Nicolas CageAlla ricerca del Coppola perdutoNome: Nicholas Kim Coppola45 anni, 7 Gennaio 1964 (Capricorno), Long Beach (California - USA) |
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![]() Ecco qual è il problema col futuro, ogni volta che lo guardi cambia, perché lo hai guardato, e questo cambia tutto il resto…
dal film Next (2007)
Nicolas Cage è Cris Johnson
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Documentatevi. Non è più un Coppola, ha deciso di perdere il suo cognome, con tutti i doveri e i privilegi che comportava e concedeva, per essere semplicemente Cage. Esattamente come fecero alcuni grandi reali per amore. E lui, per quale amore è stato spinto ad abbandonare un nome che a Hollywood fa notevolmente la differenza? Educativo e con la faccia da cartone animato (per vai di certe espressioni mimiche esilaranti anche in pellicole drammatiche), Nicolas Cage è diventato un volto che è ormai di pubblico dominio che ha voluto cominciare come cominciano tutti gli attori: facendosi da soli. Anche se poi non è andata proprio così…
Proveniente da un clan (i Coppola) il cui cognome ha un peso non indifferente nella storia di Hollywood, Nicolas Cage è figlio di un docente di letteratura comparata, August Coppola, e della ballerina e coreografa Joy Vogelsang. Suo zio è il grande regista Francis Ford Coppola, i suoi fratelli sono l'attore Marc Coppola e il regista, sceneggiatore, produttore e attore Christopher Coppola. Suo nonno era il compositore Carmine Coppola, molto attivo nella produzione di colonne sonore per i film. Infine, è cugino di Sofia Coppola, del produttore Roman Coppola e dell'attore e batterista dei Phantom Planet Jason Schwartzman. A sei anni, sua madre viene ricoverata in un ospedale psichiatrico per una grave forma di depressione, mentre a dodici i suoi genitori divorziano e il ragazzo viene affidato al padre. Studente di teatro alla Beverly Hills High (che però lascia a 17 anni), termina la sua istruzione alla Justin-Siena High School a Napa, in California. Diplomato alla Scuola di Cinema, Teatro e Televisione della UCLA, a soli quindici anni esordisce sul palcoscenico, a San Francisco, mentre nel 1981, fa qualche apparizione televisiva.
Il suo debutto cinematografico avviene l'anno seguente con la pellicola di Amy Heckerling Fuori di testa con Sean Penn, Jannifer Jason Leigh e Judge Reinhold (con il quale condividerà molti set), ma la pellicola non è affatto un successo, così, convinto che la sua strada non sia per nulla il cinema, si ritrova a vendere pop corn al Fairfax Theater. Fu lo zio Francis a offrirgli un ritorno davanti alla macchina da presa, proponendogli una parte ne Rusty il selvaggio (1984). Parte che Nicolas accettò, ma con un'unica clausola: avrebbe cambiato il suo nome in Nicolas Cage (doppio omaggio al musicista d'avanguardia John Cage e all'eroe di fumetti neri Power Man, Luke Cage) per non creare imbarazzi al notissimo zio.
La sua carriera, almeno in America, decolla finalmente con il ruolo del punk-rocker ne La ragazza di S. Diego di Martha Coolidge, seguito da Cotton Club (1984), sempre diretto dallo zio, nel ruolo di un gangster. Cominciano anche le prime avventure sentimentali: Jenny Wright e Uma Thurman su tutte. Interprete di ruoli un po' grotteschi, ma dotati di grande intensità: passa da Birdy – Le ali della libertà (1984) di Alan Parker a Stregata dalla luna (1987) di Norman Jewison (con il quale si aggiudicò una candidatura di Golden Globe come amante di una Cher in versione italoamericana), poi alle commedie Peggy Sue si è sposata (1986) con Kathleen Turner, e Arizona junior (1987) dei fratelli Coen. Perfino una pellicola italiana nel suo carnet: Tempo di uccidere (1989) di Giuliano Montaldo, recitato accanto a Giancarlo Giannini e Ricky Tognazzi. Storia di un tenente italiano nella Etiopia degli anni Trenta, che è ossessionato dall'omicidio di una giovane indigena.
Seguirà una seconda nomination ai Golden Globe come miglior attore per Mi gioco la moglie… a Las Vegas di Andrew Bergman, dove interpreta il giocatore d'azzardo incallito Jack Singer che vende sua moglie (Sarah Jessica Parker) al più ricco James Caan e una serie di film che si alternano per qualità: il capolavoro Cuore selvaggio (1989) di David Lynch, l'erotico Zandalee (1991), L'ultimo inganno e Amos & Andrew (entrambi del 1993), Bufera in Paradiso, Cara insopportabile Tess (con Shirley MacLaine), Può succedere anche a te (1994) e infine Il bacio della morte (1995), remake di un film americano notissimo.
Stringerà il premio Oscar come miglior attore protagonista nel 1996 per il ruolo dello scrittore alcolizzato di Via da Las Vegas di Mike Figgis, con Elisabeth Shue. Il ruolo di Ben gli permette di imporsi come un istrione eccentrico e nervoso, a proprio agio nei ruoli borderline, dove sa essere sfolgorante. Seguirà il più malinconico City of Angels, remake del film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino, con Meg Ryan, che nonostante le buone intenzioni difetta di qualcosa. Mentre sarà più serrato e avvincente nel genere thriller e in quelli di azione, al servizio di grandi autori: è un detective materialista e marcio che si ritrova a far proteggere una sconosciuta ne Omicidio in diretta (1998) di Brian De Palma, con Carla Gugino e Gary Sinise; un criminale psicopatico e nel contempo il poliziotto che lo combatte nel travolgente Face/off (1996) di John Woo (pellicola molto amata dal popolo di Mtv); ancora un detective privato in 8MM – Delitto a luci rosse (1999) di Joel Schumacher e, infine, un infermiere nello psichedelico Al di là della vita (1999) di Martin Scorsese.
Dopo Fuori in sessanta secondi (2000), è il protagonista del discusso e criticato Il mandolino del Capitano Corelli (2001) di John Madden, ispirato alla vicenda dei soldati italiani uccisi a Cefalonia, all'interno del quale è un militare italiano veramente stereotipato. Laureato ad honorem in Arte alla California State University nel 2001, torna agli war-movie diretto da John Woo ne Windtalkers, poi Sam Raimi gli offre la parte di Norman Osborn/Green Goblin in Spider Man (2002), salvo poi scegliere Willem Dafoe.
L'unico esperimento dietro la macchina da presa ha fruttato la pellicola Sonny (2002), storia di un ragazzo che ritornato a casa dal servizio militare comincia a fare il gigolo. In seguito, presterà il suo naso aquilino, le sue spalle ricurve i la sua fronte stempiata per il ruolo di due gemelli nel virtuoso Il ladro di orchidee (2003) di Spike Jonse, che gli permetterà di avere una meritata nomination all'Oscar come miglior attore protagonista. È la sua migliore performance.
Nell'ambito privato, oltre al suo carattere rissoso, introverso e capriccioso, Nicolas Cage è un vero e proprio dongiovanni: ha un figlio, Weston, dall'attrice Kristina Fullon, che poi lascia per la modella Kristen Zang, abbandonata a sua volta per sposare l'attrice Patricia Arquette, ma dopo anni di unione la loro relazione naufraga e, fatto strano, dopo aver avviato le procedure per la separazione, Cage cambia idea e regala nove miliardi alla moglie per convincerla a non divorziare (anche se la coppia scoppierà comunque). Segue il matrimonio lampo con Lisa Marie Presley, figlia del mitico Elvis e già ex moglie del cantante Michael Jackson, e poi troverà l'amore nella cameriera di un sushi bar, Alice Kim, dalla quale avrà anche un figlio: Kal-el Coppola Cage (nome omaggio al fumetto di "Superman", dato che Cage è un appassionato collezionista di comics).
Migliore amico del cantante e attore Tom Waits e dell'attore Crispin Glover, nel 2003 continua a sborsare interpretazioni che gli faranno meritatamente conquistare lo status ufficiale di divo: l'imbroglione con problemi psicologici e figlia a carico ne Il genio della truffa (2003) di Ridley Scott; l'uomo delle previsioni del tempo in piena crisi familiare ne The Weather Man (2005) di Gore Verbinski e il pompiere colpito dalla tragedia dell'11 settembre ne World Trade Center di Oliver Stone.
Da sempre interessato al ruolo di Superman, che doveva recitare diretto da Tim Burton, Nicolas Cage sceglie i suoi ruoli in base ad un'evoluzione, legata al suo essere, esattamente come farebbe un esploratore: mutante preveggente in Next (2007) di Lee Tamahori, creatura diabolica in Ghost Rider (2007), bianco in giro per Bangkok in Time to Kill (2007), e il cacciatore di tesori nel sequel de Il mistero dei Templari (2004), Il mistero delle pagine perdute (2007), con Jon Voight e Harvey Keitel. Tutti aspetti che lo renderanno un interprete perfetto in uno dei finti trailer del film a episodi Grind House (2007), dove sarà diretto da Rob Zombie.
Uno scacciapensieri. Dotato di una recitazione immediata e frizzante, in grado di passare al personaggio adrenalinico a quello con un surplus di spiritismo, è un attore fenomenale, che riesce a drogate il mondo intero, seppur non con un'abbacinante bellezza, con uno sconcertante realismo nelle sue interpretazioni da sempre inquadrate nel dilemma della scelta del loro destino, tra bene e male, azione e contemplazione. Quanto di più vicino a James Stewart si sia mai visto a Hollywood… anche se vive nella casa che un tempo era di John Wayne.
Golden Globes 2003
Premio Oscar 2002
Golden Globes 1996
Premio Oscar 1995
Golden Globes 1993
Golden Globes 1988
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Astro Boy
continua»
Genere Animazione, - USA, Giappone, Hong Kong 2009. Uscita 18/12/2009. |
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L'apprendista stregonecontinua»
Genere Drammatico, - USA 2010. Uscita 25/08/2010. |
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Questa sera verrà proiettato uno degli ultimi film di Werner Herzog, Il cattivo tenente, il remake della pellicola omonima di Abel Ferrara, che il regista tedesco ha confessato di non aver mai visto.
Herzog ha amato molto la sceneggiatura ma alla fine ha cambiato molte cose come l'inizio e la fine e ha aggiunto nella pellicola iguane, lucertole e coccodrilli, perché le ha trovate assurde, stupide e
bizzarre.
Un tenente della polizia di New Orleans dopo essere rimasto ferito alla schiena nel salvataggio di un prigioniero durante l'uragano Katrina, viene promosso alla carica di tenente e gli vengono prescritti degli antidolorifici. Un anno dopo McDonagh è diventato dipendente dal Vicodil e dalla cocaina. Quando una famiglia di immigrati africani viene uccisa, decide di farsi assegnare il caso per dimostrare che è la persona giusta per risolvere l'omicidio commesso da uno spacciatore, Big Fate, che ha l'abitudine di far uccidere i testimoni.
Durante la promozione del film in 3D della Disney G-Force, Nicolas Cage ha parlato di un potenziale reboot di Ghost Rider nella sua intervista con MTV.
Negli ultimi due anni Cage ed altri membri del film di Ghost Rider hanno dichiarato la loro volontà di continuare la franchise, nonostante gli scarsi risultati al botteghino. All'inizio di quest'anno la Columbia aveva ufficialmente sollecitato gli sceneggiatori per la realizzazione di una storia, di cui sembra nessuno vuole in realtà realizzare un seguito, lo stesso Cage sembra infatti essere dello stesso avviso "Mi piacerebbe fare una ri-concettualizzazione. Andare in una direzione completamente diversa, penso che sia di questo che stanno parlando. Farei in modo che la storia sembri di meno un western e che si sviluppi piuttosto come una storia di stampo internazionale".
Un reboot potrebbe essere molto probabilmente la situazione migliore, Cage a settembre aveva raccontato che la storia avrebbe potuto spostarsi in Europa e Ghost Rider avrebbe potuto lavorare per la chiesa, in una storia che fa dei riferimenti a Il Codice Da Vinci.
A 8 anni i miei fumetti preferiti erano "Ghost Rider" e "Hulk". Adoravo i mostri e non capivo come qualcosa di così brutto potesse anche essere buono. Interpretarlo, quindi, non è stato difficile: come tornare bambino! Ho adorato il momento in cui la testa mi è andata a fuoco!
Mentre al cinema si proiettano disastri apocalittici e anche gli abbracci mostrano le loro crepe, la programmazione televisione si trova costretta a schierare la sua buona dose di catastrofi, lasciando anche il giusto spazio ai toni leggeri della commedia e dell'intrattenimento innocente. Una commedia d'autore corale inaugura il pomeriggio della domenica, proveniente direttamente dagli anni Sessanta, quando autori di spessore come De Sica, Monicelli, Fellini e Visconti non disdegnavano accomunarsi nel nome di un progetto che raccontasse in vari piccoli romanzi popolari le ossessioni e le amene meschinità dell'Italia del tempo: Boccaccio '70 (La7, 14.00). Meschinità che comunque non raggiungono il quoziente di mediocrità di un personaggio ormai di culto della televisione britannica come Mr. Bean, che nel suo primo passaggio al lungometraggio per il grande schermo, se ne va in trasferta in America solo per ingigantire le proporzioni dei suoi disastri: Mr. Bean – L'ultima catastrofe (Italia 1, 19.40). Ma il mondo viene minacciato da presenze ancora più oscure e inquietanti in seconda serata, con l'apparizione de La terza madre (Rete 4, 23.40) di Dario Argento, che schiera la figlia Asia nel conflitto contro la più potente delle sue forze demoniache: la Mater Lachrimarum. Agli antipodi del cinema più orrorifico e spettacolare, si colloca la rappresentazione di John Cassavetes, grande indipendente del cinema americano, che con L'assassinio di un allibratore cinese (RaiTre, 1.50), mette in scena un poliziesco girato con un registro libero e informale.
La giornata successiva, quella di lunedì, riparte da Paul Newman e dalla grande fuga del suo indimenticabile Nick Mano Fredda (Rete 4, 16.40), per poi lasciar spazio ad una serata all'insegna del connubio di fantascienza e azione. Si comincia dal futuro, dall'isola dei cloni ribelli di Michael Bay che in The Island (Italia 1, 21.10) hanno le belle forme di Ewan McGregor e Scarlett Johansson, per poi tornare indietro nel tempo della storia dell'astronave Nostronomo e della combattiva Ripley (Sigourney Weaver), con il segmento più spettacolare della saga di Alien: Aliens – Scontro finale (Rete 4, 23.15).
Amici, questo è il giorno che voi tutti ricorderete come il giorno in cui in cui avete quasi catturato capitan...”. Johnny Depp è una delle icone del nostro tempo così come il suo Jack Sparrow è uno dei personaggi più amati della storia del cinema. Il suo stesso essere un antidivo è diventato parte integrante del mito: mettersi completamente a disposizione del proprio talento, dopo aver vissuto una gioventù piena di eccessi, seguendo qualsiasi tipo di curiosità potesse avere, innamorandosi perdutamente e disperatamente di donne bellissime come Winona Ryder o Kate Moss. Gli anni Ottanta furono all'insegna della musica e dell’iniziazione cinematografica grazie all'amico Nicolas Cage che lo indirizzò, quando era ancora un chitarrista, verso la recitazione. I Novanta furono gli anni degli eccessi. Le storie d'amore da copertina, gli arresti della polizia, le risse con i paparazzi, contribuirono ad alimentare la sua aurea “anti-sistema”. Poi l'amore, i figli, la famiglia gli diedero quella tranquillità necessaria per far sbocciare definitivamente l'attore che si nascondeva dietro le droghe, le risse, le storie disordinate. Ma qualcosa di quegli anni gli è rimasto dentro, tant'è che oggi non c'è nessuno in grado di rivaleggiare con lui nell'interpretare gli eroi solitari ma capaci di cambiare il mondo.
Così, oggi la lista di personaggi indimenticabili o parzialmente difficili da dimenticare è lunga come quella dei reati di capitan Jack Sparrow elencati al termine de La maledizione della prima luna. Questo perché Johnny Depp, il bello e dannato, ha sconfitto la maledizione e ha tutta l'aria di godersela, mentre interpreta il Nemico Pubblico più celebre della storia degli Stati Uniti: il John Dillinger con cui, diretto da Michael Mann, rischia di vincere finalmente il suo primo Oscar. Quello sarà il giorno che noi tutti ricorderemo come il giorno in cui... insomma avete capito!
Cominciare un nuovo mese e una nuova settimana con una festività che cade proprio di domenica non è di buon auspicio. Ad ogni modo, la programmazione dei film in tv si presenta da subito ricca e interessante, con la capacità di stupire con uno dei thriller più singolari e meno conosciuti della produzione americana di Fritz Lang: Dietro la porta chiusa (La7, 14.00), rilettura del racconto di Barbablù in chiave noir e psicanalitica. La sera è dominata invece da titoli e nomi di grande appeal. Come quello legato alla serie dei banditi gentiluomini di Steven Soderbergh, che dopo aver sbancato in lungo e in largo, con il terzo episodio, Ocean's Thirteen (Canale 5, 21.30) tentano di fregare perfino il più importante magnate dei casinò Al Pacino. La programmazione di Italia 1 dispensa azione in triplice dose passando attraverso secoli e medium, dal selvaggio west in versione futuribile di Wild Wild West (Italia 1, 19.20), alla battaglia delle Termopili in versione ultraviolenta di 300 (Italia 1, 21.25), su ispirazione di graphic novel di Frank Miller, oppure proiettando Milla Jovovich nel futuro apocalittico dei videogiochi con il primo Resident Evil (Italia 1, 23.45). Ma la notte dei santi, anziché con qualche eroe positivo, preferisce chiudersi in epoca contemporanea con i manager più spietati e le politiche di licenziamento della commedia amara Volevo solo dormirle addosso (RaiUno, 3.20).
L'adrenalina riesce comunque a propagarsi fino a lunedì, quando si presenta una nuova serata all'insegna del militarismo e delle invasioni di virus anomali. Militari in pensione per Shooter (Italia 1, 21.10), dove Mark Wahlberg è un tiratore scelto dei marines che viene coinvolto in un complotto terroristico, o militari in azione nei territori di guerra civile, come quelli che si impegnarono in un tragico blitz in Somalia nel 1993 e a cui si ispira Ridley Scott per il suo Black Hawk Down (Rete 4, 23.15). Proseguono poi le avventure di Alice, l'eroina in lotta con gli uomini zombi della Umbrella Corporation con il seguito di Resident Evil: Resident Evil: Apocalypse (Italia 1, 23.45). Di eroine di tutt'altra specie si racconta invece sul satellite, ovvero delle ragazze dei quartieri alti di New York nel loro passaggio dal piccolo al grande schermo con Sex and the City - Il film (Sky 1, 21.00).
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