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mercoled 15 agosto 2018

Brad Pitt

In un quarto d'ora nasce una stella

Nome: William Bradley Pitt
54 anni, 18 Dicembre 1963 (Sagittario), Shawnee (Oklahoma - USA)
occhiello
Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.
dal film Fight Club (1999) Brad Pitt Tyler Durden
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Brad Pitt
Razzie Awards 2017
Nomination peggior attore per il film Allied - Un'ombra nascosta di Robert Zemeckis

Golden Globes 2012
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film L'arte di vincere di Bennett Miller

BAFTA 2012
Nomination miglior attore per il film L'arte di vincere di Bennett Miller

Premio Oscar 2012
Nomination miglior attore per il film L'arte di vincere di Bennett Miller

NYFCCA 2011
Nomination miglior attore per il film L'arte di vincere di Bennett Miller

NYFCCA 2011
Premio miglior attore per il film L'arte di vincere di Bennett Miller

Golden Globes 2009
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher

Premio Oscar 2009
Nomination miglior attore per il film Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher

Golden Globes 2007
Nomination miglior attore non protagonista per il film Babel di Alejandro G. Irritu

Festival di Venezia 2007
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik

Golden Globes 1996
Premio miglior attore non protagonista per il film L'esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam

Golden Globes 1996
Nomination miglior attore non protagonista per il film L'esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam

Premio Oscar 1995
Nomination miglior attore non protagonista per il film L'esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam

Golden Globes 1995
Nomination miglior attore per il film Vento di passioni di Edward Zwick



Ad Astra

Un film di James Gray. Con Brad Pitt, Donald Sutherland, Tommy Lee Jones, Ruth Negga, Greg Bryk.
continua»

Genere Fantascienza, - USA, Brasile 2019. Uscita 10/01/2019.

Brad Pitt un corpo insostituibile, un'evidenza. Ma evidente da subito che Pitt non ci sta a fare bella mostra di s nei poster delle adolescenti.

Maledetto dagli uomini, benedetto dagli dei

venerd 13 novembre 2015 - a cura della redazione cinemanews

Maledetto dagli uomini, benedetto dagli dei Per spiegare la capacit di attrazione delle star esistono due ordini, uno relativo alla notoriet artistica, l'altro a quella mediatica. Il primo rinvia al talento che la societ riconosce all'artista, il secondo allo spazio che l'artista occupa nella produzione giornalistica. Brad Pitt si muove da sempre tra questi due poli in equilibrio perfetto e senza che una delle due prospettive prenda mai il sopravvento sull'altra. Basculando tra encomi ed esecuzioni sommarie, candidato tre volte all'Oscar come attore ma lo vince due volte come produttore (The Departed, 12 anni schiavo), confermando una volta di troppo la miopia dell'Academy.

   

Risse, fischi e applausi, le reazioni a The Tree of Life.

Cannes perde la testa per Malick

luned 16 maggio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Cannes perde la testa per Malick Rissa all'ingresso in sala, una fila iniziata nelle prime ore del mattino, le porte del Palais che si chiudono in anticipo sollevando il malumore generale. Cannes perde la testa per The Tree of Life di Terrence Malick, il film pi atteso del concorso, ambiguamente accolto da applausi e fischi ma da tutti ardentemente desiderato. Al cinema dal 18 maggio, The Tree of Life ha esaltato e irritato il pubblico, spaccandolo a met: chi ha amato i primi 90 minuti di muta cosmogonia, chi non li ha tollerati, chi semplicemente non li ha capiti. Nessuno, in ogni caso, qui per dare spiegazioni sul film. Terrence Malick non a Cannes o non si mostra, troppo timido e lo sapete, dice in conferenza stampa la produttrice Sarah Green, che spiega: Ognuno deve vivere questo film in maniera personale. Qualunque spiegazione sarebbe di troppo, corromperebbe il processo. Intorno al convitato di pietra si radunano sei persone, la produttrice Green con i colleghi Dede Gardner, Grant Hill, Bill Pohlad e gli attori Jessica Chastain e Brad Pitt. Assente giustificato Sean Penn, si dice per impegni di lavoro (ma si pensa per civetteria, riservandosi di apparire da protagonista assoluto solo a fine festival, nel film di Paolo Sorrentino This must be the place). Pitt, che di The Tree of Life anche produttore, regge al fuoco di fila delle domande: il suo entusiasmo per il film pare autentico, nonostante dia l'impressione di non avere le idee chiarissime sul suo contenuto metafisico.

Malick non c': vi ha dato indicazioni su cosa dovete dire?
Pitt: No. Ma normale che non ci sia: lui lavora per costruire case, non per venderle. Vendere il compito degli attori.

Com' stato il lavoro sul set?
Pitt: La parte pi interessante stata il processo creativo, che non mai veramente terminato. Terrence lavorava giorno per giorno, scriveva al momento, ci dava nuove pagine di copione ogni mattina e non voleva che le imparassimo bene. Abbiamo trascorso molto tempo insieme a lui nella casa che al centro del film, prima di girare. stata un'esperienza straordinaria e potrei andare avanti a parlarne per giorni.

Ma com' dal vivo il misterioso Malick?
Pitt: Come tutti gli esseri umani sorride, mangia, va alla toilette. incredibilmente dolce e ha un carattere piacevole. Ama e rispetta tutti i suoi personaggi allo stesso modo, e questo fa di lui un grandissimo regista.

L'esperienza con Malick cosa le ha lasciato?
Pitt: Mi ha cambiato, mi ha fatto venir voglia di andare in un'altra direzione, dare spazio a nuovi talenti, sperimentare: dire s ai film commerciali, ma anche a quelli piccoli d'autore.

Quindi se le offrissero un blockbuster alla Mission Impossible direbbe di no?
Pitt: Non esageriamo, non vorrei mai perdermi la possibilit di fare Mission Impossible... Diciamo che adesso voglio provare cose nuove, progetti che mi costringano a pormi delle domande importanti.

Che ruolo ha la religione cristiana in The Tree of Life?
Pitt: un film pi spirituale che cristiano: abbiamo fatto molti dibattiti teologici durante le riprese, ma l'opera non riflette una religione o una filosofia in particolare. Credo che le comprenda tutte perch rimanda a una spiritualit universale che possa interessare gli spettatori di tutte le culture.

Lei cristiano?
Pitt: Sono cresciuto cristiano, convinto che Dio si sarebbe preso cura di me, poi ho scelto di camminare con le mie gambe. Ma quelle stesse domande che mi ponevo attraverso la religione, sulla sofferenza e sulla morte, le ho ritrovate nel film di Malick. E questo uno dei motivi per cui ho accettato di farlo.

Cosa ha provato rivedendo il film a Cannes?
Pitt: Mi ha sorpreso ancora una volta il genio di Malick, il suo straordinario modo di incrociare la grandezza dell'Universo, il macrocosmo della la Natura, con il microcosmo della famiglia di cui seguiamo la storia.

Cosa l'ha convinta a partecipare al film? Solo la regia di Malick?
Pitt: Da produttore riconosco al volo un buon progetto quando lo vedo. E poi il film mi dava la possibilit di recitare questo padre oppressivo, con quel suo strano rapporto con i figli.... spero che i miei bambini vedano The Tree of Life al pi presto, perch credo di essermela cavata piuttosto bene come attore.

un film in qualche modo autobiografico? Si rivede in qualche personaggio?
Pitt: un film universale, che parla a grandi e bambini. C' senz'altro qualche suggestione che mi appartiene, come l'amore per la natura, il ricordo della grazia e della purezza della madre, il sogno americano incarnato dalla figura del padre. Ma non penso che un film cos universale possa avere a che fare con l'esperienza di un singolo individuo.

Suo padre era oppressivo come il suo personaggio nel film? E lei com' con i suoi figli?
Pitt: Mio padre non era assolutamente cos. Quanto a me io li picchio regolarmente, i miei figli. (ride)

Dove avete girato?
Pohlad: In Texas, nel Tennessee e nello Utah, alcune sequenze nel Great South Lake.

Il sistema-Malick, cos creativo, crea problemi alla produzione?
Green: No. Anche perch un grande professionista: Malick lavora giorno e notte, pi o meno velocemente, ed in grado di capire all'istante se una scena bella o meno.
Pohlad: Le riprese sono organizzate, non del tutto improvvisate. Parliamo sempre con lui di quel che sta per girare.
Hill: Senza contare che il film per lui continua anche in post-produzione. Vogliamo che mantenga nel montaggio la stessa libert di espressione che ha sul set.
Chastain: Girare con lui come lasciarsi andare, perdere completamente il controllo. La sua pi grande qualit quella di creare un set in cui accadano spontaneamente eventi, momenti speciali, non previsti dalla sceneggiatura: la scena della farfalla, che vedete nel film, non era nello script. semplicemente accaduta...
Pitt: ... e quando succedono cose del genere, capisci che sei in buone mani. Con Malick non hai mai paura.

Candidato a tredici premi Oscar, arriva in sala Il curioso caso di Benjamin Button, girato e riavvolto da David Fincher.

Il curioso caso di Benjamin Button: riavvolgendo una vita e svolgendo un amore

gioved 12 febbraio 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Il curioso caso di Benjamin Button: riavvolgendo una vita e svolgendo un amore A New Orleans, in Louisiana, la gente scesa in strada per festeggiare la fine della prima guerra mondiale e per accogliere un bambino appassito che ringiovanisce mentre gli altri invecchiano. Rifiutato e abbandonato dal padre, Benjamin cresce amato e sereno in una casa geriatrica, circondato dai tanti anni e dalla tanta esperienza dei suoi ospiti. Sotto un tavolo illuminato da una candela si innamorer per sempre di Daisy e riavvolgendo la sua vita, svolger il loro amore. David Fincher dimette i suoi protagonisti, figli di una civilt metropolitana selvaggia e frenetica e immolatisi sull'altare della produttivit (The Game), del successo (Fight Club) e della competizione (Seven), per adottare il curioso caso di una creatura che vive una vita al contrario, l'essere giovane dentro mentre si vecchi fuori e viceversa.
Trasposto dal racconto breve e omonimo di Francis Scott Fitzgerald, il grande favorito alla corsa degli Oscar soprattutto un film sul tempo, che consuma i corpi e corre all'indietro come l'orologio della stazione di New Orleans. Sotto gli occhi dello spettatore il Benjamin Button di Brad Pitt vecchio e decrepito si raccoglie e si ricostruisce fino a recuperare, nel tempo di due ore, giovinezza e freschezza, fino a ritornare all'inizio della vita. Verso di lui avanza la splendida Daisy di Cate Blanchett, condannata a invecchiare ma destinata ad incontrare nello splendore della sua giovinezza la giovinezza piena di Benjamin. Come il "tempo", Fincher lavora sul corpo, quello del cinema e quello dell'attore, non un caso allora che la condizione eccezionale di Button trovi corrispondenza nella disciplina incarnata da Daisy: la danza. In particolare la danza profetizzata e avviata da Isadora Duncan nei primissimi anni del secolo, quella che balzava il corpo femminile in primo piano dopo secoli di umiliazioni e repressioni. Un corpo liberato, denudato ed esercitato per esibirsi e per durare una stagione brevissima. Quello che rende interessante la curiosa parabola di Benjamin Button sono le implicazioni filosofiche-esistenziali che la corroborano. Ma se Il curioso caso di Benjamin Button concettualmente dotato, pur vero che rimane registicamente "inerte", in-efficace e in-capace di assumere una forma gi presente in potenza. Questa storia di vita alla rovescia sembra collegarsi all'algido meccanismo di The game, piuttosto che ai pi sporchi Seven e Fight Club, arrivando col fiato grosso sul bordo dell'ultima inquadratura e sull'orlo del precipizio dopo una rincorsa di due ore. Muto a vacillare sul vuoto prima che sopraggiunga l'uragano e la bella signora, prima che il tempo ricominci a scorrere o si rimetta in moto a rovescio. Disgraziatamente, quando ricomincia sempre per finire. E la pellicola scorre, e la vita trascorre.

Con L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford da icona sexy diventa attore di culto.

5x1: Brad Pitt, il bello di Hollywood

marted 18 dicembre 2007 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Brad Pitt, il bello di Hollywood Ci sono momenti nella vita e nella carriera delle persone che salvificano e danno un senso a tutta una esistenza oppure, pi semplicemente, gettano un colpo di spugna sul passato, e preparano a un futuro radioso. Brad Pitt, senza Ridley Scott e le sue Thelma & Louise, sarebbe presto entrato nel dimenticatoio dei tanti giovani e carini che affollano i boulevard di Los Angeles, in attesa di un'occasione. Pitt, attorucolo da piccole parti in televisione (Genitori in blue jeans ad esempio) colse l'occasione di sedurre Geena Davis nel gioiello diretto dal regista inglese, e cambi la propria carriera. Quella manciata di minuti, fece di Pitt un'icona sexy planetaria e dimenticare il chiacchiericcio sulla sua vita fino al giorno in cui gli fu assegnato il ruolo. Oggi, molte onde hanno sciabordato sulle spiagge di Santa Monica. Brad non pi o meglio non solo un'icona sexy: diventato attore completo, premiato con la Coppa Volpi all'ultimo festival di Venezia proprio per la sua lettura del bandito Jesse James nel film di Andrew Dominik, ma gi nel complesso Babel aveva dato prova di una nuova e pi matura coscienza di s e delle proprie possibilit.
Dal cowboy ladruncolo di Thelma & Louise, al bandito dai modi gentili che cerca la rivincita del Sud uscito umiliato dalla guerra civile americana, possibile scoprire tanti differenti Brad Pitt.

Brad e Angelina testimoniano a Cannes il loro impegno civile.

Il cuore grande di Angelina Jolie

marted 13 novembre 2007 - Claudia Resta cinemanews

Il cuore grande di Angelina Jolie Questa volta Brad Pitt produttore del film diretto da Michael Winterbottom. Si tratta della vera storia del giornalista del Wall Street Journal Daniel Pearl, barbaramente ucciso dai terroristi in Pakistan nel febbraio del 2002 e di come la moglie Mariane non abbia perso le speranze di poterlo riabbracciare, nonostante i luttuosi presagi che hanno accompagnato l'attesa della donna in patria e nello stesso Pakistan una volta partita alla ricerca dell'amatissimo marito.
Mariane Pearl interpretata sobriamente da Angelina Jolie, che insieme al marito ha creduto molto in un libro lasciato perdere in precedenza da quattro major. Brad e Angelina hanno raccontato a Cannes i perch di questa svolta.

Allied - Un'ombra nascosta

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,82)
Un film di Robert Zemeckis. Con Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris, Lizzy Caplan, Daniel Betts.
continua»

Genere Azione, - USA 2016. Uscita 12/01/2017.

La grande scommessa

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,65)
Un film di Adam McKay. Con Brad Pitt, Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, Marisa Tomei.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2015. Uscita 07/01/2016.

By the Sea

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,69)
Un film di Angelina Jolie. Con Brad Pitt, Angelina Jolie, Mlanie Laurent, Melvil Poupaud, Niels Arestrup.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2015. Uscita 12/11/2015.

Fury

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,80)
Un film di David Ayer. Con Brad Pitt, Shia LaBeouf, Logan Lerman, Michael Pea, Jon Bernthal.
continua»

Genere Azione, - USA 2014. Uscita 02/06/2015.

12 anni schiavo

* * * - -
(mymonetro: 3,16)
Un film di Steve McQueen. Con Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti.
continua»

Genere Biografico, - USA 2013. Uscita 20/02/2014.
Filmografia di Brad Pitt »

marted 14 agosto 2018 - Il 9 agosto 1969 gli USA si svegliarono con la notizia dal massacro di Cielo Drive. Cinquant'anni dopo il regista mette la tragedia al centro del suo Once Upon a Time in Hollywood.

Quentin Tarantino - Charles Manson: contatto!

Pino Farinotti cinemanews

Quentin Tarantino - Charles Manson: contatto! Once Upon a Time in Hollywood, C'era una volta in Hollywood. il titolo del nuovo film di Quentin Tarantino che uscir l'anno prossimo. Lo scenario la Hollywood del 1969, un collettore di ogni storia, spettacolo, eccessi, sesso, violenza, il mondo del cosiddetto star system, dove non ci si fa mancare niente. Ho scritto "violenza", in quell'anno accadde qualcosa che divenne un manifesto orribile della violenza: il 9 agosto fu il giorno della strage al 10050 Cielo Drive, a Bel Air, in cui i seguaci della setta di Charles Manson uccisero sette persone, fra cui Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi. Ne fu sconvolta l'America, e lo fu il mondo. In quell'epoca Hollywood era ancor la citt del cinema quasi senza concorrenza, nelle stagioni a venire molto sarebbe cambiato, le produzioni avrebbero cercato altre alternative, di luogo e di contenuti, il centro di gravit non sarebbe pi stata la sola California. Allora le major erano ancora in piena attivit e i professionisti nei vari mestieri arrivavano in citt e trovavano lavoro. Quentin Tarantino, che ha lavorato alla sceneggiatura per cinque anni, ha costruito il racconto su due figure non di primissimo piano. Una Rick Dalton, uno specialista di western, presente in varie serie televisive. L'altro Cliff Booth, uno stuntman. Si frequentano, si incrociano nelle produzioni, sono amici. C' un dettaglio che risulter importante, Dalton abita vicino alla villa di una star, Sharon Tate. L'impatto mediatico dei fatti di Bel Air fu naturalmente enorme e Charles Manson (1934-2017) non poteva non diventare un perfetto soggetto da film. Infatti il grande e il piccolo schermo non lo hanno trascurato.

Fra i molti titoli sono ricordabili Aquarius, Helter Skelter e Manson Family Movies. La sua personalit stata sviscerata in tutte le forme. Manson ha finito per diventare una vera cultura dell'orrore, stato il primo angelo del male, con tanto di sponsor, creando un modello che ha fatto proseliti. Fatti tutti i debiti distinguo non c' dubbio che Tarantino possegga tutte le attitudini artistiche per occuparsi di quel personaggio. Che comunque non sar il centro della narrazione.

sabato 11 agosto 2018 - L'artista riuscito ad essere eroe in un'epoca non favorevole a quel ruolo. Speriamo cambi idea.

Robert Redford lascia il set, la perdita grande

Pino Farinotti cinemanews

Robert Redford lascia il set, la perdita  grande La notizia non bella, proprio non lo : Robert Redford non far pi l'attore. Le categorie di racconto che lo riguardano sono molte perch Redford un attore, un uomo, impegnato nel sociale, nella cultura del suo paese e di riflesso dovunque, al massimo livello. Ma attore&uomo, non basta, vale un altro lemma, che verr. Ci sono attori che nelle epoche hanno dettato quella che si dice identificazione: sappiamo cosa significa, diventano un modello di cui ci fidiamo, al quale deleghiamo tutto ci che non riusciamo ad essere. E in quella chiave non si sgarra, il modello non pu che essere buono: sar un giovane e un adulto onesto, onorer ci che va onorato, niente lo corromper, la donna che lo ama si sentir sempre al sicuro, nessun tradimento, nessuna mancanza di rispetto. un quadro che nella nostra epoca non cos sexy, un modello come quello non viene compreso, annoia, appare sorpassato. Va riaggiornato, e Redford riuscito ad essere eroe -il lemma detto sopra- in un'epoca non favorevole a quel ruolo. In Come eravamo di Sydney Pollack, del 1973, Redford uno studente che scrive un racconto. L'incipit "Egli era come la nazione in cui viveva, aveva avuto tutto troppo facilmente." una definizione che si gli si addice, ma che non deriva da un privilegio di nascita, perch la sua era una famiglia modesta, ma dal talento quando si sposa all'intelligenza. Una chimica che, bene applicata, ti fa correre veloce. Fra le esperienze giovanili, diciamo formative, di Robert, c' una permanenza in Italia e una in Francia. Se in questi posti stai attento, ti guardi in giro, e sai vedere e ascoltare, hai sicuramente assunto anche una piccola parte di quelle culture che fanno di te un americano diverso, quando te ne torni in California.
Poi c' la professione, abbastanza conforme al percorso dei divi: un po' di teatro, di televisione. E poi il cinema: dopo un paio di piccoli ruoli Redford ne copre uno importante ne La caccia, dove si confronta, senza sfigurare, con Marlon Brando, e dove incontra Jane Fonda, che sar sua partner in A piedi nudi nel parco, il film che gli fa fare il salto di qualit. un ruolo leggero e Redford aspira a ben altro. Che arriva. Trattasi di Butch Cassidy, il western di Roy Hill, dove se la gioca (quasi) alla pari con Paul Newman. il 1969 e Robert ha 33 anni. E ormai nel cartello dei divi, quelli che vai a vedere comunque, senza prestare attenzione al titolo del film.

luned 30 luglio 2018 - Il film di Gary Ross sembra andare oltre l'idea di semplice revival gender switch. Al cinema.

Ocean's 8, instant-blockbuster o spin-off che riapre la saga?

Lorenzo Ciofani, vincitore del Premio Scrivere di Cinema cinemanews

Ocean's 8, instant-blockbuster o spin-off che riapre la saga? probabile che il motivo per cui Gary Ross sia stato chiamato a dirigere una cos grande operazione commerciale abbia a che fare anche con Hunger Games, con l'idea - brillantemente veicolata dalla saga - che anche le ragazze possano essere eroine in grado di dominare generi a loro spesso preclusi, se non come deuteragoniste quasi sempre subordinate all'eroe. Con Ross, insomma, non siamo nei territori di Wonder Woman, al cui successo ha contribuito la regia di Patty Jenkins, o di Black Panther, diretto non a caso dall'afroamericano Ryan Coogler. D'altronde Ocean's 8 non pensato dentro le logiche della militanza o dell'"omogeneit" tra personaggi narrati e narratore (bench in sede di sceneggiatura ci sia anche Olivia Milch): piuttosto interessato alla riproposizione all-female star di un fortunato franchise, confidando inoltre nella buona disposizione dello spettatore chiamato ad accettare l'inaspettata parentela tra i fratelli Sandra Bullock e George Clooney. Lorenzo Ciofani Onestamente non si mai del tutto persuasi che questa heist comedy abbia bisogno di quel nesso narrativo, per quanto allo stesso tempo sia abbastanza chiaro che la ragione legata alla possibilit di avvantaggiarsi dell'aggancio con qualcosa di gi familiare.

Eppure la stessa Bullock ha dimostrato di avere il carisma per poter affrontare generi sulla carta inconsueti, come il buddy cop Corpi da reato diretto dallo specialista Paul Feig, autore di Le amiche della sposa, Spy e Ghostbusters. Ed altres interessante rilevare che mentre questo vituperato reboot cambiava l'identit di genere degli acchiappafantasmi, il pi scaltro Ocean's 8 amplia il cast mantenendo la banda originale nel ricordo del nuovo gruppo (e nel suo ricalco, anzitutto il rapporto alla pari tra Bullock e Cate Blanchett che replica quello tra Clooney e Brad Pitt): sembra essere questa la chiave di volta, proponendo non un revival gender switch ma un finto spin-off che prosegue e dilata un universo.
Ross, che non - e forse non vuole essere - Steven Soderbergh e non intende ripensare il cinema o indicare nuove vie, ha ben chiara la natura derivativa del suo film e tiene presente che gi il primo Ocean's 11 nasceva come remake di Colpo grosso. Cos, rivolge lo sguardo all'eleganza formale dei film di rapina degli anni Sessanta (quelle di Debbie potrebbero essere, senza troppa fantasia, le sue sette donne d'oro...), garantendo un'aurea di classicit che colloca il film in una dimensione meno occasionale della facile etichetta di instant-blockbuster post Time's Up.

Orchestra un lavoro a suo modo complesso per equilibri tra star, tematiche e filoni, nel quale devono collimare il rinsaldato legame con la precedente trilogia, l'organizzazione di un colpo che sia credibile (e possibilmente ad alto tasso glamour, tant' che si svolge durante il Met Gala di New York), le avventure di un gruppo inclusivo interpretato da un cast crossmediale, il bisogno di assicurare alle otto della banda gli spazi per articolare al meglio le personalit, la tensione incalzante di un intrattenimento pop. Tutto questo grazie ad un regista uomo bianco e sessantenne.

   

luned 16 luglio 2018 - Il film con Brad Pitt ha conquistato nella serata di ieri il 5.7% di share.

Sleepers, pi di 800mila spettatori per il passaggio in TV

a cura della redazione cinemanews

Sleepers, pi di 800mila spettatori per il passaggio in TV Nella prima serata di ieri sera Sleepers stato visto da 812.000 spettatori, conquistando il 5.7% di share. Il film del 1996 di Barry Levinson ripercorre la storia vera di Lorenzo Carcaterra, finito in prigione insieme a tre amici per una bravata. Rinchiusi in un riformatorio per 18 mesi, vengono presi di mira da quattro guardie che li sottopongono sistematicamente a maltrattamenti e abusi sessuali. Quattordici anni dopo due di loro troveranno il modo di vendicarsi, ma ne dovranno subire le conseguenze. Un cast cospicuo riesce a sovrastare la regia: in poche sequenze si possono ammirare le interpretazioni di Brad Pitt, Kevin Bacon, Robert De Niro, Dustin Hoffman ed il nostro Vittorio Gassman in una delle sue ultime apparizioni. Il film non ha per avuto vita facile. Alla sua uscita sono state mosse molte critiche alla veridicit della storia, che era stata inizialmente presentata come un'accurata biografia dell'autore italo-americano, ma che molti associarono subito alle vicende del classico Il conte di Montecristo, pi volte citato nello stesso film. Il tribunale di New York si mosse subito per intraprendere tutte le azioni legali che potessero smentire alcuni dei punti trattatati da Carcaterra che mettevano in dubbio l'affidabilit dell'organo, ma la produzione decise prima di riposizionare Sleepers come un'opera di finzione. Il marketing quindi punt tutto sui grandi nomi del cast, riuscendo a conquistare una buona fetta di pubblico che sostenne il film durante tutto il periodo in sala.

   

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