Lo chiamavano Jeeg Robot

Film 2015 | Azione +13 112 min.

Anno2015
GenereAzione
ProduzioneItalia
Durata112 minuti
Regia diGabriele Mainetti
AttoriClaudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei Francesco Formichetti, Daniele Trombetti, Antonia Truppo, Salvatore Esposito, Gianluca Di Gennaro.
Uscitagiovedì 25 febbraio 2016
TagDa vedere 2015
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,52 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gabriele Mainetti. Un film Da vedere 2015 con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei. Cast completo Genere Azione - Italia, 2015, durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 25 febbraio 2016 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,52 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Claudio Santamaria nei panni di un piccolo delinquente che diventa invulnerabile al dolore e decide di usare questo potere per la sua carriera di criminale. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 2 Nastri d'Argento, 16 candidature e vinto 7 David di Donatello. In Italia al Box Office Lo chiamavano Jeeg Robot ha incassato 5 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,52/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,60
PUBBLICO 3,49
CONSIGLIATO SÌ
Un trionfo di puro cinema d'intrattenimento, il primo vero superhero movie italiano.
Recensione di Gabriele Niola
domenica 18 ottobre 2015
Recensione di Gabriele Niola
domenica 18 ottobre 2015

Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c'è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe.
Quello tentato da Gabriele Mainetti è un superhero movie classico, con la struttura, le finalità e l'impianto dei più fulgidi esempi indipendenti statunitensi. Pensato come una "origin story" da fumetto americano degli anni '60, girato come un film d'azione moderno e contaminato da moltissima ironia che non intacca mai la serietà con cui il genere è preso di petto, Lo chiamavano Jeeg Robot si muove tra Tor Bella Monaca e lo stadio Olimpico, felice di riuscire a tradurre in italiano la mitologia dell'uomo qualunque che riceve i poteri in seguito a un incidente e che, attraverso un percorso di colpa e redenzione, matura la consapevolezza di un obbligo morale.
Il risultato è riuscito oltre ogni più rosea aspettativa, somiglia a tutto ma non è uguale a niente, si fa bello con un cast in gran forma scelto con la cura che merita ma ha anche la forza di farlo lavorare per il film e non per se stesso. Claudio Santamaria è il protagonista, outsider da tutto, un po' rintronato e selvaggio, avido, alimentato a film porno, pieno di libido ma anche dotato della dirittura morale migliore; Luca Marinelli è la sua nemesi, piccolo boss eccentrico e sopra le righe, spaventoso e sanguinario con i suoi occhi piccoli e iniettati di follia ma anche malato di immagine (ha partecipato a Buona Domenica anni fa e sogna di diventare famoso e rispettato con il crimine), l'anello di congiunzione tra la borgata di Roma e il Joker. Intorno a loro un trionfo di comprimari tra i quali spicca (per adeguatezza alla parte e physique du role) Ilenia Pastorelli.
Il duo creativo Mainetti/Guaglianone (regia e sceneggiatura) si era già fatto notare anni fa, prima mettendo in scena Lupin III con attori romani (tra cui Valerio Mastandrea nella parte principale) nel corto Basette e poi con Tiger boy (alla lontana ispirato a L'uomo tigre). I due, con la collaborazione alla sceneggiatura di Menotti, hanno così costruito un percorso creativo e tecnico originale centrato sulla forza dell'ispirazione. Ciò che nel loro primo lungometraggio emerge infatti è come le storie che assorbiamo influenzino la nostra vita, come siamo i primi a desiderare una narrazione di noi stessi. Alessia crede che Jeeg Robot esista, Enzo sa bene che non è così eppure lentamente comincia ad aderire alla sua visione senza senso per la quale è lui l'eroe, comincia a crederci e a ragionare in quella maniera. Da quando sostituisce i DVD porno con quelli della serie animata nella sua dieta mediatica inizia anche a maturare un'altra consapevolezza, dentro di lui germogliano altri concetti. Guardando un mito e assistendo alle sue storie egli stesso si "fa" personaggio.
Ma anche a un livello più immediato quello di Lo chiamavano Jeeg Robot è un trionfo di puro cinema, di scrittura, recitazione, capacità di mettere in scena e ostinazione produttiva, un lungometraggio come non se ne fanno in Italia, realizzato senza essere troppo innamorati dei film stranieri ma sapendo importare con efficacia i loro tratti migliori. Soprattutto è un'opera che si fa portatrice di una visione di cinema d'intrattenimento priva di boria e snoberia intellettuale, una boccata d'aria fresca per come afferma che il meglio di quest'arte non sta nel contenuto o nel tema ma nella forma (da cui tutto il resto discende). Nonostante un budget evidentemente inadeguato al tipo di storia Lo chiamavano Jeeg Robot è un trionfo di movimenti interni alle inquadrature, di trovate ironiche e invenzioni visive, un tour de force di montaggio creativo e fotografia ispirata (per non dire di effetti digitali a costo contenuto), tutto ciò che serve per raccontare un mito senza crederci troppo e divertendosi molto.

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LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 17 ottobre 2015
gaiart

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT          Nel suo frigo ci sono solo budini alla crema. E per terra solo Dvd Porno. Eppure agli occhi della sua innamorata (Ilenia Pastorelli), nel ruolo di Alessia, una squilibrata, problematica, semi fumetto lei stessa oltre che fanatica del cartone Jeeg Robot d’acciaio, Enzo Il protagonista, chiamato Hiroshi Shiba (anzi, [...] Vai alla recensione »

domenica 30 ottobre 2016
sergio dal maso

Enzo Ceccotti è un balordo, un ladruncolo schivo e taciturno. Vive in uno squallido appartamento a Tor Bella Monaca, un quartiere periferico di Roma. Ossessionato dai dvd porno, si nutre avidamente di dessert alla vaniglia. Dopo essersi buttato nel Tevere per sfuggire alla polizia finisce dentro un fusto abbandonato e si sporca con un misterioso fluido tossico radioattivo.

martedì 9 febbraio 2016
Michele

Potrebbe essere e mi auguro che lo sia, il film italiano dell’anno. “Lo chiamavano Jeeg Robot” deve essere un successo e in parte già lo è stato quando è stato presentato lo scorso Ottobre al Festival del Cinema di Roma, per due motivi essenziali. Uno riguarda il coraggio di Mainetti. Si, il coraggio perché non è vero che il pubblico italiano ama [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 aprile 2016
Lorenzo Perrucci

Lo Chiamavano Jeeg Robot è un film del 2015 diretto e prodotto da Gabriele Mainetti (autore anche dei cortometraggi Basette e Tiger Boy) e scritto da Nicola Guaglianone e Menotti. Il film è un omaggio al cartone animato (e manga) giapponese "Jeeg Robot" di  Gō Nagai: il riferimento a Jeeg Robot è il fatto che uno dei personaggi del film, crede che il protagonista [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 febbraio 2016
Maurizio.Meres

Film più che riuscito,con una storia semplice di un ragazzo di borgata alla ricerca del lunario con furti per sopravvivere,abita in una casa squallida sporca,senza amici ma solo gente losca utile solo per vendergli ciò che ruba,quando all'improvviso per nascondersi dalla polizia si deve gettare nel Tevere e qui nel fiume più bello del mondo (scusate l'esagerazione) la fantasia,i sogni, tutto ciò [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 aprile 2016
catcarlo

Come molti esordi, non solo sul grande schermo, il primo lungometraggio di Gabriele Mainetti – quarantenne romano con un passato d’interprete in prodotti televisivi – saccheggia a piene mani l’immaginario infantile e adolescenziale del regista, ma la rielaborazione degli spunti che ne derivano è tutto meno che banale tanto da sfociare in un curioso film d’azione [...] Vai alla recensione »

martedì 26 aprile 2016
89abeseag

"Lo chiamavamo jeeg robot" è il film che ci risolleva, dal punto di vista morale e dal punto di vista "patriottico" (nel senso di ridare vigore al cinema italiano). Una sceneggiatura ottima che coinvolge lo spettatore dall'inizio alla fine, cercando di dare un quadro completo a tutta la storia (riuscendoci pienamente). Nonostante la storia sia la stereotipata trama supereroistica, anche se quasi prevedibile [...] Vai alla recensione »

martedì 26 aprile 2016
francy99

Mi rivolgo in particolare a quelli come me  che prima di vedere il film si sono fatti un giro fra le recensioni, bhe, vi dico che merita davvero. Ero partito molto scettico quando è uscito (25/02), non lo presi minimamente in considerazione, ma poi, tutte le persone che lo hanno visto lo hanno reputato un ottimo film, così, a due mesi esatti dall'uscita, sono andato a vederlo [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 aprile 2016
pier delmonte

Bravo Gabriele Mainetti (regista) movimento macchina e inquadrature e locations inappuntabili, bravo Claudio Santamaria (attore principale) supereroe per caso, abbastanza stralunato ma adorabile, la storia e’ giusta, che un supereroe vada in soccorso di una periferia e’ meraviglioso, diciamo troppo lungo e il finale poteva essere studiato in maniera diversa, ultima mezzora discutibile

mercoledì 27 aprile 2016
bizantino73

Ma chi è questo Gabriele Mainetti, che mescola con bravura tanti generi diversi, che riesce a farmi ridere, commuovere, inorridire, sorprendere ed a farmi sperare che non finisca mai ,il tutto nello spazio di due ore? Ma chi sono quei tre protagonisti così bravi  che non li puoi levare gli occhi di dosso e che riescono a rendermi simpatico lo stretto romanesco adoperato? Mi ricorda [...] Vai alla recensione »

martedì 8 marzo 2016
parieaa

Forse qualcosa si muove all'orizzonte del cinema italiano, che fa ben sperare per il futuro. Forse giungerà il tempo in cui smetteremo di fare commediole da due soldi o filmetti strappalacrime con il copia e incolla. Forse torneremo al tempo in cui il cinema nostrano valeva qualcosa a livello mondiale. Forse però, perchè per ora possiamo solo sussurrarlo, per paura che troppi [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 aprile 2016
khaleb83

Molti sostengono che il cinema italiano sia soltanto cinepanettoni e storie di famiglie più o meno in crisi. Non è vero, ovviamente, ma solo se si considera anche il "piccolo" cinema. Per quanto riguarda i prodotti più accessibili, questa diventa immediatamente una verità assoluta che questo film prova a scardinare.

lunedì 4 aprile 2016
enrico danelli

Con il film di Sollima (Suburra) si potrebbe dire che questo film non ha nulla in comune se non l'ambientazione a Roma e una serie di scene di estrema violenza. Rispetto a Suburra invece questo "Lo chiamavano Jeeg robot" costituisce la naturale evoluzione: di fronte ad un mondo senza speranza (la Roma di Sollima, dove l'unica speranza è la vendetta), la Roma di Mainetti [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 giugno 2016
Willywillywilly

Ho letto alcuni commenti di gente disgustata da alcune scene del film ed inorridita da tanta violenza gratuita...Rispettabilissimi i commenti altrui, ma "Jeeg" è un film perfettamente riuscito in ciò che voleva rappresentare a mio parere. Era noto del resto che non fosse un film per educande. Film denuncia, attraverso una storia fantastica, del degrado urbano delle nostre periferie, della delinquenza [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 aprile 2016
Max.Dana

Ti aspetti un film incentrato sulle capacità di un "uomo" trasformato in un supereroe, invece è la scusa per raccontare i drammi di un quartiere (Torbellamonaca nello specifico), una periferia, una generazione. Personaggi probabili girano attorno all'incapacità emotiva del protagonista, chiuso tra furtarelli e porno. Un dipinto di un pezzo di Roma, girato con occhio critico, spietato, ironico.

venerdì 27 maggio 2016
Dave San

Enzo Ceccotti è un uomo solo e in bolletta. Sbarca il lunario con piccoli furti e passa il tempo che gli resta in compagnia della sua collezione di dvd porno. Durante l’ultimo colpo, in fuga dalla polizia, cade nel Tevere e si infila in un bidone di scorie radioattive. Dopo momenti di sofferenza  e tremori, Enzo si accorge di avere una forza sovraumana.

domenica 6 marzo 2016
Luca CineManiacs

Lo chiamavano Jeeg Robot è uno di quei film che mi ha reso contento di essere andato al cinema a vederlo, contento di essere andato a spenderli quei soldi per il biglietto e soprattutto orgoglioso di poter amare il cinema italiano. L'italia deve ripartire da film come questo. Per certi aspetti semplice e umile per altri ricercato e profondo.

mercoledì 2 marzo 2016
mauro2067

Ho letto un’intervista di Claudio Santamaria, il protagosista,. Lui si chiedeva: ma se un’epidemia colpisce la terra e rende tutti degli zombie, questi possono arrivare anche in Italia!!?. …come per sottolineare che l’Italia e gli italiani sembrano avere poco a che fare con storie fantastiche di supereroi, zombie e vampiri. Io mi sono sempre chiesto, perchè i superpoteri devono sempre toccare a [...] Vai alla recensione »

domenica 24 aprile 2016
shagrath

Una bella sorpresa. Temevo l'imitazione del solito superero americano, o peggio una commedia all'italiana adattata su una storiella da fumetti. Ma già dai primi secondi ho capito che qualcosa si era evoluto nel cinema italiano: niente apertura di scena dentro una camera da letto, ma una ripresa aerea basculante di Roma, ed il cuore mi è letteralmente scoppiato in corpo.

martedì 8 marzo 2016
cpettine

“Lo chiamavano Jeeg Robot” ma in realtà si chiama Enzo Ceccotti, vive a Tor Bella Monaca, sopravvive facendo piccoli furti, solitario erotomane, si nutre di porno, di budini e non ha amici. I super poteri li ha trovati per caso in fondo al biondo Tevere, scappando dalla polizia, il suo alter ego si chiama “o‘ Zingaro”, un perfido Joker, sadico allevatore di cani, [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 marzo 2016
jackiechan90

Enzo Cicotti (Claudio Santamaria) è il tipico borgataro romano, ultimo erede della tradizione pasoliniana. Vive di piccoli furti e ricettazione, ma anche svolgendo lavori ingrati per la piccola criminalità romana. Sarà l'incontro con una ragazza (Ilenia Pastorelli) e un'immersione nel Tevere, dove entra a contatto con una sostanza radioattiva, a cambiare la sua visione del mondo e a dargli una nuova [...] Vai alla recensione »

sabato 12 marzo 2016
Nino Pell.

Indubbiamente "Lo chiamavano Jeeg Robot" del regista Gabriele Mainetti è un film decisamente interessante, soprattutto perché tenta l'esperimento, già magnificamente riuscito da un'altra pellicola italiana, appunto "Il ragazzo invisibile"di Gabriele Salvatores, di unire il genere fantascientifico, esclusivamente riguardante un tipo di produzione estera, soprattutto americana, ad un tipo di filmografia [...] Vai alla recensione »

martedì 8 marzo 2016
biso 93

Un film italiano? Davvero? Be' spettacolo. Gabriele Mainetti al suo primo lungometraggio, realizza un piccolo capolavoro di genere, ribaltando i clichè americani dei film superomistici e riuscendo in un'impresa non da poco, cucire addosso la Roma rozza e sporca ad una storia di supereroi, rimanendo coerente con se stesso ed i toni che ha ideato e creato per questo film, Lo chiamavano Jeeg Robot.

venerdì 11 marzo 2016
VinceMovies

Un tamtam di giudizi positivi tra amici e conoscenti mi ha portato ieri sera a vincere il freddo, la pioggia e la pigrizia. E sono contento di aver accolto l'invito. Davvero una ventata d'aria fresca nel cinema italiano, come non si vedeva da tempo. Finalmente qualcosa di innovativo, unico nel suo , brutale, ironico, poetico. Un perfetto prequel per raccontare le origini di un super-eroe [...] Vai alla recensione »

domenica 24 luglio 2016
FabioFeli

Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) ha appena rubato un orologio ed è inseguito da due poliziotti nella Roma squassata da attentati terroristici e percorsa da manifestazioni antiviolenza. Si nasconde in un casotto sotto Ponte S. Angelo e non esita a gettarsi in acqua per non essere arrestato. Quando cerca di risalire sulla banchina sfonda un bidone con scorie radioattive.

giovedì 28 aprile 2016
IuriV

Con i titoli in giapponese e l'ambientazione romana, Mainetti cerca di estrapolare la figura del supereroe dallo stile americano e di immaginarlo nel nostro contesto. Ci riesce, anche se è difficile non pensare al Peter Parker proposto da Raimi, quando l'eroe conquista i poteri e ne conosce le possibilità. Così come l'ironia esuberante e la folle crudeltà dello zingaro Fabio, richiamano i tratti [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 marzo 2016
Valerio

Uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. Sicuramente il più insolito e sorprendente. Due temi e due scenari: da una parte, lo scenario di una società devastata, in cui il degrado della città fa da sfondo all’emarginazione e all’abiezione morale degli individui; dall’altra parte, il percorso di un piccolo malavitoso di borgata, che proprio nel degrado (i barili di inquinante radioattivo affondati [...] Vai alla recensione »

domenica 6 marzo 2016
muttley72

Film che in un linguaggio molto "Pulp", ma di borgata "nostrana", narra la vicenda di un solitario e taciturno ladro di Tor bella Monaca trasformato da una sostanza radioattiva presente nel Tevere (in cui è costretto a immergersi) in Supereroe forzuto e resistente agli urti /cadute. Egli viene creduto "Jeeg Robot" da una condomina, una ragazza con problemi psichici (che a casa vede solo il celebre [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 febbraio 2016
carlosantoni

Premetto che Il mio commento è indipendente dal fumetto da cui è tratto, che non conosco per niente, avendo sempre avuto una spiccata repulsa per questo tipo di comics. Il film invece mi è piaciuto e, come spesso accade quando un film mi piace, è perché trovo che siano buoni o eccellenti i i più diversi ingredienti. Notevole la trama, che sta a mezza strada tra la narrazione di un Suburra-2, un Gotham [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 gennaio 2017
giomer

Lo chiamavano Jeeg robot: metamorfosi del protagonista  con  agape catartica e palingenetica. 1) La metamorfosi: analogamente a quanto avviene in natura allorché un bruco strisciante dopo la metamorfosi diviene farfalla ed acquisisce poteri nuovi, come la capacità di volare, così il protagonista, Enzo Ceccotti, piccolo delinquente della periferia romana, dopo essere entrato casualmente in contatto [...] Vai alla recensione »

domenica 20 marzo 2016
Vicio1974

Finalmente un film italiano, lontano dalla commedia o dal giallo mafioso/camorristico a cui ci stavamo quasi assuefacendo, finalmente un "supereroe" made in italy... il virgolettato nel classificare Enzo Ceccotti è quasi d'obbligo, perchè era facile, facilissimo cadere nel deja vu, nello scontato, nel classico hero usa, nella copia, ma questa pellicola va oltre.

domenica 6 marzo 2016
MAURIDAL

     Lo chiamavano Jeeg Robot Un film di Gabriele Mainetti , Italia 2015 A volte , quando una maschera, un fumetto, un personaggio del cinema, viene assimilato, digerito, e quindi introietteto, da parte di chi lo  ,  insegue per tutto il tempo che ha disponibile , e nel caso dei  giovani della periferia di grandi metropoli, il tempo è  molto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 aprile 2017
Estasi Mistica

Film abbastanza piacevole e scorrevole. Tutte cose già viste ma è buono l'adattamento degli stereotipi alla borgata romana. La sceneggiatura si svela più lentamente nelle parti iniziale e finale. Nonostante qualche scena risulti inverosimile chiudiamo un occhio anzi no, dobbiamo godere appieno della bella fotografia e del montaggio.

mercoledì 7 dicembre 2016
Portiere Volante

Faccio i miei più sinceri complimenti a Mainetti per una delle pellicole più originali e coraggiose degli ultimi anni. Hiroshi Shiba non era in realtà un supereroe classico,tuttavia con l'ausilio dei componenti riusciva a trasformarsi in uno dei robot più forti di sempre in un Manga che è rimasto leggenda. Qui il componente che rende Enzo Ceccotti invincibile [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 novembre 2016
Riccardo Tavani

Favola più che fumetto metropolitano. Favola perché il suo mirabile personaggio centrale è Alessia, una fatina debole e malata psichicamente, ma vera super-eroina nel candore disarmante della sua bellezza e della sua follia. È una cosplay, ossia una di quelle ragazze fissate e vestite con gli abiti di eroi ed eroine da fumetto, che sono diventate un fenomeno sociale e di [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 marzo 2016
eden artemisio

Mi sono domandato se “Lo chiamavano Jeeg robot” possieda una storia che vale la pena raccontare o, se invece il personaggio del supereroe sia soltanto un’inopportuna trasposizione cinematografica di un fumetto che, in tal modo, svilisce anche l’autonomo valore del linguaggio fumettistico. Devo ammettere che il genere non è di quelli che soddisfano il mio palato, ma essendo io onnivoro e apprezzando [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 febbraio 2016
Flyanto

Già dal titolo, "Lo Chiamavano Jeeg Robot", si intuisce che ci si troverà di fronte ad una storia fantastica e pertanto poco attinente alla realtà, e che, essendo appunto concepito come un fumetto od un cartoon, presenta allo spettatore una vicenda provvista anche di una sorta di lezione morale. Il protagonista (Claudio Santamaria) è un piccolo delinquente [...] Vai alla recensione »

martedì 21 marzo 2017
vanessa zarastro

Lo chiamavano Jeeg Robot è un film tra realismo e fantascienza. Da un lato, eredita tutta la tradizione del neorealismo portando sullo schermo la realtà della periferia romana fatta di ladruncoli, di piccoli boss, di sfruttatori di bambini, di spacciatori, di malavita in genere. Così come fa, a suo modo, la serie Romanzo Criminale di Stefano Sollima (lì è la banda [...] Vai alla recensione »

martedì 9 agosto 2016
Robert1948

Il protagonista di "Birdman" è un attore il cui rammarico è quello di essere stato osannato dalle folle soltanto perché interprete di un supereroe . E allestisce una commedia a Broadway , autofinanziandosi , per dimostrare di essere un vero attore ; a prescindere dalla maschera di "uomo-uccello". Parimenti in "Youth" di Sorrentino , un avventore della clinica svizzera , nel ruolo di un attore che [...] Vai alla recensione »

domenica 8 ottobre 2017
Dandy

Dopo gli interessanti corti "Basette" e "Tiger Boy",il regista esordisce con un progetto tra i più atipici degli ultimi 20 anni(non per niente sono stati innumerevoli i rifiuti di produrlo,prima di ottenere un budget striminzito di nemmeno 2 milioni di euro).In parecchi si aspettavano una mega-trashata,ma il risultato è invece una piacevole sorpresa.

venerdì 31 marzo 2017
Vepra81

un vero film d'azione italiano. Finalmente arriva da noi un genere diverso dalle classiche commedie. Abituato ai film stranieri doppiati in italiano corrente, in questo film spesso, essendo del nord, ho fatto fatica a capire certi dialoghi. Effetti scenici ben studiati. Unico dubbio e andare allo stadio e non avere all ingresso e nelle vicinanze auto parcheggiate e gente che si sposta.

domenica 18 settembre 2016
fabius

In un'atmosfera romana sempre cupa, anche quando c'è il sole, la storia di catarsi e riscatto di un ladruncolo che diviene un (super)eroe: perchè un eroe è chi fa qualcosa per gli altri a suo rischio quando non ne ha nessun vantaggio. Ed è una storia degli ultimi: Jeeg (sì: è Jeeg, lo conferma la maschera finale) è appunto un borgataro che vive di microcrimine; acquista i poteri sfuggendo alla polizia; [...] Vai alla recensione »

domenica 18 settembre 2016
fabius

In un'atmosfera romana sempre cupa, anche quando c'è il sole, la storia di catarsi e riscatto di un ladruncolo che diviene un (super)eroe: perchè un eroe è chi fa qualcosa per gli altri a suo rischio quando non ne ha nessun vantaggio. Ed è una storia degli ultimi: Jeeg (sì: è Jeeg, lo conferma la maschera finale) è appunto un borgataro che vive di microcrimine; acquista i poteri sfuggendo alla polizia; [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 aprile 2016
giorgiolaporta

L'ho visto quasi casualmente ed è stata una piacevole sorpresa. Mi spiace che la musica finale che sta sui titoli di coda non sia stata inserita all'interno del film, magari durante la morte della ragazza. Davvero bella canzone. Il film è piacevole, non amo il genere suburra e la violenza delle scene e ogni tanto in sala vedevo gente coprirsi gli occhi.

giovedì 3 marzo 2016
phoenix000

Il coraggio di seguire una strada nuova, imparando dai percorsi seguiti dai più grandi del 'genere' ma senza ricalcarli in carta carbone. "Lo chiamavano Jeeg Robot" è una ventata di aria fresca nel panorama cinematografico italiano, impantanato da decenni nella commediola dei cinepanettoni e degli Zalone o nel cinema d'autore più di nome che di fatto.

giovedì 3 marzo 2016
antimorly

Al cinema per vedere questo film ci sono andato carico come poche altre volte e per varie ragioni: il nome... il supereoe italiano... Roma... gli attori... In queste occasioni il rischio di vedere disattese le proprie aspettative è grande. Qui non è andata così! La storia è semplice, ma autenticamente coinvolgente, non c'è spazio per iperboli ammerigane, non [...] Vai alla recensione »

martedì 27 settembre 2016
RobbyReggy

A mio avviso il film italiano dell'anno , tanta aspettativa prima di vederlo per nulla tradita . Grandissima interpretazione di marinelli , che seppur un aspetto a favore del film , oscura un po la figura del protagonista (Santamaria ) la quale risulta un pò cupa e se coerente con il copione in quanto il personaggio nella prima parte del film non è nulla che un egocentrico apatico [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 settembre 2016
no_data

Un film riuscito a metà. Apprezzabilissimo, coraggiosissimo, interressantima l'idea di fare un film di supereroi - cosa mai vista prima in Italia, la patria del neorealismo e del cinema d'autore. Il  risutalto però delude le aspettative. lo chiamavano geeg robot è un film che dichiara la necessità degli eroi, ma si rifiuta - con poco coraggio - di dirci di quali [...] Vai alla recensione »

sabato 19 marzo 2016
enzo70

Tra Batman e Superman, della DC e Spiderman e Capitan America, che ci fa un supereroe a Roma, a Tor Bella Monaca, tra palazzoni malmessi, piccoli spacciatori ed un amore impossibile per una ragazza che vive nel mondo fatato di Jeeg Robot e di un mondo immaginifico? Da oggi ci fa, perché questo film di Mainetti merita di essere preso in considerazione come uno dei più intelligenti prodotti [...] Vai alla recensione »

sabato 5 marzo 2016
raffiraffi

Un film autenticamente figlio dell’eredità neorealista nello sguardo interiore, nel linguaggio iconografico, nei contenuti politici. Nell’immaginario collettivo (dei romani senza dubbio) Roma non è territorio del pensiero borghese (come alcuni celeberrimi film italiani degli ultimi decenni, in fondo in fondo, vorrebbero che fosse!).

Frasi
"Io solo una cosa voglio sapè... ma tu chi cazzo sei?"
Una frase di Zingaro (Luca Marinelli)
dal film Lo chiamavano Jeeg Robot - a cura di Antonio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Claudio Santamaria è un micro delinquente della periferia romana che se ne sta per conto suo, misantropo e misogino. Inseguito dalla polizia lungo l'argine del Tevere gli capita qualcosa di straordinario. Per nascondersi s'immerge nel fiume finendo dentro un bidone di materiale radioattivo. L'indomani si rende conto di possedere super poteri. La vicina di casa, una borgatara soave e molto picchiatella, [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Si chiama Enzo Ceccotti, vive a Tor Bella Monaca, vive di scippi e furtarelli, consuma in modo compulsivo budini alla vaniglia e film porno. Ed è il primo supereroe riuscito, cioè socialmente, e psicologicamente credibile, del cinema italiano dopo Il ragazzo invisibile di Salvatores. Opaco e così infarcito di buone intenzioni da risultare costruito come l'eroe di un Cuore postmoderno.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

L'Italia sta attraversando un ottimo momento ispirativo. Dopo il ciclone Zalone e il meritato successo di Perfetti Sconosciuti, arriva questa opera prima di Gabriele Mainetti (segniamoci il suo nome), sorprendente per intuizioni, freschezza di idee, bravura del cast (stunt compresi). Oltretutto, su un tema del tutto «americano» come quello dei supereroi, genere nel quale, dopo il positivo il ragazzo [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Da Bim bum bam a Tor Bella Monaca. Con tanto di superpoteri. C'è un percorso a ostacoli da attraversare prima di concepire un'operazione stracult come Lo chiamavano Jeeg Robot, il folgorante esordio del romano Gabriele Mainetti, che solo in pochi ricordano recitare ventenne con Elio Germano ne il cielo in una stanza di Carlo Vanzina. Anzitutto, serve crescere coi cartoni dei supereroi giapponesi, immergersi [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Considerato la piaga di corruzione che infetta Roma - alludiamo al fenomeno noto come Mafia Capitale il cui Maxi Processo è in corso - un supereroe dei Sette Colli non viene male. E pazienza se a rivestirne i panni è il ladruncolo di periferia Enzo Ceccotti, un tipo triste che abita in una specie di tugurio, si nutre di schifezze e fa sesso solitario tirando a campare.

NEWS
NEWS
martedì 19 luglio 2016
 

Non è da escludere che prima o poi arrivi un sequel di Lo chiamavano Jeeg Robot. Lo dice il regista Gabriele Mainetti, a Giffoni Experience, protagonista di una masterclass e testimonial con Andrea Segre del progetto 'Edison for nature'.

PREMI
giovedì 9 giugno 2016
 

L'Associazione della Stampa Estera in Italia annuncia i vincitori dei Globi d'Oro 2016, i premi della Stampa Estera ai film italiani arrivati alla 56a edizione e che saranno assegnati questa sera durante la cerimonia di premiazione a Palazzo Farnese.

BOX OFFICE
sabato 23 aprile 2016
Andrea Chirichelli

L'onda lunga dei David di Donatello sortisce gli effetti sperati sulla top ten italiana. Oltre a Lo Chiamavano Jeeg Robot, che ieri ha ottenuto altri 70mila euro ed il quarto posto, rientra in classifica anche Perfetti Sconosciuti, nono con 30mila euro [...]

NEWS
martedì 22 marzo 2016
 

Sono state annunciate le candidature ai David di Donatello 2016, gli Oscar italiani che verranno consegnati il 18 aprile (per la prima volta in diretta su Sky).A farla da padrone, nonostante le molte candidature dei maestri Garrone e Sorrentino, sono [...]

BOX OFFICE
martedì 8 marzo 2016
Andrea Chirichelli

L'abituale calo degli incassi del lunedì ieri è stato ancora più violento del solito (di sera in tv c'era pure Montalbano) e Attacco al potere 2 è riuscito a ottenere il primo posto con 93mila euro, battendo per un soffio Perfetti sconosciuti, secondo [...]

NEWS
lunedì 29 febbraio 2016
 

Nel primo weekend di uscita Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti ha registrato un ottimo risultato. Con oltre 3.000 euro si posiziona al primo posto tra le novità della settimana per media copia.

BOX OFFICE
venerdì 26 febbraio 2016
Andrea Chirichelli

Arrivano le new entry, ma Perfetti sconosciuti è irremovibile al primo posto e incassa altri 230 mila euro: il traguardo dei 9 milioni è vicinissimo. Resiste al secondo posto, e può vantare la migliore media per sala della top ten, Deadpool, che incassa [...]

JEEG ROBOT
venerdì 19 febbraio 2016
Marzia Gandolfi

C'è un ragazzo che corre laggiù sprofondato nella sua felpa e nella fuga prospettica di una Roma torbida come il Tevere in cui ripara per sfuggire la polizia. Perché Enzo Ceccotti non corre "in aiuto di tutta la gente dell'umanità", non ancora almeno. [...]

JEEG ROBOT
martedì 23 febbraio 2016
Marianna Cappi

Jeeg non si nasce, Jeeg si diventa. Accade se a trasformarsi è l'alter ego primigenio, quell'Enzo Ceccotti da Tor Bella Monaca che non aveva un amico, non aveva un amore, non aveva una sola speranza di sopravvivere ad un volo da dieci piani d'altezza. [...]

JEEG ROBOT
domenica 14 febbraio 2016
Gabriele Niola

Non c'è antieroe migliore di un criminale da strapazzo e, potendo scegliere, non c'è criminale da strapazzo migliore di uno di Tor Bella Monaca. Non c'è inoltre miglior modo casuale di acquisire i superpoteri in un accidentale tuffo nel fiume con caduta [...]

JEEG ROBOT
lunedì 8 febbraio 2016
 

Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente [...]

winner
miglior attore non protag.
Nastri d'Argento
2016
winner
miglior regista esordiente
Nastri d'Argento
2016
winner
miglior attore
David di Donatello
2016
winner
miglior attrice
David di Donatello
2016
winner
miglior attore non protag.
David di Donatello
2016
winner
miglior attrice non protag.
David di Donatello
2016
winner
miglior montaggio
David di Donatello
2016
winner
miglior regista esordiente
David di Donatello
2016
winner
miglior produzione
David di Donatello
2016
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