| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Al cinema | 4 sale cinematografiche |
| Regia di | Fausto Brizzi |
| Attori | Laura Chiatti, Federica Cifola, Sergio Friscia, Maurizio Lops, Frank Matano Rocío Muñoz, Andrea Perroni. |
| Uscita | giovedì 1 ottobre 2026 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | Valutazione: 1,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 2 ottobre 2026
Una storia romantica e contemporanea che utilizza l'intelligenza artificiale come lente per osservare desideri, fragilità e contraddizioni dell'essere umano nell'epoca dei social network. Quasi Vera è 24° in classifica al Box Office. martedì 13 ottobre ha incassato € 3.854,00 e registrato 29.057 presenze in totale.
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CONSIGLIATO NO
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Diego è un aspirante attore che, tra provini andati male e piccoli ruoli da comparsa, fatica a trovare il proprio posto nel mondo. Quando la sua vita personale entra in crisi, si ritrova costretto a reinventarsi. L'incontro con il mondo degli influencer e delle nuove tecnologie gli offre un'opportunità inaspettata: grazie alle sue competenze informatiche e all'intelligenza artificiale, crea Vera, un'influencer virtuale bella, affascinante e apparentemente perfetta. Attraverso un mix originale che unisce ironia, sensualità e celebri gol della Nazionale italiana, Vera conquista rapidamente milioni di follower trasformandosi in un fenomeno mediatico. Ma mentre il confine tra reale e virtuale si fa sempre più sottile, Diego dovrà confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte e con il desiderio di ritrovare ciò che conta davvero.
Una commedia stanca e superficiale sull'Intelligenza Artificiale che non sa farsi racconto della contemporaneità perché ingabbiata in un'idea di cinema che non esiste più.
La sensazione è che tutti potevano dare qualcosa di più: la scrittura a dieci mani senza contare le sei del soggetto (sì, otto sceneggiatori in totale); Frank Matano nel suo ruolo più mesto, triste solitario y final; Rocío Munoz Morales una spagnola sempre incazzata a Roma (un ossimoro); Laura Chiatti unica interprete con una carriera cinematografica alle spalle (e poi il problema sarebbe l'intelligenza artificiale...) rinchiusa in un ruolo ancillare da donna oggetto senza alcuna evoluzione; il direttore della fotografia Federico Annicchiarico che desatura le uniche due location del film, il mare di Fiumicino pieno di culi che passeggiano (ripetiamo insieme: "Ah, quanto ci manca Drive In di Italia 1!") e gli splendidi appartamenti con cucine da trentamila euro in interni; la musica di Andrea Bonini che attacca puntuale dove più te lo aspetti a sottolineare un'emozione; il montaggio che deve far quadrare simmetricamente le tante porte che si chiudono nel capanno al mare (ripetiamo insieme: "Ah, quanto ci manca Casotto!") e quelle che si aprono negli appartamenti (o viceversa) per mitigare la cesura tra i due film che stiamo vedendo (ma i protocolli green sono rispettati perché i protagonisti utilizzano il teletrasporto).
Si salva Taylor Mega che fa una spaventosa e molto vera Taylor Mega mentre il regista e sceneggiatore Fausto Brizzi cerca di tenere in piedi una commedia high concept legata al tema attuale dell'intelligenza artificiale trattandolo però come se fossimo rimasti intrappolati in una eterna commedia estiva degli anni '80, con testi di canzoni che dicono l'impossibile ("Questa notte resterò sulla spiaggia con le spalle al muro"), addirittura nostalgica di quella degli anni '50 (ripetiamo insieme: "Ah, quanto ci manca La famiglia Passaguai!").
Non si spiegano altrimenti nel 2026 i siparietti comici del trio formato da Andrea Perroni e Sergio Friscia spalleggiati da Federica Cifola con lei proprietaria dello stabilimento e supergelosa dell'impresentabile marito che spizza sempre infoiato le ragazze in bikini - "Che stai facendo?", "Controllavo se avesse l'abbonamento", "E lo vedi dal culo?" - ma forse siamo in una sitcom postmoderna (tanti i totali d'ambiente con drone) e non ce n'eravamo accorti.
E infatti poi c'è il 'metatutto'. Il metacinema ad esempio, con il personaggio di Frank Matano che vuole fare l'attore ma sbarca il lunario (si fa per dire, la moglie Rocío Munoz Morales è capa della comunicazione in una grande maison gestita da un mentecatto che dovrebbe far ridere perché infila due parole di inglese in una frase da tre) facendo figurazioni speciali.
Nella sequenza della sparatoria iniziale in uno sfasciacarrozze, girata con inedita pigrezza anche se guarda a Suburra e a Hollywood Party (lo so, nella stessa frase fa male), lo sentiamo addirittura sbottare con una frase boomerang: "Quanta superficialità nel cinema italiano!". Ma a un certo punto, senza praticamente alcun motivo, arriva anche la metapolitica, con il Ministro Salvetti che segue le dirette piccanti di Vera e in una dichiarazione ne ripete un tormentone (se lo spettatore non dovesse cogliere immediatamente il riferimento politico attuale, dopo viene pure sottolineato che è il Ministro dei Trasporti). Apriti cielo! Al consiglio dei ministri la premier con capelli biondi e calata iperromanesca (e chi sarà mai?) striglia il malcapitato. Ma la linea narrativa è, per fortuna, subito abortita anche perché, tra dieci o vent'anni, i posteri manco capiranno.
Intanto però si sta creando un solco sempre più profondo tra pubblico e commedia 'media' al cinema che questo film (ripetiamo insieme: "Quanta superficialità nel cinema italiano!") non aiuta di certo a colmare.
Orribile! sotto tutti i punti di vista! il film è privo di scenaggiatura e gli attori sono pessimi! ma come si fanno ha finanziare ancora prodotti del genere!!!
Che fine ha fatto quella contagiosa malinconia del cinema di Fausto Brizzi evidente soprattutto nella prima parte della sua carriera, Notte prima degli esami e Notte prima degli esami. Oggi ma anche, e forse soprattutto Ex, forse il suo film più bello? Di quel cinema è rimasto l'effetto 'fanciullesco', la meraviglia del cinema come un gioco e i racconti delle storie come se fossero delle fiabe della [...] Vai alla recensione »
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