| Titolo originale | I Know What You Did Last Summer |
| Anno | 2025 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 111 minuti |
| Regia di | Jennifer Kaytin Robinson, Elisha Christian |
| Attori | Madelyn Cline, Chase Sui Wonders, Jonah Hauer-King, Tyriq Withers, Sarah Pidgeon Billy Campbell, Jennifer Love Hewitt, Nicholas Alexander Chavez, Freddie Prinze Jr., Austin Nichols, Hayley Gia Hughes, Georgia Flood, Todd Giebenhain, Joshua Nazaroff, Michael McHugh. |
| Uscita | mercoledì 16 luglio 2025 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,33 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 26 luglio 2025
La storia di un gruppo di amici perseguitati da un assassino dopo aver cospirato per coprire un incidente automobilistico. In Italia al Box Office So cosa hai fatto ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 698 mila euro e 327 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Dopo aver causato un incidente d'auto mortale, cinque amici nascondono il loro coinvolgimento e fanno un patto per mantenere il segreto evitando di affrontare le conseguenze. Un anno dopo, il loro passato torna a tormentarli e sono costretti a confrontarsi con una terribile verità: qualcuno conosce quello che hanno fatto l'estate precedente ed è deciso a vendicarsi. Gli amici, perseguitati uno a uno da un assassino, scoprono che è tutto già successo in passato e si rivolgono a due sopravvissuti del leggendario "Massacro di Southport" del 1997 per chiedere aiuto.
Quarto capitolo della serie, sequel dell'omonimo film del 1997 e di Incubo finale dell'anno dopo, So cosa hai fatto fa rimpiangere lo stile genuino dello slasher che negli anni '90 guardava al teen movie degli '80.
Ora la regista Jennifer Kaytin Robinson, che ha scritto anche la sceneggiatura con Sam Lansky, per gli spettatori del nuovo Millennio già avanzato sceglie di cambiare l'età del gruppo dei ragazzi che si trova al centro di una scelta etica e morale capace di condizionare il resto della loro vita. Se nel film originale, So cosa hai fatto del 1997, quelli che investivano un uomo e se ne sbarazzavano, erano praticamente degli adolescenti, ora a far uscire di strada un auto che, nonostante i loro sforzi, precipita giù nel dirupo, sono cinque giovani adulti che non possono permettere che un incidente metta a repentaglio più che le loro vite, le loro carriere.
Infatti c'è la coppia, Danica (Madelyn Cline) e Teddy (Tyriq Withers), che fa la festa di fidanzamento, c'è la loro amica Ava (Chase Sui Wonders), avvocata su temi climatici a New York, tornata per loro a Southport dove incontra il fidanzato del liceo Milo (Jonah Hauer-King). Tutti giovani, carini e occupati, grazie anche ai loro genitori, tranne l'amica d'infanzia Stevie Ward (Sarah Pidgeon) che si unisce al gruppo in vena di ricordi melanconici del tempo che fu, sotto i fuochi d'artificio a illuminare la baia nella festività del 4 luglio. Trascorso un anno dall'incidente, niente è più come prima, e il classico biglietto della saga con su scritto "So cosa hai fatto (l'estate scorsa)" apre alla catena di ammazzamenti da parte del pescatore con l'uncino e la casacca nera impermeabile.
Il primo azzardo di questo nuovo inizio, con la partecipazione d'eccezione ma poco convinta, se non spaesata, degli interpreti protagonisti dell'originale (Jennifer Love Hewitt e Freddie Prinze Jr.), è proprio nella scelta dell'età dei protagonisti che, pur essendo dei giovani adulti che sembrano degli adolescenti (forse è il problema delle nuove generazioni, sembra ammonirci il film), le loro azioni non sono così avventate e ingenue come quelle dei loro predecessori (addirittura chiamano i soccorsi prima però di scomparire), facendo così perdere tutto l'immaginario legato al mondo dei teen movie degli anni '80. In più il meccanismo del revenge movie da parte di uno sconosciuto incappucciato appare meno condivisibile da parte dello spettatore (sì la comprensione paradossale della causa-effetto in questo tipo di film è un tipico legame sottile e ambiguo che si crea, nostro malgrado), creando un effetto di distanza che non viene colmato dalla forte meccanicità degli ammazzamenti del pescatore con l'uncino.
Un altro aspetto peculiare di questo nuovo So cosa hai fatto è che, rispetto anche all'originale, per non parlare di Scream partorito l'anno prima sempre dalla penna di Kevin Williamson, si prende maledettamente sul serio. La regista di Do Revenge, che si avvale di un reparto tecnico quasi tutto al femmnile, abbandona quasi da subito le derive autoironiche della storia per concentrarsi molto sui suoi aspetti più moralistici che morali. Così, ancora una volta, fumare dell'hashish con gli amici porterà a conseguenze terribili punite anche con la morte uncinata.
Meglio allora attaccarsi alla blanda critica della classe medio-alta, alla denuncia della mefitica commistione dell'imprenditoria nella politica della cittadina balneare mentre invece gli accenni all'ambiguità dei comportamenti del pastore Giuda nella sua chiesa con vista sul mare, l'inserimento di una superflua figura di una star virale di podcast ossessionata dai crimini insieme alla reiterazione degli effetti sonori nelle scene clou, con un numero di finali che esonda anche nei titoli di coda, ci porta in un territorio sia di déjà-vu (ma sulla poltrona comunque si sobbalza un paio di volte) che di furba preparazione di nuovi sequel togliendo qualsiasi effetto sorpresa a un prodotto fin troppo serializzato e sfruttato.
SO COSA HAI FATTO.Quarto capitolo della saga iniziata nel 1997 con l?omonimo capostipite. Gi? all?epoca, nonostante i grossi incassi sulla scia di Scream con lo stesso sceneggiatore, non era tutto questo granch? come teen horror. Le uniche cose che spiccavano erano il soggetto (soprattutto all?inizio), la paranoia palpabile che sovrastava i personaggi, qualche omicidio teso e gli attori, in particolare [...] Vai alla recensione »
Oggi è più facile da accettare data la lunga distanza trascorsa, ma già all'indomani del primo Scream, gli osservatori più attenti compresero subito come la furba scrittura di Kevin Williamson avrebbe faticato a mantenere le promesse del nuovo enfant prodige dell'horror senza l'apporto di una regia straordinaria come quella di Wes Craven - non a caso va ricordato come il regista di Cleveland era stato [...] Vai alla recensione »