Tsai Ming-liang. Con Isabelle Adjani, Anouk Aimée, Josh Brolin, Jean Cocteau, David Cronenberg.
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Genere Documentario, - Francia 2007. Uscita 14/05/2012.
Habemus Papam

Habemus Papam

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,61)
Un film di Nanni Moretti. Con Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Franco Graziosi, Camillo Milli.
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Genere Commedia, - Italia, Francia 2011. Uscita 15/04/2011.
Filmografia di Nanni Moretti »

martedì 19 maggio 2020 - Come plastilina docile si è adattato a tutti i ruoli che i maestri del cinema gli hanno offerto. 

Michel Piccoli, un attore che non faceva errori

Pino Farinotti cinemanews

Michel Piccoli, un attore che non faceva errori Michel Piccoli, classe 1925, ha esordito ventenne in Silenziosa minaccia di Christian-Jaque, ma per l’affermazione c’è voluto del tempo. Parto da Parigi brucia?, del 1966 di René Clément. Ebbene, su quel set c’erano, salvo un’eccezione,  tutti i più importanti attori francesi fra i quali Alain DelonJean Paul Belmondo, Yves Montand, Charles Boyer. L’eccezione era Jean Gabin che non era neppure un attore, era la Francia. C’era anche Michel Piccoli, nel ruolo di un partigiano. Non lo notavi, a fronte dei Delon e Belmondo, nel loro momento migliore, divi aggressivi e presenti nella fantasie femminili. Piccoli però si è fatto notare, dopo. Diciamo, in termini calcistici che, mentre i due compagni di “Borsalino” erano due goleador, Michel è stato un grande centrocampista, ordinato e prezioso, che all’occorrenza, comunque, si trovava pronto per il tiro in porta. 

Poi è stato tutto, ha affrontato e risolto tutti i ruoli. E c’è un segnale forte, i registi che lo hanno chiamato. Quasi tutti da storia del cinema, così come lo sono molti dei titoli, che sfiorano i duecento, in cui appare l’attore parigino.
Non essendo un Delon, Piccoli ha affinato le qualità, le ha perfezionate, ha saputo aderire a “tutto” come ho scritto sopra. Se non era l’amante appassionato era comunque quello che ti dà sicurezza, ti risolve i problemi, e i conti. Gli autori che lo hanno chiamato appartenevano a culture, estetiche, spettacolo, intenzioni, diversi. Eppure Michel come una plastilina docile si adattava a tutto. 

Molti dei suoi registi sono grandi maestri che poco avevano in comune. Prendiamo un Buñuel, che ha chiamato Piccoli molte volte, ricordiamo Bella di giorno, La via Lattea e Il fantasma della libertà. Performance diverse, complesse, risolte. Michel ha saputo anche adeguarsi a un Godard, uno che sperimentava, uno difficile. Ne Il disprezzo, tratto da Moravia, tiene testa a una Brigitte Bardot. Poi c’è Hitchcock che gli fa fare un diplomatico francese spia dei russi, in Topaz. Dove Piccoli si suicida, ma senza farsi vedere. 

Era la sua misura, era la capacità dell’attore di saper guardare se stesso, attore, da fuori, in prospettiva. Con insistenza e attenzione. Dunque trovava sempre il giusto equilibrio, non faceva errori. E lo chiamavano tutti, appunto. Il mare del suo lavoro è davvero grande. Occorre stare a una selezione che non può che essere arbitraria. Stiamo comunque ai maestri. Al Lelouch di Tornare per rivivere; Chabrol (L’amico di famiglia); l’eterno de Oliveira (Specchio magico e Bella sempre).
Il cartello italiano è vasto e completo, Michel Piccoli è praticamente italiano di adozione. Ha lavorato con Bellocchio (Salto nel vuoto); Ettore Scola (Il mondo nuovo); Liliana Cavani (Oltre la porta); Elio Petri (Todo modo).

Con Marco Ferreri, Piccoli ha formato una vera e propria ditta. I film sono sei, ricordiamone due, che fanno parte della memoria, anche popolare, del cinema,  Dillinger è morto e La grande abbuffata. Ma concludo con quella che ritengo la performance eroica di Piccoli, Habemus papam, dove dà corpo e volto al neoeletto papa Melville, che decide di non accettare quel ruolo perché teme di aver perduto la fede. Piccoli era il perfetto testimone dell’idea di Nanni Moretti, che, incredibilmente, aveva previsto il “grande rifiuto” di papa Ratzinger. Un promemoria: Habemus papam è il più grande film italiano dell’era recente, anche grazie a Michel Piccoli.   
   

sabato 9 maggio 2020 - La crisi di un uomo raccontata con la consueta intelligenza del regista. Disponibile gratuitamente in streaming. 

Consigliato on demand: Habemus Papam, di Nanni Moretti

a cura della redazione cinemanews

Consigliato on demand: Habemus Papam, di Nanni Moretti I cardinali riuniti in Conclave nella Cappella Sistina procedono all'elezione del nuovo Papa. Smentendo tutti i pronostici viene nominato il cardinale Melville il quale accetta con titubanza l'elezione ma, al momento di presentarsi alla folla dal balcone centrale della basilica di San Pietro, si ritrae. Lo sgomento assale i cristiani in attesa ma, ancor più, i cardinali che debbono cercare di porre rimedio a questo evento mai verificatosi sotto questa forma. Si decide, pur con tutte le perplessità imposte dalla dottrina, di far accedere ai palazzi apostolici lo psicoanalista più bravo per tentare di far emergere le cause che hanno spinto l'alto prelato al diniego e favorirne un ripensamento. Lo psicoanalista fa però un riferimento alla moglie come la terapeuta più brava (dopo di lui). Il portavoce della Santa Sede decide allora di far uscire il Papa dalle Mura vaticane per avere anche un altro intervento che risolva la questione. Che invece si complica perché il Papa, approfittando di un momento di distrazione, scompare per le vie di Roma.

Il ritratto di un Papa umano che interroga laici e credenti in uno dei film più maturi del regista. 
Moretti, come quasi sempre accade, si ritaglia un ruolo nel suo stesso film ma lascia la scena a Michel Piccoli che sa rendere sullo schermo quella solitudine che è al centro della grave crisi umanista del suo personaggio: con sguardo intenso e sorriso luminoso ammette di essere un umile, come la maggior parte degli uomini. 

Habemus Papam è disponibile gratuitamente su RaiPlay. 
   

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