| Anno | 2025 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Gianluca Palma |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 4 agosto 2026
Storia di una vera lotta collettiva contro la 'ndrangheta, soprattutto nella Piana di Gioia Tauro, organizzazione sanguinaria e industriale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Si ripercorrono la passione per la storia e la filosofia e l'attività politica di Giuseppe Valarioti, uomo politico calabrese ucciso dalla'ndrangheta a causa delle sue denunce nei confronti del malaffare. L'omicidio, che tuttora resta impunito, avvenne la sera dell'11 giugno 1980 quando si festeggiava il successo elettorale del Partito Comunista locale.
Gianluca Palma compie un'importante opera di informazione condividendo la memoria della personalità di una delle vittime della 'ndrangheta che non va dimenticata.
"Carneade. Chi era costui?" la frase pronunciata da don Abbondio all'inizio dell'ottavo capitolo dei "Promessi sposi" è rimasta come segno della scarsa importanza del filosofo dell'antica Grecia. La si potrebbe riutilizzare oggi (ma cambiata di segno) per Giuseppe (detto Peppe) Valarioti. Molti non ne hanno mai sentito pronunciare il nome per una delle tante colpevoli omissioni di memoria di questa nostra società che spesso ricorda l'effimero dimenticando l'essenziale.
Palma pone rimedio a questa grave omissione sul piano nazionale (perché in Calabria il nome di Valarioti è noto e ricordato) con questo documentario che ci mostra come l'uomo naturalmente politico, nell'accezione più elevata del termine, e il professore colto e desideroso di condividere il proprio sapere con chi aveva meno possibilità di studiare, coincidessero nella sua personalità.
Già il titolo è significativo perché Medma è l'antico nome di Rosarno e Valarioti, docente di filosofia di cui si possono ascoltare stralci di lezioni, era particolarmente interessato al recupero di reperti che valorizzassero il passato e il territorio.
Le testimonianze di chi gli è stato vicino ed ha assistito alla sua più che prematura morte (aveva 30 anni) fanno percepire quanto la sua azione di uomo politico sia stata instancabile e guidata da principi saldi, senza alcuna disponibilità a cedimenti.
Quando poi il sacerdote che gli era amico ricorda come gli avesse confidato che la propria adesione al Partito Comunista non intaccava la fede cristiana ai cui valori aderiva, si avverte quanto sia priva di fondamento quella propaganda che vede i comunisti 'trinariuciuti' (termine coniato da Giovanni Guareschi) allora come oggi.
La vicenda della piana di Gioia Tauro, che qui viene descritta, è lì a fornire la prova di come fosse essenziale che qualcuno alzasse la voce contro malversazioni e progetti solo apparentemente finalizzati al progresso e poi finiti nel nulla. Valarioti non ebbe timore ad alzarla e pagò con la vita quel coraggio. Questo documentario gli rende in maniera partecipe i dovuti onori.
Il film è prodotto da Ugly Films e ANPI comitato provinciale di Reggio Calabria con il sostegno di Fondazione Carical.
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