Anno | 2011 |
Genere | Drammatico, |
Produzione | India, Gran Bretagna |
Durata | 189 minuti |
Regia di | Terrence Malick |
Attori | Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain, Fiona Shaw, Joanna Going, Hunter McCracken Laramie Eppler, Tye Sheridan, Jackson Hurst, Lisa Marie Newmyer, Crystal Mantecon, Tom Townsend, Jennifer Sipes, Tamara Jolaine, Will Wallace, Kimberly Whalen, Michael Showers, Danielle Rene, Margaret Hoard, Zach Irsik, Brayden Whisenhunt, Erinn Allison, Jodie Moore, Chris Orf, Cole Cockburn, Christopher Ryan, Alex Draguicevich, Robin Read, Anne Nabors. |
Uscita | mercoledì 18 maggio 2011 |
Tag | Da vedere 2011 |
Distribuzione | 01 Distribution |
Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
MYmonetro | 3,26 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 luglio 2018
Attraverso il personaggio di Sean Penn, Malick tenta di svelare i segreti della famiglia, primo luogo dove ognuno di noi impara la verità sul mondo. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, ha vinto 2 NYFCCA, 5 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, a AFI Awards, In Italia al Box Office The Tree of Life ha incassato 2,8 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Texas, anni Cinquanta. Jack cresce tra un padre autoritario ed esigente e una madre dolce e protettiva. Stretto tra due modi dell'amore forti e diversi, diviso tra essi per tutta la vita, e costretto a condividerli con i due fratelli che vengono dopo di lui. Poi la tragedia, che moltiplica le domande di ciascuno. La vita, la morte, l'origine, la destinazione, la grazia di contro alla natura. L'albero della vita che è tutto questo, che è di tutte le religioni e anche darwiniano, l'albero che si può piantare e che sovrasta, che è simbolo e creatura, schema dell'universo e genealogia di una piccola famiglia degli Stati Uniti d'America, immagine e realtà.
L'attesa della nuova opera di uno degli sguardi più dotati e personali dell'arte cinematografica è ricompensata da un film tanto esteso, per la natura dei temi indagati, quanto essenziale. Popolato persino da frasi quasi fatte, che la genialità del regista riesce a spogliare di ogni banalità e a resuscitare al senso. Malick parla la sua lingua inimitabile, le cui frasi sono composte di immagini (tante, in quantità e qualità) e di parole (molte meno) in una combinazione unica, senza mai pontificare. Si ha più che mai l'impressione che con questo film, che parla a tutti, universalmente, non gli interessi comunicare per forza con nessuno, ma farlo innanzitutto per sé.
Testimone di una capacità rara di sapersi meravigliare, ha realizzato un film che non si può certo dire nuovo ma nel quale Terrence Malick si ripete come si ripropone il bambino nell'uomo adulto, per "essenza" vien da dire: ci si può vedere la maniera o, meglio, ci si può vedere l'autore.
Del film si mormorava addirittura che avrebbe riscritto la storia del cinema e in un certo senso The Tree of Life fa anche questo, senza inventare nulla ma spaziando dall'uso di un montaggio emotivo da avanguardia del cinema degli esordi ad una sequenza curiosamente molto vicina al finale del recentissimo Clint Eastwood, Hereafter. Il confronto, però, scorretto ma tentatore, non si pone: la passeggiata di Malick in un'altra dimensione è potente e infantile come può esserlo solo il desiderio struggente che nutre il bambino di avere tutti nello stesso luogo, in un tempo che contenga magicamente il presente e ogni età della vita. Ecco allora che il film non sarà nuovo ma rinnova, ritrovando un'emozione primigenia, fondendo ricordo e speranza. L'ultimissima immagine non poteva che essere un ponte.
Premettiamo che assegnare delle stelle a questo film è veramente difficile. Se le stelle rappresentano il valore puramente artistico del film, sono 5. Se rappresentano un consiglio ad andarlo a vedere, la stella è una (non fatelo!) Da questa visione abbiamo infatti ricevuto 2 sensazioni molto forti e molto distanti tra loro, quasi antitetiche.
Preceduto dalla nomea di essere un capolavoro e di essere uno dei migliori film dell'anno, il film di Malick delude pienamente. Certamente vi è un deciso e ricco di personalità tocco di regia, ma è un film che colpisce per la bellezza di numerose scene, (il volo degli uccelli intorno ai grattacieli, le onde marine, i canyon americani ed una fugace apparizione degli italici [...] Vai alla recensione »
Se la direzione della fotografia di The Tree of Life ci fa capire di cosa è capace il cinema nel 2011, Mallick usa delle immagini spettacolari dell'universo per nascondere il fatto che non c'è storia. Le disavventure della famiglia texana non bastano a salvare questo film dal documentario. Questa pellicola non sembra neanche sapere dove lei stessa vuole arrivare, e per un film [...] Vai alla recensione »
Ho letto che in una sala cinematografica hanno per errore proiettato il secondo tempo di "The tree of life" all'inizio e il primo tempo alla fine. Nessuno sembra essersene accorto, si sprecavano commenti che definivano il film un capolavoro, un' "opera che ha fondato un nuovo linguaggio cinematografico". Non voglio neanche entrare nel merito dei significati che l'autore ha cercato di veicolare con [...] Vai alla recensione »
Per comprendere l'essenza di questa eccezionale opera è necessario allontanarsi dalla definizione di "film" in senso stretto: chiamarla esperienza mi sembra forse più giusto. Non ha una trama, molti diranno, ma una trama in questo caso avrebbe reso tutto paradossalmente più banale. Quella di Malick è una riflessione sui temi fondamentali e più arcani della nostra esistenza.
“Le opere d’arte, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore” M. Proust Occorre dirlo subito: The Tree of Life, capolavoro assoluto di Terrence Malick, è un film difficile, complesso, ambizioso oltre misura, che disorienta e frastorna per la sua visionarietà e per la struttura [...] Vai alla recensione »
Descrivere "The tree of life" di Malick è quanto di più arduo si possa fare: un racconto dell'anima, con l'aspirazione di raccontare l'eterno, un film da amare o da odiare, comunque emotivamente forte. Lo stile metafisico di Malick è conosciuto: chi ha avuto modo di vedere i (pochi) film precedenti, sa che un suo film va oltre la tradizionale narrazione, con ampi approfondimenti introspettivi dei [...] Vai alla recensione »
la condizione umana innestata nello scenario universale della storia del cosmo. una vicenda umana inquadrata come parte minuscola eppure indispensabile nel palcoscenico dell'infinito. un film che lascia tracce indelebili, a livello di subconsio e nella struttura stessa della materia che ci compone. solo Malick poteva azzardare un'impresa simile. non ha eguali. capolavoro immenso.
E’ certamente un film non convenzionale. Malick è un regista che suscita sensazioni opposte, lo si esalta o lo si rifiuta, è stato così anche con "La sottile linea rossa", la sua pellicola più celebre. Pensando ad “Amabili resti” di Peter Jackson e “Hereafter” di Clint Eastwood è evidente che il tema del trapasso goda in questo [...] Vai alla recensione »
Il microcosmo di una famiglia media americana degli anni 50, padre, madre e 3 figli, come proiezione del macrocosmo che ci governa. O viceversa. Padre autoritario (Brad Pitt) e madre amorosa (jessica Chastain), duri e puri come la natura stessa, attraversano la loro "piccola" esistenza crescendo i propri figli con amore e fermezza, piantando alberi e tirando pure, a volte con i ragazzi ci vuole, qualche [...] Vai alla recensione »
un film spiacevole, che per una buona percentuale della sua lunga durata si permette di farci vedere un salvaschermo di belle immagini, astrofisiche, preistoriche o astratte, accompagnate anche da bella musica. e il film dov'è? lo storia è quella di un padre molto severo, della disciplina che impone ai figli, e dei cattivi consigli di farsi strada nella vita a spese del prossimo, il tutto per glorificare [...] Vai alla recensione »
Ancora oggi incontro persone che non hanno visto Blade Runner e tantissime altre che non hanno il coraggio di dire che hanno interrotto la visione di 2001 odissea a metà film.Certamente non nomino questi 2 capolavori per un confronto con Tree of Life.Sono convinto che i film che hanno della morale non piacciono, certe tematiche che toccano corde delicate lasciano certamente qualche dubbio a chi non [...] Vai alla recensione »
2011:Odissea nello spirito. Da palma d’oro e da Oscar, ma anche e soprattutto da Nobel per la letteratura audio-visiva. Questi i primi pensieri che passano nella mente appena le luci della sala cinematografica si riaccendono. Un impresa di potenza visiva e concettuale di estrema bellezza. Ricco di temi, simboli, musica Malick realizza un film che è riduttivo definirlo come tale.
Meraviglia, stupore, sguardo nuovo, innocente, puro, timoroso sulla natura e sul mistero del creato. Il mondo interiore scuro, inesplorato, infinito dell'uomo è l'universo fuori da esso: incontenibile, mai fermo, in eterno mutare. Le forze della natura si combattono e si mostrano all'uomo tramite vulcani, tempeste, cascate, mari..
da non perdere assolutamente,esperienza unica,non solo dal punto di vista artistico.smuove sentimenti profondi e fa riflettere sulla vita.un film che piu' passano i giorni piu' ci ripensi. non privatevene.è un'occasione unica di andare al cinema ed uscirne veramente sconcertati e stupefatti.non siamo abituati a questo,ma che bello!!!!!!
Tre filoni fondamentali si alternano in una struttura non lineare e totalmente antinarrativa: nella parte iniziale vengono descritti vari momenti della vita di un macrocosmo (l'universo), passando da fenomeni gassosi ad altri di tipo animale (i dinosauri); in quella centrale, la più lunga, prende spazio la storia della famiglia O'Brien, genitori e tre figli, nel Texas degli [...] Vai alla recensione »
Se volete vedere un film semplice,con una trama compiuta e lineare non andate a vedere questo film,perchè fondamentalmente il film non ha trama.Ma anche se cercate un film di svago ,senza troppo impegno, per passare 2 orette al cinema cercate altrove,perchè dalle parti di mallick non troverete nulla di questo.Ma se invece vi interessa un film epico,monumentale, dove si intrecciano [...] Vai alla recensione »
beh non c'è che dire, il film di Malick è stato veramente qualcosa di inaspettato. il coraggio di inserire una serie di filmati senza personaggi (la nascita della vita, l'universo, l'epoca dei dinosauri, ecc.) è da premiare. fotografia molto bella e musiche altrettanto suggestionanti. l'interpretazione di Brad Pitt è eccezionale, ed anche quella del figlio [...] Vai alla recensione »
malick colpisce ancora, non è omologato e non vuole omologare, è poeta ed assoluto indagatore del creato. ha ambizioni ciclopiche, colossali, tenta e crede di spiegare il mondo, la vita, le logiche famigliari. ed infatti le parole scarne e lapidarie si perdono incoscienti in un mare di luce, colore, in immagini potenti, che tentano -una vicina all’altra- di decifrare l’assoluto, [...] Vai alla recensione »
Quando ci si trova di fronte a qualcosa di nuovo si provano sentimenti contrastanti. Da un lato la paura del non conosciuto e il suo rifiuto, che nascono dalla perdita di alcune certezze (per esempio: un film deve avere una trama, deve seguire una logica di causa-effetto…), dall’altro la nascita di un’emozione potente (un brivido di piacere, una curiosità irrefrenabile…). M [...] Vai alla recensione »
Guardando l’ultima fatica di Terrence Malick, la sensazione è quella di assistere a qualcosa che trascende l’ambito cinematografico: considerare The Tree of Life soltanto un “film” risulterebbe estremamente riduttivo. Quello cui siamo di fronte è un’opera d’arte, un’opera di immagini di rara bellezza, amplificate da un uso magistrale della [...] Vai alla recensione »
Di una cosa si può essere certi, The Tree of Life è già nella storia del cinema. E non si parla del fatto che il suo “creatore” (lo “sterile” Terrence Malick) sia al 5 lungometraggio in carriera (iniziata nel lontano ’73) ma dell’essere d’innanzi ad un trattato su vita, morte e Dio talmente complesso e magnificamente rappresentato da lasciare stordito lo spettatore al termine dei 140 minuti (e si vorrebbe [...] Vai alla recensione »
Io m'inchino e riverisco davanti a Malick con i suoi Pitt, Penn e la rivelazione Chastain, bellissima oltre che di grande talento espressivo. Opera colossale, tentativo da tempo invocato di tornare a fare del cinema la massima arte del nostro tempo. Non penso che Malick abbia voluto dire troppo come molti gli rimproverano e, al di là delle scelte stilistiche, penso che al centro ci [...] Vai alla recensione »
Il quinto lungometraggio di Malick conferma la progressiva tendenza all'astrazione del maestro texano, qui alle prese con un saggio antropologico e teologico di ambizioni assolute. La nascita dell'universo e delle prime forme di vita sulla Terra, l'avvento dell'uomo, le sue false certezze, la famiglia, la speranza nella fede e di una vita dopo la morte .
La storia di una famiglia texana che, quando uno dei figli ormai adulto muore, ricorda la dura fatica fatta per crescerlo. Il tutto è paragonato alla storia della Terra e dell’Universo. È la tenera storia di una fatica immensa, quella di crescere, ma piccolissima rispetto a quella fatta dal pianeta e dallo spazio nella loro continua evoluzione.
A volte i critici cinematografici sono tenuti ad esprimere un proprio giudizio non solo cinematografico ma anche, addirittura, filosofico. E’ successo alla giuria dell’ultima edizione della più autorevole rassegna cinematografica al mondo. Succede sempre quando il cinema sposa la filosofia. E’ il caso del film vincitore della palma d’oro a Cannes: “The tree [...] Vai alla recensione »
"Ci sono due vie per condurre la vita: la via della natura o la via della grazia. Tu devi scegliere quale delle due seguire". Così inizia il film e tanto basta per farci capire di cosa si tratta; dell'essenza stessa dell'essere umano e della forza dell'amore, che nel film viene espresso in due modi forti, ma diversi e quasi contrapposti.
Musicalmente è come avere un'ottima orchestra (e bisogna ammettere che "musicisti" come Penn e Pitt possono essere considerati indubbiamente come solisti, seppur Sean Penn non venga usato, a mio parere, in maniera congeniale), un direttore capace (T. Malick il cui palmarès comprende sia il buon La sottile linea rossa sia il sopravvalutato The New World [...] Vai alla recensione »
Le aspettative sulla grandezza del film lasciano molto a desiderare, la poesia che esso vuole trasmettere è confusionaria, come se le sue parole fossero state lette con troppo poca enfasi, risultando così anche più scialbe di ciò che sono in realtà. Le parole, i pensieri che dovrebbero narrare del dramma in un modo profondo ed introspettivo tendono a perdersi nell'atm [...] Vai alla recensione »
Il regista Terrence Malick ha realizzato un’esperienza cinematografica senza precedenti, esplorando territori del tutto nuovi per il cinema. The Tree of Life assimila due diversi livelli narrativi: la storia di una famiglia americana degli anni cinquanta, raccontata attraverso lo sguardo del figlio maggiore Jack ( Sean Penn ) lungo il suo percorso di crescita dall’infanzia all’et&agra [...] Vai alla recensione »
In certe sale hanno invertito primo e secondo tempo tra loro e nessuno se n'è accorto.... capolavoro! I dinosauri si azzannano mentre esplosioni da discovery channel si alternano sullo schermo....capoloavoro! una famiglia di supereroi (la madre vola) mette in scena i soliti banali drammi esistenziali mentre si celebra la caduta delle foglie in autunno.
“The Tree of Life” è un film complesso, che presenta al grande pubblico qualcosa di estremamente nuovo. Malick, per creare quest’opera, ha dovuto sintetizzare tutta la sua esperienza cinematografica in un nuovo linguaggio, plasmato appositamente per lo scopo. Ha coraggiosamente cercato di dare voce al proprio personale bisogno di ricerca, generando, così, un’oper [...] Vai alla recensione »
Non si può non notare la meraviglia e lo stupore che ci suscitano “The Tree of Life”; un'opera immensa, piena di significati e immagini di una bellezza e grandiosità tale da farci sentire piccoli quanto un microbo, se non di più. I temi trattati, fanno un agglomerato di quello che è la vita, vista sotto gli occhi di Jack, bambino cresciuto tra la rigidità [...] Vai alla recensione »
Ho avuto modo di vedere il film sia sul grande che sul piccolo schermo, di analizzarlo e rielaborarlo. Devo dire che rivisto una seconda volta mi è piaciuto di più, ma vorrei puntualizzare come vi siano troppe citazioni, mai completamente rielaborate. In ogni istante del film ho rivisto citati grandi servitori della Decima Musa: da Fellini (la scena finale, bella e struggente, è comunque una citazione [...] Vai alla recensione »
Un'opera d'arte. The Tree of Life non è un film ma un'opera d'arte nel senso più intimo del concetto, perchè andare al cinema e guardare questa pellicola è come entrare in un museo d'arte moderna e farsi rapire. Malick è riuscito a rendere al meglio il suo pensiero coinvolgendo lo spettatore in un viaggio profondo dentro se stesso.
Scorrono le immagini, si intravede una storia, poi un fiume, che dico una cascata, un'esplosione di meraviglie naturali. Poi un'altra storia che si intuisce legata alla prima... Potrebbe essere un film stupendo. Ma tutto finisce così come comincia, nel buio. Il film non esiste! La magia del Festival di Cannes ci incanta, il suo responso ci fara' dire che si tratta di un film unico che riscrive la storia [...] Vai alla recensione »
Un giudizio su un film dovrebbe essere oggettivo, ma generalmente è soggettivo. Deve risponde ad una serie di requisiti,anche nel suo insieme può non è piaciuto.Credo che sia proprio il caso per un commento su The Tree of Life (L’Albero della Vita).Considerando il numero dei pareri espressi da tutti coloro che lo hanno visto,se ne deve dedurre, almeno per questa ragione, che lo si deve considerare [...] Vai alla recensione »
Illustrare la nascita e l'evoluzione dell'universo. Rappresentare il percorso della vita umana. Ripercorre la storia del cinema. "The tree of life" si compone di tre itinerari che corrono vicini, costantemente sovrapposti, mescolati, allacciati l'uno all'altro in una tensione inscindibile. Con una potenza visiva mai eguagliata nella precedente storia del mezzo cinematografico, [...] Vai alla recensione »
Come nella maggior parte delle opere mondo, è veramente arduo decidere quali dettagli ci lasciano una sensazione inappagante, di disgregazione. Nel suo magmatismo questo film rilascia delle scorie vaganti. Ma forse vorremmo un uleriore livello di sintesi, un film nel film sopra il film. No, è una opera grande e ultimativa, limitiamoci ad osservarla come un grande corpo celeste, un miracolo della Natura [...] Vai alla recensione »
Non mi sono mai piaciuti quei film in cui registi e protagonisti si prendono troppo sul serio, pari pari alle loro sceneggiature. Anche un film drammatico per poter passare agli altri con intelligenza deve avere una costruzione non pedante e ripetitiva, questo film almeno per me è stata una grossa delusione. Ci si addormenta nel mostrare un disincanto noioso e petulante, se Dio esistesse davvero penso [...] Vai alla recensione »
“Ci sono due vie per affrontare la vita :la via della natura e la via della grazia”. Opera onirica e controversa “the Tree of life”, l’ultima fatica di Malick, si appresta ad entrare di diritto nella storia del cinema dell'ultimo decennio per la sua audacia e per il suo forte simbolismo.
Questa pellicola puo' essere descritta in svariati modi. Puo' risultare noioso, senza senso, pesante. Ma questa pellicolla si contrappone a tutte quelle contemporanee che possono offrire solo mero intattenimento come magari un film d'azione o una commedia rosa. Questo film va oltre il senso di un cinema leggero, superficiale e a volte vacuo. Mallick con questo film vuole fare un tributo, un tributo [...] Vai alla recensione »
il film descrive una famiglia texana negli anni ’50, soffermandosi sui rapporti affettivi, e sul dolore provocato dalla morte di un figlio; sfondo di questa tragedia familiare è il processo grandioso che ha reso l’ambiente naturale adatto all’insediamento della vita vegetale, animale e infine umana, secondo una visione evoluzionistica, priva di senso e di finalità.
Occorrerebbe un "libretto dell'opera" per spiegare tutte le contorte metafore del film. TRoppe scene sono ( o senmbrano) fini a se stesse, o sono 8o sembrano) montate in punti anomali, scollegati, salvo trovare riferimenti più avanti in un gioco che non si segue facilmente. Esempio: l'uomo rugoso, inquadrato dice: "ci rivediamo tra 5 anni"; dopo circa 20 minuti di film si scopre che è uno degli ammanettati [...] Vai alla recensione »
Tra l'autorità del padre e l'amore della madre, Jack si trova a non capire quale sia più la via giusta da seguire. Malick racconta la vita della famiglia O'Brien, rappresentazione del ceto sociale degli anni cinquanta in america. Seguendo un educazione rigidamente cattolica, il ragazzo una volta cresciuto sarà un'uomo perso tra la modernità del mondo contemporaneo, che anche lui non comprende fino [...] Vai alla recensione »
Si sa che Terrence Malick non è famoso per la quantità di film girati. In particolare The Tree of life è il suo quinto lavoro. Il film segue la vita di Jack, figlio di un padre severo e gelido (Brad Pitt) e di una madre fin troppo comprensiva (Jessica Chastain), dalla nascita fino all'età adulta dove si interroga su un'infanzia turbata.
La grandezza di un’opera narrativa, oltre che nella perfezione della forma, sta nel saper rappresentare un’epoca, un momento storico, nell’analizzare temi importanti, cogliendo i legami tra microcosmi e macrocosmi. Proust, con la descrizione dello snobismo salottiero, rappresenta la decadenza di un’epoca e di una classe sociale. Thomas Mann, all’età di 25 anni, scrive un romanzo (I Buddenbroock) [...] Vai alla recensione »
THE TREE OF LIFE (USA, 2011) di TERRENCE MALICK. Interpretato da BRAD PITT, SEAN PENN, JESSICA CHASTAIN, HUNTER MCCRACKEN, FIONA SHAW, LARAMIE EPPLER Jack O'Brien lavora come architetto a New York fra le vertiginose prospettive dei grattacieli. Gli è rimasta impressa in mente l’infanzia, come anche l’adolescenza, trascorse negli anni ’50 a Waco (Texas) in compagnia dei [...] Vai alla recensione »
Dopo un lungo ragionamento per capire se tree of life fosse veramente un capolavoro oppure un film discreto e noioso, sono arrivato alla conclusione che la seconda teoria è quella giusta. Un film che si avrebbe potuto essere un capolavoro, ma per essere veramente sinceri dico che malick ha esagerato rendento il film noiosissimo e a tratti frustante.
The Tree of Life di Terrence Malick è un film immenso. Probabilmente è il film più grande che io abbia mai visto. Ma cosa vuol dire grande? In questo caso grande sta per complesso, esteso, pesante. The Tree of Life è l'unico film (tra quelli che ho visto) che sia riuscito a dipingere la complessità umana. Dalla nascita, alla crescita, alla formazione, all'educazion [...] Vai alla recensione »
Lo si vede come si ascolta una sintonia, “The Tree of Life” (Usa, 2011, 138'): senza fretta, abbandonandosi ai suoi movimenti e al tema che più volte torna. II dolore contraddice l’illusione umana, molto umana che quel che esiste abbia un senso e un ordine: questo sembra il tema del film scritto e girato da Terrence Malick. Appunto il dolore segna la memoria di Jack (Sean Penn).
Opera mondo, autoindulgente e generosa, così ambiziosa da abbracciare l'universo, raccontando la vita sulla terra, nel tempo e nello spazio, e interrogando Dio sul senso del dolore e della morte. Malick compone una sinfonia di immagini dalla superba resa visiva, in un linguaggio filmico così libero e ispirato da potersi accostare solo a Fellini, Kubrick e Tarkovskij.
By all accounts, "The Tree of Life" had the makings of a fascinating genealogical foraging, as L.A.-based electronics engineer Hava Volterra -- the daughter of an Italian-Jewish physicist who immigrated to Israel as a young man and never looked back -- seeks to understand her late father through the family heritage he kept mum about. Traveling to Italy to visit the places he grew up with her feisty, [...] Vai alla recensione »
Un poema soverchiato dalla propria ambizione, una cosmogonia frantumata in troppi satelliti filosofici, scientifici e religiosi, un film che ne contiene almeno altri tre... Per lo spettatore sarebbe facile onorare l’impresa di Terrence Malick come ha fatto la giuria del festival di Cannes, ma in realtà «The tree of life» rischia d’entrare di slancio nella disagiata categoria dei capolavori mancati. [...] Vai alla recensione »
Spettatori divisi tra meraviglia ed esasperazione»: questa la chiosa di Le Monde all’atteso The tree of life del regista Terrence Malick, il Salinger del cinema, famoso per non apparire (a Cannes forse era nascosto tra il pubblico). L'ambizione è più che mai alta, perché il grandissimo Malick, ultimo virtuoso della macchina da presa, stavolta insegue l’impossibile; raccontare la storia della famiglia [...] Vai alla recensione »
Operaio, ornitologo, professore di filosofia, compositore, traduttore di Heidegger, di religione nestoriana. E questa è solo una parte delle inclinazioni di Terrence Malick. Aggiungiamoci che il regista 68enne nordamericano non si fa né fotografare né intervistare praticamente da cinquant'anni (al Festival di Roma, nel 2007, una delle rarissime apparizioni in pubblico) e che in quaranta anni di regia [...] Vai alla recensione »
Non è un fulmine di guerra l’introverso regista texano Terrence Malick, che ha cominciato la carriera nel 1973 e a Cannes ha portato la sua quinta opera. Una ogni sei e mezzo dunque. Tutte noiosissime. Tanto è vero che la critica snob ne va pazza. Dicono che non ami farsi fotografare, di sicuro non concede interviste e la leggenda vuole che il suo studio sia precluso perfino alla moglie.