| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Paesi Bassi, Belgio, Italia |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Michiel van Erp |
| Attori | Dar Zuzovsky, Jonah Hauer-King, Sam Hazeldine, Ruth Becquart, Gaia Bermani Amaral Riccardo Gamba, Maarten Heijmans, Simonetta Solder, Igor Horvat, Angela Sant'Albano, Niccolò Besio, Finn Poncin, Juda Goslinga, Bert Hana, Loes Schnepper, Majd Mardo, Massimo Scola, Pia Lanciotti, Giulia Briata, Marisa Van Eyle. |
| Uscita | giovedì 21 agosto 2025 |
| Distribuzione | Kino Produzioni |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento martedì 19 agosto 2025
Amsterdam, XVIII secolo: Lucia, cortigiana segnata dal vaiolo e mascherata, ritrova l'ex amante Casanova che, ignaro della sua identità, si innamora di nuovo di lei. In Italia al Box Office Splendida imperfezione - Il primo amore di Casanova ha incassato 966 .
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CONSIGLIATO NÌ
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A metà XVIII secolo, nella città di Amsterdam, l'italiana Lucia è una delle cortigiane più desiderate, bellissima e misteriosa per via di una maschera di pizzo che le vela sempre gli occhi. In realtà, la donna è stata sfigurata dal vaiolo in gioventù e si scherma allo sguardo degli altri per paura di suscitarne il ribrezzo. Cresciuta in Veneto, in gioventù Lucia è stata la prima amante di Giacomo Casanova, abbandonata dall'uomo poco prima delle nozze. Cosa potrebbe succedere, dunque, se Casanova, nel frattempo trasformatosi in un cinico donnaiolo, dovesse rincontrare Lucia, non riconoscerla e innamorarsi un'altra volta di lei?
Tratto dal romanzo del 2003 "In Lucia's Eyes" dello scrittore olandese Arthur Japin, il film drammatizza le parole del celebre avventuriero italiano contenute nelle sue celebri memorie e immagina un gioco di seduzione e reciproco svelamento.
La didascalia finale informa infatti lo spettatore che Lucia (dopo lunghe ricerche identificata in Lucia Angela De Franceschi, una ragazza nata nel 1734) è l'unica amante per la quale Casanova ha usate parole di rimpianto, benché assai meno romantiche e innamorate di quelle suggerite dal film («Ormai nulla era più come un tempo e anche se la povera Lucia aveva soltanto trentatré anni, ne dimostrava cinquanta, e le donne hanno l'età che dimostrano», da "Storia della mia vita"). Nel film siamo dunque nel campo della speculazione storica, imbevuta come di consueto di eleganza posticcia da coproduzione internazionale, vero e proprio genere da cinema medio nel quale la Film Commission del Veneto (se ne era già parlato in tempi recenti per un altro film a sfondo storico e letterario, Di là dal fiume e tra gli alberi) è particolarmente (e dal suo punto di vista anche meritoriamente) attiva. Girato tra Venezia, Vicenza, Padova e Amsterdam, il film del regista olandese Michiel Van Erp raccoglie tutti i luoghi comuni narrativi ed estetici del caso: la seduzione della vita da ancien régime in una capitale europea; la giovinezza bucolica nella campagna italiana; la dissoluzione morale di Venezia; l'immancabile modernizzazione dei rapporti fra i sessi; a livello visivo, gli insistenti movimenti di macchina, i chiaroscuri degli interni, il continuo ricorso alla musica d'accompagnamento...
E pure, va detto, il palese gioco dell'artificio della seduzione tra i due protagonisti (è ovviamente impossibile che Casanova non riconosca Lucia...), che ha anch'esso rimandi teatrali e letterari ma che il film, sprecando l'unica idea originale della sceneggiatura di Ursula Rani Sarma, non riesca mai ad astrarre dal contesto realistico. Niente di nuovo, dunque, in questa ricostruzione del Settecento talvolta accurata (bello che per una volta gli interni di una villa di campagna siano disadorni) ma in generale ispirata per ritmo ed estetica a modelli prettamente televisivi (Bridgerton, Outlander e così via, oggi sostituitosi a quello che un tempo era il ben più nobile modello del cinema "alla Ivory") e fondata principalmente sul corpo dei suoi bellissimi interpreti - in particolare della protagonista Dar Zuzovsky, difficile da deturpare con il trucco prostetico che replica le tracce del vaiolo sul suo volto - così da evocare un mondo prerivoluzionario di seduzione, corruzione, romanticismo, velamenti e svelamenti. Mancano, insomma, l'ironia che un tempo era di Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova veneziano di Comencini (1969), ma pure l'erotismo che ci si potrebbe aspettare da una vicenda che ruota attorno al desiderio, al sesso, alla memoria del piacere. Il legame tra Lucia e Casanova, che si fonda su un'attrazione istintiva e su un amore assoluto, non ha mai un vero e proprio corrispettivo nella messinscena e nell'andamento del racconto, che si limita a illustrare sentimenti ed emozioni con piatti flashback e poi con un progressivo avvicinamento alla verità nel presente ambientato ad Amsterdam. E c'è pure come di consueto il rimando a una presunta emancipazione della figura femminile attraverso l'esperienza delle cortigiane tra Venezia e l'Olanda e della stessa Lucia, che nella consapevolezza del suo corpo anche deturpato trova la libertà rispetto al suo amante. Niente di vero, naturalmente, o meglio niente di storicamente credibile nonostante le didascalie, ma da un punto di vista cinematografico niente di scorretto o imprevedibile, a patto di accettare la realtà produttiva delle cose: Splendida imperfezione - Il primo amore di Casanova è un prodotto da esportazione, imbellettato, confezionato, a suo modo innocuo, pronto per fare incetta di visualizzazioni in un futuro passaggio in streaming. Per ora va al cinema, e non si sa se è ancora questo il posto adatto per operazioni del genere.
Splendida imperfezione non è l'ennesima cronaca delle gesta dell'avventuriero veneziano, ma un period drama che tenta di spostare il fuoco narrativo su Lucia, il primo amore di Casanova. Brillante e di umili origini, promessa sposa del giovane Giacomo, Lucia sceglie di allontanarsi da lui dopo essere stata segnata dal vaiolo, per non intralciare le ambizioni sociali dell'amato.