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Ethan Coen

Ethan Coen è un regista, produttore, produttore esecutivo, scrittore, sceneggiatore, montatore, è nato il 21 settembre 1957 a Minneapolis, Minnesota (USA).
Nel 2018 ha ricevuto il premio come miglior sceneggiatura al Festival di Venezia per il film La ballata di Buster Scruggs. Dal 1997 al 2018 Ethan Coen ha vinto 6 premi: Critics Choice Award (2008), Festival di Venezia (2018), Golden Globes (2008), Premio Oscar (1997, 2008). Ethan Coen ha oggi 64 anni ed è del segno zodiacale Vergine.

L'altra testa di Joel Coen

A cura di Fabio Secchi Frau

Ethan Coen ha il volto ancora giovane di un comune ragazzo timido e impacciato, ma come nei migliori film, questo occhialuto ragazzo nasconde una fervida immaginazione, un mondo eccentrico dove pellicole e realtà si confondono, in maniera sempre meno monotona e noiosa. In simbiotica complicità con il fratello Joel, Ethan è la mano e l'occhio che danno carne e volto agli intrighi squallidi che sono ambientati nei loro film, definendo quello che è descritto come "lo stile Coen": primissimi piani sui corpi del reato, macchina da presa che si muove rasoterra, allucinazioni visive, scenografie sghembe. Fresco delle lezioni di scrittura ispirate ai noir di Raymond Chandler e Dashiell Hammett, utilizza la loro letteratura come escamotage per scatenare esplosioni di violenza ai limiti del pulp, talmente assurde e gratuite da sfociare nel tragicomico kafkiano. Denso di humour nero, Ethan è la seconda testa del fratello Joel che, in ben 20 anni di carriera, ha ottenuto premi e successi grazie alla scrittura di commedie (Fratello, dove sei?) e thriller fumosi (L'uomo che non c'era), a volte miscelandoli (Il grande Lebowski).

Lo stile Coen
I due fratelli sono come siamesi: difficile, veramente difficile capire chi fra i due effettivamente scriva, diriga e produca, anche se formalmente Joel appare sempre come regista e Ethan come produttore e sceneggiatore. Eppure entrambi lavorano come montatori sotto il falso nome di Roderick Jaynes. Quindi, a noi spettatori, non rimane altro che smettere di chiederci chi ha fatto cosa e limitarci a guardare il prodotto, costituito da: umorismo asciutto, ironia acuta, un impianto visivo scandalosamente di gusto, dialoghi insolitamente loquaci o a volte assolutamente laconici. E poi ancora le descrizioni di città, stati e regioni americane che diventano componenti integranti, quasi protagonisti, delle loro pellicole: da una distintiva Arizona fino alla caotica e burrosa Los Angeles, dall'intellettuale e incasinata New York fino alle contee polverose del Texas e del New Mexico, fotografate con lenti grandangolari o disegnate in storyboard che contengono completamente il film.
Frastornanti, volutamente dilatati, debordanti e slabbrati, con immagini iperrealistiche ed eccessive e ritmi esplosivi che puntano al grottesco e alla parodia, i Coen, e in particolare Ethan, ci narrano della casualità ingovernabile della violenza disegnandola, a tratti, come incantevole e divertente. Dai vagabondaggi - dal Mississippi all'America della Grande Depressione - di un George Clooney che assomiglia a Clark Gable e che si impiglia in gag e sermoni, alle schermaglie, le battute, il brio, la comicità e la malignità di un avvocato e di una Ivana Trump per necessità (e lavoro) e dell'avvocato che la incastra. Urticanti e inquietanti, adoriamo il loro modo di narrarci le corse nei luoghi degradati, le cavalcate nella vita misera e gli incontri intrisi di quel senso di fatalismo che dominano i vecchi noir o le sophisticated comedy dell'epoca d'oro dello Studio System.

Le origini
Fratello minore di Joel Coen, figlio di un economista e professore universitario ebreo della University of Minnesota e di un'insegnante di storia dell'arte della St. Cloud State University, quando era bambino, assieme al fratello, compra una Vivitar Super-8 camera, con la quale cercano di rifare i film che vedevano in televisione, assieme al loro vicino di casa Mark Zimering. Prima creazione è per l'appunto Zeimers in Zambia, ispirato largamente al film del 1966 di Cornel Wilde La preda nuda. Con l'adolescenza Ethan segue il cammino di suo fratello, iscrivendosi al suo stesso liceo, quello di Simon's Rock College nel Massachusetts, ma poi una volta diplomato preferirà studiare filosofia nella prestigiosa università di Princeton.

La carriera con il fratello
Ma di separarsi anche nel mondo del lavoro non ne vogliono proprio sapere, così, mettendo insieme la loro passione comune per il cinema, i due firmano la loro opera prima: Blood Simple - Sangue facile (1984) con Frances McDormand (che poi diventerà la moglie di Joel e quindi la cognata di Ethan) e M. Emmet Walsh. Entrato in contatto con il regista Sam Raimi e con l'attore Bruce Campbell - grazie al fratello che con i due studiava a New York - firma per lui la sceneggiatura de I due criminali più pazzi del mondo (1985), proprio con Campbell come attore, ma che si avvaleva di un piccolo ruolo da attore persino per lui.
Diventato grande amico di Steve Buscemi, Jon Polito, John Godoman, John Turturro, George Clooney, Michael Badalucco, Charles Durning, Peter Stormare, Tony Shalhoub e Billy Bob Thornton, Ethan (e quindi anche i Coen) crea una ristretta cerchia "familiare" attorno a sé, che gli permetterà anche nel futuro di lavorare ai propri progetti audio-visivi con più facilità: dal comico Arizona Junior con Nicolas Cage (1987) al gangsteristico Crocevia della morte (1990), da Barton Fink - È successo a Hollywood fino a Mister Hula Hoop (1994) con Tim Robbins e Paul Newman.

I premi
Sposato con la montatrice Trincia Cooke il 2 ottobre 1993, Ethan vince l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale con Fargo (1996), sfiorando anche la statuetta per il miglior film. Plurinominato ai Golden Globe e ai BAFTA, nel 1998 mette a segno il grande colpo mescolando abilmente generi, ironia e nostalgia in un eccentrico elogio dell'indolenza e della lentezza ne Il grande Lebowski. Storia di noir e di bowling come filosofia di vita, di Drugo Lebowski, interpretato da un magnifico Jeff Bridges, che diventa un'icona per tutti quelli che credono ancora nella resistenza all'idiozia del Sistema. Poi, dopo questo capolavoro, firma la sceneggiatura de Lo spezzaossa (1998), passando alla pubblicazione di una collezione di racconti dal titolo "Gates of Eden".
Con Fratello, dove sei? (2000), liberamente tratto dall'Odissea di Omero, Ethan riceve una candidatura all'Oscar e ai BAFTA per la miglior sceneggiatura non originale, così come similmente accadrà per L'uomo che non c'era (2001). Anche produttore, non finanzierà solo i suoi film - e naturalmente quelli del fratello -, ma anche commedie di amici come Babbo bastardo (2003) e Romance & Cigarettes (2005) con Susan Sarandon e Christopher Walken.

Le collaborazioni
Nel 2004, perde un po' l'orientamento con Ladykillers (2004) remake de La signora omicidi che annoverava fra i protagonisti Tom Hanks in un ruolo che fu di Alec Guinness. È forse il momento di una pausa? Decidono di collaborare con altri registi, fra cui Jean-Luc Godard, nella pellicola collettiva, Paris, je t'aime (2006), rifacendo la stessa esperienza con il documentario mosaico A ciascuno il suo cinema (2007), emergendo nel gotha del cinema mondiale: David Cronenberg, Jane Campion, Michael Cimino, Lars von Trier, Wim Wenders, Manoel de Oliveira, Takeshi Kitano, Nanni Moretti, Zhang Yimou, Roman Polanski, Théo Angelopulos e Wong Kar-wai.

Gli ultimi anni
Ruggiranno ancora con un altro capolavoro: Non è un paese per vecchi (2007) thriller di qualità e profondamente morale con Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin e Woody Harrelson, rinnovandosi per creatività e armonia e vincendo meritatamente il Golden Globe per la migliore sceneggiatura e il BAFTA per la miglior regia, ma promettendo di tornare a temi più leggeri con Burn After Reading (2008) con Brad Pitt e John Malkovich.
I fratelli Coen continuano a cavalcare l'onda del successo con A serious man (2009), commedia con Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed e Sari Lennick.
Nello stesso anno dirigono anche il western Il Grinta. In questa rivitazione di un classico western torna Jeff Bridges, accompagnato da Matt Damon. Aspettano qualche anno prima di tornare a dirigere: nel 2013 si aggiudicano il Gran premio della Giuria al Festival di Cannes 2013 grazie alla ballata A proposito di Davis, dedicata stavolta al musicista folk Llewyn Davis (Oscar Isaac). Sarà poi Ave, Cesare!, film ambientato nella Hollywood degli anni Cinquanta, ad aprie il Festival di Berlino nel 2016. Un'altra brillante opera corale interpretata da George Clooney, Josh Brolin, Frances McDormand, Channing Tatum e Scarlett Johansson.

Un repertorio straordinariamente ricco e colorato
Con una simile alterazione di generi, così mitizzanti e demistificanti, estetizzanti e crudeli, i Coen non possono che apparire ribollenti, tumultuosi, barocchi, immersi in quel romanticismo nero che oggi va molto di moda. Ti sanno raccontare un mondo in cui non hai messo piede, una terra, l'America, popolata da fanatismi, razzismi e reazionari, dal Ku Klux Klan ai contadini disperati, dagli usurai alle fattorie, colpendo sempre profondamente e dolorosamente lo stato di coscienza visivo dello spettatore che guarda, assimila e pensa. Siamo di fronte a una perfetta commistura fra i western di John Ford e il sesso trasudato dei divi hollywodiani, fra le gag visive e sonore alle storie alla Preston Sturges, dal cinema Anni Quaranta sospeso tra Frank Capra e Orson Welles, fino alla parlantina svelta di Katherine Hepburn che soggiace fra le braccia di Cary Grant. Perfetti. Senso dell'umorismo, gusto retrò, attori diretti in una maniera eccelsa, raffinati intrecci di citazioni, moralità scoraggiate e gran divertimento.

Ultimi film

Commedia nera, (USA - 2016), 106 min.
Western, (USA - 2010), 110 min.

Focus

APPROFONDIMENTI
martedì 15 febbraio 2011
Tirza Bonifazi Tognazzi

Questa sì che è una bella coincidenza. Che a poco meno di una settimana dalla mobilitazione "Se non ora, quando?" – che ha visto un milione di donne (e uomini) scendere in più di 200 piazze italiane e qualche capitale straniera per chiedere rispetto – esca Il grinta, una storia di onore e coraggio al femminile. Protagonista del film è infatti una ragazzina di quattordici anni che sfida tutto e tutti per vendicare la morte del padre mettendosi sulle tracce dell'uomo che lo ha assassinato per darlo in mano alla legge

INCONTRI
venerdì 11 febbraio 2011
Giovanni Bogani

A scaldare Berlino, grigia come da copione in questi giorni, è il film d'apertura della Berlinale, True Grit dei fratelli Coen. Ovvero “Il Grinta”. E si pensa subito a quel film del 1969: un John Wayne al tramonto, che però vince l'unico Oscar della sua carriera. E intanto, il mito del West si stava dissolvendo. La leggenda della frontiera – quella edificata da John Ford, Howard Hawks e da tutti gli altri – si stava spezzando, le certezze si dissolvevano

INCONTRI
giovedì 22 ottobre 2009
Gabriele Niola

I fratelli Coen parlano! Far parlare i fratelli Coen non è semplice. Sono così gentili da prestarsi quando ci sono degli eventi particolari ma quando si tratta delle conferenze stampa di routine, quelle che accompagnano l'uscita di ogni film, non sono altrettanto disposti a rilasciare più di qualche frase. Eppure gli enigmatici fratelli con il poco che dicono sanno essere incisivi. Di sicure ci sono le informazioni

CELEBRITIES
martedì 16 settembre 2008
Stefano Cocci

Joel ed Ethan hanno costruito un solido universo cinematografico Sono un marchio di qualità per il cinema americano: Joel ed Ethan Coen hanno sbancato l'edizione 2008 degli Oscar con il meraviglioso Non è un paese per vecchi e si ripresentano al pubblico ritornando ai ritmi della commedia sofisticata di cui sono maestri. Burn after reading è la loro rilettura dei film di spionaggio, nei tempi e lo stile che li hanno resi celebri

News

Fuori Concorso Guillaume Canet e James Franco in Un Certain Regard.
Presentato al Festival Il grinta, uno tra i film più attesi.
Tutti gli amici e l'iconografia dei fratelli più celebri di Hollywood.
A prova di spia.
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