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Fight Club
Un film di David Fincher.
Con Brad Pitt, Helena Bonham Carter, Edward Norton, Meat Loaf, Jared Leto.
continua»
Drammatico,
durata 139 min.
- USA 1999.
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![]() Machismo imperante e violenza per suscitare polemiche, ben diretto e ben interpretato
Pino Farinotti
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Picchiarsi per stare meglio: questo l'assunto del film. Dopo il successo, in parte inaspettato, di Seven, Fincher ripercorre e perfeziona la violenza. Pitt è semplicemente il diavolo: forte, astuto, bello e violento. Norton ne rimane sedotto. Nota di costume sulla pratica di scaricamento delle tensioni con scarico di pugni. Machismo imperante. Suggestioni da palestra di pugilato. Ideologia atta a suscitare polemiche. Ben diretto e ben interpretato. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
Perchè ci si ostina a fare i critici...?
venerdì 3 agosto 2007
di Raistlin
Da qualche parte ho letto questa frase: "chi sa fare fa, chi non sa fare insegna e chi non sa neanche insegnare fa il critico..." , quando leggo certe recensioni (Lietta Tornabuoni...per intenderci) comprendo il senso di queste parole. E' triste, infatti, vedere certi personaggi nascondersi dietro un falso mestiere per sparare a zero sulle poche cose buone che ci vengono donate (che possono essere film, libri o altro) soltanto per ergersi a ruolo di saccenti. Non si accorgono che sembra, dalle loro continua » |
Un capolavoro assoluto
lunedì 21 maggio 2007
di Nichel
Un capolavoro assoluto, non tanto per la tecnica (comunque eccellente) quanto per il contenuto eccezionale e per la trama perfetta, precisa come un orologio. Ma è sul piano del contenuto che il film entra di diritto nel panteon dei capolavori del cinema (e dell'arte in genere). Chi lo critica sotto questo punto di vista lo fa solo perchè lo TEME, teme i concetti semplici, esatti, lapalissiani che trapelano dal film; dall'incontro-scontro sanguinario con sè stessi, alla caduta del capitalismo per continua » |
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Si deve combattere!!
lunedì 29 luglio 2002
di Aldo77
Fight Club è un film che lascia il segno, specialmente in coloro che da un determinato punto di vista si rispecchiano nel protagonista principale. Infatti alla fine ti rendi conto (nel mio caso ho rafforzato la mia convinzione) che noi non siamo uomini "liberi", ma macchine manovrate dal sistema e che ognuno di noi (chi più chi meno) ha bisogno di una "guida" che ci faccia capire (in determinate situazioni) se un'azione che stiamo per compiere o che abbiamo compiuto sia veramente partita da noi continua » |
Da uno scrittore eccezionale
martedì 4 settembre 2007
di Moro
Forse si è parlato troppo poco di lui. Forse i critici, gli intellettuali che decidono il valore di un film in una colonnina di giornale non l'hanno mai letto, quel libro. Il suo autore, Chuck Palaniuk, rappresenta praticamente in ogni suo libro quella società malata, quell'individuo avulso dal sogno americano che a loro modo i beat rappresentavano negli anni della contestazione. Si può essere d'accordo o meno con le vie che i suoi personaggi utilizzano per fuggire, scappare e salvarsi alla loro continua » |
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| Tyler Durden (Brad Pitt) | |
| Le cose che possiedi alla fine ti possiedono. | |
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| Tyler Durden (Brad Pitt) | |
| Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante me**a del mondo! | |
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| Tyler Durden (Brad Pitt) | |
| Solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa. | |
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Altre frasi celebri del film Fight Club
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DVD | Fight ClubUscita in DVD
Disponibile on line da sabato 5 agosto 2000
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SOUNDTRACK | Fight ClubLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 24 giugno 2003
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Largo al sociologo: per giudicare un film come Fight Club, di David Fincher, servono senz’altro di più le analisi dei fenomeni di costume (e quindi largo anche allo psicologo) piuttosto che le consuete categorie estetiche. Perché Fight Club è il sintomo di una malattia, anzi, con ogni probabilità è già esso stesso la malattia. Vuoto assoluto, disastro antropologico, dominio del Male e del non-senso: cosi appare a Fincher la società contemporanea. Non esiste speranza, non si scorge via d’uscita, impossibile rinvenire la minima briciola di spiritualità. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
I Fight Club del film di David Fincher (californiano, 36 anni, già regista di Seven e The Game) sono circoli in cui gli uomini si sfidano facendo a pugni con dolore non come sul ring, ma come nelle lotte di galli o di cani. A Edward Norton malato d'insonnia il medico consiglia di frequentare le associazioni di malati terminali (cancerosi, leucemici, afflitti da Aids) e di trovare nel loro dolore la quiete di cui ha bisogno per poter dormire. Patire il dolore è l'unico rimedio per il caos e la disperazione contemporanei, sostiene un predicatore, mentre l'aggressivo Brad Pitt (che é, naturalmente, la parte oscura del protagonista) intende creare un esercito di ragazzi vandali in lotta contro consumismo, capitalismo, cultura industriale. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Ottovolante di sensazioni forti (come del resto Seven,il film più noto di Fincher), condensato di ammiccamenti “pseudo-alti” (soprattutto da Il sosia di Dostoevskij), ritmo da spot pubblicitario con scenografie visionarie. Chi entra è avvertito: il cocktail servito può essere altamente tossico. Grande o grosso? L’alternativa si poneva già con Seven (1995). Era una discesa nell’inferno del nichilismo metropolitano, quel film, o era solo una manipolazione furbesca di luoghi comuni, l’ennesimo titillamento del voyeurismo della lacerazione dei corpi? C’era, allora, chi sospettava una propensione di David Fincher per la volgarità. » |
Brad Pitt prende a pugni la Mostra
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Prima mondiale della pellicola di David Fincher (già autore di "Seven"). Protagonista anche Edward Norton: il cinema deve provocare. Applausi a scena aperta per il violento Fight Club. "Questa generazione si fa male per sentirsi viva". "Il consumismo ci imprigiona. Si finisce con l’essere posseduti dalle cose che si possiedono: in un torpore che non conosce più valori. Il sangue è ovunque, sarebbe ipocrita non volerlo vedere". Con il sorriso del ragazzo desiderato dalle donne in "Thelma & Louise", ma anche con l’aria un po' inquietante del serial killer di "Kalifornia", Brad Pitt, 36 anni, è arrivato al Lido portando la prima copia, non ancora ultimata nei titoli di testa, di "Fight Club" (regia di David Fincher, autore di "Seven"). » |
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