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![]() Lei non si sente mai solo? Solo in mezzo alla gente.
dal film La sottile linea rossa (1998)
Sean Penn è Il sergente maggiore Welsh
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Come si vince un Oscar? Pressappoco con una ricetta segreta, tramandata dall'Academy per anni e anni, gelosamente custodita dallo star system di Hollywood e basata sulla qualità e sull'accostamento di elementi differenti presenti in uno stesso interprete. Questo interprete deve per cui essere l'interprete giusto: deve essere in sintonia con il resto del cast, deve capire lo spirito del film in cui recita e condividere alcune peculiari caratteristiche del personaggio che rappresenta. Poi deve esserci una sorta di innamoramento del pubblico verso di lui e quel mescolare storie e situazioni che serve a coinvolgere i critici più diversi. Ora spostate questa ricetta su Sean Penn, mischiateci la straordinarietà delle performances e l'anticonvenzionalità dei ruoli scelti e vedrete che dolce scoperta sarà la vostra.
Secondogenito dell'attrice Eileen Ryan e del regista Leo Penn, fratello del defunto attore Chris Penn e del musicista Michael Penn, Sean Penn frequenta la Santa Monica High School, appassionandosi da subito alla recitazione e alla direzione di piccole opere in super 8. Vicino di casa dei fratelli Charlie Sheen e Emilio Estevez, diventa il migliore amico di entrambi. Assunto come tecnico di scena e assistente alla regia di Pat Hingle con il Group Repertory Theatre di Los Angeles, dirige "Terribile Jim Fitch" di J. L. Herlihy e interpreta "Earthworms" e "The Girl of Via Flaminia". Dopo aver perfezionato le sue performances con Peggy Feury, continua la sua ascesa teatrale recitando a Broadway in "Heartland" di Kevin Hellan.
Cinematograficamente debutta ventunenne nell'antimilitarista Taps – Squilli di rivolta (1981) di Harold Becker, con Timothy Hutton. Successivamente, viene diretto nientemeno che da Louis Malle ne I soliti ignoti Made in Usa (1983), specializzandosi nei ruoli da cattivo ragazzo, ribelle e violento come in Bad Boys (1983) di Rick Rosenthal, A distanza ravvicinata (1986) di James Foley (dove recita con il fratello Chris) e Shanghai Express (1986) di Jim Goddard. E con la nomea di ragazzaccio non poteva che sposarsi (nel 1985) con una delle più grandi cattive ragazze della storia: Madonna, dalla quale ha divorziato nel 1989. Le liti furibonde con la cantante e attrice, nonché i pestaggi con i paparazzi che li tallonavano (nell'87 è finito perfino in libertà condizionata) e le reazioni violente contro i colleghi (per aver preso a schiaffi una comparsa si è trovato a scontare 32 giorni di carcere) lo hanno portato a essere maggiormente riconosciuto dal pubblico che seguirà i suoi passi di attore bordeline diretto da suo padre in Berlino opzione zero (1988), da Brian De Palma in Vittime di guerra (1989) e Carlito's Way (1993) e da Neil Jordan in Non siamo angeli (1989). Mentre il debutto alla regia avviene con il drammatico Lupo solitario (1991) con Charles Bronson, Dennis Hopper, Patricia Arquette e la nostra Valeria Golino, seguito da Tre giorni per la verità (1996) e La promessa (2001), entrambi recitati da Jack Nicholson (senza contare il corto 11 settembre 2001, 2002).
Proprio negli anni Novanta, sul set di un film, conosce l'attrice Robin Wright, dalla quale avrà due figli: Dylan e Hopper. Disgraziatamente i due si separeranno per qualche mese a causa delle ripetute violenze domestiche e lui frequenterà un'altra cantante e musicista, Jewel Kilcher, per la quale dirigerà perfino un videoclip: You Were Meant For Me, nel 1997.Ma nella notte degli Oscar a cui partecipa come candidato per miglior attore protagonista nel ruolo del carcerato condannato alla pena capitale in Dead Man Walking – Condannato a morte (1996) di Tim Robbins (per il quale aveva già vinto l'Orso d'Argento al Festival di Berlino), sarà costretto a precipitarsi in ospedale per stare vicino alla Wright che era stata ricoverata d'urgenza. Da quel momento non la lascerà più e i due si sposeranno qualche mese più tardi.
Dopo ruoli rissosi e disequilibrati, sceglie parti più tenere e generose. La Palma d'Oro come miglior attore a Cannes per She's So Lovely (1997) di Nick Cassavetes conferma la rinascita di un nuovo Penn e lo status di un Robert Mitchum del nuovo millennio. Oliver Stone (U-Turn – Inversione di marcia, 1997) e David Fincher (The Game – Nessuna regola, 1997) vedono nella sua recitazione la perfezione e similmente fa la giuria del Festival di Venezia alla visione di Bugie, baci, bambole & bastardi (1998) di Anthony Drazan, assegnandogli la Coppa Volpi come migliore attore. Nello stesso anno, si trova a difendere a spada tratta La sottile linea rossa (1998) di Terrence Malick e due anni più tardi Woody Allen lo sceglierà come protagonista nei panni di un chitarrista squinternato in Accordi e disaccordi (1999) che gli varrà la sua seconda nomination all'Oscar. E dopo il thriller di Kathryn Bigelow Il mistero dell'acqua (2000), ottiene anche la terza nomination nei panni del padre ritardato di Dakota Fanning in Mi chiamo Sam (2001) di Jessie Nelson.
Schierato politicamente a sinistra e nemico giurato di Bush (tanto da finire nella sua lista nera assieme a George Clooney, Matt Damon, Michael Moore e Spike Lee), vince finalmente l'Oscar (e il Golden Globe) per Mystic River (2003) di Clint Eastwood. Il ruolo di un padre delinquente che va alla ricerca di chi ha torturato, violentato e ucciso la figlia lo innalza a mito del cinema, riconfermato anche da 21 grammi (203) di Alejandro Gonzales Inarritu, che gli frutterà invece la sua seconda Coppa Volpi.
E dopo The Interpreter (2005) e Tutti gli uomini del re (2006), Sean Penn si riconferma l'attore dai riflessi più pronti dello star system. Indispensabile, sa di essere il centro del film. Sean Penn lavora con gran serietà e sta attento a tutto e cura tutti i particolari. Ovviamente per riuscire ad acciuffare l'Oscar come lui si deve essere anche scoppiettanti! Per cui, si devono soprattutto decidere i tempi di cottura!
Golden Globes 2009
Premio Oscar 2009
Premio Oscar 2009
Golden Globes 2004
Premio Oscar 2003
Festival di Venezia 2003
Premio Oscar 2001
Golden Globes 2000
Premio Oscar 1999
Festival di Cannes 1997
Festival di Berlino 1996
Golden Globes 1996
Premio Oscar 1995
Golden Globes 1994
L'attore Sean Penn ha informato la Universal e l'Imagine che non potrà partecipare al film drammatico Cartel diretto da Asger Leth. Lo studio sta vedendo al momento una lista di possibili sostituti per rimpiazzare Penn e poter cominciare le riprese verso fine anno come era stato programmato. Il film sceneggiato da Peter Craig segue un uomo nel suo viaggio per proteggere il figlio dopo l'omicidio della moglie ad opera dei cartelli messicani.
Penn vincitore di un secondo Oscar per il suo ruolo da protagonista in Milk ha deciso che si prenderà un anno di pausa per risolvere dei problemi famigliari. L'attore ha detto che ha bisogno di un po' tempo per se stesso, probabilmente questa scelta è ricollegabile alla richiesta di divorzio avvenuta lo scorso mese, che è stata poi successivamente annullata. Si è trattato della seconda volta che Penn ha fatto questa richiesta da quando è sposato con l'attrice Robin Wright Penn.
Di conseguenza non si sa se l'attore parteciperà alla commedia prodotta dalla MGM dei fratelli Farrell The Three Stooges, nella quale dovrebbe interpretare Larry assieme a Jim Carrey (Curly) e Benicio Del Toro (Moe). Al momento la MGM e i registi dovranno decidere se aspettare per Penn o trovare un altro attore. La fotografia principale dovrebbe cominciare a fine Agosto e l'uscita della pellicola è prevista per il 2010. C'è da considerare che se il film venisse rimandato c'è la possibilità che i due co-protagonisti abbiano degli altri impegni.
Fortunatamente i suoi ultimi due progetti: Fair Game di Doug Liman e Tree of Life di Terrence Malick sono stati completati. Infine Penn è sempre dell'idea di partecipare al primo film in lingua inglese di Paolo Sorrentino This Must Be the Place, scritto da Sorrentino e da Umberto Contarello.
Non è semplice "latte" come la traduzione dall'inglese all'italiano suggerisce. Milk, il film di Gus Van Sant, potrebbe essere considerato il coronamento dell'impegno sociale e politico del suo regista e del protagonista. Infatti, Sean Penn, attore dal passato da "bad guy", chiude così un cerchio - fatto di impegno in prima persona nei temi dei diritti umani, della lotta alla pena di morte e la fiera opposizione alla guerra in Iraq - interpretando l'uomo che ha aperto la strada al movimento di liberazione omosessuale. È un percorso lungo, scrivevamo, passato attraverso gli inizi turbolenti, il matrimonio con Madonna e la sua fine tempestosa, l'incontro con la collega Robin Wright che, nonostante problemi e tradimenti, tiene fino ad oggi. Però Penn ha sempre dato una connotazione fortemente politica al suo lavoro. Così, Dead Man Walking, Mystic River, Tutti gli uomini del Re si sono segnalati non solo per essere delle grandi prove da attore ma dei messaggi lanciati agli uomini e le donne di buona volontà. Se con Tutti gli uomini del Re Penn si era immerso in una figura controversa della politica americana, il governatore Huey Long a cui la storia ampiamente si ispira, di un uomo con grandi sogni di emancipazione politica e sociale ma disposto a qualsiasi gesto pur di realizzarli, Milk è l'altra faccia del sogno, quello di un uomo e del gruppo di persone che lo sostengono per affermare dei diritti.
Niente male per un ragazzo che iniziò nello show business nella serie La casa nella prateria.
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Disastro a Hollywood
continua»
Genere Commedia, - USA 2008. Uscita 17/04/2009. |
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Milk
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Genere Biografico, - USA 2008. Uscita 23/01/2009. |
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Tutti gli uomini del re
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Genere Drammatico, - USA, Germania 2006. Uscita 22/12/2006. |
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The Interpreter
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Genere Azione, - USA 2005. Uscita 28/10/2005. |
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The Assassination
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Genere Drammatico, - USA, Messico 2004. Uscita 25/02/2005. |
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P eter Sarsgaard ha talento; un talento che lo rende capace di muoversi libero tra le righe di una sceneggiatura e di una interpretazione, e stupire con una sfumatura o un semplice non detto.
Dai suoi primi ruoli, ha provato tutte le acconciature possibili e le combinazioni possibili per regalare spessore ai suoi personaggi: lunghi e spettinati (La mia vita a Garden State o L'inventore di favole), completamente rasato (in Jarhead) o con una barba curata (The misteries of Pittsburgh). Il tutto evidenzia un concetto: Peter Sarsgaard, oltre ad avere talento, è un fico. Non ci credete? Ecco la lista di pupe con cui ha preso qualcosa di più di un semplice caffè: due su tutte, la regina del burlesque Dita Von Teese e la modella Shalom Harlow. Oggi, Sarsgaard ha messo la barba e la testa a posto e sembra aver trovato la felicità al fianco di Maggie Gyllenhaal, sorella del suo caro amico Jake. I due hanno una bambina e si sono sposati lo scorso maggio in Italia, vicino Brindisi. Sembrano indubbiamente degli acchiappi di tutto rispetto. Un po' quello che gli accade sul grande schermo, dove non sbaglia un ruolo e riesce sempre a coniugare il suo aspetto curato e ordinato con un barlume di follia che è possibile leggere in fondo al suo sguardo. Ecco perchè nella sua carriera si è trovato a suo agio nell'interpretare terroristi, omofobi pazzi assassini, drogati con profondi valori morali, ricercatori sessualmente spregiudicati.
Per tutti questi motivi, è stato scelto per la prima sceneggiatura cinematografica di Nick Hornby: in An education è di nuovo di fronte al suo lato oscuro.
Nell'attesa di ricevere una meritata nomination ai prossimi Oscar nella categoria Miglior Film per il suo The Hurt Locker, la regista americana Kathryn Bigelow sarà la protagonista della giornata di domenica con Blue Steel – Bersaglio Mortale (Sky Mania, 21.00) dove dirige Jamie Lee Curtis nel ruolo di una grintosa agente della polizia di New York. Nel giorno festivo c'è spazio anche per farsi due risate, sia con John Travolta alle prese con pappe e pannolini nella commedia Senti chi parla 2 (Italia 1, 19.50) che con l'indimenticabile Alberto Sordi in Il marchese del Grillo (La 7, 21.35).
Sui canali del digitale terrestre ampio spazio al cinema d'autore. Si comincia col terzo film diretto da Spike Lee Fa la cosa giusta (Studio Universal, 11.15) per proseguire con il debutto alla regia di Denzel Washington in Antwone Fisher (Iris, 21.05), storia di un marinaio di colore che per guarire dai suoi scatti d'ira, causati dal turbolento rapporto con la famiglia d'origine, compie un viaggio nei luoghi in cui è cresciuto. La giornata si conclude con il tanto discusso ultimo lavoro diretto da Stanley Kubrick Eyes Wide Shut (Premium Cinema, 00.10), dove i protagonisti sono l'ex-coppia di Hollywood Tom Cruise e Nicole Kidman al centro di un vortice di tradimenti e turbolenze sessuali.
La giornata di lunedì vede protagonista il sempre più convincente Leonardo DiCaprio, che in Blood Diamond – Diamanti di sangue (Italia 1, 21.00) veste i panni dell'ex mercenario Danny Archer alla ricerca di un prezioso e raro diamante rosa. L'eclettico Russel Crowe lo ritroviamo protagonista della commedia Un'ottima annata (Joy, 21.00), ancora una volta sotto la direzione di Ridley Scott, dove interpreta un uomo d'affari inglese che si troverà costretto ad approdare in Provenza per risolvere delle questioni legate all'eredità di suo zio Henry. Terry Gilliam, il più visionario dei registi contemporanei, fa un salto nel 2035 con L'esercito delle dodici scimmie (Premium Energy, 21.00) per mostrarci la vita dei sopravvissuti ad una mortale epidemia che ha ucciso il 99% della razza umana. Prima di Michael Mann con Nemico Pubblico anche John Milius in Dillinger (Sky Classic, 23.35), ultima proposta della serata, si è cimentato nel raccontare i colpi messi a segno dal bandito americano John Dillinger, prendendosi molta più libertà nel raccontare i fatti rispetto al film di Mann.
Domenica il vento della passione soffia sul piccolo schermo: storie d'amore struggenti e agrodolci si impossessano del palinsesto. L'amore tra Barbra Streisand e Robert Redford si consuma sullo sfondo dell'America che cambia nello splendido Come eravamo (La7, 16.00) di Sidney Pollack; Sean Connery, Angelina Jolie e Ryan Phillippe sono invece tra i protagonisti delle vicende intrecciate, a metà tra commedia e melò, del corale Scherzi del cuore (Mya, 15.25). Melanie Griffith è una forza della natura irrefrenabile e pericolosa, il colpo di fulmine cui non si può reistere che trascina sulla sua strada uno spaesato Bill Pullman in Qualcosa di travolgente (Mgm, 11.10) di Jonathan Demme; Rob Reiner dimostra invece che l'amicizia tra uomo e donna può esistere, ma è destinata inesorabilmente a trasformarsi in qualcosa di più, come insegnano i brillanti Billy Crystal e Meg Ryan, protagonisti di un sentimento che cresce negli anni nella commedia sofisticata Harry ti presento Sally (Rai4, 21.10). Non tutti trovano l'anima gemella; lunedì i protagonisti sono uomini soli, forti o fragili, intrappolati in esistenze malinconiche: l'insonne Edward Norton è intrappolato nell'incubo vischioso e livido intessuto da David Fincher in Fight Club (Premium Energy, 14.55), e trova nell'enigmatico Brad Pitt un compagno di scazzottate catartiche. Ben più professionali sono i pugni tirati in Il campione (Rete4, 16.15): Jon Voight si trasforma nel melò di Zeffirelli in un pugile attempato ma deciso a riscattarsi dall'abbandono della moglie e dagli acciacchi della vita. Antonio Albanese è uno scapolo che conduce un'esistenza grigia finché nella sua vita non irrompe una ragazza clandestina in cerca di casa, che illumina le sue giornate, nel delicato e toccante Vesna va veloce (Iris, 21.05). Per finire, un'eccezionale performance d'attore offerta da Sean Penn, che in Mi chiamo Sam (Premium Emotion, 21.00) cresce da solo la piccola Dakota Fanning, nonostante i suoi gravi handicap mentali.
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