| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, Fantascienza, |
| Produzione | Regno Unito, USA |
| Durata | 116 minuti |
| Al cinema | 6 sale cinematografiche |
| Regia di | Taika Waititi |
| Attori | Aran Murphy, Jenna Ortega, Amy Adams, Steve Buscemi, Natasha Lyonne Mia Tharia, Simon Baker, Antonia Prebble, Michelle Ang, Harry Greenwood, David Fane, Bronwyn Bradley, Peter Feeney, Ana Scotney, Carmel McGlone, Jesse Griffin. |
| Uscita | giovedì 22 ottobre 2026 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 1,65 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 20 ottobre 2026
Basato sull'omonimo romanzo del premio Nobel Kazuo Ishiguro, il film racconta la storia di Klara, un'amica artificiale (AA) altamente avanzata progettata per alleviare la solitudine degli adolescenti. Klara e il Sole è 61° in classifica al Box Office. domenica 1 novembre ha incassato € 1.059,00 e registrato 10.467 presenze in totale.
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CONSIGLIATO NO
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In una città futuristica e inquinata Klara, un androide, trascorre le sue giornate esposta nella vetrina di un negozio gestito dalla Direttrice. Osserva il mondo esterno e parla col Sole, la sua fonte di energia vitale. È chiamata AA (Amica Artificiale), fa parte di un modello chiamato B1 ormai fuori promozione e desidera essere comprata da qualcuno con cui poter stringere un legame profondo.
L'occasione arriva quando il suo sguardo si incrocia con Josie, una ragazzina affetta da una misteriosa malattia causata dal suo 'potenziamento genetico' che ha un rapporto conflittuale con la madre Chrissie e la cui vita è stata già segnata da un grave lutto familiare. Tra loro scatta un'immediata affinità. Così Klara, malgrado le perplessità di Chrissie, viene acquistata, imballata e portata nella loro casa di campagna. Accolta con ostilità dalla governante, conosce anche Rick, vicino di casa e fidanzato di Josie che è esperto di robotica. Nonostante le difficoltà iniziali, l'AA inizia a integrarsi gradualmente e arriva a compiere un pericoloso viaggio per cercare di salvare la vita alla sua amica e tenere unita una famiglia che è sul punto di crollare.
La figura mutante di Jenna Ortega è già stata plasmata da Tim Burton nella serie Netflix Mercoledì. In Klara, più che quel personaggio, si porta dietro parte dell'universo del cineasta statunitense.
È una figura isolata e sognatrice, "troppo simile agli umani e troppo empatica" (secondo la definizione del modello androide B1). Probabilmente potrebbe essere anche parte della reincarnazione femminile di Edward mani di forbice; anche lei viene ospitata in una famiglia e desidera un'esistenza umana. Ha anche addosso poi degli elementi sepolcrali sempre appartenenti all'universo burtoniano; per la spedizione dopo l'acquisto viene imballata e quello scatolone è quasi a forma di bara e rappresenta per lei sempre una minaccia anche quando è arrivata a casa di Josie; se le cose non funzionano, torna indietro.
L'attrice gioca abilmente su questo dualismo androide/umano ed è all'altezza delle interpretazioni, per esempio, di Robin Williams in L'uomo bicentenario di Chris Columbus e Haley Joel Osment in A.I. - Intelligenza artificiale di Steven Spielberg. Ma è l'unico elemento che funziona del nuovo film di Taika Waititi, un alieno in un film che appiattisce e banalizza la profondità filosofica del romanzo di Kazuo Ishiguro da cui è tratto. Lo sguardo di Klara sul mondo sembra avere quell'innocenza, poi perduta del protagonista di JoJo Rabbit. Al posto del nazismo c'è futuro distopico dove la tecnologia regola i rapporti tra classi sociali ma stavolta il cineasta non riesce a usare lo stravagante umorismo come punto di rottura.
Waititi cerca di imporre a forza la sua firma e invece di umanizzare Klara finisce per fare il contrario, disumanizzare invece Josie, Rick, la madre Chrissy e la figura dello spaventapasseri, sprecando una scena importante del film che è quella in cui la protagonista cerca di aiutarlo a liberarsi dal filo spinato. Klara e il sole potrebbe essere da una parte la versione autoriale dei due Thor (Ragnarok e Love and Thunder) del regista e dall'altra il tentativo da parte di Waititi di realizzare un film che combina la sua stravagante eccentricità con il dramma strappalacrime. Lo sguardo del cineasta neozelandese è un po' come quello della protagonista che nelle sue soggettive non riesce a mettere a fuoco quello che ha davanti. Si smaterializza soprattutto il lavoro sul corpo e sulla voce (le imitazioni di Klara) dove si perde tutta la magia tra desiderio e quel legame con il Sole mostrato più come un'ipnosi e preghiera ("Hello Sun. Thank you" all'inizio del film) che come una carica vitale.
Klara e il sole punta a un'estetica edulcorata ed esplora in maniera superficiale la tematica ambientalista, il consumismo e la disumanizzazione tecnologica come se fosse uno spot della Atlas Brookings, la prestigiosa università che rappresenta il massimo traguardo per i ragazzi potenziati geneticamente. Ma soprattutto ha tagliato le gambe al rapporto tra Klara e Josie e non ha valorizzato la presenza di Amy Adams togliendo profondità alla sua vulnerabilità. Il punto più basso della già incostante filmografia del regista.
In Non lasciarmi di Mark Romanek, adattamento dell'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, i protagonisti erano cloni in allevamento intensivo (un college speciale) che si struggevano per la falsa possibilità di una vita. L'eponima androide di questo Klara e il sole, che traspone l'ultima opera dello scrittore, è al contrario desiderosa di ottemperare al proprio scopo: far da dama di compagnia a una teenager [...] Vai alla recensione »
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