C'era una Volta... a Hollywood

Film 2019 | Drammatico, Thriller +13 161 min.

Titolo originaleOnce Upon a Time in Hollywood
Anno2019
GenereDrammatico, Thriller
ProduzioneUSA
Durata161 minuti
Regia diQuentin Tarantino
AttoriMargot Robbie, Brad Pitt, Leonardo DiCaprio, Dakota Fanning, Timothy Olyphant Al Pacino, Kurt Russell, Damian Lewis, Emile Hirsch, Luke Perry, Victoria Pedretti, Scoot McNairy, Lorenza Izzo.
Uscitamercoledì 18 settembre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,79 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Quentin Tarantino. Un film Da vedere 2019 con Margot Robbie, Brad Pitt, Leonardo DiCaprio, Dakota Fanning, Timothy Olyphant. Cast completo Titolo originale: Once Upon a Time in Hollywood. Genere Drammatico, Thriller - USA, 2019, durata 161 minuti. Uscita cinema mercoledì 18 settembre 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,79 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi




oppure

Quentin Tarantino si esercita su uno dei casi criminali più celebri di fine anni Sessanta. Al Box Office Usa C'era una Volta... a Hollywood ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 100 milioni di dollari e 40,4 milioni di dollari nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,79/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,57
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Canto malinconico di un autore romantico che crede nel potere del cinema e sa reinventarne la storia.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 22 maggio 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 22 maggio 2019

Los Angeles, 1969. Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star della televisione in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, stuntman che si è fatto (e rotto) le ossa nei western girati a Spahn Ranch. Controfigura e chauffeur di Dalton, Cliff vive in una roulotte con una cane disciplinato e fedele proprio come lui che da anni ammortizza le cadute e i rovesci dell'amico. E l'ultimo scacco costringe Rick e il suo doppio a traslocare dall'altra parte dell'oceano per girare un pugno di spaghetti-western. Sei mesi e una moglie (italiana) dopo, Rick e Cliff tornano a Los Angeles dove li attende la notte più calda del 1969.

Il cinema può salvare il mondo? Quentin Tarantino crede in ogni caso che possa vendicare gli ebrei (Bastardi senza gloria), affrancare dalla schiavitù (Django Unchained), cambiare il passato e offrire la chance ai vinti di regolare i conti coi propri carnefici.

In risonanza con Django Unchained e Bastardi senza gloria, che offrivano un'alternativa alla Storia facendo un falò dei gerarchi nazisti e dei bianchi schiavisti dell'America alla vigilia della Guerra Civile, C'era una volta...a Hollywood segue lo schema appropriandosi della storia del cinema, di una storia del cinema. La vendetta, sempre. Sempre più catartica, sempre più selvaggia, sempre più appassionante e sadica sul piano della rappresentazione. A compierla è un altro irresistibile tandem, due naufraghi della sottocultura hollywoodiana, un attore di serie B e la sua controfigura, che sembrano sognare ciascuno la vita dell'altro mentre le rispettive carriere colano a picco sotto il peso dei fallimenti e delle frustrazioni. Ma la vendetta questa volta non è quella dei personaggi, inconsapevoli 'dei fatti reali', ma è quella di un autore romantico che crede nell'immenso potere del cinema, che crede che tutto sia ancora possibile, come se la finzione potesse deflagrare la realtà.

Agli spettatori Tarantino offre un'esperienza differente, imbarcandoli nella sua nostalgia e nella deambulazione urbana piuttosto che costruire daccapo intrighi esplosivi. Per la prima volta rinuncia alla cavalleria, evocando con riguardo e pudore il soggetto che gli sta più a cuore: il suo amore per il cinema. C'era una volta...a Hollywood è un film intimo e contemplativo, lisergico e (incredibilmente) lineare su un'età dimenticata, perduta, sul cinema della sua infanzia, quello che lo ha innamorato perdutamente mentre il colore diventava la norma e Hollywood perdeva la sua innocenza sotto i colpi di coltello di Charles Manson e dei suoi adepti. Il cinema di Steve McQueen e di Bruce Lee, quello dei vecchi western di seri B e delle produzioni televisive poliziesche degli anni Sessanta.

La macchina da presa infila, come il documentario del debutto, le quinte dell'industria dei sogni con Leonardo DiCaprio che assume su di sé l'afflizione degli attori che conoscono la gloria per preparare meglio il proprio tramonto, Brad Pitt che gioca sfacciato e disinvolto le ombre del cinema e Margot Robbie che risorge Sharon Tate dalla finzione per allacciare il film alla realtà storica.

Realtà di cui crediamo di sapere tutto, di comprendere tutto, dimenticando che siamo in una sala buia e che il 'proiezionista' è Quentin Tarantino. L'autore che come nessuno è capace di reinventare il cinema, di reinventare la violenza al cinema, trasgredendo le regole della Storia, immaginando una soluzione o un'uscita di emergenza. In C'era una volta...a Hollywood gli eventi non si svolgono come nella realtà, la loro declinazione rivela una sorpresa, una svolta imprevedibile.

Ancora una volta la finzione viene in soccorso della realtà, abbracciando la crudeltà assassina del mondo per riscattarla. L'espediente, che altrove funzionava da gag metaforica, in C'era una volta...a Hollywood si eleva a professione di fede (estetica), trasformando il film in un canto melanconico che nessuno slancio irridente può incidere. Perché l'effervescenza dei sermoni ai quali Tarantino ci ha educati lasciano il passo allo spleen e invitano lo spettatore a perdersi. E i primi a smarrirsi sono i suoi protagonisti dopo otto whisky e troppi margarita.

Nella Los Angeles del 1969, anno cerniera di una rivoluzione culturale e cinematografica (usciva in sala Easy Rider, primizia e simbolo della New Hollywood), Tarantino incontra la 'famiglia' di Charles Manson e quella di Sharon Tate, Roman Polanski e Sergio Corbucci, l'aristocrazia hollywoodiana (Sharon Tate e Roman Polanski) e l'attore al declino a cui fa eco la base della piramide sociale del cinema, lo stuntman Cliff Booth. La passione e la volontà di preservare il cinema sono al centro del film come il desiderio di salvarne la musa. Per Sharon Tate, Tarantino inventa due cavalieri erranti, uno per l'acrobazia e uno per la ribalta, ruba 'c'era una volta' a Sergio Leone e restituisce alla locuzione la sua aura infantile. Un'espressione di candore incarnata da un'attrice appena sbocciata che il film 'tocca' da lontano, con grazia e in una sequenza spettacolare in cui Sharon Tate va al cinema per (am)mirarsi nel film che condivide con Dean Martin (Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm).

Sullo schermo Margot Robbie osserva solare ed estatica la performance dell'artista che interpreta perché è la vera Sharon Tate che appare nel buio della sala. Con l'omaggio, la sequenza rivela allo spettatore la 'distanza' riverente con la quale Tarantino ha deciso di trattare il soggetto. Ed è in quella intenzione che abita la più bella idea del film: sognare in pieno giorno, in pieno sole di ritardare la caduta dal cielo (drive), provando a afferrare un istante temporale nella sua infinita brevità.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
VIDEO RECENSIONE
Il 9° film di Quentin Tarantino, un atto d'amore per il cinema.
Overview di Andrea Fornasiero
venerdì 29 marzo 2019

1969: la star di un'ormai conclusa serie western televisiva, Rick Dalton, non se la passa bene, è ridotto a ruoli occasionali e non è ancora riuscito a sfondare nel cinema, tanto che pensa di partire per l'Italia dove il western da vivendo una nuova età dell'oro. Insieme al suo migliore amico e stunt double, Cliff Booth, si giocherà le sue ultime chance a Hollywood, incontrando tutto e tutti, come Bruce Lee e Steve McQueen senza dimenticare i vicini di casa Sharon Tate e Roman Polanski, il cui destino sta per incrociare quello della Manson Family.

«Io sono di Los Angeles, sono cresciuto qui, avevo 7 anni nel 1969 e questo è davvero un film di Los Angeles, dove ho già ambientato Jackie Brown e Pulp Fiction. È il film più vicino a Pulp Fiction che ho fatto, perché racconta di una coppia di protagonisti e dei moltissimi altri personaggi che incontrano, disegnando un grande arazzo di tutta la città».
Quentin Tarantino

La vicinanza a Pulp Fiction ritorna anche nelle dichiarazioni di Leonardo DiCaprio, che definisce quella di C'era una volta a... Hollywood come la miglior sceneggiatura di Tarantino. Nonostante il regista sia riuscito a radunare un cast a dir poco impressionante, il progetto non ha però avuto vita facile, perché l'abituale producer di Tarantino, Harvey Weinstein, è stato travolto dalla scandalo del #metoo e dalle sue conseguenze legali. Dopo una combattuta asta è stata Sony Pictures a ottenere la distribuzione e per farlo ha dovuto fare enormi concessioni al regista: un budget di 95 milioni di dollari, l'ultima parola sul montaggio (il cosiddetto "final cut") e uno straordinario controllo creativo durante l'intera realizzazione, oltre al 25% dell'incasso lordo e al ritorno dei diritti sul film allo stesso Tarantino nel giro di 10 o 20 anni.

Se Margot Robbie ha detto che avrebbe ucciso per lavorare con il regista, per cui interpreta il ruolo di Sharon Tate (ma né lui né lei si sono consultati con Roman Polanski, che a Hollywood è più che mai persona non grata), sono invece alla seconda esperienza i due protagonisti: Leonardo DiCaprio che era stato il villain di Django Unchained e Brad Pitt che già aveva partecipato a Bastardi senza gloria, cui si può aggiungere il ruolo da giovanissimo in Una vita al massimo di Tony Scott, da una brillante sceneggiatura di Tarantino.

Se il personaggio di Pitt è ispirato allo stuntman e regista Hal Needham, quello di DiCaprio si riferisce invece a Burt Reynolds, che infatti era tra gli attori chiamati per una piccola parte, poi purtroppo la sorte avversa ha colpito prima dell'inizio delle riprese e, in seguito alla sua scomparsa, il personaggio è stato interpretato da Bruce Dern. Costellato di star, C'era una volta a... Hollywood vedrà in ruoli secondari i fidatissimi Tim Roth, Kurt Russell e Michael Madsen, inoltre tra i membri della Manson family troveremo Dakota Fanning, Lena Dunham e Damon Herriman nei panni di Charles Manson in persona, che curiosamente incarnerà anche nella seconda stagione di Mindhunter di David Fincher.

Inoltre ci saranno Al Pacino, Emile Hirsch, Damian Lewis nei panni di Steve McQueen, Scoot McNairy, Timothy Olyphant, la stunt woman Zoë Bell e Luke Perry nella sua ultima interpretazione prima della scomparsa. Molta curiosità poi per il finora misconosciuto Mike Moh, che già nel trailer veste i panni del mitico Bruce Lee con impressionante mimetismo. Dal cast è rimasto comprensibilmente impressionato anche il direttore della fotografia Robert Richardson, sodale del regista da Kill Bill in poi: «Lavorare con Brad e Leo insieme è stato come una sorta di versione contemporanea di Butch Cassidy con Redford e Newman. Anche Margot è fenomenale ed è un piacere averla sul set, inoltre ci sono molti attori coinvolti che hanno avuto poca visibilità ma che sono straordinari. Dakota Fanning per esempio è una bomba e poi c'è Al Pacino».

Proprio Richardson è il solo che ha parlato anche del tono del film: «Oscilla tra lo humour, il drammatico e il thriller, è giocoso e difficile da descrivere ma è molto tipico di Quentin. Ci sono grandi monologhi e scene elaborate, c'è la sua passione per il cinema di allora, con film importanti come 2001 e Romeo e Giulietta di Zeffirelli, che lui al tempo ha visto in un Cinerama e ha ricreato con successo quel tipo di esperienza di visione».

Ovviamente il direttore della fotografia ha fornito anche dati sulle riprese: «Abbiamo girato in 35mm. anamorfico, perché il 70mm. era troppo costoso. Ci sono moltissimi set e quindi abbiamo dovuto risparmiare su qualcosa, inoltre con il 70mm. non si può zoomare e per Quentin era importante che ci fosse lo zoom in questo film». C'era una volta a... Hollywood si prospetta quindi, fin dal titolo leoniano, come un atto d'amore per il cinema, che Tarantino ha sempre saputo caricare di una passione contagiosa, superando la nicchia della cinefilia con il suo estro e il suo puro e incontenibile entusiasmo.

Sei d'accordo con Andrea Fornasiero?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 26 maggio 2019
Casd51

Inutile l'appello di Tarantino, la signora ci ha voluto spiegare bene bene il finale.

FOCUS
FOCUS
martedì 14 agosto 2018
Pino Farinotti

Once Upon a Time in Hollywood, C'era una volta in Hollywood. È il titolo del nuovo film di Quentin Tarantino che uscirà l'anno prossimo. Lo scenario è la Hollywood del 1969, un collettore di ogni storia, spettacolo, eccessi, sesso, violenza, il mondo del cosiddetto star system, dove non ci si fa mancare niente. Ho scritto "violenza", in quell'anno accadde qualcosa che divenne un manifesto orribile della violenza: il 9 agosto fu il giorno della strage al 10050 Cielo Drive, a Bel Air, in cui i seguaci della setta di Charles Manson uccisero sette persone, fra cui Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi. Ne fu sconvolta l'America, e lo fu il mondo.

In quell'epoca Hollywood era ancor la città del cinema quasi senza concorrenza, nelle stagioni a venire molto sarebbe cambiato, le produzioni avrebbero cercato altre alternative, di luogo e di contenuti, il centro di gravità non sarebbe più stata la sola California. Allora le major erano ancora in piena attività e i professionisti nei vari mestieri arrivavano in città e trovavano lavoro.

Quentin Tarantino, che ha lavorato alla sceneggiatura per cinque anni, ha costruito il racconto su due figure non di primissimo piano. Una è Rick Dalton, uno specialista di western, presente in varie serie televisive. L'altro è Cliff Booth, uno stuntman. Si frequentano, si incrociano nelle produzioni, sono amici. C'è un dettaglio che risulterà importante, Dalton abita vicino alla villa di una star, Sharon Tate. L'impatto mediatico dei fatti di Bel Air fu naturalmente enorme e Charles Manson (1934-2017) non poteva non diventare un perfetto soggetto da film. Infatti il grande e il piccolo schermo non lo hanno trascurato.

Fra i molti titoli sono ricordabili Aquarius, Helter Skelter e Manson Family Movies. La sua personalità è stata sviscerata in tutte le forme. Manson ha finito per diventare una vera cultura dell'orrore, è stato il primo angelo del male, con tanto di sponsor, creando un modello che ha fatto proseliti. Fatti tutti i debiti distinguo non c'è dubbio che Tarantino possegga tutte le attitudini artistiche per occuparsi di quel personaggio. Che comunque non sarà il centro della narrazione.

FOCUS
lunedì 20 novembre 2017
Francesca Ferri

Nell'estate del 1969 Charles Manson fece uccidere nella sua abitazione Sharon Tate, allora moglie di Roman Pola?ski all'ottavo mese di gravidanza in quella che divenne nota come strage di Cielo Drive. Quel capitolo di cronaca nera che sconvolse Hollywood sarà raccontato nel prossimo film di Quentin Tarantino che, dopo tre giorni dall'annuncio dell'affidamento della produzione alla Sony, si ritrova per l'ultima volta faccia a faccia con il mostro. Charles Manson, muore oggi all'età di 83 anni, ricoverato in ospedale, dopo 45 anni di ergastolo.

Se così si conclude la storia di uno dei serial killer più sanguinari della storia d'America, cresce la curiosità su come Tarantino la farà rivivere nel suo nono progetto che ha ancora per titolo #9.

Non è la prima volta che il pluriomicida a capo della setta conosciuta con il nome di "Family" diventa intrigante soggetto d'intrattenimento. Recentemente interpretato da Gethin Anthony nella serie tv Aquarius (2015), poi da Evan Peters nella settima stagione di American Horror Story: Cult (2017), Charles Manson detto Charlie non ha però ancora volto nel film di Tarantino. Brad PittLeonardo DiCaprio, e Samuel L. Jackson sarebbero in lizza per il ruolo di protagonista mentre Margot Robbie potrebbe interpretare Sharon Tate. Tuttavia nessun casting è ancora stato fatto e nessuna notizia è ancora certa su #9. Se all'inizio si vociferava che il film fosse incentrato su Charles Manson stesso, ora sembrerebbe che il criminale abbia solo un ruolo minore come Adolf Hitler in Inglourious Basterds. Durante un brunch per sostenere la corsa ai premi de L'inganno di Sofia Coppola, sua ex e amica storica il regista chiarisce: "Non si tratta della storia di Manson", ma il film "parla del 1969", un anno turbolento e cruciale per la storia degli Stati Uniti. Dunque, una tarantinesca rilettura della storia si annuncia già come l'evento del 2019.

Ciò che è certo del nono progetto è l'accordo per la produzione firmata Sony che si era già occupata della distribuzione internazionale di Django Unchained (2012). Dopo lo scandalo sessuale che ha travolto Harvey Weinstein, per la prima volta Tarantino ha deciso di cambiare produttore. E secondo The Hollywood Reporter, per vincere la gara la Sony ha dovuto cedere alle pretenziose richieste del regista: un budget di produzione da 95 milioni di dollari, il final cut, un "eccezionale controllo creativo", più il 25% dell'incasso lordo e i diritti sul film prolungati da 10 a 20 anni. Si rassicurino, dunque, i fan che temevano l'addio alla regia di Tarantino dopo The Hateful Eight.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 2 luglio 2019
Giona A. Nazzaro
Rumore

Once Upon A Time... In Hollywood è il capolavoro di Quentin Tarantino. Il suo film più intimo, personale e malinconico dai tempi del sottostimato Jackie Brown. Premesso che il sostantivo "capolavoro" è abusatissimo, possiamo provare a stringere la definizione osservando come in questo film, la cui lavorazione si è svolta in un riserbo quasi totale, il regista evochi un mondo scomparso.

venerdì 24 maggio 2019
Owen Gleiberman
Variety

Sono passati 25 anni da quando Pulp fiction fu presentato a Cannes fissando per sempre una rivoluzione cinematografica. E sono dieci anni da quando, sempre a Cannes, è stato presentato Bastardi senza gloria. E quindi, almeno per me, sono dieci anni che Tarantino non firma un indiscutibilmente grande film di Tarantino. Uno di quei film con quel fattore X che ha reso Pulp fiction una pietra miliare. Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2019
Francesco Boillé
Internazionale.it

Quentin Tarantino, piaccia o meno, è sempre più il mondo e il tempo che vuole lui. Sempre più una bolla protetta dalla storia reale del mondo moderno ma rifiltrata dalla cinefilia e dalla passione per tutto quello che è considerato minore. Sempre più universo parallelo. Sempre più al di fuori e al di sopra dei generi come fossero un unico flusso, una totalità indistinta.

venerdì 24 maggio 2019
Massimo Causo
Duels.it

C'è l'attore e c'è la sua controfigura, in un gioco di approssimazione tra la realtà e la sua finzione incarnato nello sdoppiamento del più classico dei buddy movie: Rick Dalton e Cliff Booth sono per Quentin Tarantino il doppio corpo nel quale si riflette la favola di Once Upon a Time in... Hollywood (Concorso). Una star di telefilm, Rick Daldon, che vede il suo astro scolorirsi, e Cliff Booth, lo [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Anton Giulio Onofri
Close-Up

Il Nono film di Quentin Tarantino, inizia come l'ultimo movimento della Nona di Beethoven, che prima di lanciarsi nell'Ode alla Gioia, cita rapidamente i tre movimenti precedenti. Tarantino, prima di abbandonarsi alla sua smisurata Sinfonia Hollywoodiana in lode all'Olimpo californiano del Cinema del 1969, inserisce richiami ai suoi titoli degli anni passati: Jackie Brown, Inglourious Basterds, Django, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

1969. C'erano un villain di western e protagonista di serie (Di Caprio) e la sua controfigura (Pitt). La fiaba, o meglio: un mondo falso a un passo dal cinema vero, con tanto di nomi e cognomi (Sergio Corbucci). C'erano Sharon Tate (Robbie), Polanski, Manson. E dunque la cronaca nera, o peggio: vera, a un passo dal cinema. Così il cinema che fa? Si gode la recita e la carica, si perde nei film dentro [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Elisabetta Sgarbi
Gazzetta di Mantova

E venne il giorno di Quentin Tarantino. Presentato in concorso il suo C'era una volta a Hollywood, tra i film più attesi, da pubblico e critica. Tarantino via twitter (e lo ha ribadito prima della proiezione del film) aveva chiesto di non raccontare il film, di non rovinare la sorpresa a chi non l'aveva ancora visto, e in particolare di non raccontare cosa accade il 9 agosto del 1969.

mercoledì 22 maggio 2019
Pietro Masciullo
Sentieri Selvaggi

"Mi sembra che tu sia l'unico regista vivente a dirigere automaticamente dei film mettendo al centro il cinema... tu tratti il cinema come un universo separato che però rappresenta il mondo intero. In un certo senso tu parli cinema ed è una cosa molto misteriosa". Con il suo solito acume visionario Enrico Ghezzi iniziava così una lunga intervista a Quentin Tarantino trasmessa qualche anno fa su Fuori [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Bastardi con gloria. Per Quentin Tarantino il cinema può ancora cambiare la storia e può sempre salvare il mondo, a partire da quello del cinema. Dieci anni dopo Inglourious Basterds e venticinque dopo la Palma d'Oro Pulp Fiction, il regista americano torna in Concorso a Cannes con un film che di quei due è la sintesi perfetta: ucronia e cinefilia, che lungi dall'essere intellettuale è sopra tutto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Colpo di scena. Quentin Tarantino rilegge a suo modo il massacro compiuto dalla Famiglia di Charles Manson... e la prima mondiale di C'era una volta a... Hollywood finisce a sorpresa. E se tutto non è andato come ci ricordiamo? Davvero i satanisti della strage di Cielo drive, avvenuta il 9 agosto 1969, uccisero a pugnalate l'allora moglie di Roman Polanski? Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) e Cliff [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Ogni fiaba che si rispetti ha principi e straccioni. A Hollywood nel 1969 vivono a un civico di distanza. In cima Sharon Tate & Roman Polanski, coppia glamour invidiata pure da Steve McQueen, giù Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) & Cliff Burton (Brad Pitt), attore in declino e fedele controfigura. Li seguiremo tutti in due giornate fatidiche di quel 69 tra pistoleri di Serie B recitati come Amleto, sbronze [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Quentin Tarantino prega di non svelare il finale, ma una traccia esiste, la chiave di volta è nel titolo: «C'era una volta» non è forse il modo in cui iniziano le favole? Ambientato nel 1969 - l'anno della morte di Sharon Tate per mano dei fanatici di Manson - il film è l'inno nostalgico alla Hollywood degli studios, messa in crisi dalle «Nouvelle Vague», la rivolta giovanile e la televisione.

mercoledì 22 maggio 2019
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

C'era una volta a Hollywood... Giocato a cavallo tra una grande attenzione al dettaglio storico e una versione alternativa della Storia (equilibrismo che Tarantino cui aveva già accennato in Bastardi senza gloria), Once Upon A Time in Hollywood è una favola ambientata nel sottobosco hollywoodiano dei Sixties. Non il mondo delle prime e degli Academy Awards, e nemmeno quello di un'industria del cinema [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Raffaele Meale
Quinlan

Rick Dalton è un attore televisivo, celebre per la serie intitolata Bounty Law. Nonostante la fama ritiene che la sua carriera sia in fase discendente, così come quella del suo stuntman Cliff Booth, che gli fa praticamente da chauffer e tuttofare. Siamo nella Hollywood del 1969, e la villa accanto a quella di Dalton è stata appena acquistata da Roman Polanski e Sharon Tate.

mercoledì 22 maggio 2019
Emanuela Martini
Cineforum

Nel 1969 c'erano gli hot pants, e gli stivali alti, bianchi e lucidi, gli jabots e le giacche con le frange, i capelli liscissimi oppure quelli afro. C'erano gli hippies, con le barbe, i capelli lunghi, le treccine e il messaggio di pace fiorito che, dopo il trionfo di Woodstock, già stava sfumando nel merchandising mondiale o addirittura nella violenza, come accadde (sempre in quell'anno) ad Altamont [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Siamo nel 1969 e facciamo la conoscenza con Rick Dalton (Leo DiCaprio), una star delle serie televisive dell'epoca, e della sua controfigura Cliff Booth (Brad Pitt), anche suo amico. Non vivono un periodo particolarmente fortunato, tanto che ottengono, attraverso Marvin Schwarz (Al Pacino), la possibilità di girare alcuni film in Italia. I due abitano in una villetta di Los Angeles, vicini di casa [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

"Cari giornalisti, per amore del cinema non fate spoiler, non rivelate il finale", firmato Quentin Tarantino. Solo al sovrano di Hollywood sono concesse certe licenze, come l'introduzione alla visione per la stampa con lettura della lettera anti-spoiler. Visioni precedute da ore di coda proporzionali al colore (priorità) del badge, con giornalisti e critici pazientemente accatastati fuori dalla sala [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Cambiare il corso degli eventi attraverso il cinema. È ormai divenuta una costante nella filmografia di Quentin Tarantino, che il 21 maggio 1994 presentava a Cannes Pulp Fiction (poi Palma d'Oro) e oggi, esattamente 25 anni dopo, ritorna in concorso sulla Croisette con il suo nuovo lavoro, Once Upon a Time in Hollywood che, guarda caso, è ambientato esattamente 50 anni fa.

mercoledì 22 maggio 2019
Alessandro Stellino
Filmidee

C'è poco da divertirsi nell'ultimo film di Quentin Tarantino, Once Upon a Time in Hollywood, appena presentato in competizione a Cannes. Sia perché è un film velato di malinconia, sia perché salvo poche occasioni la consueta ironia del regista va a vuoto o provoca sogghigni a denti stretti. Certo, la breve scazzottata tra lo stuntman interpretato da Brad Pitt, Cliff Booth, e un presuntuoso Bruce Lee [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

Rischio il linciaggio se dico che il film-evento più spasmodicamente atteso di Cannes, "Once upon a time..in Hollywood" di Quentin Tarantino, è una gran delusione? Un quarto di secolo fa la Palma d'oro a "Pulp Fiction" è stata una pietra miliare: da allora il cinema è 'prima'o'dopo' "Pulp Fiction". Sul titolo-omaggio a Sergio Leone, annuncio di "una dichiarazione d'amore alla Hollywood della sua infanzia, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Era il film più atteso del festival, è stato per molti la delusione del festival. Un film sconcertante, tanto da lasciare il sospetto che ci sia un senso che sfugge alla prima visione. Ma a caldo, l'impressione è quella di un'operazione mancata, di un film fiacco che non aggiunge niente alla carriera del suo autore. I fan del regista (una comunità estesa e implacabile, meno numerosa magari di quella [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
giovedì 15 agosto 2019
Andrea Chirichelli

Hobbs & Shaw continua a dominare il box office italiano, vista anche la quasi totale assenza di concorrenza. Ieri il film ha incassato altri 261mila euro, portando al cinema quasi 40mila persone, un dato molto positivo visto il periodo.

TRAILER
giovedì 1 agosto 2019
 

Regia di Quentin Tarantino. Un film con Margot Robbie, Brad Pitt, Leonardo DiCaprio. Da mercoledì 18 settembre al cinema. Guarda il trailer »

BOX OFFICE
mercoledì 24 luglio 2019
Andrea Chirichelli

Calma piatta al box office italiano, ma fortunatamente le cifre restano interessanti. Spider-man: Far from Home (guarda la video recensione) rimane in testa con più di 200mila euro e vede oramai avvicinarsi il doppio traguardo dei 10 milioni e dell'entrata [...]

POSTER
venerdì 19 luglio 2019
 

Los Angeles, 1969. Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star della televisione in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, stuntman che si è fatto (e rotto) le ossa nei western [...]

POSTER
martedì 11 giugno 2019
 

Los Angeles del 1969. L'attore televisivo Rick Dalton e la sua storica controfigura Cliff Booth cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più. Diverse linee narrative per un tributo all'ultimo periodo dell'età d'oro di Hollywood. [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 27 maggio 2019
A cura della redazione

Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star di Hollywood in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, controfigura che da anni ammortizza le sue cadute.

GALLERY
mercoledì 22 maggio 2019
 

Era il titolo più atteso di questa 72esima edizione di Cannes e, come da programma, C'era una volta a...Hollywood non ha lasciato spazio mediatico a nessun altro film della manifestazione: file di ore degli addetti ai lavori per assicurarsi un posto in [...]

TRAILER
martedì 21 maggio 2019
 

Los Angeles del 1969. L'attore televisivo Rick Dalton e la sua storica controfigura Cliff Booth cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più. Diverse linee narrative per un tributo all'ultimo periodo dell'età d'oro di Hollywood. [...]

CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 2 maggio 2019
 

La selezione della 72esima edizione del Festival di Cannes si arricchisce di nuovi titoli. Il più atteso alla vigilia, C'era una volta a...Hollywood di Quentin Tarantino, è stata confermato in concorso insieme a un altro grande affezionato alla manifestazione [...]

TRAILER
mercoledì 20 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

POSTER
martedì 19 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

POSTER
lunedì 18 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

NEWS
mercoledì 27 giugno 2018
Francesca Ferri

Un completo in jeans e occhiali da sole a goccia per Brad Pitt e una vistosa giacca in pelle arancio su pantaloni marroni per Leonardo DiCaprio. È la prima foto dal set di Once upon a time in Hollywood, il nuovo film di Quentin Tarantino, ambientato nella [...]

Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | TIMVISION | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2019 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati