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Barton Fink - È successo a Hollywood
Un film di Joel Coen, Ethan Coen.
Con Michael Lerner, John Turturro, John Goodman, Judy Davis.
continua»
Drammatico,
durata 116 min.
- USA 1991.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 4 |
Golden Globes 0 1 |
Festival di Cannes 3 0 |
David di Donatello 1 0 |
Interessante ma con qualche riserva
mercoledì 11 febbraio 2009
di paride86
Barton Fink è uno svagato e supponente scrittore di commedie che, una colta conosciuto il successo in teatro approda ad Hollywood. Ambientato negli anni '40, a ridosso della seconda guerra mondiale, "Burton Fink" conserva le atmosfere e i colori del precedente "Crocevia della Morte", questa volta utilizzati con considerevoli picchi visionari e simbolici che puntano il dito dritto contro il tritacarne hollywoodiano, metafora di un successo banale e fatiscente. Alla fine, se ho ben interpretato continua » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
I fratelli Coen - Joel ed Ethan - inseguono una sensazione, un’idea, meglio ancora un oggetto: uno diverso in ogni loro film. In Crocevia della morte (1990), per esempio, il leitmotiv era un cappello floscio. Anche Barton Fink ha un motivo conduttore. Il protagonista è perseguitato dai rumori, a cominciare da un campanello che, nell’atrio dell’albergo, risuona all’infinito. Che sia l’orecchio il motivo conduttore? Ci dal cinema voglia storie realistiche storcerà il naso. Per lui, bisognoso di sicurezza e di logica narrativa, si dirà che i Coen girano non un solo film, ma due, anzi tre. » |
di Irene Bignardi La Repubblica
Rovinare l’allegria di una festa è cosa da maleducati. Ma forse qualche riserva da parte di una voce sola e solitaria, per dire che il presepe non le piace, non farà poi tanta differenza. Anche perché il presepe le piace, ma... Ma Barton Fink, quarto film dei sorprendenti e geniali fratelli Coen, uno produttore e uno regista, ambedue ugualmente impegnati nel processo creativo, secondo regole ancora più misteriose di quelle che governano il cinema dei fratelli Taviani; Barton Fink, premiato con una pioggia di riconoscimenti a Cannes dalla giuria presieduta intelligentemente, partigianamente e appassionatamente da Roman Polanski, che ai film dei Coen ha fatto attribuire la Palma d’oro, il premio per la miglior regia, il premio per il miglior attore John Turturro (che, a ben vedere, tanto migliore era in Jungle Fever); Barton Fink, immediatamente trasformatosi prima ancora dello sviluppo del culto in un cult movie, è un film intelligente, brillante, geniale, innegabilmente diverso e originale, che però non convince fino in fondo, non è il miglior film dei Coen, non è un film totalmente risolto. » |
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di Giovanni Grazzini
Al quarantaquattresimo festival di Cannes, nel maggio scorso, Roman Polanski presidente della giuria ha avuto buon gioco nel convogliare i voti per la Palma d'oro verso Barton Fink. La diffusa richiesta d'un cinema nuovo, anticlassicista, che risponda ai gusti di uno spettatore ironico e inquieto, trova infatti pieno appagamento nel quarto film dei fratelli Coen, i due cineasti indipendenti ai quali Blood simple, Arizona junior, Crocevia della morte hanno procurato crescenti consensi. Il loro eroe è stavolta un giovane drammaturgo che per il successo avuto a New York con una pièce ispirata alla gente comune e fornita d'un linguaggio assai crudo viene chiamato a Hollywood perché scriva il copione di un film di serie B, sul mondo del catch, che deve avere come interprete Wallace Beery. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Barton Fink (John Turturro) è un giovane commediografo ebreo di New York: un suo lavoro è appena andato in scena a Broadway, accolto con entusiasmo da critica e pubblico. Nemmeno il tempo di assaporare il successo, ed ecco arrivare la chiamata da Hollywood. Dubbi, resistenze (il nostro eroe non vorrebbe staccarsi dalla “gente comune” che, ritiene, deve continuare a essere la sua unica fonte di ispirazione), ma - pecunia non olet - alla fine si decide. Tantissimi dollari per scrivere un filmuncolo di serie B, ambientato nel mondo del wrestling. » |
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