Sophie Thatcher ha trascorso gran parte della sua carriera immersa negli incubi: dalla feroce discesa nella follia in Yellowjackets al rapimento da parte di uno Hugh Grant, insanamente, Heretic fino alla fem-bot assassina di Companion.
Ora, l’attrice è pronta a riabbracciare l'ignoto in Her Private Hell, il thriller sperimentale di
Nicolas Winding Refn, dal 30 settembre al cinema.
Cresce immersa nell'arte e un nucleo numeroso. I suoi genitori divorziano quando ha 14 anni e il padre esce progressivamente dalla sua vita. Al suo fianco rimangono la madre, un'insegnante di pianoforte, e i fratelli: il maggiore Alexander, scrittore, la sorella Emma, regista, e la gemella identica Ellie, visual artist. Thatcher nasce a Chicago in una famiglia mormone, ma lascia la Chiesa durante la prima adolescenza. Una scelta sostenuta dalla madre e già compiuta, prima di lei, dai fratelli maggiori. Oggi si definisce agnostica. L'amore per la recitazione arriva prestissimo. A soli quattro anni inizia a studiare arti performative, con un obiettivo già piuttosto ambizioso: il teatro musicale. A soli 11 anni muove i primi passi da attrice professionista in una produzione de "Il giardino segreto". Dopo l'infanzia trascorsa nel quartiere di Hyde Park, la famiglia si trasferisce a Lake Forest. Alle soglie dell'adolescenza, arriva un'altra svolta: si trasferisce a Evanston, in Illinois, frequenta la Nichols Middle School e divide la sua vita tra i banchi e i set, tanto da dover seguire parte delle lezioni da casa per conciliare tutto. Frequenta per un anno la Evanston Township High School, prima di completare gli studi in modalità homeschooling. Calca le scene nell'adattamento di "Oliver!" e incarna Anna Frank in una produzione del 2015 de "Il diario di Anna Frank".