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martedì 28 giugno 2016

John Turturro

L'italiano di Brooklyn

Nome: John Michael Turturro
59 anni, 28 Febbraio 1957 (Pesci), New York City (New York - USA)
occhiello
Tu con la prima misura… Non tentarmi!
dal film Transformers (2007) John Turturro è L'agente Simmons
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John Turturro
Golden Globes 1995
Nomination miglior attore non protagonista per il film Quiz show di Robert Redford

David di Donatello 1992
Premio miglior attore straniero per il film Barton Fink - È successo a Hollywood di Joel Coen, Ethan Coen

Festival di Cannes 1991
Premio miglior attore per il film Barton Fink - È successo a Hollywood di Joel Coen, Ethan Coen



Il 22 ottobre arriva in sala "la passione" di Turturro per la canzone napoletana.

Passione: 'o regista 'nnammurato

martedì 12 ottobre 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

Passione: 'o regista 'nnammurato Indimenticabile Jesus Quintana lungo la corsia di bowling dei fratelli Coen, John Turturro vuò fa il napoletano e lo fa con sensibilità e pertinenza nel suo nuovo e appassionato documentario. Come l'americano di Nisa e Carosone abballe 'o roccolo e gioca al baseball', colleziona canzoni napoletane e le esibisce lungo i vicoli di Napoli, dove una rosa illustre e titolata di artisti (re)interpreta il repertorio pop(olare) partenopeo. Tenace indagatore, Turturro adatta al suo documentario gli schemi e le convenzioni del cinema napoletano, inserendo e "sceneggiando" canzoni celebri come "Era de maggio" o "Malafemmena", "Maruzzella" o "Tammuriata nera". E proprio nei vicoli, scenario di base della sceneggiata napoletana, l'attore e autore americano canta Napoli e le sue canzoni, esplicitazione e sintesi della Storia di una città e di un'intera nazione. Scongiurando l'idealizzazione turistica da esportazione, Turturro guarda a Napoli e alla sua tradizione musicale con un amore pari solo all'ardente passione del carpentiere di Romance & Cigarettes per la sua Tula. Al teatro Trianon questa sera per il debutto napoletano, Passione uscirà in sala in cinquanta copie il prossimo 22 ottobre. A Roma questa mattina per presentare il suo film, il regista italoamericano ha dichiarato la sua Passione per il Belpaese, dove pensa di "restare" e di tradurre in un film i "fantasmi" di Eduardo De Filippo.

Aspettative
John Turturro: Il progetto di Passione nasce circa quattro anni fa in un momento molto buio per la città di Napoli, coinvolta negli scandali della "monnezza". Attraverso la canzone napoletana io, la montatrice Simona Paggi, gli artisti coinvolti, la regione Campania, il comune di Napoli volevamo restituire alla città tutta la sua bellezza. Questo documentario è stato girato con curiosità e con una grande umiltà nei confronti di una città meravigliosamente complessa. Quello che mi auguro adesso è che la gente resti sveglia in sala e guardi al film con lo stesso spirito con cui è stato ideato e prodotto.

Lavorare in Italia
John Turturro: Quando lavori con un regista ispirato come Francesco Rosi questa esperienza non può non lasciare il segno. Probabilmente devo ringraziare Francesco se ho deciso di lavorare in Italia. Il suo film La tregua richiese cinque anni di lavoro e in quei cinque anni ho imparato moltissimo sul vostro paese. Attraverso lo sguardo e le conversazioni con Francesco ho capito quello che prima mi sembrava incomprensibile ma soprattutto che se volevo saperne di più dovevo andare al fondo delle cose, delle esperienze, degli incontri. Passione nasce allora da uno sguardo rigoroso e profondo sulla cultura italiana, nello specifico sulla tradizione canora napoletana. Passione è principalmente un film su un luogo che ha saputo creare tanta musica e che poi l'ha esportata in tutto il mondo.

Cliché
John Turturro: Una degli aspetti che più mi stavano a cuore durante le riprese del film era quello di evitare cliché e stereotipi, volevo guardare la città con occhi diversi, sfuggendo lo sguardo del turista. Per questa ragione sono state scelte delle location non immediatamente riconoscibili come il Palazzo dello Spagnolo, il suggestivo Acquedotto romano del Serino poco distante da Napoli o la Solfatara di Pozzuoli, dove abbiamo girato la performance di Fiorello. Spero in questo modo di avere reso un favore a Napoli e corretto lo sguardo distorto degli americani sull'Italia e su ogni altro paese che non sia il loro. La maggior parte degli americani non sono curiosi e guardano per questo alle altre culture in maniera superficiale, trasformando ogni cosa in stereotipo. Questo è un atteggiamento infelice con cui ogni attore italoamericano finisce per fare i conti. E ne so qualcosa anch'io.

Sorrisi, cast e canzoni
John Turturro: Girando Passione non era mia intenzione fare la storia della canzone napoletana. Mi premeva piuttosto realizzare un film di intrattenimento impegnato a presentare, o ripresentare, al pubblico alcune tra le più belle canzoni della tradizione partenopea. Per questa ragione ho voluto che il mio cast fosse composto da cantanti tradizionali o sperimentali come Raiz e da attori come Fiorello, capaci di raccontare una storia e di non limitarsi ad interpretare una canzone. Da Ranieri a Peppe Servillo, da Lina Sastri a Fiorello, da Enzo Avitabile a Pietra Montecorvino sono stati tutti favolosi narratori di una città misteriosa che sfugge a chi viene da fuori e a chi da sempre ci vive. C'è qualcosa di vibrante e infinito a Napoli, qualcosa che percepisci ovunque e che ho cercato di catturare e di mettere nel mio film.

Angeli protettori
Fiorello: È incredibile, è la seconda volta che vengo scelto da un regista americano per cantare una canzone di Renato Carosone. Prima Minghella con "Tu vuò fa l'americano" e ora Turturro con "Caravan Petrol". A differenza degli altri artisti coinvolti in questo progetto io non sono napoletano, non scrivo musica e non sono nemmeno un attore, per queste tre ragioni rimasi perplesso dalla scelta di Turturro e provai a dissuaderlo. Ad oggi sono convinto che sia lo spirito di Renato Carosone a suggerire il mio nome ai registi americani. Quando ascoltai l'arrangiamento di Enzo Avitabile di "Caravan Petrol", versione assolutamente tarantinizzata, cominciai a capire perché John avesse pensato proprio a me per quella performance. Dopo aver dato fondo alle obiezioni ho naturalmente accettato con gioia di partecipare alla "passione" di Turturro, quando fai il mio mestiere prima o poi finisci sempre per confrontarti con la canzone napoletana.

Mettersi in gioco
Peppe Servillo: Per noi partenopei partecipare a una simile esperienza è stato davvero importante, Passione ha messo in gioco il nostro pudore verso una tradizione che ha origini antiche e davanti alla quale non avremmo saputo che cosa scegliere di cantare e che cosa escludere. La cultura americana pur così lontana dalla nostra ha comunque dei curiosi punti di contatto, dunque era interessante vedere lavorare Turturro su una materia a noi tanto cara, il suo sguardo garantiva in qualche modo contenuti più autentici sulla nostra cultura.

Farsi guardare
Raiz: Ho amato farmi osservare da un occhio esterno e appassionato come quello di John Turturro. Sarebbe stato molto difficile per me, come per altri artisti napoletani, mettere mano nel nostro repertorio e scegliere le canzoni e gli autori da inserire nel film, lasciando magari fuori compositori importanti come Murolo. Il mio coinvolgimento emotivo era tale che l'alterità di Turturro è stata di conforto. Ad aiutarlo nel suo lavoro è stata senza dubbio anche la sua italianità e il coraggio di osare, girando dentro una Napoli che io avrei probabilmente tenuto al riparo, perché troppo fragile e dolente.

La seconda incursione teatrale dell'attore/regista.

John Turturro ancora una volta a Napoli per lo spettacolo "Fiabe italiane"

martedì 2 febbraio 2010 - Fiorella Taddeo cinemanews

John Turturro ancora una volta a Napoli per lo spettacolo Chissà se si sente più a suo agio tra le strade caotiche di Broadway o in quelle, altrettanto caotiche ma per ragioni diverse, del centro storico partenopeo. Sta di fatto che John Turturro è ormai di casa all'ombra del Vesuvio, attratto da un'alchimia fatta di origini, storia, musica e teatro. L'attore e regista italo americano sbarca oggi nuovamente nel golfo per portare all'amatissimo e storico Teatro San Ferdinando (quello di Eduardo De Filippo) il suo nuovo spettacolo "Fiabe Italiane – Italian Folktales", liberamente ispirato all'omonimo lavoro di Italo Calvino e alle fiabe di Giambattista Basile e Giuseppe Pittrè, e prodotto dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Stabile di Napoli, in un progetto speciale realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si tratta della seconda incursione teatrale a Napoli dell'artista di Brooklyn, dopo il successo della trasposizione di "Questi fantasmi" di De Filippo (titolo dello spettacolo "Soul of Naples"), portato in scena nel 2006 al Teatro Mercadante.
Il testo di "Italian Folktales", in cartellone fino al 7 Febbraio, scritto da Katherine Borowitz, Carl Capotorto, Max Casella e John Turturro, è interpretato dall’attore statunitense – che firma anche la regia – e da Jess Barbagallo, Katherine Borowitz, Max Casella, Richard Easton, Erika La Ragione, Aurora Quattrocchi, Giuliano Scarpinato, Aida e Diego Turturro. Le musiche, rigorosamente dal vivo, sono della Compagnia Artistica "La Paranza del Geco".
«Ho scelto le Fiabe italiane – ha dichiarato l’attore e regista – perché sono state il primo regalo ricevuto da mia moglie Katherine Borowitz, quando eravamo ancora fidanzati. Sono un grande estimatore delle opere di Calvino. Trovo irresistibili la parsimonia e la bellezza delle fiabe. Sono storie piene di grazia e al tempo stesso umili, sono lo specchio di un’Italia senza confini, un continente più che una nazione. Il loro è un afflato universale che trascende tempo e luogo. Sono l’espressione di una realtà dura e poverissima; cercano di ridare speranza a chi non ne ha, rendendo la loro esistenza più sopportabile".
Turturro non nasconde la soddisfazione di portare in scena un lavoro su cui avevano riposto notevoli aspettative grandi del nostro passato artistico. "Oggi- ha affermato- essere il primo che riesce a mettere in scena Fiabe italiane è un onore che mi è difficile descrivere. Anche perché, prima di me, ci aveva provato il grande Federico Fellini. Negli anni Settanta lui e Calvino si erano incontrati più volte per discutere il progetto, mai andato in porto".
Intanto, è prevista per giugno l'uscita nelle sale di Passione, titolo provvisorio per il film che John Turturro ha voluto realizzare per raccontare la storia della canzone napoletana. L'occhio straniero, ma non troppo, del regista attraversa la città portando alla ribalta antichissime e più moderne melodie: dal "Canto della lavandaie del Vomero" del 1200 a "Napule è" di Pino Daniele. Nel cast anche Lucio Dalla, gli Avion Travel, James Senese, Pietra Montecorvino, Massimo Ranieri, Lina Sastri e Fiorello.

Mia madre

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,57)
Un film di Nanni Moretti. Con Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti, Beatrice Mancini [I].
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Genere Drammatico, - Italia, Francia, Germania 2015. Uscita 16/04/2015.

Tempo instabile con probabili schiarite

* * - - -
(mymonetro: 2,33)
Un film di Marco Pontecorvo. Con Luca Zingaretti, Pasquale Petrolo, John Turturro, Carolina Crescentini, Lorenza Indovina
Genere Commedia, - Italia 2015. Uscita 02/04/2015.

Senza Lucio

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Mario Sesti. Con Lucio Dalla, Marco Alemanno, Charles Aznavour, Paolo Nutini, John Turturro.
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Genere Documentario, - Italia 2014. Uscita 04/03/2015.

Exodus - Dei e Re

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,54)
Un film di Ridley Scott. Con Christian Bale, Joel Edgerton, John Turturro, Aaron Paul, Ben Mendelsohn.
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Genere Azione, - Gran Bretagna, USA, Spagna 2015. Uscita 15/01/2015.

Il grande Lebowski

* * * * -
(mymonetro: 4,06)
Un film di Joel Coen. Con Jeff Bridges, John Goodman, Julianne Moore, Steve Buscemi, David Huddleston.
continua»

Genere Commedia, - USA, Gran Bretagna 1997. Uscita 15/12/2014.
Filmografia di John Turturro »
Mia madre (2015) Tempo instabile con probabili schiarite (2015)
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