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Ecce bombo
Un film di Nanni Moretti.
Con Nanni Moretti, Fabio Traversa, Luisa Rossi, Lina Sastri, Glauco Mauri.
continua»
Commedia,
durata 103 min.
- Italia 1978.
uscita mercoledì 6 dicembre 2006.
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![]() Film cult di Nanni Moretti dalla regia rigorosa e asciutta e con un'attenzione sociale e politica partecipata
Letizia della Luna
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Michele è nevrotico, scontroso, assolutista. Ha una fidanzata, Silvia, che lavora nel mondo del cinema, e tre amici: Goffredo, svogliato studente universitario, Mirko, angosciato dal futuro della società e Vito, pigro impiegato. Il gruppo di amici vive a Roma, facendo cose e vedendo gente, parafrasando un’ormai frase cult del film, alla ricerca di una posizione all’interno del mondo che li faccia sentire adeguati e quanto meno sereni. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 0 |
Quasi capolavoro di un quasi genio
domenica 2 marzo 2008
di c978
Opera quasi prima di Nannimoretti (oramai si pronuncia così, come Brunoconti), già cineasta di nicchia dall'ironia sulfurea e geniale, da qualche anno convertitosi al successo di massa, idolo della sinistra governativa, e soprattutto autore di brutti e sopravvalutati film. Meglio ricordarcelo com'era allora. Qui, regista, attore, sceneggiatore (come, d'altronde, nelle opere successive) coglie alla perfezione lo "spirito del tempo" e lo condensa in scene memorabili: l'alba ad ostia, gli esami di continua » |
Critica ai giovani di fine anni '70
sabato 26 dicembre 2009
di BarMario
Con questo film Moretti vuole criticare i giovani di fine anni '70, ossia quei ragazzi che vivono i propri anni ruggenti a cavallo tra il fermento degli anni fine anni '60-prima metà anni '70 e gli anni addormentati e sognatori quali quelli '80. Insomma, vorrebbero fare qualcosa, ma non hanno idee, entusiasmo, carattere. Bello il finale, con tutti che corrono da Bianca per volerla aiutare ma poi si perdono; arriva il solo Moretti, che però non sa che dirle... continua » |
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| Michele Apicella (Nanni Moretti) al telefono con l’amico Nicola | |
| No veramente non mi va, ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un angolo, no…ah no: se si balla non vengo. No, no…allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Michele vieni in là con noi dai…” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…”. Vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no. Ciao, arrivederci Nicola. | |
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| Nanni Moretti e Cristina Manni | |
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Senti, me n'ero dimenticato: che lavoro fai? Be', mi interesso di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica... Leggo... E concretamente? Non so cosa vuoi dire. Come non sai? Cioè: che lavoro fai? Nulla di preciso. Be', come campi? Mah, te l'ho detto: giro, vedo gente, mi muovo, faccio delle cose. |
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| Nanni Moretti a Fabio Traversa | |
| Sai cosa stavo pensando, Mirko? Io sono triste, tristissimo, però sono teatrale, vitale. Tu sei triste... triste squallido. | |
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Altre frasi celebri del film Ecce bombo
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
«Ma tu che lavoro fai?». «Beh, mi interesso di cinema, musica, teatro... leggo...». «Sì ma concretamente, come campi?». «Mah; giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose...». È il fondamentale dialogo fra Nanni Moretti e Cristina Manni in Ecce Bombo, nitida foto di gruppo con crisi generazionale per amici orfani del Sessantotto. Tra-scorrono le serate al bar, fra una seduta di autocoscienza e un programma di Radio popolare, frequentano teatrini off, si ritrovano in feste in casa. Sono relazioni poco pericolose ma stanche e insoddisfacenti. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Film che si rimangia quintali di articoli sulla crisi dei giovani, antidoto al bla-bla del sinistrese, e bella risposta del cinema povero allo schermo miliardario (con un graffio cattivo ad Alberto Sordi). Chi salutò con simpatia Io sono un autarchico oggi deve far festa: lasciato il gioco del super8, il romano Nanni Moretti, anni 24, entra nella professione a vele spiegate con un film che egli ha scritto, diretto e interpretato senza intorbidare la sua vena né correggere il suo stile. Dunque con una lucida coscienza del tragico esibizionismo in cui si consuma la nuova gioventù, ma anche con una straordinaria capacità di rappresentarlo assumendone i derelitti connotati nel linguaggio franto e trasandato del film, nel suo autogenerarsi nel nulla del pensiero: tanto angoscioso da toccare il sublime del ridicolo. » |
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Grazie Bombo. Ogni epoca ha i vitelloni che si merita
di Alberto Crespi L'Unità
Sì, è giusto restaurare Ecce Bombo come è giusto ripulire i colori della Cappella Sistina (mutatis mutandis, si capisce). Ecce Bombo è un film da tenersi cari. Se un giorno dovessimo scegliere i film italiani da caricare su un'astronave, per mandare testimonianza di noi medesimi agli alieni, un posto per Ecce Bombo dovrebbe esserci. Perché in quello scorcio di anni 70 noi «gggiovani» italiani, eravamo così. II cinema italiano è una straordinaria fucina di autoritratti: a cicli più o meno ventennali, arriva sempre un autore che «cattura» la propria generazione e la consegna all'immortalità. » |
Torna «Ecce Bombo», quando Nanni era giovane
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
«Ecce Bombo» arrivò nelle sale l' 8 marzo 1978. Chissà se Aldo Moro, che era un grande appassionato di cinema, fece in tempo a vederlo: perché solo otto giorni dopo fu rapito e in seguito ucciso dalle Brigate rosse. In quel momento Nanni Moretti non aveva ancora compiuto venticinque anni. Ma pur giovanissimo Moretti si considerava fra quelli che «avevano fatto il ' 68»: alcuni dei quali, detti spesso «i compagni che sbagliano», stavano seminando le strade di morti ammazzati. Nanni si era sviluppato in tutt' altra direzione, aprendosi a un' autocritica ironica a 360 gradi; e le risate che il suo film suscitò tra un pubblico sempre più vasto, poi rimastogli fedele fino ai nostri giorni, suonarono come il dispettoso controcanto di eventi altrimenti clamorosi e gravidi di destino. » |
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