C'era una Volta... a Hollywood

Film 2019 | Drammatico, Thriller +13 161 min.

Titolo originaleOnce Upon a Time in Hollywood
Anno2019
GenereDrammatico, Thriller
ProduzioneUSA
Durata161 minuti
Al cinema98 sale cinematografiche
Regia diQuentin Tarantino
AttoriLeonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley Timothy Olyphant, Austin Butler, Dakota Fanning, Bruce Dern, Al Pacino, Kurt Russell, Damian Lewis, Luke Perry, Victoria Pedretti, Scoot McNairy, Lorenza Izzo.
Uscitamercoledì 18 settembre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,73 su 131 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Quentin Tarantino. Un film Da vedere 2019 con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley. Cast completo Titolo originale: Once Upon a Time in Hollywood. Genere Drammatico, Thriller - USA, 2019, durata 161 minuti. Uscita cinema mercoledì 18 settembre 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Oggi tra i film al cinema in 98 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,73 su 131 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Quentin Tarantino si esercita su uno dei casi criminali più celebri di fine anni Sessanta. C'era una Volta... a Hollywood è 8° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 12.235,00 e registrato 1.905 presenze.

Consigliato assolutamente sì!
3,73/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,85
PUBBLICO 3,35
CONSIGLIATO SÌ
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Canto malinconico di un autore romantico che crede nel potere del cinema e sa reinventarne la storia.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 22 maggio 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 22 maggio 2019

Los Angeles, 1969. Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star della televisione in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, stuntman che si è fatto (e rotto) le ossa nei western girati a Spahn Ranch. Controfigura e chauffeur di Dalton, Cliff vive in una roulotte con una cane disciplinato e fedele proprio come lui che da anni ammortizza le cadute e i rovesci dell'amico. E l'ultimo scacco costringe Rick e il suo doppio a traslocare dall'altra parte dell'oceano per girare un pugno di spaghetti-western. Sei mesi e una moglie (italiana) dopo, Rick e Cliff tornano a Los Angeles dove li attende la notte più calda del 1969.

Il cinema può salvare il mondo? Quentin Tarantino crede in ogni caso che possa vendicare gli ebrei (Bastardi senza gloria), affrancare dalla schiavitù (Django Unchained), cambiare il passato e offrire la chance ai vinti di regolare i conti coi propri carnefici.

In risonanza con Django Unchained e Bastardi senza gloria, che offrivano un'alternativa alla Storia facendo un falò dei gerarchi nazisti e dei bianchi schiavisti dell'America alla vigilia della Guerra Civile, C'era una volta...a Hollywood segue lo schema appropriandosi della storia del cinema, di una storia del cinema. La vendetta, sempre. Sempre più catartica, sempre più selvaggia, sempre più appassionante e sadica sul piano della rappresentazione. A compierla è un altro irresistibile tandem, due naufraghi della sottocultura hollywoodiana, un attore di serie B e la sua controfigura, che sembrano sognare ciascuno la vita dell'altro mentre le rispettive carriere colano a picco sotto il peso dei fallimenti e delle frustrazioni. Ma la vendetta questa volta non è quella dei personaggi, inconsapevoli 'dei fatti reali', ma è quella di un autore romantico che crede nell'immenso potere del cinema, che crede che tutto sia ancora possibile, come se la finzione potesse deflagrare la realtà.

Agli spettatori Tarantino offre un'esperienza differente, imbarcandoli nella sua nostalgia e nella deambulazione urbana piuttosto che costruire daccapo intrighi esplosivi. Per la prima volta rinuncia alla cavalleria, evocando con riguardo e pudore il soggetto che gli sta più a cuore: il suo amore per il cinema. C'era una volta...a Hollywood è un film intimo e contemplativo, lisergico e (incredibilmente) lineare su un'età dimenticata, perduta, sul cinema della sua infanzia, quello che lo ha innamorato perdutamente mentre il colore diventava la norma e Hollywood perdeva la sua innocenza sotto i colpi di coltello di Charles Manson e dei suoi adepti. Il cinema di Steve McQueen e di Bruce Lee, quello dei vecchi western di seri B e delle produzioni televisive poliziesche degli anni Sessanta.

La macchina da presa infila, come il documentario del debutto, le quinte dell'industria dei sogni con Leonardo DiCaprio che assume su di sé l'afflizione degli attori che conoscono la gloria per preparare meglio il proprio tramonto, Brad Pitt che gioca sfacciato e disinvolto le ombre del cinema e Margot Robbie che risorge Sharon Tate dalla finzione per allacciare il film alla realtà storica.

Realtà di cui crediamo di sapere tutto, di comprendere tutto, dimenticando che siamo in una sala buia e che il 'proiezionista' è Quentin Tarantino. L'autore che come nessuno è capace di reinventare il cinema, di reinventare la violenza al cinema, trasgredendo le regole della Storia, immaginando una soluzione o un'uscita di emergenza. In C'era una volta...a Hollywood gli eventi non si svolgono come nella realtà, la loro declinazione rivela una sorpresa, una svolta imprevedibile.

Ancora una volta la finzione viene in soccorso della realtà, abbracciando la crudeltà assassina del mondo per riscattarla. L'espediente, che altrove funzionava da gag metaforica, in C'era una volta...a Hollywood si eleva a professione di fede (estetica), trasformando il film in un canto melanconico che nessuno slancio irridente può incidere. Perché l'effervescenza dei sermoni ai quali Tarantino ci ha educati lasciano il passo allo spleen e invitano lo spettatore a perdersi. E i primi a smarrirsi sono i suoi protagonisti dopo otto whisky e troppi margarita.

Nella Los Angeles del 1969, anno cerniera di una rivoluzione culturale e cinematografica (usciva in sala Easy Rider, primizia e simbolo della New Hollywood), Tarantino incontra la 'famiglia' di Charles Manson e quella di Sharon Tate, Roman Polanski e Sergio Corbucci, l'aristocrazia hollywoodiana (Sharon Tate e Roman Polanski) e l'attore al declino a cui fa eco la base della piramide sociale del cinema, lo stuntman Cliff Booth. La passione e la volontà di preservare il cinema sono al centro del film come il desiderio di salvarne la musa. Per Sharon Tate, Tarantino inventa due cavalieri erranti, uno per l'acrobazia e uno per la ribalta, ruba 'c'era una volta' a Sergio Leone e restituisce alla locuzione la sua aura infantile. Un'espressione di candore incarnata da un'attrice appena sbocciata che il film 'tocca' da lontano, con grazia e in una sequenza spettacolare in cui Sharon Tate va al cinema per (am)mirarsi nel film che condivide con Dean Martin (Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm).

Sullo schermo Margot Robbie osserva solare ed estatica la performance dell'artista che interpreta perché è la vera Sharon Tate che appare nel buio della sala. Con l'omaggio, la sequenza rivela allo spettatore la 'distanza' riverente con la quale Tarantino ha deciso di trattare il soggetto. Ed è in quella intenzione che abita la più bella idea del film: sognare in pieno giorno, in pieno sole di ritardare la caduta dal cielo (drive), provando a afferrare un istante temporale nella sua infinita brevità.

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VIDEO RECENSIONE
Il 9° film di Quentin Tarantino, un atto d'amore per il cinema.
Overview di Andrea Fornasiero
venerdì 29 marzo 2019

1969: la star di un'ormai conclusa serie western televisiva, Rick Dalton, non se la passa bene, è ridotto a ruoli occasionali e non è ancora riuscito a sfondare nel cinema, tanto che pensa di partire per l'Italia dove il western da vivendo una nuova età dell'oro. Insieme al suo migliore amico e stunt double, Cliff Booth, si giocherà le sue ultime chance a Hollywood, incontrando tutto e tutti, come Bruce Lee e Steve McQueen senza dimenticare i vicini di casa Sharon Tate e Roman Polanski, il cui destino sta per incrociare quello della Manson Family.

«Io sono di Los Angeles, sono cresciuto qui, avevo 7 anni nel 1969 e questo è davvero un film di Los Angeles, dove ho già ambientato Jackie Brown e Pulp Fiction. È il film più vicino a Pulp Fiction che ho fatto, perché racconta di una coppia di protagonisti e dei moltissimi altri personaggi che incontrano, disegnando un grande arazzo di tutta la città».
Quentin Tarantino

La vicinanza a Pulp Fiction ritorna anche nelle dichiarazioni di Leonardo DiCaprio, che definisce quella di C'era una volta a... Hollywood come la miglior sceneggiatura di Tarantino. Nonostante il regista sia riuscito a radunare un cast a dir poco impressionante, il progetto non ha però avuto vita facile, perché l'abituale producer di Tarantino, Harvey Weinstein, è stato travolto dalla scandalo del #metoo e dalle sue conseguenze legali. Dopo una combattuta asta è stata Sony Pictures a ottenere la distribuzione e per farlo ha dovuto fare enormi concessioni al regista: un budget di 95 milioni di dollari, l'ultima parola sul montaggio (il cosiddetto "final cut") e uno straordinario controllo creativo durante l'intera realizzazione, oltre al 25% dell'incasso lordo e al ritorno dei diritti sul film allo stesso Tarantino nel giro di 10 o 20 anni.

Se Margot Robbie ha detto che avrebbe ucciso per lavorare con il regista, per cui interpreta il ruolo di Sharon Tate (ma né lui né lei si sono consultati con Roman Polanski, che a Hollywood è più che mai persona non grata), sono invece alla seconda esperienza i due protagonisti: Leonardo DiCaprio che era stato il villain di Django Unchained e Brad Pitt che già aveva partecipato a Bastardi senza gloria, cui si può aggiungere il ruolo da giovanissimo in Una vita al massimo di Tony Scott, da una brillante sceneggiatura di Tarantino.

Se il personaggio di Pitt è ispirato allo stuntman e regista Hal Needham, quello di DiCaprio si riferisce invece a Burt Reynolds, che infatti era tra gli attori chiamati per una piccola parte, poi purtroppo la sorte avversa ha colpito prima dell'inizio delle riprese e, in seguito alla sua scomparsa, il personaggio è stato interpretato da Bruce Dern. Costellato di star, C'era una volta a... Hollywood vedrà in ruoli secondari i fidatissimi Tim Roth, Kurt Russell e Michael Madsen, inoltre tra i membri della Manson family troveremo Dakota Fanning, Lena Dunham e Damon Herriman nei panni di Charles Manson in persona, che curiosamente incarnerà anche nella seconda stagione di Mindhunter di David Fincher.

Inoltre ci saranno Al Pacino, Emile Hirsch, Damian Lewis nei panni di Steve McQueen, Scoot McNairy, Timothy Olyphant, la stunt woman Zoë Bell e Luke Perry nella sua ultima interpretazione prima della scomparsa. Molta curiosità poi per il finora misconosciuto Mike Moh, che già nel trailer veste i panni del mitico Bruce Lee con impressionante mimetismo. Dal cast è rimasto comprensibilmente impressionato anche il direttore della fotografia Robert Richardson, sodale del regista da Kill Bill in poi: «Lavorare con Brad e Leo insieme è stato come una sorta di versione contemporanea di Butch Cassidy con Redford e Newman. Anche Margot è fenomenale ed è un piacere averla sul set, inoltre ci sono molti attori coinvolti che hanno avuto poca visibilità ma che sono straordinari. Dakota Fanning per esempio è una bomba e poi c'è Al Pacino».

Proprio Richardson è il solo che ha parlato anche del tono del film: «Oscilla tra lo humour, il drammatico e il thriller, è giocoso e difficile da descrivere ma è molto tipico di Quentin. Ci sono grandi monologhi e scene elaborate, c'è la sua passione per il cinema di allora, con film importanti come 2001 e Romeo e Giulietta di Zeffirelli, che lui al tempo ha visto in un Cinerama e ha ricreato con successo quel tipo di esperienza di visione».

Ovviamente il direttore della fotografia ha fornito anche dati sulle riprese: «Abbiamo girato in 35mm. anamorfico, perché il 70mm. era troppo costoso. Ci sono moltissimi set e quindi abbiamo dovuto risparmiare su qualcosa, inoltre con il 70mm. non si può zoomare e per Quentin era importante che ci fosse lo zoom in questo film». C'era una volta a... Hollywood si prospetta quindi, fin dal titolo leoniano, come un atto d'amore per il cinema, che Tarantino ha sempre saputo caricare di una passione contagiosa, superando la nicchia della cinefilia con il suo estro e il suo puro e incontenibile entusiasmo.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 19 settembre 2019
Al_Cuore_Ramon

Da quando vado al cinema a vedere i film di Tarantino, ovvero dai tempi di Kill Bill, questa è stata la prima volta in cui alla fine della proiezione non c'è stato il solito applauso spontaneo da parte del pubblico occupante la sala. Il nono e penultimo (a suo dire) film di Tarantino, è incredibilmente, qualitativamente e spettacolarmente parlando, distante da quanto prodotto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 settembre 2019
Pippo

come molti sapranno, Piero Manzoni era un artista (morto agli inizi degli anni 60) di geniale creatività che lo portò, ben presto, ad essere uno dei più acclamati della scena culturale di quegli anni. Ambiente culturale dallo stesso amato ma anche criticato e deriso come quando, all'apice della fama, inventò la famosissima m.

martedì 24 settembre 2019
Michele Voss

Non ci vuole niente nel caso di Tarantino per essere definto "peggiore", perchè nessuno dei suoi film mi ha deluso. E' quasi superfluo parlare di regia, intepretazioni, ambientazioni piuttosto che costumi (entrambe eccellenti), il cuore del film è la sceneggiatura e questa volta delude notevolmente. Il film è anche abbastanza noioso, pochi i momenti davvero brillanti [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 settembre 2019
Enrico_Delorenzi

Tarantino sfrutta il suo nono (e sembra penultimo) film per scrivere una sceneggiatura che di fatto è una poesia rivolta al suo più grande amore, il cinema. In particolar modo quel cinema che tante volte ha dichiarato di apprezzare, ossia quello degli anni '60 e '70, compreso quello italiano che viene omaggiato in "C'era una volta a Hollywood" con il dovuto rispetto. Cos [...] Vai alla recensione »

martedì 24 settembre 2019
carloalberto

 Come un buon prestigiatore Tarantino allestisce il classico spettacolo del gioco degli specchi grazie all’abusato marchingegno del film girato sui film, che genera molteplici immagini caleidoscopiche che si riflettono l’una nell’altra, rinviando, nella fattispecie, dal Di Caprio attore al Di Caprio che interpreta un attore di telefilm popolari, che a sua volta interpreta il [...] Vai alla recensione »

domenica 22 settembre 2019
samanta

Giustamente Pino Farinotii in un articolo scritto prima che uscisse il film lo ha definito l'ennesima autocrocefissione di Hollywood. E' difficile recensire un film creato da un "mostro" intoccabile (o quasi ...) come Quentin Tarantino di cui , ammetto, non ho visto tutti il film e di cui non sono francamente un patito. Ma cerchiamo di dimenticare (se possibile) la storia cinematografica [...] Vai alla recensione »

domenica 22 settembre 2019
Nino Pellino

Parte della critica si è dimostrata entusiasta di questo film ed anche il successo che esso sta riscuotendo ai botteghini dei Cinema è considerevole. Per quanto mi sia sforzato di capire il perché di tanto consenso, ancora adesso non  me lo so spiegare. Una cosa è certa: il film non  mi ha colpito. Difatti l'ho trovato troppo prolisso e monotono durante il [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2019
Stramonio70

Prima di cominciare questa mia personale recensione desidero premettere che conosco bene il cinema di Tarantino, avendo visto tutti i suoi film precedenti, pertanto cercherò di essere il più obiettivo possibile. Mi duole dirlo ma questo suo ultimo film non è all'altezza neppure del suo penultimo lavoro (il mediocre "The hateful eight") che già mostrava i primi [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 ottobre 2019
gumbus

In questo caso Tarantino si rivela conciliante tra le Americhe, quella del successo e quella nera della dannazione, divise dal doppio taglio di una società/economia che non offre una seconda possibilità e una attitudine alla psicosi tragicamente tipica. Ecco, Tarantino vuole riconciliare tutti e per farlo usa la mente, la memoria, la psiche del suo pubblico e ci riesce.

martedì 24 settembre 2019
rmarci 05

Dopo 4 anni di assenza dal grande schermo, Tarantino è finalmente tornato nella sua seconda casa, la sala cinematografica, e anche stavolta risulta al vertice dell’ispirazione. Infatti, la caratteristica più sorprendente di questo autore, che peraltro l’ha reso unico nel panorama cinematografico contemporaneo, è la sua straordinaria capacità di riproporre [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2019
cinephilo

Purtroppo mi ritrovo a dare la prima insufficienza ad un film del maestro Quentin. Nelle prime due ore il regista di Knoxville ci porta abbastanza bene (senza mai entusiasmarci davvero però) nel film dentro al film. Per tre quarti di pellicola infatti sembra di essere in un set di vari western tv show dove i nostri protagonisti (l'attore e la sua controfigura) ci trasportano dentro alla [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 ottobre 2019
Giorgio Postiglione Giorpost

Febbraio 1969, Los Angeles: Rick Dalton è una star della TV anni '50 che non riesce a sfondare sul grande schermo, salvo piccoli ruoli da cattivo in pellicole d'azione; va in giro da un decennio con l'inseparabile Cliff Booth, sua controfigura ufficiale, autista personale e migliore amico, ubriacandosi, fumando e perdendo sempre più fiducia in se stesso.

sabato 12 ottobre 2019
SamueleMei

“Vi racconterò una storia” promette Steve McQueen mentre contempla, non senza rimpianti, la radiosa Sharon Tate che danza a bordo piscina sulle note di “Son of a lovin’ man” dei Buchanan Brothers, immersa nella sfrenata euforia notturna della Playboy Mansion.“C’era una volta… In nessun altro suo film, Quentin Tarantino ci aveva raccontato una storia con tanta nostalgia: un’atmosfera di velata melanconia [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 ottobre 2019
Lucio Di Loreto

Epoca 1969. Rick Dalton e Cliff Booth, attore spesso cattivo coprotagonista e stuntman nonché suo portaborse, sono amici inseparabili nella vecchia Hollywood. Due facce della stessa medaglia, pure se l’uno vive nelle colline di lusso e l’altro imboscato un po' ovunque; entrambi quasi accantonati dal mainstream cinematografico e vicini al baratro e all’affondo comune. [...] Vai alla recensione »

domenica 6 ottobre 2019
johnny1988

Dopo tante palline di carta e dita inchiostrate, sono giunto a una conclusione su ONCE UPON A TIME IN HOLLYWOOD (di Q.Tarantino, 2019).La trama, a differenza di tutti gli altri film precedenti del regista, è molto semplice: una star di film di serie B (Leonardo di Caprio) vive a Hollywood, deve fare i conti con l'età, la New Hollywood che man mano gli ruba la scena e si piega a girare western in Italia [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
frascop

La Los Angeles del 1969 in questo film si vede senza effetti digitali (il film è girato con la pellicola), con le sue stradone, cadillac, insegne e salite. Tarantino e le sue musiche, citazioni, riferimenti: si ama o si scansa; se il film dura 161 minuti io non me ne sono accorto. Tre personaggi a tutto tondo per Di Caprio, Brad Pitt e Margot Robbie: Leonardo DiCaprio è Rick Dalton, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 settembre 2019
alesimoni

Se Tarantino è il tuo regista preferito perché ritieni abbia riscritto e innovato questa arte, puoi essere equidistante nel giudizio? Probabilmente NO. Puoi dire che questo non è tra i suoi film più riusciti?Decisamente SI'.Il fenomale regista ha voluto fare un omaggio al cinema degli anni d'oro, con tantissime citazioni che i comuni mortali non americani non coglieranno mai (bellissimo l'omaggio ai [...] Vai alla recensione »

martedì 24 settembre 2019
frank bernardi

E' evidente, da alcuni commenti, come si pretenda da un autore noto sempre lo stesso film all'infinito. Così la "tarantinità", quando sembra emergere di meno, è l'elemento di cui si inizia a sentire la mancanza. E invece il grende regista spiazza un po' tutti, mixando in questa sorta di novella per immagini, reperti del passato e citazioni, ma anche prendendosi [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2019
Maramaldo

O rimpianti senza nostalgia? Difficile penetrare nella psiche di Quentin, di per sè intricata, figurarsi quando decide di  misurarsi con fior d'autori in una ricerca del tempo perduto. Aveva tanto da dire e, quindi, ha esagerato. Con quel Rick Dalton - un Leonardo DiCaprio solitamente sobrio e di poche parole, qui patetico e ripetitivo - la trascina un po'.

lunedì 23 settembre 2019
Andreamymovies.it

Chi va al cinema pensando di assistere al solito film di Quentin Tarantino non può che rimanere deluso, soprattutto dai primi 140 minuti. Mi limiterò a discutere di questi perché il finale, a dir poco eccezionale, è un film a sé stante, e non se ne può parlare senza rischiare di demitizzare l'intera pellicola.

lunedì 23 settembre 2019
elpiezo

Nella soleggiata Los Angeles datata 1969 si mescolano le bizzarre esistenze di alcuni personaggi legati al cinema Hollywoodiano. Servendosi di un cast impressionante Tarantino intreccia molteplici piani temporali, amalgama realtà e finzione e onora il cinema di un tempo attraverso un languido e patinato affresco anteponendo il riguardo narrativo ai consueti defloranti intrighi.

martedì 8 ottobre 2019
LorenzoDV

Il film è ispirato ad una storia vera: l'eccidio di Cielo Drive (non Sky drive, si chiama così e tu baby non puoi farci niente; se non ci credi digita in google mappe: "Cielo Drive, Beverly Hills, California, Stati Uniti") a casa si Roman Polansky e sua moglie Sharon Tate nel quale, assente il regista, morirono la moglie e numerosi suoi ospiti.

venerdì 27 settembre 2019
MAURIDAL

    Tanta roba, per tutti i gusti e palati ma i cinefili sono appagati dal nono film di Quentin , che non delude i suoi  e anche gli tutti  altri un pubblico sempre più numeroso che accorre a cinema per fortuna . Il film è recensito  ufficialmente come” drammatico” mi permetto di correggere in : genere commedia tragica.

giovedì 26 settembre 2019
FrankMoovie

 “C’era una volta … a Hollywood” è un film di Quentin Tarantino e, come tutti gli altri suoi film può piacere o no. A me è piaciuto perché racconta una storia, dietro le macchine da ripresa,  di uomini, un attore e  il suo stuntman e dei loro problemi, affetti, aspirazioni. Racconta, affiancando a questa,un fatto terribile di cronaca [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 settembre 2019
Wathan

Piacevole, devo affermare che nonostante la durata (161 minuti), non mi sono annoiato minimamente i personaggi sono ben caratterizzati ed enigmatici come allo stesso tempo le recitazioni di Pitt e DiCaprio sono convincenti, il finale invece può far arrabbiare una certa schiera di cinefili "puristi" io tuttavia ho apprezzato. Il problema sta nel fatto che non potrei pensarla così [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2019
vanessa zarastro

“C’era una volta Hollywood” è un po’ una fiaba, da un lato mostra la nostalgia di un tipo di cinema che non c’è più, dall’altra è la storia di un attore in declino, un povero cristo, che non riesce a reinserirsi nella società cinematografica. Questo attraverso il racconto delle storie di tre personaggi: Rick Dalton (uno strepitoso [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2019
Cevappo

La sala dorme,si lamenta,freme per finalmente vedere i titoli di coda, io godo come il peggiore dei maiali che vede le loro aspettative infrangersi. Tarantino ci ha viziati tutti con i suoi magheggi di violenza e di trame super emozionanti, ma stavolta l'intimismo è padrone di questo fantastico film che merita più di una visione. Il 1969 è perfetto ogni cosa al suo posto, [...] Vai alla recensione »

domenica 22 settembre 2019
Mokujohn

Nono film di Tarantino (regista e sceneggiatore) ambientato ad Hollywood sul finire degli anni 60, periodo di grande fermento politico e sociale per l'America e periodo in cui la città del cinema si confronta con la rivoluzione culturale e pacifica della "summer of love" e lo stravolgente terrore degli omicidi Manson. La trama segue le vite dei protagonisti Rick Dalton (Leonardo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 settembre 2019
Luca Scialo

Quentin Tarantino è al suo nono film. Il quale è stato presentato soprattutto come un omaggio all'Età dell'oro di Hollywood e alle vittime di Cielo Drive. Su tutte Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, massacrata nella sua vittima all'ottavo mese di gravidanza insieme a 3 amici mentre il regista polacco si trovava a Londra.Forse però siamo dinanzi al film migliore di Tarantino.

martedì 24 settembre 2019
boffese

Il nono film di QT e' un regalo e un omaggio a se stesso , alla sua L.A. in giovinezza , alla passione per il cinema dell epoca , a tutto quello che poi col tempo avrebbe fatto esplodere il suo grande amore per la settima arte . La storia e' incentrata su Rick Dalton  ,interpretato da un Di Caprio come sempre in stato di grazia , attore in declino, che sfoga la sua caduta cinematografica [...] Vai alla recensione »

domenica 22 settembre 2019
Nicola

Premessa: per poter apprezzare questa pellicola, bisogna essere in possesso di una buona conoscenza riguardo: cinema anni 50-60, western, spaghetti western, filmografia e vita di Sharon Tate, nonchè della cultura della Los Angeles anni 60, Manson family inclusa. Il titolo presagisce a ciò che il film sarà: un omaggio forte e genuino all'epoca che tanto ha dato al cinema, non [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 settembre 2019
Luca Scialo

Quentin Tarantino è al suo nono film. Il quale è stato presentato soprattutto come un omaggio all'Età dell'oro di Hollywood e alle vittime di Cielo Drive. Su tutte Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, massacrata nella sua vittima all'ottavo mese di gravidanza insieme a 3 amici mentre il regista polacco si trovava a Londra.

giovedì 19 settembre 2019
Inesperto

Il celebre regista cult narra di due vicende parallele: quella dell'attore in declino Rick Dalton, sempre accompagnato dal fedele stuntman ed amico Cliff Booth, e quella di Sharon Tate. La prima molto personalistica e profonda, la seconda molto leggera ed accennata. Sullo sfondo la costante presenza della setta di Charles Manson. L'amalgama dello sviluppo di questi spunti è a dir poco [...] Vai alla recensione »

martedì 24 settembre 2019
massimiliano santucci

 Positivamente autoreferenziale, più ancora di altri film di Tarantino, è un collage dei richiami cinematografici a lui cari. Formidabile la coppia Pitt/Di Caprio e sempre soddisfatta la sete di vendetta nei confronti dei "cattivi". Ridimensionati gli antipatici (Bruce Lee e il fenomeno hippie in generale) e riscritto a lieto fine il noto fatto di cronaca nera che [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2019
lorifu

 C'era una volta a... Hollywood Un Tarantino inedito, spettacolare, capace di reinventarsi e presentarsi al pubblico con una pellicola che di tarantiniano ha ben poco, direi quasi niente, se non il tocco finale dove ritroviamo il “quentin” di sempre che, a sorpresa, per un cambiamento al quale lo spettatore è impreparato, lo trascina in un finale al cardiopalma, catartico [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 settembre 2019
obi_anto

A 4 anni di distanza dal suo precedente film Tarantino torna sul grande schermo per ricordarci nel giro di un paio d’ore chi è, che cosa fa per guadagnarsi da vivere e cosa realmente gli piace di questo mondo: le automobili, dalla lussuosa ed elegante Cadillac panna, alla rumorosa Voskswagen sputa catrame, passando per decine di altri modelli; i piedi femminili, ormai un ossessione conclamata per [...] Vai alla recensione »

domenica 22 settembre 2019
BurnInMyLight

Completamente deluso, non mi ha lasciato nulla. Attori bravi ma questo film non vale il tempo impiegato a guardarlo.

giovedì 3 ottobre 2019
Nefasta

Potrei cominciare dalla scena in cui Brad Pitt, a torso nudo, aggiusta un'antenna sul tetto solo per il fatto che l'unica scena "kitsch-hot" del film è dedicata al pubblico femminile dopo gli anta (e già per questo merita un posto speciale nel mio cuore) ma invece voglio tessere le lodi di un Leonardo Di Caprio in stato di grazia, che, pur appesantito sulle sue gambette, con una prestazione magistrale [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2019
Flora Tolfo

 Un film completamente inutile, noioso, lento, senza senso e privo di qualsiasi interesse. Chissà perchè Tarantino ha voluto sprecare un budget altissimo e degli attori eccellenti, sperperare simili risorse per costruire un’ idiozia del genere .Mi chiedo come mai un regista così talentuoso inciampi in disastri simili. Un film da non vedere.  

domenica 22 settembre 2019
loland10

“C’era una volta…a Hollywood” (Once Upon a Time in Hollywood, 2019) è il nono lungometraggio di Quentin Tarantino. Al nono film da regista, produttore e di scrittura, l’autore del Tennessee ci mette la sua anima da cinefilo e il suo battito da pistolero. Anno di grazia 1969: set e contro figure, attori in disgrazia e divi solitari, vite sfrenate e morte in agguato, [...] Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2019
mardou_

 Accolgo ogni nuovo lavoro di Tarantino con la stessa trepidazione con cui da bambina aspettavo il Natale e il solo pensiero di potermi godere 160 minuti ininterrotti di puro cinema nel cinema con alcuni dei divi che più amo valeva già il prezzo del biglietto. Non c’è frame che non sia un omaggio alla settima arte di ieri come di oggi, che non guardi con un misto [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 settembre 2019
Il Fonta

Tarantino è passato al next level di "responsabilizzazione dello spettatore"... ...puoi amare Inglorious Basterds nonostante tu non abbia mai sentito parlare di Enzo Castellari... può piacerti moltissimo Django Unchained  pur non conoscendo affatto Sergio Corbucci e puoi adorare Kill Bill anche ignorando le opere di François Truffaut e Toshiya Fujita.

giovedì 19 settembre 2019
Il Fonta

Tarantino è passato al next level di "responsabilizzazione dello spettatore"... ...puoi amare Inglorious Basterds nonostante tu non abbia mai sentito parlare di Enzo Castellari... può piacerti moltissimo Django Unchained  pur non conoscendo affatto Sergio Corbucci e puoi adorare Kill Bill anche ignorando le opere di François Truffaut e Toshiya Fujita.

martedì 24 settembre 2019
Forest

Pagate il biglietto e sedetevi sulla poltrona con umiltà, per capire ogni singola scena occorre una laurea in cinematografia dal dopoguerra ad oggi. Tarantino è l'unico regista che non fa i film per il pubblico ma per se stesso, lui è il suo pubblico. Di Caprio superlativo come sempre dal Titanic in poi, Pitt ci mette il fisico da Fight club, Robbie ci mette la spensieratezza [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 settembre 2019
K. S. Stanislavskij

Ho amato questo film dall'inizio e (sopratutto) alla fine! Non poteva che essere Quentin ad omaggiare un momento di passaggio della storia cinematografica e civile, con un atto d'amore per tutto un mondo con i suoi personaggi virili, i suoi colori, le macchiette, le atmosfere, perfettamente riprodotti nei dettagli. Pitt e Di Caprio sono perfetti, rude e affidabile a modo suo il primo, veterano [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 ottobre 2019
Marcloud

Tornare nel 1969 a Los Angeles è stato possibile grazie alla cura per la musica, la fotografia e per ogni singolo dettaglio scenico, quasi maniacale, di questa ennesima grande prova di Tarantino. Riportarci indietro per raccontarci una favola sulla tragedia della famiglia Polanski non è sicuramente un lavoro semplice. Infatti non c'è da stupirsi se dopo la prima ora di film, sono in molti a chiedersi [...] Vai alla recensione »

martedì 24 settembre 2019
Iscarioth

Sempre più spesso sento dire che le serie televisivo hanno superato il cinema per qualità. Non condivido e questo film è di quelli che mi fa amare e credere nella settima arte. In 2 ore e mezza Tarantino è in grado di raccontarti un angolo di mondo, creare patos, suspance, a dare profondità ad alcuni personaggi e leggerezza ad altri.

martedì 24 settembre 2019
Giovanni Romanelli

In questa nuova pellicola di Tarantino non trovo niente dei suoi capisaldi. Trama inesistente. A tratta veramente noioso, a parte il finale che non delude.Il film è sorretto dall'interpretazione eccezzionale di questi due Attori.

lunedì 23 settembre 2019
Masox14

film pessimo, noioso e lento che non coinvolge minimamente lo spettatore, tranne 5 minuti nel finale in cui si crea una colluttazione molto cruenta, uno spreco di soldi.

domenica 22 settembre 2019
Flaw54

Non sono un amante di Tarantino, ma questo film non mi è dispiaciuto. Crepuscolare, decadente, accompagnato da colori mai sgargianti si presenta come un atto d'amore verso un mondo che non c'è più. Talvolta lento e in certe parti piuttosto monotono riesce però a lasciare quel non so che di piacevole malinconia, mostrandoci un Tarantino nuovo, direi più pacato [...] Vai alla recensione »

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
lunedì 30 settembre 2019
Tommaso Drudi

Giocare con le verità della storia e intervenire in modo decisivo nelle dinamiche con cui questa ha scritto il passato è sempre molto affascinante, non solo perché una simile manipolazione determina una presa di posizione, e quindi un pensiero chiaro su ciò che è stato, ma anche e soprattutto perché nella rappresentazione attraverso il dispositivo artistico non può mancare una messa in questione della realtà. Non può mancare, in sostanza, un fatto interpretativo. Per alcuni autori, attingere dal grande serbatoio del "realmente accaduto" può restituire urgenza e progressione drammatica alle loro ossessioni meno facilmente risolvibili: Malick prende la battaglia di Guadalcanal e la spoglia dei caratteri da war movie per farne strumento di riflessione e indagine alla ricerca di un significato, l'Eastwood memorabile del dittico su Iwo Jima si cala anima e cuore dalla parte degli sconfitti, mantenendo a portata di sguardo il potere emotivo del sentimento e della morale, o ancora Guillermo Del Toro affianca, alla strada immodificabile della Storia con la S maiuscola, quella del fantasy, vissuto non come rifugio nascosto al di là dei traumi della guerra civile spagnola, ma piuttosto come alternativa per viverli con la forza dell'immaginazione.

E poi c'è Tarantino. Per lui il faccia a faccia con la vicenda storica non è mai solo una rilettura e nemmeno il semplice trasferimento del proprio linguaggio all'interno del vero, ma una radicale, sfacciata e irresistibile riscrittura che non si esaurisce nelle sue connotazioni più squisitamente pulp, quindi nella violenza troppo esasperata per avere un senso e nell'alterazione del destino che la Storia ha già provveduto ad assegnare ai personaggi reali.

Infatti sia il feroce assassinio di Hitler ad opera dei Bastardi sia la sconfitta inflitta allo schiavismo bianco da Django, manifesto-eroe della comunità afroamericana nel Texas di metà Ottocento, sono soluzioni a doppio fondo: da una parte l'elaborazione della materia storica è così personale e disinibita da trovare una sua stabilità nell'immaginario, e quindi da diventare vero e proprio codice semantico, dall'altra le modalità di intrusione della fiction nel contesto reale non rispondono più a esigenze di "licenza creativa", come le sintesi e le semplificazione di alcuni avvenimenti ad esempio, ma ad una precisissima idea di cinema.

Un film come C'era una volta a...Hollywood (guarda la video recensione) si appropria della stessa architettura discorsiva per cui due protagonisti d'invenzione, in questo caso l'attore ormai al capolinea Rick Dalton e la sua inseparabile controfigura Cliff Booth, gravitano tra gli studi di produzione e gli ambienti della Los Angeles del 1969 in mezzo a personaggi cardine della Hollywood di quel periodo, da Bruce Lee a Steve McQueen fino alla coppia Sharon Tate/Roman Polanski.

FOCUS
venerdì 20 settembre 2019
Pino Farinotti

Sono centinaia i film che raccontano il cinema. Alcuni sono grandi classici. Del resto il tema presenta possibilità infinite. Conosciamo quell'ambiente e sappiamo quali siano le insidie del sogno, del successo, dell'ambizione, strettamente legate al loro opposto, l'incubo, il fiasco, la velleità. Poi naturalmente c'è l'intrigo, il tradimento, il sesso, la violenza, il denaro. Ingredienti irresistibili per le storie. Quentin Tarantino ha aggiunto una scheda al cartello "cinema", col suo C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione), uno sguardo secondo aggressività e cattiveria alla Tarantino. Si è valso di Brad Pitt e Leonardo DiCaprio, che sono i due leader dello star system americano. E qui nasce un tema suggestivo. C'è stata tanta gente di cinema, decisamente importante, che ha affrontato l'argomento. E quasi sempre in chiave di critica, magari abrasiva. E spesso a criticare l'ambiente che ne ha fatto dei divi sono stati proprio... i divi. Gente di vertice, come i due diretti da Tarantino.

Uno come Woody Allen non poteva esimersi dal raccontare il cinema. Lo fa in Hollywood Ending, la storia di quel regista che fa film osannati dalla critica, da cieco. Una metafora più crudele del dramma e della violenza. Anche Café Society (guarda la video recensione), riguarda Hollywood, in chiave grottesca.

George Clooney, un altro che a Hollywood deve qualcosa, con Ave, Cesare! (guarda la video recensione) dei Coen è stato impietoso. L'eterno contrasto fra cultura e denaro è la chiave prevalente dell'affair Hollywood, dove ha (quasi) sempre prevalso la legge del denaro. Raramente un produttore prendeva i rischi di una storia di qualità, magari tratta da un romanzo. Il finale doveva essere un bacio in primo piano e una musica orecchiabile. Tuttavia ci fu chi pensava alla qualità. Un titolo è È nata una stella, eterno, ben 4 edizioni. Comanda quella del 1954, firmata da Cukor, con Judy Garland, cantante che arriva al successo ma paga dolorosamente nel privato. Ricordabile è I protagonisti di Robert Altman, dove il produttore Tim Robbins, che avrebbe idee di qualità deve rinunciare. In Come eravamo Robert Redford è un giovane romanziere di talento. Non resiste alle sirene hollywoodiane e finisce per tradire se stesso sprecando le sue qualità.

Ne Il prezzo di Hollywood Kevin Spacey è un giovane pieno di buona volontà, ma la città del cinema lo travolge. Gli resta la vendetta, inutile. Un classico è Il bruto e la bella, di Minnelli: scontro fra un produttore cinico, Kirk Douglas, e uno scrittore romantico, Dick Powell. Ma se devo estrarre un titolo unico, esemplare, capolavoro, non può che essere Viale del tramonto, di Billy Wilder, la vicenda della diva del muto Norma Desmond che non si arrende al suo declino e finisce per impazzire e coinvolgere l'ambiguo sceneggiatore William Holden.

Ma eleggo, a protagonista di questo mio intervento, Scott Fitzgerald, che può rappresentare alla perfezione, come uomo e scrittore, il "grande pericolo" del cinema. A metà degli anni Trenta, andò a Hollywood. Credeva di essere accolto come una star, lui il grande scrittore. Ma non fu così. L'eleganza di scrittura, l'armonia del fraseggio, non trovarono accoglienza in California. Scott scriveva i suoi dialoghi, che poi venivano umiliati da sceneggiatori con un vocabolario di 50 parole. Mortificazione per un uomo ormai debole e tristissimo. Finché un giorno Louis B. Mayer, il gran capo della Metro, lo convocò e gli disse che era costretto, a malincuore, a rinunciare alla sua collaborazione: "la tua prosa è un godimento, ma non possiamo fotografare gli aggettivi". Fu il colpo di grazia: salute in caduta verticale, crisi da alcol quotidiane. Scott tentò un'ultima carta, un nuovo romanzo, proprio su Hollywood, che vedeva come il ricorso di una corte rinascimentale, con monarchi e principi, dignitari, giullari, artisti, puttane e faccendieri. Si sarebbe chiamato The Last Tycoon, in italiano Gli ultimi fuochi. Protagonista Robert De Niro nei panni di un produttore che punta, invano, alla qualità. Dopo molti anni Fitzgerald era tornato scrittore vero e sperò di poter ricomporre miracolosamente la salute e di arrestare la caduta. Una felicità di pochi giorni. Morì di infarto, a 44 anni, poco prima del Natale del Quaranta. Il romanzo rimase incompiuto. Comunque, capolavoro incompiuto. Sì, Hollywood lo aveva ucciso, e non era un film.

Non resta che attendere la prossima auto-crocefissione da parte dell'ennesimo cineasta.

FOCUS
martedì 14 agosto 2018
Pino Farinotti

Once Upon a Time in Hollywood, C'era una volta in Hollywood. È il titolo del nuovo film di Quentin Tarantino che uscirà l'anno prossimo. Lo scenario è la Hollywood del 1969, un collettore di ogni storia, spettacolo, eccessi, sesso, violenza, il mondo del cosiddetto star system, dove non ci si fa mancare niente. Ho scritto "violenza", in quell'anno accadde qualcosa che divenne un manifesto orribile della violenza: il 9 agosto fu il giorno della strage al 10050 Cielo Drive, a Bel Air, in cui i seguaci della setta di Charles Manson uccisero sette persone, fra cui Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi. Ne fu sconvolta l'America, e lo fu il mondo.

In quell'epoca Hollywood era ancor la città del cinema quasi senza concorrenza, nelle stagioni a venire molto sarebbe cambiato, le produzioni avrebbero cercato altre alternative, di luogo e di contenuti, il centro di gravità non sarebbe più stata la sola California. Allora le major erano ancora in piena attività e i professionisti nei vari mestieri arrivavano in città e trovavano lavoro.

Quentin Tarantino, che ha lavorato alla sceneggiatura per cinque anni, ha costruito il racconto su due figure non di primissimo piano. Una è Rick Dalton, uno specialista di western, presente in varie serie televisive. L'altro è Cliff Booth, uno stuntman. Si frequentano, si incrociano nelle produzioni, sono amici. C'è un dettaglio che risulterà importante, Dalton abita vicino alla villa di una star, Sharon Tate. L'impatto mediatico dei fatti di Bel Air fu naturalmente enorme e Charles Manson (1934-2017) non poteva non diventare un perfetto soggetto da film. Infatti il grande e il piccolo schermo non lo hanno trascurato.

Fra i molti titoli sono ricordabili Aquarius, Helter Skelter e Manson Family Movies. La sua personalità è stata sviscerata in tutte le forme. Manson ha finito per diventare una vera cultura dell'orrore, è stato il primo angelo del male, con tanto di sponsor, creando un modello che ha fatto proseliti. Fatti tutti i debiti distinguo non c'è dubbio che Tarantino possegga tutte le attitudini artistiche per occuparsi di quel personaggio. Che comunque non sarà il centro della narrazione.

FOCUS
lunedì 20 novembre 2017
Francesca Ferri

Nell'estate del 1969 Charles Manson fece uccidere nella sua abitazione Sharon Tate, allora moglie di Roman Pola?ski all'ottavo mese di gravidanza in quella che divenne nota come strage di Cielo Drive. Quel capitolo di cronaca nera che sconvolse Hollywood sarà raccontato nel prossimo film di Quentin Tarantino che, dopo tre giorni dall'annuncio dell'affidamento della produzione alla Sony, si ritrova per l'ultima volta faccia a faccia con il mostro. Charles Manson, muore oggi all'età di 83 anni, ricoverato in ospedale, dopo 45 anni di ergastolo.

Se così si conclude la storia di uno dei serial killer più sanguinari della storia d'America, cresce la curiosità su come Tarantino la farà rivivere nel suo nono progetto che ha ancora per titolo #9.

Non è la prima volta che il pluriomicida a capo della setta conosciuta con il nome di "Family" diventa intrigante soggetto d'intrattenimento. Recentemente interpretato da Gethin Anthony nella serie tv Aquarius (2015), poi da Evan Peters nella settima stagione di American Horror Story: Cult (2017), Charles Manson detto Charlie non ha però ancora volto nel film di Tarantino. Brad PittLeonardo DiCaprio, e Samuel L. Jackson sarebbero in lizza per il ruolo di protagonista mentre Margot Robbie potrebbe interpretare Sharon Tate. Tuttavia nessun casting è ancora stato fatto e nessuna notizia è ancora certa su #9. Se all'inizio si vociferava che il film fosse incentrato su Charles Manson stesso, ora sembrerebbe che il criminale abbia solo un ruolo minore come Adolf Hitler in Inglourious Basterds. Durante un brunch per sostenere la corsa ai premi de L'inganno di Sofia Coppola, sua ex e amica storica il regista chiarisce: "Non si tratta della storia di Manson", ma il film "parla del 1969", un anno turbolento e cruciale per la storia degli Stati Uniti. Dunque, una tarantinesca rilettura della storia si annuncia già come l'evento del 2019.

Ciò che è certo del nono progetto è l'accordo per la produzione firmata Sony che si era già occupata della distribuzione internazionale di Django Unchained (2012). Dopo lo scandalo sessuale che ha travolto Harvey Weinstein, per la prima volta Tarantino ha deciso di cambiare produttore. E secondo The Hollywood Reporter, per vincere la gara la Sony ha dovuto cedere alle pretenziose richieste del regista: un budget di produzione da 95 milioni di dollari, il final cut, un "eccezionale controllo creativo", più il 25% dell'incasso lordo e i diritti sul film prolungati da 10 a 20 anni. Si rassicurino, dunque, i fan che temevano l'addio alla regia di Tarantino dopo The Hateful Eight.

Frasi
Qualcuno qui ha ordinato crauti flambè?
Una frase di Rick Dalton (Leonardo DiCaprio)
dal film C'era una Volta... a Hollywood - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 22 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Era il film più atteso del festival, è stato per molti la delusione del festival. Un film sconcertante, tanto da lasciare il sospetto che ci sia un senso che sfugge alla prima visione. Ma a caldo, l'impressione è quella di un'operazione mancata, di un film fiacco che non aggiunge niente alla carriera del suo autore. I fan del regista (una comunità estesa e implacabile, meno numerosa magari di quella [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Si può attendere per oltre due ore di film, carrellate di piedi e stivaletti, inquadrature clonate da Sergio Leone, sfiancante chiacchiericcio su pronunce dei nomi propri (DeCatou che finisce Dakota), perfino un Roman Polanski che sembra Austin Power, e poi spellarsi le mani negli ultimi quindici minuti? Con Tarantino si può. Al Tarantino di C'era una volta a.

mercoledì 22 maggio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Quentin Tarantino prega di non svelare il finale, ma una traccia esiste, la chiave di volta è nel titolo: «C'era una volta» non è forse il modo in cui iniziano le favole? Ambientato nel 1969 - l'anno della morte di Sharon Tate per mano dei fanatici di Manson - il film è l'inno nostalgico alla Hollywood degli studios, messa in crisi dalle «Nouvelle Vague», la rivolta giovanile e la televisione.

martedì 2 luglio 2019
Giona A. Nazzaro
Rumore

Once Upon A Time... In Hollywood è il capolavoro di Quentin Tarantino. Il suo film più intimo, personale e malinconico dai tempi del sottostimato Jackie Brown. Premesso che il sostantivo "capolavoro" è abusatissimo, possiamo provare a stringere la definizione osservando come in questo film, la cui lavorazione si è svolta in un riserbo quasi totale, il regista evochi un mondo scomparso.

venerdì 24 maggio 2019
Owen Gleiberman
Variety

Sono passati 25 anni da quando Pulp fiction fu presentato a Cannes fissando per sempre una rivoluzione cinematografica. E sono dieci anni da quando, sempre a Cannes, è stato presentato Bastardi senza gloria. E quindi, almeno per me, sono dieci anni che Tarantino non firma un indiscutibilmente grande film di Tarantino. Uno di quei film con quel fattore X che ha reso Pulp fiction una pietra miliare. Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Elisabetta Sgarbi
Gazzetta di Mantova

E venne il giorno di Quentin Tarantino. Presentato in concorso il suo C'era una volta a Hollywood, tra i film più attesi, da pubblico e critica. Tarantino via twitter (e lo ha ribadito prima della proiezione del film) aveva chiesto di non raccontare il film, di non rovinare la sorpresa a chi non l'aveva ancora visto, e in particolare di non raccontare cosa accade il 9 agosto del 1969.

domenica 22 settembre 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

Tarantino riprende il titolo di Sergio Leone, C'era una volta, per rivisitare la Hollywood degli anni '60, fonte dei suoi interessi, scuola di poetica a lui congeniale. Cita anche Sergio Corbucci come maestro degli "spaghetti western"; e per onorarlo spinge in Italia i protagonisti del suo nono film. L'autore di Django Unchained non ha mai nascosto il piacere per il nostro cinema di serie B prodotto [...] Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il Nobel che avanza - il prossimo 10 ottobre ne verrà assegnato uno per quest'anno e uno per l'anno scorso, saltato per la manomorta che neanche in Svezia manca - datelo a Quentin Tarantino. Garantisce per lui uno scrittore come Amitav Ghosh, ammiratore di "Pulp Fiction" per la splendente scrittura che precede l'impeccabile messa inscena (Ghosh un Nobel non lo ha mai avuto, ma lo consideriamo cultore [...] Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

"C'era una volta....a Hollywood", il nono film di Quentin Tarantino, è un'opera destinata a dividere il pubblico in termini di gradimento. Lo spettatore che si accosti alla visione convinto di assistere a un titolo 'tarantiniano' nel senso stretto del termine, resterà deluso nel non trovare gli eccessi né la rappresentazione estrema della violenza cui il regista ha abituato i suoi fan, (fatta eccezione [...] Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2019
Elisa Grando
Il Piccolo

L'ultimo film di Quentin Tarantino è una festa imperdibile per chi subisce, come il regista stesso, il fascino della vecchia Hollywood, dove quella del cinema era una favola in piena regola, come il titolo dichiara chiaramente, tra principesse baciate dalla fortuna che diventavano ricche e famose in un battibaleno, orchi cattivi nell'ombra, battaglie dentro e fuori dal set, eroi e antieroi.

venerdì 20 settembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

È ormai nota la vicenda di Rick/Di Caprio, star di B-movie, e della sua controfigura Cliff/Pitt in ambasce di set e ingaggi tra gli Studios nel '69, vicini di casa del premiato Polanski e della starlet Sharon Tate, Rick che ci tiene tra la sua ambiziosa vita glam e i ruoli spaghetti-western e Pitt che finisce tra le pupe minorenni del fuori-di-testa Manson, autore della strage di Bel Air.

giovedì 19 settembre 2019
Simona Santoni
Maxim

Los Angeles, 1969. Leonardo DiCaprio è un attore in bilico tra gloria e oblio, supportato dalla sua controfigura di fiducia, un ermetico Brad Pitt: due tizi molto immaginari. Margot Robbie è invece Sharon Tate, l'allora moglie di Roman Polanski (interpretato da Rafa? Zawierucha), attrice in ascesa, radiosa e vivace, tra vestitini e feste in piscina.

giovedì 19 settembre 2019
Gian Luca Pisacane
Famiglia Cristiana

Cinema onnivoro. Immagini che si nutrono di altre immagini, viaggio musicale attraverso un'epoca, attraverso i generi. Il filo conduttore di C'era una volta a... Hollywood è la vita di un attore e della sua controfigura, nel 1969. Inseparabili. Rick Dalton è una star televisiva in declino, Cliff Booth fa lo stuntman. La vicina di casa di Dalton è Sharon Tate, la moglie di Roman Polanski.

giovedì 19 settembre 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

«C'era una volta...a Hollywood» di Quentin Tarantino esce finalmente anche in Italia, ultimo tra i Paesi che ne abbiano comprato i diritti (salvo la Corea del Sud, ma è magra consolazione): è un film romantico e straordinariamente lineare, intriso di amore per il cinema e per il suo potenziale catartico. Forse troppo lungo e autoreferenziale, con digressioni che ne rallentano il ritmo (però senza eccessi [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
Stefano Giani
Il Giornale

La Hollywood di Tarantino non è quella di cinquant'anni fa. Fortunatamente. Un capolinea tra modi diversi di fare cinema e un futuro che relegava il western a film di serie B. E siccome il regista italo-americano ha sempre avuto un debole per i B-movie, la sua ultima fatica riscrive la realtà come solo la Settima Arte sa fare, ignorando la cronaca e forse arrivando addirittura a tradurre per immagini [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Per quasi tre ore C'era una volta a... Hollywood di Quentin Tarantino inanella citazioni lusinghiere per il cinema italiano. Il titolo allude a C'era una volta il West di Sergio Leone. Dopo di lui viene «il secondo miglior regista di western-spaghetti, Sergio Corbucci». Ma Tarantino celebra soprattutto le rimembranze della sua infanzia di spettatore nei cinema di quartiere, tra immagini dell'indimenticata [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

1969: è l'anno del primo uomo sulla Luna, ma sul pianeta terra il firmamento di stelle che conta è ancora targato Hollywood. Stelle emergenti, come Sharon Tate, incinta di Roman Polanski, l'intrigante regista polacco cui il successo di Rosemary's Baby ha spalancato le porte degli studio? mature stelle del western come Ricky Dalton, che affonda nell' alcool la frustrazione di chi, senza mai essere riuscito [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

Laggiù nella Hollywood del 1969, terra di sogni e di chimere, tra "fottuti hippies" e parvenu, l'ex star televisiva in declino Rick Dalton cerca sempre più affannosamente di riciclarsi e con lui, l'amico ("poco più che un fratello, poco meno che una moglie"), tuttofare, stuntman e sua controfigura, Cliff Booth. L'agente Marvin Schwarz lo vorrebbe in Italia a recitare negli spaghetti western, lui, sempre [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 settembre 2019
Marina Visentin
Cult Week

Los Angeles,1969. Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) è una star della tv dal passato quasi glorioso ma dal presente piuttosto deludente. Ormai avviato verso una rapida china discendente, riveste ruoli western sempre più patetici e compensa la frustrazione ingoiando giorno e notte, sul set e fuori, quantità industriali di alcol. Ma a Hollywood (e non solo lì, per la verità) c'è sempre chi sta peggio.

mercoledì 18 settembre 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Ma come il duro, sanguinolento Tarantino rievoca, riflette, s'intenerisce, rimpiange? Si consiglia di attendere prima di dare per certa la trasformazione dell'estremista per antonomasia della cinefilia postmoderna in un menestrello dell'hollywoodiano tempo perduto. Certo, lungo la fluviale, centellinata, stratificata durata di "C'era una volta a... Hollywood" lo stakanovista della citazione creativa [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 settembre 2019
Leonardo Gandini
Cineforum

C'è un nesso fra le file interminabili che hanno fatto da corredo alle proiezioni dell'ultimo film di Tarantino al Festival di Cannes dello scorso maggio e i contenuti di C'era una volta... a Hollywood, nel segno del cinema e del suo potere. In epoca di intermedialità diffusa e di volatilizzazione dei contenuti, Tarantino rimane fieramente aggrappato al cinema e alla sua materialità: attori, provini, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 settembre 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Ci sono due scene magnifiche in C'era una volta a ... Holly wood: una mostra Sharon Tate (Margot Robbie) entrare nel cinema dove proiettano il film (The Wrecking Crew - Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm) di cui è tra i protagonisti? con la gioia di una bimba davanti alle carte colorate dei regali di compleanno si guarda sui manifesti, varca la soglia buia, si siede in sala.

martedì 17 settembre 2019
Roselina Salemi
Tu Style

Los Angeles, 1969. Rick Dalton, star in declino di una famosa serie tv (Leonardo DiCaprio) non fa un passo senza il suo fidato stunt, il paziente Cliff Booth (Brad Pitt), e si ritrova come vicini di casa Roman Polanski e Sharon Tate, la coppia più glam del momento. Raccontando le avventure di Rick (ridotto a girare spaghetti western in Italia) e del disincantato Cliff che lo segue, Tarantino celebra [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 settembre 2019
Flavia Salerno
Ciak

Dalle stelle dello Strip alle stalle delle miserie umane: la Hollywood di Tarantino diventa il luogo simbolico delle sfaccettature della mente. C'è sempre stata la nostra anima nei film di Tarantino, anche se rappresentata attraverso l'ironia. E in C'era una volta... a Hollywood il regista la usa per portare lo spettatore a ridere. Pur raccontando situazioni drammatiche.

venerdì 24 maggio 2019
Francesco Boillé
Internazionale.it

Quentin Tarantino, piaccia o meno, è sempre più il mondo e il tempo che vuole lui. Sempre più una bolla protetta dalla storia reale del mondo moderno ma rifiltrata dalla cinefilia e dalla passione per tutto quello che è considerato minore. Sempre più universo parallelo. Sempre più al di fuori e al di sopra dei generi come fossero un unico flusso, una totalità indistinta.

venerdì 24 maggio 2019
Massimo Causo
Duels.it

C'è l'attore e c'è la sua controfigura, in un gioco di approssimazione tra la realtà e la sua finzione incarnato nello sdoppiamento del più classico dei buddy movie: Rick Dalton e Cliff Booth sono per Quentin Tarantino il doppio corpo nel quale si riflette la favola di Once Upon a Time in... Hollywood (Concorso). Una star di telefilm, Rick Daldon, che vede il suo astro scolorirsi, e Cliff Booth, lo [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Anton Giulio Onofri
Close-Up

Il Nono film di Quentin Tarantino, inizia come l'ultimo movimento della Nona di Beethoven, che prima di lanciarsi nell'Ode alla Gioia, cita rapidamente i tre movimenti precedenti. Tarantino, prima di abbandonarsi alla sua smisurata Sinfonia Hollywoodiana in lode all'Olimpo californiano del Cinema del 1969, inserisce richiami ai suoi titoli degli anni passati: Jackie Brown, Inglourious Basterds, Django, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

1969. C'erano un villain di western e protagonista di serie (Di Caprio) e la sua controfigura (Pitt). La fiaba, o meglio: un mondo falso a un passo dal cinema vero, con tanto di nomi e cognomi (Sergio Corbucci). C'erano Sharon Tate (Robbie), Polanski, Manson. E dunque la cronaca nera, o peggio: vera, a un passo dal cinema. Così il cinema che fa? Si gode la recita e la carica, si perde nei film dentro [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Pietro Masciullo
Sentieri Selvaggi

"Mi sembra che tu sia l'unico regista vivente a dirigere automaticamente dei film mettendo al centro il cinema... tu tratti il cinema come un universo separato che però rappresenta il mondo intero. In un certo senso tu parli cinema ed è una cosa molto misteriosa". Con il suo solito acume visionario Enrico Ghezzi iniziava così una lunga intervista a Quentin Tarantino trasmessa qualche anno fa su Fuori [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Bastardi con gloria. Per Quentin Tarantino il cinema può ancora cambiare la storia e può sempre salvare il mondo, a partire da quello del cinema. Dieci anni dopo Inglourious Basterds e venticinque dopo la Palma d'Oro Pulp Fiction, il regista americano torna in Concorso a Cannes con un film che di quei due è la sintesi perfetta: ucronia e cinefilia, che lungi dall'essere intellettuale è sopra tutto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Colpo di scena. Quentin Tarantino rilegge a suo modo il massacro compiuto dalla Famiglia di Charles Manson... e la prima mondiale di C'era una volta a... Hollywood finisce a sorpresa. E se tutto non è andato come ci ricordiamo? Davvero i satanisti della strage di Cielo drive, avvenuta il 9 agosto 1969, uccisero a pugnalate l'allora moglie di Roman Polanski? Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) e Cliff [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Ogni fiaba che si rispetti ha principi e straccioni. A Hollywood nel 1969 vivono a un civico di distanza. In cima Sharon Tate & Roman Polanski, coppia glamour invidiata pure da Steve McQueen, giù Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) & Cliff Burton (Brad Pitt), attore in declino e fedele controfigura. Li seguiremo tutti in due giornate fatidiche di quel 69 tra pistoleri di Serie B recitati come Amleto, sbronze [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

C'era una volta a Hollywood... Giocato a cavallo tra una grande attenzione al dettaglio storico e una versione alternativa della Storia (equilibrismo che Tarantino cui aveva già accennato in Bastardi senza gloria), Once Upon A Time in Hollywood è una favola ambientata nel sottobosco hollywoodiano dei Sixties. Non il mondo delle prime e degli Academy Awards, e nemmeno quello di un'industria del cinema [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Emanuela Martini
Cineforum

Nel 1969 c'erano gli hot pants, e gli stivali alti, bianchi e lucidi, gli jabots e le giacche con le frange, i capelli liscissimi oppure quelli afro. C'erano gli hippies, con le barbe, i capelli lunghi, le treccine e il messaggio di pace fiorito che, dopo il trionfo di Woodstock, già stava sfumando nel merchandising mondiale o addirittura nella violenza, come accadde (sempre in quell'anno) ad Altamont [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Siamo nel 1969 e facciamo la conoscenza con Rick Dalton (Leo DiCaprio), una star delle serie televisive dell'epoca, e della sua controfigura Cliff Booth (Brad Pitt), anche suo amico. Non vivono un periodo particolarmente fortunato, tanto che ottengono, attraverso Marvin Schwarz (Al Pacino), la possibilità di girare alcuni film in Italia. I due abitano in una villetta di Los Angeles, vicini di casa [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

"Cari giornalisti, per amore del cinema non fate spoiler, non rivelate il finale", firmato Quentin Tarantino. Solo al sovrano di Hollywood sono concesse certe licenze, come l'introduzione alla visione per la stampa con lettura della lettera anti-spoiler. Visioni precedute da ore di coda proporzionali al colore (priorità) del badge, con giornalisti e critici pazientemente accatastati fuori dalla sala [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Cambiare il corso degli eventi attraverso il cinema. È ormai divenuta una costante nella filmografia di Quentin Tarantino, che il 21 maggio 1994 presentava a Cannes Pulp Fiction (poi Palma d'Oro) e oggi, esattamente 25 anni dopo, ritorna in concorso sulla Croisette con il suo nuovo lavoro, Once Upon a Time in Hollywood che, guarda caso, è ambientato esattamente 50 anni fa.

giovedì 19 settembre 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Ogni film di Quentin Tarantino, ultimo regista superstar, è un evento per i suoi fan planetari. In questo caso poi, oltre al cast (Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Margot Robbie e mille altri, da Al Pacino a Kurt Russell), c'era la curiosità di una storia che ruota intorno alla famigerata strage di Bel Air (agosto 1969), quando la setta di Charles Manson massacrò Sharon Tate incinta e i suoi ospiti. Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Alessandro Stellino
Filmidee

C'è poco da divertirsi nell'ultimo film di Quentin Tarantino, Once Upon a Time in Hollywood, appena presentato in competizione a Cannes. Sia perché è un film velato di malinconia, sia perché salvo poche occasioni la consueta ironia del regista va a vuoto o provoca sogghigni a denti stretti. Certo, la breve scazzottata tra lo stuntman interpretato da Brad Pitt, Cliff Booth, e un presuntuoso Bruce Lee [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Raffaele Meale
Quinlan

Rick Dalton è un attore televisivo, celebre per la serie intitolata Bounty Law. Nonostante la fama ritiene che la sua carriera sia in fase discendente, così come quella del suo stuntman Cliff Booth, che gli fa praticamente da chauffer e tuttofare. Siamo nella Hollywood del 1969, e la villa accanto a quella di Dalton è stata appena acquistata da Roman Polanski e Sharon Tate.

martedì 21 maggio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

Rischio il linciaggio se dico che il film-evento più spasmodicamente atteso di Cannes, "Once upon a time..in Hollywood" di Quentin Tarantino, è una gran delusione? Un quarto di secolo fa la Palma d'oro a "Pulp Fiction" è stata una pietra miliare: da allora il cinema è 'prima'o'dopo' "Pulp Fiction". Sul titolo-omaggio a Sergio Leone, annuncio di "una dichiarazione d'amore alla Hollywood della sua infanzia, [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
giovedì 3 ottobre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) trascorre l'ultimo giorno in testa alla classifica dei film più visti, dal momento che oggi dovrà presumibilmente cedere il passo a Joker (guarda la video recensione).

BOX OFFICE
lunedì 30 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Box office in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con una crescita di quasi il 2%, mentre il vantaggio accumulato dal primo gennaio è del 14%. C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) stravince il fine settimana [...]

BOX OFFICE
domenica 29 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Gran sabato per C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione), che incassa altri 760mila euro e arriva ad un totale di 8,4 milioni di euro. Il film inizia a intravedere il sorpasso a IT: Capitolo 2 (guarda la video recensione), che è fermo [...]

BOX OFFICE
venerdì 27 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Come previsto, la top ten cambia radicalmente faccia dopo i tanti arrivi di ieri, ma in testa rimane saldo C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) che ottiene 341mila euro e supera il milione di spettatori con più di 7 milioni di euro [...]

BOX OFFICE
giovedì 26 settembre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) continua a viaggiare con ottime cifre e ieri aggiunge altri 447mila euro ad un totale che ora è di 6,8 milioni con 986mila spettatori. Oggi passerà il milione di biglietti staccati, mentre entro [...]

BOX OFFICE
mercoledì 25 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Nessun cambiamento nella classifica e ancora un'ottima giornata per C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione), che incassa altri 469mila euro e arriva ad un totale di 6,4 milioni complessivi, andando ad occupare la terza posizione nell [...]

BOX OFFICE
martedì 24 settembre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) resiste anche al calo naturale degli incassi del lunedì e mette a segno una giornata da oltre mezzo milione di euro, che porta il suo totale a quasi 6 milioni complessivi, con un numero di spettatori [...]

BOX OFFICE
lunedì 23 settembre 2019
Andrea Fornasiero

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) stravince il weekend e grazie a una clamorosa domenica da 1,7 milioni di euro, arriva a 4,5 milioni di euro complessivi nel fine settimana e 5,4 milioni dal primo giorno di programmazione con [...]

BOX OFFICE
domenica 22 settembre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) vola con 1,1 milioni di euro incassati ieri e tocca quota 3,6 milioni complessivi. La coppia DiCaprio- Pitt dovrebbe superare ampiamente i 4 milioni entro oggi e finire il weekend molto vicina [...]

BOX OFFICE
sabato 21 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Salutata la Ferragni, la classifica torna alla normalità: C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) si conferma fortissimo e mette a segno una giornata da ben 887mila euro, un dato che fa ben sperare per il weekend.

BOX OFFICE
giovedì 19 settembre 2019
Andrea Chirichelli

C'era una volta... a Hollywood (guarda la video recensione) si prende la vetta del box office italiano con un'ottima apertura da 855mila euro con oltre 120mila spettatori, una cifra che fa presagire un bel weekend lungo per il film di Quentin Tarantino. [...]

NEWS
lunedì 16 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Il viaggio nei mercati internazionali inizia questa settimana dalla Repubblica Ceca dove il locale Pres Prsty sta facendo sfracelli, con oltre 1 milione di dollari incassato in appena due settimane, sufficiente per tenere a distanza IT - Capitolo 2, [...]

BOX OFFICE
lunedì 26 agosto 2019
Andrea Chirichelli

Il viaggio nei film "minori" dei vari mercati mondiali inizia questa settimana dall'Argentina, da cui arrivano due notizie interessanti. La prima è il boom di Heroic Losers (il titolo originale è La odisea de los giles), film diretto da Sebastián Borensztein [...]

BOX OFFICE
lunedì 19 agosto 2019
Andrea Chirichelli

Il viaggio nei film "minori" dei vari mercati mondiali inizia dall'Europa e precisamente dalla Croazia dove in testa al boxoffice debutta un film locale, General, diretto da Antun Vrdoljak e interpretato da Goran Visnjic, Mustafa Nadarevic, Tarik Filipovic, [...]

BOX OFFICE
giovedì 15 agosto 2019
Andrea Chirichelli

Hobbs & Shaw continua a dominare il box office italiano, vista anche la quasi totale assenza di concorrenza. Ieri il film ha incassato altri 261mila euro, portando al cinema quasi 40mila persone, un dato molto positivo visto il periodo.

TRAILER
giovedì 1 agosto 2019
 

Regia di Quentin Tarantino. Un film con Margot Robbie, Brad Pitt, Leonardo DiCaprio. Da mercoledì 18 settembre al cinema. Guarda il trailer »

BOX OFFICE
mercoledì 24 luglio 2019
Andrea Chirichelli

Calma piatta al box office italiano, ma fortunatamente le cifre restano interessanti. Spider-man: Far from Home (guarda la video recensione) rimane in testa con più di 200mila euro e vede oramai avvicinarsi il doppio traguardo dei 10 milioni e dell'entrata [...]

POSTER
venerdì 19 luglio 2019
 

Los Angeles, 1969. Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star della televisione in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, stuntman che si è fatto (e rotto) le ossa nei western [...]

POSTER
martedì 11 giugno 2019
 

Los Angeles del 1969. L'attore televisivo Rick Dalton e la sua storica controfigura Cliff Booth cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più. Diverse linee narrative per un tributo all'ultimo periodo dell'età d'oro di Hollywood. [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 27 maggio 2019
A cura della redazione

Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star di Hollywood in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, controfigura che da anni ammortizza le sue cadute.

GALLERY
mercoledì 22 maggio 2019
 

Era il titolo più atteso di questa 72esima edizione di Cannes e, come da programma, C'era una volta a...Hollywood non ha lasciato spazio mediatico a nessun altro film della manifestazione: file di ore degli addetti ai lavori per assicurarsi un posto in [...]

TRAILER
martedì 21 maggio 2019
 

Los Angeles del 1969. L'attore televisivo Rick Dalton e la sua storica controfigura Cliff Booth cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più. Diverse linee narrative per un tributo all'ultimo periodo dell'età d'oro di Hollywood. [...]

CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 2 maggio 2019
 

La selezione della 72esima edizione del Festival di Cannes si arricchisce di nuovi titoli. Il più atteso alla vigilia, C'era una volta a...Hollywood di Quentin Tarantino, è stata confermato in concorso insieme a un altro grande affezionato alla manifestazione [...]

TRAILER
mercoledì 20 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

POSTER
martedì 19 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

POSTER
lunedì 18 marzo 2019
 

Ispirato agli omicidi della setta di Charles Manson, il film racconta uno dei più sanguinari di questi delitti nel quale restò uccisa a Bel Air nel 1969 l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta di otto mesi.

NEWS
mercoledì 27 giugno 2018
Francesca Ferri

Un completo in jeans e occhiali da sole a goccia per Brad Pitt e una vistosa giacca in pelle arancio su pantaloni marroni per Leonardo DiCaprio. È la prima foto dal set di Once upon a time in Hollywood, il nuovo film di Quentin Tarantino, ambientato nella [...]

SHOWTIME
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