Il colore del crimine

Film 2006 | Drammatico 112 min.

Regia di Joe Roth. Un film con Samuel L. Jackson, Julianne Moore, Edie Falco, William Forsythe, Aunjanue Ellis. Cast completo Titolo originale: Freedomland. Genere Drammatico - USA, 2006, durata 112 minuti. Uscita cinema venerdì 14 luglio 2006 - MYmonetro 2,38 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Samuel L. Jackson e Julianne Moore in un drammatico film d'azione. In Italia al Box Office Il colore del crimine ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 331 mila euro e 86,6 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,38/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,25
PUBBLICO 2,17
CONSIGLIATO NÌ
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Con una regia televisiva ma attenta e una sceneggiatura poco originale ma ben costruita, il film trova la sua forza negli ottimi interpreti.
Recensione di Alessandra Montesanto
sabato 15 luglio 2006
Recensione di Alessandra Montesanto
sabato 15 luglio 2006

Il detective Lorenzo Council è chiamato a investigare sul rapimento del figlio della signora Brenda Martin. La donna è single e bianca. Il poliziotto è un uomo di colore. Brenda si presenta in ospedale insanguinata e in stato di shock: sostiene che un uomo le ha rubato l'auto, sul cui sedile posteriore c'era il suo bambino di quattro anni. Sullo sfondo di una silenziosa protesta da parte di alcune madri che prima di Brenda hanno sofferto la scomparsa dei propri figli, il detective Council porta avanti l'indagine iniziando a non credere del tutto alla versione della donna. Nella cittadina di Dempsy i neri sono in maggioranza e il fatto che dell'accaduto venga accusato proprio un afroamericano complica la situazione e la ricerca della verità nasconderà molto di più di quanto ci si immagini... La cinematografia, soprattutto quella americana, è satura di film che affrontano il tema della questione razziale, ma - come l'attualità dimostra - si tratta di una ferita ancora aperta. Il thriller di Joe Roth non aggiunge molto a ciò che si conosce già: la regia è attenta, ma televisiva; la sceneggiatura è ben costruita, ma non del tutto originale. I punti di forza sono Julianne Moore e Samuel L. Jackson: la bellezza della Moore è qui svilita per una parte che presenta molte sfumature e conferma i dubbi e Jackson - anche lui in bilico tra dannazione e santità - ricopre un ruolo a lui congeniale. Il colore del crimine, in fondo, non è mai nè del tutto bianco, nè del tutto nero. E sarebbe ora che nella "Freedomland" (questo il titolo originale della pellicola) si incominciasse a capirlo.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

A Gannon (New Jersey), spaccata in due dall'invisibile muro che divide il quartiere "bianco" dal ghetto "nero" e operaio di Dempsy, la bianca Brenda Martin, ex drogata e autoemarginata, denuncia l'aggressione di un afroamericano che le ha rubato l'auto dove sul sedile posteriore stava il figlioletto Cody di quattro anni. La notizia fa da detonatore a una tensione sociale esplosiva. Inutili i tentativi di mediazione di Lorenzo Council, ispettore nero. Scritto da Richard Price, da un suo romanzo (1998), ha più di un merito: il dolente duello dei 2 protagonisti (ma fa macchia anche E. Falco, già Carmela Soprano nell'omonima serie TV); l'efficace descrizione ambientale (fotografia di Anastas Michos); l'esplicita durezza della denuncia etnico-sociale. Il migliore film dell'anziano J. Roth. Appesantito da una verbosa componente predicatoria di taglio metafisico-consolatorio.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 31 ottobre 2010
cronix1981

Punto primo, questo film non è un thriller. Partendo da questa premessa è possibile considerarlo un film accettabile. Corretto nella forma e nella sostanza. Con una trama sì scontata, ma comunque valida e solida. Supportato da un ottimo cast (Samuel L. Jackson, Julianne Moore e William Forsythe). Meno valida la prova della regia, e una sceneggiatura a volte lacunosa e quasi inconcludente.

lunedì 21 ottobre 2019
elgatoloco

Un avvertenza previa per chi eventualemtne creda che"Freedomland"(2006, Joe Roth)sia un film d'azione o semplicemente thriller: l'elemento di detection c'è, ma è decisamente marginale rispetto alla produzione di senso del film: in un quartiere(pià che in una cittadina)quasi esclusivamente "nero"del New Jersey una cittadina bianca racconta di essere [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 giugno 2015
Barolo

Con questo cast e in considerazione del tema importante  trattato, questo lavoro poteva venire senz'altro meglio.Il film è sostanzialmente la solita denuncia dell'incompatibilità a volte latente, qui manifesta, tra la  comunità sfro-americana e quella bianca.Le tensioni razziali sono ovviamente d'attualità, ma forse cinematograficamente parlando,&n [...] Vai alla recensione »

sabato 20 aprile 2019
elgatoloco

"Freedomsland"(2006, di Joe ROth), titolo italiano totalmente fuorviante quanto banale)non si capisce bene che cosa voglia dire/dimostrare: non è film strettamente politico, ma accenna alle rivendicazioni della comunità afroamericana in un quartiere di una cittadina del New Jersey, racconta la storia di una donna con un passato duro tra droga e altro, che non sa gestire la vita [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 settembre 2014
charlie94

La polizia contro la polizia: il disordine costituito. Neri contro bianchi: purtroppo normale. Due attori sprecati per un film banalmente irritante.

domenica 29 gennaio 2012
gianlore

Un film vedibile, ci sono molte "americanate" e scemenze sulla religione e su Dio, ma questo è ciò che vuole il pubblico americano. Ma ti passi due ore!!!

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Marco Bertolino
Nick

Il colore del crimine è uno di quei titoli ormai in via di. estinzione: un film coraggioso incentrato su una sola tematica, ma seria. Sotto la patina del poliziesco si cela infatti un discorso importante sulla disuguaglianza sociale e/o razziale che è parte integrante del paesaggio urbano dell'America di oggi (e, di riflesso, anche dell'Europa). Uno di quegli argomenti sui quali le produzioni hollywoodiane [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Una donna s'aggira tra il ghetto nero di Dempsy, New Jersey, e i quartieri operai abitati da bianchi. Dice che un uomo di colore le ha rubato l'auto: poi rivela all'ispettore Lorenzo Council che, nel sedile posteriore, c'era il suo bambino di 4 anni. Mentre le indagini girano a vuoto e i superiori del poliziotto, incalzati dai media, mettono sotto pressione lui, le tensioni razziali lievitano.

Giorgio Carbone
Libero

Dempsy e Gannon sono due cittadine del New Jersey situate a poca distanza l'una dall'altra. Non sono precisamente quartieri residenziali. Nella realtà (e non solo nel film) sono due quasi ghetti. Dempsy è formata da enormi caseggiati, popolati a mo' di formicaio solo da neri. A Gannon abitano gli operai bianchi. Essendo vicine e per di più luoghi di emarginazione, le due comunità sono da tempo immemorabile [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Girare film è una faccenda complicata. Non sempre le promesse che stanno sulla carta, o nel pacchetto produttivo, sono mantenute sullo schermo. Il produttore Scott Rudin ha all'attivo due campioni come The Hours e Closer (d'accordo, in mezzo ha dato via libera a The Village di M. Night Shyamalan, ma tutti una volta possono sbagliare). Richard Price, che ha scritto il romanzo – titolo originale "Freedomland [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Ciak

New Jersey: Un complesso di fatiscenti case popolari/ghetto e un quartiere della classe operaia bianca divisi solo da una striscia di terreno incolto dove viene misteriosamente rapito un bambino di quattro anni. Sua madre Brenda (Julianne Moore), una fragile ex tossicomane che insegna al doposcuola del ghetto, racconta di essere stata fermata da un afroamericano che, dopo averla costretta a scendere [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

C'è un poliziotto che si chiama Lorenzo (Samuel L. Jackson), è nato e cresciuto nel ghetto nero della città, tutti lo rispettano e come Tex con i navajos cerca di placare i più scalmanati tra i suoi per non irritare le giacche blu. Le quali ovviamente si irritano, perché la sorella di uno di loro (Julianne Moore), visibilmente alterata, denuncia la scomparsa del figlio, forse rapito da un "negro". Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Avanzando nel buio con passo incerto, una donna bianca dall'aspetto stravolto si presenta all'ospedale del quartiere nero di Dempsy, il sobborgo operaio della cittadina di Gannon nel New Jersey. Ha le mani sporche di sangue e racconta di essere stata aggredita, sbattuta a terra e abbandonata da un nero che poi si è dato alla fuga con la sua macchina.

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