Prima di accaparrarsi il Premio Marcello Mastroianni alla Mostra del Cinema di Venezia 2022 per Bones and All, nelle deliziose fauci di cannibale adolescente alla disperata ricerca di amore e sopravvivenza nell'America degli anni Ottanta, Taylor Russell era una teenager curiosa che si dedicava a ciò che ogni aspirante star canadese sembra saper fare meglio: capire come lasciare la terra dell'acero.
Dal 5 novembre la vedremo al cinema tra i protagonisti di Hope di Na Hong-jin.
Nata nella piccola comunità di Deep Cove, nella Columbia Britannica, da padre nero e madre bianca, l'attrice cresce facendo la spola tra Vancouver, Toronto e Montréal. I nonni paterni facevano parte della generazione Windrush, la comunità di immigrati caraibici che si trasferì dalla Giamaica in Inghilterra. Suo padre visse nel Regno Unito fino all'età di sette anni, prima di trasferirsi a Montréal, in Québec. Da bambina, Taylor va spesso a trovare i nonni e ricorda un'infanzia in cui non sempre si sente accettata dai coetanei, che la fanno sentire diversa per il colore della sua pelle. Lei si identifica come mulatta. La famiglia affronta inoltre difficoltà economiche, arrivando a dipendere dall'assistenza sociale. Per seguire gli impegni lavorativi del padre, è costretta a cambiare casa ben sedici volte, con continui trasferimenti che segnano la sua crescita fino alla maggiore età. Da piccola, Russell immagina per sé un futuro da ballerina.