L'uomo bicentenario

Film 1999 | Fantascienza +13 131 min.

Regia di Chris Columbus. Un film con Sam Neill, Robin Williams, Embeth Davidtz, Oliver Platt, Wendy Crewson, Kiersten Warren. Cast completo Titolo originale: The Bicentennial Man. Genere Fantascienza - USA, Germania, 1999, durata 131 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,50 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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NDR-114 è un robot per uso domestico che Richard Martin decide di regalare alla sua famiglia. Ma non si tratta di un semplice elettrodomestico. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Al Box Office Usa L'uomo bicentenario ha incassato 58,2 milioni di dollari .

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Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
Un elettrodomestico dall'anima straordinaria.

NDR-114 è un robot per uso domestico che Richard Martin decide di regalare alla sua famiglia. Andrew è il nomignolo che le due figlie di Martin attribuiscono al nuovo arrivato, un robot tuttofare che riempie la casa con il suo strano stridore di lamiera. Impeccabile nello svolgimento delle sue mansioni domestiche, Andrew mostra, però, atteggiamenti particolari, come se al di là della sua impenetrabile corazza palpitassero bagliori di personalità. Anche se alcuni suoi tratti sono fortemente antropomorfi, due sono gli elementi che separano Andrew dal mondo degli uomini: il tempo (non invecchia) e la libertà (non può gestire autonomamente la propria esistenza come "diverso"). Ma Andrew rinuncerà all'eternità in nome dell'amore e troverà così il vero se stesso. Quella dell' Uomo bicentenario è un' operazione complessa. L'azione, rallentata da un autocompiacimento eccessivo, lotta con lo scorrere degli anni per star dietro alla storia osservando l'evolversi dei personaggi con la più assoluta passività.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nel 2005 in casa Martin, aristocratici ricchi, arriva in regalo il robot Ndri che la piccola Miss battezza Andrew (da android) e che, per sbaglio di costruzione, rivela caratteristiche umane (sentimenti, creatività, ecc.). In due secoli, sempre nello stesso ambito familiare, si trasforma biologicamente in un essere umano a tutti gli effetti. Quando muore, il suo nuovo statuto gli viene riconosciuto formalmente dalla Corte Mondiale. Da un racconto di Isaac Asimov, poi ampliato nel romanzo The Positronic Man , scritto con Robert Silverberg, adattato da Nicholas Kazan. Storia di una lunga emancipazione da macchina a homo americanus , educato secondo sani principi: famiglia, ordine, lavoro, obbedienza, rettitudine, autodeterminazione, ottimismo, senso pratico, spirito imprenditoriale. C. Columbus la "contamina di effetti melensi, patriottismi mascherati da rivendicazioni sociali, mai portati fino al ridicolo, purtroppo" (Alessandro Bertani). L'insuccesso espressivo ha coinciso con quello di mercato: la sua imbarazzante pedagogia non ha convinto i bambini e non è piaciuta agli adulti.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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Costruito per assolvere le mansioni di domestico tuttofare Andrew, robot modello NDR 114, manifesta inaspettate doti di creatività, curiosità e amicizia che sorprendono la famiglia di Richard Martin che lo ha acquistato e impensieriscono i progettisti della "Robotrix" che sospettano un fastidioso difetto di fabbricazione. Educato da Richard, Andrew impara a conoscere la mentalità dell'uomo e la sua storia; ne apprende le debolezze, i bisogni e gli ideali e, gradualmente, sviluppa l'esigenza di appartenere alla specie che lo ha adottato e per la quale mostra ammirazione. Ottenuta la libertà da Martin e con essa il riconoscimento di non essere più un semplice "elettrodomestico", Andrew si costruisce una casa in riva al mare e va in cerca dei suoi simili per meglio conoscere se stesso. Ma i robot che incontra sono stati dismessi o riprogrammati e soltanto a San Francisco, attraverso la bizzarra robot Galatea, incontra Rupert, un geniale programmatore che ha continuato in segreto gli studi per sviluppare la personalità robotica. Lavorando con lui ad un progetto per combinare insieme meccanica e biologia, Andrew ottiene, finalmente, sembianze umane e percezione sensoriale della realtà, ma, quando impara a conoscere il calore dei sentimenti, più dura si fa la consapevolezza di non essere uomo: dotato di cervello positronico e corpo di uomo, Andrew è ancora una cosa immortale, un imprecisato incrocio tra la macchina e l'essere vivente. Per essere riconosciuto e accettato come umano, Andrew deve diventarlo a tutti gli effetti, accettando di invecchiare e di morire.
La vicenda si svolge in "un futuro non troppo lontano", coprendo un arco di tempo di duecento anni dal 2005. NDR 114 gravita attorno alla famiglia Martin, conoscendone tre generazioni, e si conclude sul letto d'ospedale a fianco di Porzia, pronipote della piccola Miss, in attesa del verdetto sulla riconoscibilità della sua condizione umana e con l'assistenza di una devota infermiera (la stessa Galatea diventata anch'essa semi-umana). Il trascorrere del tempo non cambia molto la società civile: le metropoli americane sono soltanto moderatamente più tecnologizzate. Il traffico è smaltito da strade terrestri e circuiti aerei di media altezza, l'architettura è un po' più faraonica, ma la gente continua a sposarsi in chiesa, veste alla maniera del 2000 e nei party della ricca borghesia si danza ancora sulle belle melodie di Gershwin.La sceneggiatura di Nicholas Kazan (figlio del regista Elia) disegna una prudente, ma credibile ambientazione del futuro e costruisce la figura dell'automa che vuole diventare uomo, giocando con misura tra toni comici (a volte esilaranti) e commozione. Il robot di Robin Williams esordisce con una spettacolare enunciazione delle 3 leggi della robotica in proiezione olografica, rassetta la cantina che gli è stata assegnata per camera avendo cura di non schiacciare un piccolo ragno, intaglia artisticamente il legno, ascolta con rapimento la musica, racconta barzellette, costruisce orologi di precisione, grida terrorizzato quando in attesa che Rupert gli applichi la maschera facciale scorge nello specchio il suo teschio ancora spoglio (…il suo "io interiore"), soffre per non sapere piangere alla morte dei suoi padroni, si tormenta al dilemma se vivere eterno come macchina o morire nel tempo degli uomini…Il film è stato accolto male dalla critica italiana che ne ha sottolineato un imperdonabile sentimentalismo, un sotterraneo razzismo (perché la macchina non dovrebbe rivendicare orgogliosa la propria diversità?...e la condizione umana è davvero poi tanto nobile e desiderabile?...) e una farisaica descrizione dell'umanità generosa e felice, dimentica delle sue interne contraddizioni. Il giudizio è, in parte, eccessivo; tradisce la pompieristica vocazione all'impegno civile di tanti nostri recensori ed è, forse, pilotato, più o meno consapevolmente, anche dall'opinione sfavorevole sulle qualità del regista Columbus (già denigrato come autore di film commerciali quali Mamma ho perso l'aereo e Mrs. Doubtfire). Il soggetto è tratto dal racconto "The Bicentennial Man" scritto da Asimov nel 1976 in occasione dei 200 anni dalla nascita degli Stati Uniti e trasferito, poi, nel romanzo "The Positronic Man", in collaborazione con Robert Silverberg.

L'UOMO BICENTENARIO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 8 settembre 2011
Fiffa89

Senza dubbio una delle migliori interpretazioni di Robin Williams. Anno 2004. In America i lavori casalinghi sono affidti ai robot. A casa Martin arriva Andrew, robot dalle particolari caratteristiche: esso è, infatti, dotato di un cervello positronico ma anche di un cuore che gli fà desiderare di poter diventare un essere umano. Per realizzare questo desiderio, Andrew si istruisce [...] Vai alla recensione »

sabato 7 gennaio 2012
LightYagami

L'ho visto qualche giorno fa in televisione ...anche se me ne avevano già parlato molto. Sinceramente, credo che sia un film molto sottovalutato, mi è piaciuto molto ed è riuscito anche a farmi piangere. E non sono una persona che si commuove facilmente. Mi sono immedesimata molto nella causa del protagonista, diviso a metà fra i due mondi: umani e macchine.

domenica 8 agosto 2010
ivan91

commovente, molto riflessivo robin williams come sempre straordinario!!!!

lunedì 27 gennaio 2014
il Beppe nazionale

Sento di dare cinque stelle a questo film in quanto è uno dei rari lungometraggi che riesce sempre a commuovermi. Andrew (R. Williams) è un robot domestico comprato dalla famiglia Martin per delegare le faccende domestiche; tuttavia per un difetto di fabbricazione questa unità NDR è dotata di personalità ed è in grado di apprendere.

giovedì 6 aprile 2017
Orion84

Questo è uno di quei film in cui mi sento di dire che non vi è una battuta, una, sbagliata.. Bellissimo, commovente e divertente al tempo stesso..Robin Williams si supera una volta di più, con una mimica impressionante nell'assumere il ruolo del Robot Andrew. Si potrà obbiettare che il film è troppo "buonista" ma credo che la vera chiave di lettura [...] Vai alla recensione »

domenica 6 novembre 2016
Futuristicalboy

:>: Ammonisce Qoelet (1,18)e non basta essere fatti di acciaio per sfuggire a questa profezia Biblica; se ne accorgerà ben presto anche ANDREW MARTIN l'unità robotica N114.che in virtù delle sue straordinarie capacità intellettive fornitegli dal cervello positronico arriverà persino ad entrare in empatia con gli umani che lo hanno comperato per avere un aiuto domestico.

lunedì 3 marzo 2014
Filippo Catani

In un futuro non troppo lontano, una famiglia accoglie al suo interno un intelligentissimo robot fedele alle leggi della robotica. L'automa mostra fin da subito di avere qualità straordinarie. Inizia così il lungo viaggio verso un sogno: diventare un essere umano. Tratto da un romanzo di Asimov, questo film è piacevole, commovente e riesce a fare riflettere con semplicità. [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 marzo 2013
ShiningEyes

Peculiarità preziosa di Chris Columbus è quella di aggiungere sentimentalismo e alti valori morali nei suoi film. Formula vincente nel “Uomo Bicentenario”, dove rende calorosa una fredda trama fantascientifica, che però è comunque commovente già di suo nella storia dell'autodeterminazione e lotta per il riconoscimento come essere umano da parte dell'and [...] Vai alla recensione »

domenica 28 febbraio 2010
Spalla

Film sul rapporto uomo-macchina pieno di buone intenzioni ma purtroppo non molto riuscito. L'idea di base era sicuramente buona, ma non è stata sfruttata a dovere. Nonostante il robot che diventa lentamente sempre più umano con un vero processo di formazione, la storia non strappa grandì emozioni, nè sembra offrire molti spunti di riflessione, poichè qui a [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 marzo 2010
toty bottalla

Nonostante io sia un possibilista uno che dice tutto può essere per capirci, non sono riuscito ad apprezzare del tutto questo film, non sono certo in discussione la bravura degli attori e di tutto il resto, il fatto è che personalmente non mi piacciono i film dove l'impossibile viene ribaltato come quasi normale. Esilarante e divertente  come sempre ROBIN WILLIAMS in molte [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 maggio 2009
Fluturnenia

Miscellanea tra buoni sentimenti, morale, critica sociologica e la faccia angelica e confortante di Williams calza a pennello, con quel sorriso geneticamente involontario. In poco + di 2 ore succede di tutto di più così come accade nelle favole + colorite. A tratti avvincente, in altri momenti commovente, qualcuno direbbe quasi patetico. Non c'è nulla da capire e ciò che la trama vuol trasmettere è [...] Vai alla recensione »

domenica 8 agosto 2010
ivan91

un film che fa riflettere sulla vita e sulla morte ma soprattutto parla d'amicizia e d'amore che sopno importanti nella nostra vita.

giovedì 29 novembre 2012
Stako

Non vi sono parole per descrivere lo splendore di questo film profondo e sentimentale, il film prende spunto, precisiamo “prende spunto” dall’anonimo libro di Asimov, ma nn è assolutamente l’adattamente del libro, un robot arrivato in una famiglia qualunque come altri robot, si differenzierà per le sue doti di amicizia, creatività ed empatia assolutamente [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 luglio 2014
sabry01

non c'è da stupirsi che un film con robbin williams sia pieno di significato, l' ideale di libertà di un robot non è da lasciar perdere, la sua voglia di assomigliare agli uomini indica che li ammira e rispetta, pur essendo un robot è molto sviluppato e ha molte domande da fare come un bambino al padre lui cerca risposte, è molto commovente come lui sia legato [...] Vai alla recensione »

Frasi
E quindi, per seguire il proprio cuore, uno deve fare la cosa sbagliata...
Una frase di Andrew (Robin Williams)
dal film L'uomo bicentenario - a cura di x lilyth x
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Robin Williams non arretra ormai di fronte a nulla. Nel film più o meno tratto da un racconto di Isaac Asimov, l'attore interpreta un robot che nel corso di due secoli partecipa alla vita della famiglia americana sua proprietaria, vede sempre più svilupparsi la propria capacità di provare emozioni e formulare pensieri umani, segue la propria mutazione fisica in essere umano e lo svilupparsi di un proprio [...] Vai alla recensione »

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