Anno | 2018 |
Genere | Documentario, |
Produzione | Italia |
Durata | 80 minuti |
Regia di | Nanni Moretti |
Attori | Nanni Moretti, Salvador Allende, Carmen Castillo (II), Patricio Guzmán, Raul Eduardo Iturriaga Miguel Littin, Marcia Scantlebury. |
Uscita | giovedì 6 dicembre 2018 |
Tag | Da vedere 2018 |
Distribuzione | Academy Two |
Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
MYmonetro | 3,63 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Ultimo aggiornamento martedì 15 gennaio 2019
Il ruolo svolto dall'ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet. Ha vinto un premio ai David di Donatello, In Italia al Box Office Santiago, Italia ha incassato 724 mila euro .
Santiago, Italia è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
su IBS.it e su LaFeltrinelli.it.
Compra subito
CONSIGLIATO SÌ
|
Il cinema di Nanni Moretti procura sempre un trasalimento, legato alla presenza ricorrente dell'autore nella sua opera. Che il film si richiami oppure no alla sua esperienza personale, lo spettatore oscilla tra finzione del personaggio e intimità della persona. Dal suo primo cortometraggio, La sconfitta, Moretti ha nutrito questa ambiguità e rilanciato le incarnazioni: Michele Apicella, alter ego collerico intorno a cui forgia il suo cinema fino a Palombella rossa, se stesso nei suoi sorprendenti diari intimi (Caro diario, Aprile), personaggio a pieno titolo nelle fiction della maturità (Caos calmo), "a fianco" del suo personaggio nel lutto morale e intimo di Mia madre. Questa evoluzione identitaria ha prodotto una filmografia che è diventata coscienza artistica e politica dell'Italia.
Tre anni dopo Mia madre, Nanni Moretti gira un documentario sul ruolo che ha giocato l'Italia nel colpo di Stato di Pinochet in Cile, nel settembre del 1973.
Realizzato a partire da immagini d'archivio e da testimonianze, Santiago, Italia racconta i mesi che seguirono il golpe del dittatore che mise fine al sogno democratico di Salvador Allende. Il film mette l'accento sul ruolo encomiabile dell'ambasciata italiana basata a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime, permettendogli di raggiungere l'Italia.
Lezione di storia narrata da chi ha vissuto la caduta e la morte di Allende, presidente apertamente marxista e democraticamente eletto nel 1970, Santiago, Italia conferma l'eterno investimento personale del suo regista ma sposta la prospettiva in 'prima persona', singolare e libera, alla 'seconda persona'. Persona-testimone capace di portare la novità nel mondo, di cui comprende e narra (quindi ricorda) le gesta. Documentario "partecipato" certo, Moretti interviene durante le testimonianze, le interroga, dona la replica, polemizza, registrando una lunga deposizione corale: la confidenza pubblica di una condizione intima. Lo slittamento di piani tuttavia gli consente di considerare i danni dal punto di vista delle vittime. È un cambiamento che modica e rinforza la nostra idea su ciò che è un danno. Impossibile assistere ai conflitti e alle guerre senza chiederci chi li subisce, chi li patisce. Impossibile staccarsi dalla pena altrui.
Avvocati, registi, musicisti, operai, imprenditori, artigiani, giornalisti, insegnanti, medici, traduttori, cardinali, diplomatici, sono i testimoni privilegiati e scampati alle fucilazioni sommarie, scavalcando i muri delle ambasciate. Frontali al pubblico esprimono le ragioni che secondo loro hanno condotto al golpe, raccontano i primi anni, euforici e prosperi, dell'Unidad Popular, l'ombra della Guerra Fredda, le tensioni esercitate su un paese felice, la dittatura durata diciassette anni che causerà più di tremila morti e dispersi, migliaia di torturati, imprigionati, esiliati. A ogni conversazione, Moretti rinnova quella capacità incredibile a suggerire nell'organizzazione concreta delle situazioni uno straripamento emotivo, il tracimare dell'interiorità dei personaggi e delle persone senza alcun altro linguaggio che la grammatica semplice dei piani.
Nessun passaggio oltraggiosamente retorico, nessun effetto d'atmosfera. In Santiago, Italia respiriamo un'aria secca (nel senso di asciutta, sobria, essenziale) che coniuga con un gesto netto la durezza dell'atrocità subita con la dolcezza di un'emozione rievocata, che traccia una linea ben definita tra i militanti e gli assassini, che non si costituiscono come persone nella misura in cui rifiutano di riconoscere che non sono vittime ma responsabili delle circostanze in cui si sono trovati.
Moretti rintraccia e incontra rifugiati politici cileni e li accompagna risalendo il tempo oltre i muri dell'ambasciata italiana in Cile, dove cominciava un'Italia solidale e partecipe, pronta ad accoglierli, desiderosa di accogliere. Un Paese davvero senza limiti, i limiti del diritto d'asilo, dove l'evento dell'altro, sempre inatteso, introduceva possibilità inaspettate. Un laboratorio, come il Cile, di sperimentazioni politiche socialiste dove la solidarietà non era un delitto e dove si era chiamati in ogni istante a rispondere dell'altro e per l'altro. Ode all'intelligenza collettiva che fu, Santiago, Italia torna a casa con un salvacondotto che spalanca(va) le porte su un Paese bellissimo e vigile custode dell'umanità dell'umano. Un Paese oggi irriconoscibile e raffreddato dall'inverno della dittatura qualunquista.
Moretti non smette di urlare il suo dolore, per il 'mancato incontro con l'altro' come tra Omar Sharif e Julie Christie ne Il dottor Živago. Il film lo ha già visto, sa che non c'è più niente da fare ma ogni volta, Nanni spera in un miracolo.
Debbo ammetterlo: sono andato a vedere quest’ultimo lavoro di Moretti decisamente prevenuto, vuoi per aver dato credito ad alcune recensioni non troppo positive lette su quotidiani e testate di settore, vuoi perché temevo che si trattasse di una ricostruzione del golpe cileno più figlia di una sorta di autocompiacimento cinematografico, lontano dunque dalla raccolta delle [...] Vai alla recensione »
Una delle primissime inquadrature del film è una fantastica panoramica sulla città di Santiago vista da un terrazzo con Nanni Moretti di spalle. La quantità di grattacieli ricorda le altre città sudamericane – come ad esempio San Paolo o Buenos Aires -, dove i grattacieli non coincidono con il Central Business District, come nel modello statunitense.
C’è una figura retorica che ha prodotto risultati grandiosi nella letteratura, quella della reticenza. Ne parlò più volte Umberto Eco, ricordando il dantesco “e da quel giorno più non vi leggemmo avante” (si riferisce a Paolo e Francesca, dopo la rivelazione dell’amore reciproco nel corso della lettura delle avventure di Lancillotto) e anche il manzoniano “La sventurata rispose” (riferito alla monaca [...] Vai alla recensione »
L’understatement è la cifra di questo che non chiamerei documentario sul colpo di Stato in Cile e sui profughi politici cileni, quanto piuttosto rievocazione tramite testimonianze, nello stile di un servizio televisivo, che Moretti sviluppa con quel tratto stilistico che gli è consueto, un po’ trasandato, un pizzico artigianale, un filo improvvisato, quasi a sottolineare [...] Vai alla recensione »
Un racconto documentato in modo onesto e partecipato. Una riflessione profonda sul presente del nostro paese attraverso i fatti accaduti negli anni 70 in Cile.
Autentica passerella di protagonisti che con la loro toccante testimonianza e la sapiente regia di moretti, rendono il film interessante e fruibile senza lasiare nemmeno 1 minuto alla noia. Un capolavoro e una ricostruzione storica memorabile.
Vediamo il film documento storico, immensamente doloroso perché potentemente liberticida, e forse anche per quello sepolto in un luogo remoto della mente, di Nanni Moretti, sugli antecedenti e conseguenti del golpe in Chile (Régimen Militar), avvenuto l’11 settembre 1973. Asciuttissimo e bravissimo, Nanni Moretti, utilizza il film come deve essere, legato alla storia.
Un grandissimo Nanni Moretti che ci riporta negli anni 70 durante il colpo di Stato in Cile. Un docu- film intenso, coinvolgente, commovente e sincero. Grazie Nanni !!!
Ed ancora mi vengono i brividi, rivedendo quelle immagini che hanno segnato la nostra giovinezza, le nostre scelte. Ciò che non ricordavo è di essere vissuto in Paese del quale si poteva essere fieri. Di questo soprattutto ringrazio Nanni Moretti
Grazie Nanni Moretti, grazie. Grazie per averci ricordato questo grande pezzo di Storia. Grazie per averci mostrato tante facce pulite che hanno vissuto un momento così magico e tragico. Grazie per averci fatto intravvedere la luce che brilla ancora nei loro occhi. Grazie per averci donato dei momenti intensi, dove questa luce veniva offuscata da un velo di autentica commozione. G [...] Vai alla recensione »
... non mediato dalla dolcezza letteraria presente nel felliniano. Un bel film-documentario, dove la "documentazione" è talmente ben partecipata emotivamente, perchè realmente vissuta, dai testimoni (anche due militari del regime di Pinochet) che può sembrare una sceneggiatura. Amaramente bello, poi, ...per quello che si era e quello che si è.
Un commento serio, partecipato, utile alla comprensione e alla valutazione del film.
Qualunque sia l’opinione che uno può avere dei fatti di Santiago e di Allende, è certo che essi costituiscono una solida base narrativa di fatti da cui ricavare una trasposizione cinematografica altrettanto intensa, coinvolgente e drammatica. anzi,se ben fatta,non è raro che il racconto cinematografico inclini l’animo degli spettatori a favore della parte che sentono [...] Vai alla recensione »
Mentre lavorava al nuovo lungometraggio di finzione, Nanni Moretti si è concesso una parentesi documentaria singolare: un ritorno alla politica, ma di sbieco, schivando in apparenza l'attualità, senza parlare del presente né dell'Italia. Solo in apparenza, però: perché la parte più emozionante di Santiago, Italia ci riporta al nostro Paese e al nostro tempo Il film ha una forma semplice, quasi didattica, [...] Vai alla recensione »
Due sole inquadrature. Sono quelle che Nanni Moretti concede a se stesso nel formidabile "Santiago, Italia". Nella prima, in apertura, è di spalle sopra la città circondata dalle Ande. È un gesto di iscrizione. Come dire: questa città, queste storie, mi appartengono, anzi ci appartengono e riguardano tutti noi. Anche qui, anche oggi. Forse soprattutto oggi.
Pare incredibile, ma è successo: nel settembre del 1973 l'aviazione cilena bombardò il palazzo del governo cileno in carica, reazione fobica alla "via al socialismo" di Allende. Colpo di stato, repressioni, omicidi e desaparecidos sono storia. Scaricando dalla cronaca ogni rischio di retorica, Nanni Moretti incontra "solo" testimoni sopravvissuti e un torturatore ora in carcere, privilegiando i rifugiati [...] Vai alla recensione »
Con il documentario Santiago, Italia Nanni Moretti porta sullo schermo la cronaca del golpe militare in Cile del 1973, ma soprattutto risvolti poco conosciuti che riguardano l'Italia, in particolare l'accoglienza ricevuta da alcuni dissidenti del regime da parte dell'ambasciata italiana a Santiago. Il film è costruito sostanzialmente con le interviste dello stesso regista ai protagonisti di quei giorni [...] Vai alla recensione »
Eduardo Iturriaga, ex generale dell'esercito e vice direttore della polizia segreta nel primo periodo della dittatura di Augusto Pinochet, parla di sé, di quanto fece o non fece durante il golpe. In primo piano, nega di avere assassinato donne e uomini inermi, e nega di avere torturato. Ho obbedito agli ordini, dice, non mi sono mai occupato di politica.
Dal festival di Torino, dove ha presentato "Santiago, Italia", Nanni Moretti è oggi a Mantova, per dibattere il documentario al Cinema Mignon (alle 19 e alle 21.30). A quarantacinque anni dal tragico golpe della giunta militare di Pinochet, con la copertura internazionale di Kissinger e della Cia, l'Autore del "Caimano" e di "Habemus Papam", ha sentito la necessità di rievocare una bella pagina italiana [...] Vai alla recensione »
Io sono arrivato, come esule, in un Paese che aveva fatto la guerra partigiana, difeso uno statuto dei lavoratori. Sono arrivato in un Paese che era molto simile a quello che sognava Allende in quel momento lì. Oggi viaggio per l'Italia e vedo che l'Italia assomiglia sempre di più al Cile, nelle cose peggiori del Cile...». Già, Santiago, Italia di Nanni Moretti -uscito giovedì e da oggi in sala a Bari [...] Vai alla recensione »
Per trovare un motivo che lo faccia sentire orgoglioso degli italiani, Nanni Moretti ha dovuto andare a scavare nel passato. Si potrebbe leggere così "Santiago, Italia", il documentario del regista romano presentato in chiusura del 36° Torino Film Festiva] e ora nelle sale. Un film che si rivela molto sentito e parla del Cile e anche, parecchio, del nostro Paese, di ieri e di oggi.
Sono passati 28 anni dal suo ultimo, vero, documentario. Si intitolava La cosa, riprendeva in giro per l'Italia i dibattiti nelle sezioni di un partito che si stava trasformando per sempre ed è stato citato con affetto in Notti magiche di Paolo Virzì ambientato nell'estate del 1990 («Sta girando con Nanni in una sede del Pci» si dice di un personaggio cercato alle ore piccole da uno dei protagonisti). [...] Vai alla recensione »
Quattro capitoli per raccontare il colpo di stato in Cile nel 1973. Prima, durante e dopo. Si inizia con il triennio di Unitad Popolar del governo Allende, poi il golpe dell'11 settembre, le persecuzioni e le torture dei militari, l'ambasciata italiana di Santiago che accoglie centinaia di rifugiati, fino al finale viaggio in Italia, verso una nuova vita e un Paese molto diverso da come è oggi.
Santiago, Italia: loro e noi, ieri e oggi. Il tramite della solidarietà, e il punto di vista Nanni Moretti apre il documentario con Nanni Moretti che guarda, dall'alto, la città di Santiago del Cile. Lo vediamo di spalle, il montaggio perfeziona la semi-soggettiva: è la prospettiva del regista, ma anche la nostra, è un concorso di sguardi, e presa di coscienza.
C'è ancora chi ti domanda se in Cile ci siano problemi con la dittatura. In quel paese lontano geograficamente, nel tempo e nell'immaginario è tornato Nanni Moretti, ci chiedevamo perché proprio adesso che sembra così inattuale, non fosse per la sua consolidata democrazia, per avere avuto la prima donna presidente del latinoamerica, per essere oggi «la pantera» economica del continente.
In un Paese che ha confuso, pasticciato e dimenticato la propria memoria, cancellando (o quasi) anche quanto di condiviso era stato costruito intorno ai valori dell'antifascismo, approda il barcone Nanni Moretti con il suo carico di lucida provocazione etica. Il documentario "Santiago, Italia", che stasera chiude il Festival di Torino e da giovedì sarà nelle sale per Academy Two, racconta, attraverso [...] Vai alla recensione »
Accostarsi a un film di Nanni Moretti porta sempre alla mente il critico cinematografico di Caro diario. Le sue recensioni diventavano incubi, il regista gliele leggeva di notte, anche se non lo chiamavano in causa personalmente. E il critico piangeva per aver scritto una montagna di parole vuote, per essere rimasto alla superficie di un gusto opinabile.
Com'è buona la Sinistra. Com'è grande la Sinistra. Com'è viva la Sinistra. Com'era bella l'Italia del centrosinistra, meno centro e più Sinistra. Il golpe Allende nel vangelo secondo Nanni è un apologo antileghista fra interessanti testimonianze degli ex di Unidad popolar e odiosi colpi bassi dell'autore all'innominabile (SaIvini che respinge i poveri immigrati).