| Anno | 2026 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 115 minuti |
| Al cinema | 5 sale cinematografiche |
| Regia di | Renato De Maria |
| Attori | Dario Aita, Simona Malato, Elena Radonicich, Francesco Giulio Cerilli, Antonio Provitina . |
| Uscita | lunedì 2 febbraio 2026 |
| Distribuzione | Nexo Studios |
| MYmonetro | 3,13 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 2 febbraio 2026
Il primo film che celebra la vita e le passioni di uno dei più grandi artisti della musica italiana. Franco Battiato - Il lungo viaggio è 55° in classifica al Box Office. sabato 14 febbraio ha incassato € 786,00 e registrato 53.368 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Da una pallonata in pieno viso in un campetto di periferia allo status di guru della canzone italiana, la vita di Franco Battiato è sviscerata in un lungo biopic scandito da tappe fondamentali: l'infanzia siciliana e il difficile rapporto con il padre; Milano negli anni Settanta e il debutto nel mondo della musica; i cambiamenti di stile, gli amori e i disamori; il ritorno all'amata Trinacria. L'impresa impossibile di condensare e sintetizzare l'esistenza complessa di una mente come quella di Battiato trova in Il lungo viaggio di Renato De Maria una soluzione adatta a una fruizione televisiva, che fatalmente finisce per smussare e normalizzare gli angoli acuti di un musicista per definizione contraddittorio, elusivo, irriducibile a un racconto lineare.
Il film risente dei limiti strutturali del biopic musicale tradizionale: la narrazione per episodi, l'ossessione per l'aneddoto rivelatore, la semplificazione dei passaggi artistici più radicali.
La carriera di Battiato viene così ridotta a una successione di svolte "chiave", spiegate e giustificate a posteriori, come se ogni mutazione - dall'avanguardia elettronica al pop colto, dalla ricerca spirituale alla dimensione più intimista degli ultimi anni - fosse il risultato di un percorso razionale e coerente. I concetti sono reiterati, con dialoghi esplicativi e situazioni pensate per "spiegare" Battiato allo spettatore invece di lasciarlo nel suo mistero. Il pensiero filosofico e spirituale che attraversa la sua opera viene ridotto a slogan, a intuizioni appena accennate, private di quella stratificazione che rendeva i suoi testi e le sue scelte artistiche tanto affascinanti quanto spiazzanti.
Anche sul piano della messa in scena e dell'interpretazione, il film procede con cautela eccessiva, come se temesse costantemente di tradire l'immagine pubblica del suo protagonista. Battiato diventa così una figura quasi edificante, un personaggio "esemplare", privato delle zone d'ombra, delle asperità, delle ironie e delle provocazioni che ne hanno fatto un unicum nel panorama culturale italiano. La complessità viene sacrificata in nome di una reverenza che finisce per essere controproducente.
Dario Aita, l'attore protagonista, si prodiga in uno sforzo attoriale notevole, che limita al minimo la mimesi, mentre i comprimari sono relegati dalla sceneggiatura a ruoli spesso caricaturali: la scenata di gelosia di Giuni Russo o la reductio ad unum della figura di Giusto Pio sono a misura di format seriale o televisivo, così come le riprese integrali delle canzoni più importanti, gettone inevitabile per garantire al pubblico una stella polare che l'aiuti durante il "lungo viaggio".
Alla fine, Il lungo viaggio sembra più interessato a costruire un monumento che a interrogarsi davvero su cosa abbia significato Franco Battiato per la musica e per il pensiero contemporaneo. E la sensazione che Battiato resti, ancora una volta, altrove, inafferrabile.
Biopic coinvolgente a partire dal primo minuto, fino alla sigla finale. Il ripercorrere la vita del grande cantautore Franco Battiato fin dalla giovinezza ? stato un'ottima scelta del regista Renato Di Maria. La vita adolescenziale del cantautore ? poco conosciuta e l'interpretazione di Battiato adolescente, affidata a Francesco Giulio Cerilli, ? stata molto intensa e ha saputo trasmettere con delicatezza [...] Vai alla recensione »
Stasera sono andata al cinema a vedere il film su Franco Battiato ed ? stata un?esperienza davvero intensa, anche perch? il Battiato bambino ? stato interpretato da un attore speciale Francesco Giulio Cerilli nonch? mio cugino ?? orgogliosa! Il film non ? una semplice biografia, ma un viaggio interiore, una ricerca continua di senso. Quando Battiato dice ?sono qui per capire chi sono io? racchiude [...] Vai alla recensione »
Franco Battiato ? stato uno dei due alieni (l'altro era David Bowie) che hanno stupito il mondo con le loro canzoni. Prima parte del film un po' pesante poi si decolla con i pezzi pi? famosi e intensi. A suo modo piaciuto.
Arriva nelle sale italiane come evento speciale, solo il 2, 3 e 4 febbraio 2026, Franco Battiato - Il lungo viaggio (2026), il film diretto da Renato De Maria e scritto da Monica Rametta, coprodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures e distribuito da Nexo Studios. Un biopic che sceglie la via dell’intimità e della misura per raccontare il percorso artistico e umano di Franco Battiato, tra i più complessi e sfuggenti della musica italiana.
Il film segue il giovane Battiato dagli anni siciliani fino all’approdo a Milano nei primi Settanta, attraversando le tappe decisive di una formazione segnata da una costante tensione verso l’altrove.
Nato tra il sole, il mare e l’Etna, profondamente legato alla madre Grazia (Simona Malato) e già inquieto fin dall’infanzia, Battiato lascia la sua terra per immergersi nella scena culturale milanese, allora centro nevralgico dell’industria discografica. È qui che prende forma un viaggio fatto di incontri determinanti: l’amicizia profonda con Fleur Jaeggy (Elena Radonicich) fondata su una rara affinità intellettuale; il dialogo musicale e spirituale con Juri Camisasca (Ermes Frattini); il sodalizio creativo con Giusto Pio (Giulio Forges Davanzati), destinato a incidere su molte delle sue composizioni più celebri; il rapporto con Giuni Russo (Nicole Petrelli), raccontato anche nei suoi momenti di frustrazione. Nel frattempo, Battiato vive il passaggio cruciale dalla sperimentazione elettronica al successo popolare, affermandosi come una voce unica nel panorama italiano.
Oltre alla narrazione della sua ascesa, il film di De Maria si concentra però soprattutto sul movimento interiore di un artista che, anche nel momento della consacrazione, non smette di interrogarsi, di mettere in discussione il senso stesso del successo. La musica diventa così linguaggio di una ricerca spirituale che caratterizza tutta la sua opera.
Il cuore pulsante del film risiede nell’interpretazione di Dario Aita (di recente fattosi notare in Parthenope di Paolo Sorrentino), capace di affrontare una figura tanto iconica senza mai scivolare nell’imitazione mimetica o nella caricatura. Il suo Battiato si delinea attraverso dettagli sottili: la postura leggermente defilata, lo sguardo inquieto e insieme concentrato, il passo misurato di chi sembra sempre muoversi in anticipo rispetto al tempo che lo circonda. Aita ne intercetta il ritmo interiore, cantando con la propria voce alcuni dei suoi brani più famosi e lasciando emergere l’immagine di un artista costantemente attraversato dalla musica.
Franco Battiato - Il lungo viaggio ci restituisce la traiettoria di un uomo ed artista irriducibile a ogni etichetta, per il quale la musica è sempre stata, prima di tutto, un viaggio verso il sé. Un autore in perenne movimento, sospeso tra scavo interiore, rigore formale e desiderio di trascendenza.
È il cammino di una figura misteriosa sulle pendici di una montagna ad aprire Franco Battiato. Il lungo viaggio. L'atteso biopic sul maestro siciliano è, prima di tutto, il racconto di un viaggio: quello personale di un giovane ragazzo proveniente dalle coste siciliane che si immerge nella coltre della scighera milanese. È anche il percorso di un artista in continua evoluzione, tra le sperimentazioni [...] Vai alla recensione »
In quello che ormai pare essere diventato un vero saccheggio da biopic di figure artistiche, soprattutto cantanti italiani, e sportive (sia di squadra, sia individuali), la figura di Franco Battiato è senz'altro tra le più complesse da riassumere nel breve spazio di un film, vuoi per il suo peculiare percorso musicale (dalla sperimentazione al pop da classifica), vuoi per quello personale, con l'attrazione [...] Vai alla recensione »
Forse Franco Battiato avrebbe meritato una biografia meno istituzionale, magari "ispirata dalla musica e alle sue molte vite" un po' nel solco di Io non sono ancora qui su Bob Dylan. E, qua e là, la paura di scontentare il pubblico di riferimento (la larga platea generalista di Rai 1, approdo dopo il passaggio in sala come evento speciale dal 2 al 4 febbraio) viene sovrastata dal desiderio di essere [...] Vai alla recensione »