| Anno | 1980 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Carlo Verdone |
| Attori | Carlo Verdone, Mario Brega, Renato Scarpa, Veronica Miriel, Sandro Ghiani Filippo Trincia, Luciano Bonanni, Isabella De Bernardi, Fausto Di Bella, Maria Mizar, Filippo Cirò, Pietro Zardini, Bruno Rosa, Eolo Capritti. |
| Uscita | lunedì 27 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 1980 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| MYmonetro | 3,33 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 21 aprile 2026
Il film lanciò il cabarettista romano Carlo Verdone che vi interpreta ben cinque personaggi: un bulletto, un prete, un hippy di mezza età, un professore e un tipo asfissiante. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello, Un sacco bello è 119° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 100,00 e registrato 5.278 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Roma, in prossimità del Ferragosto. Enzo, classico macho di quartiere, ha programmato una vacanza in Polonia con l'intento di accalappiare ragazze grazie a penne biro e calze di nylon. Porta con sé l'amico Sergio che non sarà proprio di aiuto. Ruggero è diventato un hippie ma il padre, che sa dove andarlo a cercare, se lo porta a casa, per cercare di fargli cambiare vita grazie alla collaborazione di un prete, di un professore e di un parente. Leo è rimasto un bambino mai cresciuto che non raggiunge la madre a Ladispoli per dare alloggio a Marisol, una turista spagnola che non ha trovato posto in ostello.
L'esordio sul grande schermo di Verdone che si fa in sei sul set e inoltre si colloca dietro la macchina da presa.
"Sergio (Leone) mi ha insegnato tutto, ed è stato un produttore fantastico. Un sacco bello è venuto fuori così". Senza dubbio l'intervento professionale e di amicizia del grande regista è stato importante per il debutto di Verdone ma era, sin da allora, necessaria una forma di valida umiltà unita a un sottile spirito di osservazione per ottenere un risultato che posizionò il film al 20° posto nella classifica del box office 1979/80 con circa due miliardi e mezzo di incasso.
L'umiltà è data dal fatto di essersi affidato a due professionisti come De Bernardi e Benvenuti per questa prima sceneggiatura con la consapevolezza di avere alle spalle la dimensione del monologo che andava contemperata con quella del film lungometraggio. Gli stacchi tra una situazione e l'altra, senza che però la precedente venisse dimenticata dallo spettatore, e mille altre accortezze nascono da questa collaborazione che aveva comunque bisogno di basarsi sulla capacità di cogliere dalla realtà gli spunti giusti per creare le caratterizzazioni. Ecco allora che Verdone conserva per sé la scrittura dei dialoghi.
Ne esce un film che fa comprendere quanto fosse adeguata la definizione di 'malincomici' riferita a lui, a Troisi e a Benigni che, come ci ricorda il Vocabolario Treccani è "già attestata nel Corriere della sera del 20 dicembre 1992, p. 28, Spettacoli (Tullio Kezich, che attribuisce la coniazione del neologismo al critico cinematografico Stefano Reggiani, 1937-1989)."
Perché, anche senza l'evento che fa da sfondo al finale del film, questa è la descrizione divertente e, si potrebbe dire quasi con un ossimoro, dolcemente satirica di un'Italia che ha sì delle caratterizzazioni tipicamente romanesche ma in cui si possono ritrovare, con le doverose variazioni, molti atteggiamenti comuni.
Si va dal genitore che non capisce nulla del figlio (il quale a sua volta vive di luoghi comuni neotrasgressivi) al professore che vuole a tutti costi applicare la propria esperienza a quella altrui. Passando per il sacerdote pronto all'ascolto ma di poca consistenza intellettuale per andare poi al giovane ingenuo mai del tutto svezzato dalla figura materna. Per chiudere con il macho sicurissimo di sé in apparenza ma in realtà profondamente solo. Fin dal suo esordio cinematografico Verdone li mette alla berlina ma al contempo ne compiange la condizione di incompletezza praticamente cronica e molto meno curabile della calcolosi alla cistifellea che fa la sua comparsa nel film.
Il film lanciò il cabarettista romano Carlo Verdone che vi interpreta ben cinque personaggi: un bulletto, un prete, un hippy di mezza età, un professore e un tipo asfissiante.
"Un Sacco Bello" è sì una commedia, e quindi fa ridere, ma in realtà nasconde anche un significato drammatico e grottesco sotto. Così come il successivo "Bianco, Rosso E Verdone", fra l'altro prodotti entrambi da Sergio Leone (noto per opere magistrali anche di tristezza come i due "C'Era Una Volta").
Carlo Verdone, un attore - autore sulla cresta dell’onda. Teatro, televisione, cinema, e in un momento in cui nell’arco breve di una settimana lo si incontra in TV, si assiste a un suo One-man-show in teatro e lo si saluta regista esordiente, e sempre attore, grazie al film di oggi. La galleria dei suoi personaggi, ancora una volta, riflette il piccolo mondo della piccolissima borghesia romana, i [...] Vai alla recensione »