Nowhere Special - Una storia d'amore

Film 2020 | Drammatico, 96 min.

Regia di Uberto Pasolini. Un film Da vedere 2020 con James Norton, Daniel Lamont, Eileen O'Higgins, Valerie O'Connor, Stella McCusker. Cast completo Titolo originale: Nowhere Special. Genere Drammatico, - Gran Bretagna, 2020, durata 96 minuti. Uscita cinema mercoledì 8 dicembre 2021 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,66 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 8 novembre 2021

John ha davanti a sé pochi mesi di vita. Non avendo una famiglia, trascorre i giorni che gli restano a cercarne una nuova, perfetta, per il figlio Michael. Il film ha ottenuto 1 candidatura a British Independent, In Italia al Box Office Nowhere Special - Una storia d'amore ha incassato 186 mila euro .

Nowhere Special - Una storia d'amore è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
3,66/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,44
PUBBLICO 4,05
CONSIGLIATO SÌ
Un film di immagini tanto semplici quanto elequenti, che mettono in poesia la crudeltà della vita.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 10 settembre 2020
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 10 settembre 2020

John è un trentaquattrenne gentile e silenzioso, che di mestiere fa il lavavetri, in giro per Belfast. La sua esistenza terrena è condannata ad esaurirsi a brevissimo termine, per colpa di un male incurabile. Nel poco tempo che gli rimane, John deve fare la cosa più importante della sua vita: trovare una famiglia per il suo bambino di quattro anni, Michael, visto che la madre li ha lasciati entrambi poco dopo la sua nascita. Mentre visitano le coppie disponibili e selezionate per l'adozione, John e Michael passano insieme la loro giornata, trasformando ogni gesto quotidiano in una memoria preziosa.

Il padre deve imparare a morire, il bambino a vivere. Lo fanno tenendosi per mano nell'attraversare la strada, quella che porta a scuola ma anche quella che porta all'addio.

Uberto Pasolini torna dunque sul luogo del trapasso, come in Still Life: non è più l'immediatamente dopo, ma l'immediatamente prima, e la sua penna è ancora la stessa, sottile e precisa, perfettamente inchiostrata, tanto autoriale quanto accessibile, nell'approccio ad un genere, quello del dramma sentimentale, che pochissimi perseguono con tanta frontalità e tale discrezione.

Ancora una volta, il film è in mano ad un interprete eccellente, James Norton, e alla nitidezza delle inquadrature, alla loro temporalità estranea alla frenesia della vita urbana, sgombra da tutto ciò che è disavanzo o orpello cinematografico. Tanto che l'immagine di apertura, con il protagonista che ripulisce con cura una grande vetrata, mondandola da tutto ciò che la offusca, si può leggere come una dichiarazione d'intenti, la ricerca (riuscita) di una verità della relazione padre-figlio che è al centro del racconto, di uno sguardo sul mondo non filtrato, in cui riflettersi per quello che si è, e leggere con trasparenza nelle vite degli altri.

Colpito dalla cronaca vera di questa vicenda, Pasolini l'ha tradotta in immagini tanto semplici quanto eloquenti, che non conoscono la durezza del cinema dei Dardenne ma piuttosto una commovente sospensione e una malinconia, sottolineata dalla colonna sonora, che il regista non rifugge ma abbraccia, senza sentimentalismo.

Sono le immagini mute di un adolescente con lo zaino in spalla che si allontana nello specchietto retrovisore, della candelina di compleanno in più che Micheal mette nella mano di John, della casa degli specchi del lunapark che restituisce le loro figure deformate, con Michael alto alto e John più piccolo, per sempre troppo giovane. Piccole grandi idee di scrittura visiva che trascendono il realismo senza negarlo e mettono in poesia la crudeltà dell'esistenza.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 15 gennaio 2022
Eugenio

Un piano sequenza ad altezza di bambino e un padre che tiene per mano  suo figlio pronto a lasciarlo a qualcuno che saprà badare a lui quando non ci sarà più. Questo in due righe il poetico, straziante film di Uberto Pasolini che già otto anni fa con Still Life, aveva analizzato, cinematograficamente parlando, l’ineluttabile distico vita-morte permeando di bellezza [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 dicembre 2021
angelo umana

 Un bambino di 4 anni che all'orario solito aspetta da dietro la finestra il ritorno del papà dal lavoro, osserva attento, lo vede e va alla porta ad accoglierlo. E' sereno coi gesti delicati dell'adulto e le fiabe lettegli nel lettino prima di dormire. Quando al mattino viene portato all'asilo il bambino riflette sull'assenza della mamma al suo fianco, tutti gli altri [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 febbraio 2022
Felicity

In Nowhere Special il padre fa il lavavetri, pulisce finestre dietro cui scorrono fotogrammi di vite che non sono la sua. Il figlio ha quattro anni e accompagna quel padre paziente in giro per case che non sono la loro. Al padre infatti restano pochi mesi di vita, ma questo il piccolo Michael non lo sa. Se John lo porta con sé è per trovare la famiglia a cui affidarlo quando lui non ci [...] Vai alla recensione »

sabato 11 settembre 2021
irene

Ci sono film che, per prenderti e coinvolgerti, hanno bisogno di grandi storie, mille personaggi, scene di massa e magari effetti speciali. Ce ne sono altri, come questo, che raccontano una piccola storia semplice, fatta di quotidianità, mettendo insieme pezzetti di poesia. Raccontare la morte attraverso la vita è cosa a cui Uberto Pasolini non è nuovo e chi ha visto "Still [...] Vai alla recensione »

sabato 11 settembre 2021
irene

Ci sono film che, per prenderti e coinvolgerti, hanno bisogno di grandi storie, mille personaggi, scene di massa e magari effetti speciali. Ce ne sono altri, come questo, che raccontano una piccola storia semplice, fatta di quotidianità, mettendo insieme pezzetti di poesia. Raccontare la morte attraverso la vita è cosa a cui Uberto Pasolini non è nuovo e chi ha visto "Still [...] Vai alla recensione »

domenica 19 dicembre 2021
stellab

Un film bello e poetico, da vedere

lunedì 13 dicembre 2021
Emanuele 1968

Quando inizia il cinema e vedo la scritta "rai cinema" penso che sia un buon contenuto, fortunatamente le riprese da mal di mare viste all'inizio del film sono durate pochissimo, io non le capisco.   E una delle tante storie di vita che si sentono in giro, disegni di vita incomprensibili, 33anni........ma che senso ha? mah?  pensavo che affidava il bambino alla coppia [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
mercoledì 8 dicembre 2021
Giovanni Bogani

Guardare il mondo, da dietro un vetro. Riflessi, scorci di vite intraviste. È così che inizia Nowhere special. Oggetti che raccontano vite, o desolazioni, o nascoste armonie. Come intravedevano gli angeli di Wenders, nel Cielo sopra Berlino.

John, il protagonista di Nowhere special – il bellissimo, sommesso film di Uberto Pasolini, uno dei più belli di Venezia 2020, ora nelle sale – è un po’ simile agli angeli di Wenders, e un po’ alla protagonista di Roma di Alfonso Cuaron. Come lei, lava, inghiotte in silenzio il boccone amaro di una vita vista dai piani bassi. Lei, Yalitza Aparicio, puliva pavimenti. Lui pulisce finestre. Entrambi puliscono vite, le vite degli altri. In entrambi i casi, vite di bambini che dovranno fare i conti con un’assenza. In entrambi i casi, persone che scelgono di fare quello che possono, per gli altri.
 

È fatto di tanti momenti senza parole, senza dialoghi, Nowhere special. Ti lascia a guardare, a percepire, a capire. E intanto penetra nel profondo. Ti fa pensare alla vita, alla morte, a Dio e alla sua assenza, a quanto il caso possa essere impietoso.

Nowhere special è il terzo film di Uberto Pasolini, cognome impegnativo per un regista che è effettivamente cugino di secondo grado di Pier Paolo Pasolini, e nipote di Luchino Visconti. Uberto Pasolini da tempo vive e opera in Gran Bretagna, dove nel 1997 ha prodotto quella sorprendente commedia irriverente, sexy, piena di rabbia sociale che era The Full Monty, campione d’incassi in tutto il mondo. Poi ha perseguito una carriera da regista, rarefatta ma di altissimo profilo. Solo tre film dal 2007 ad oggi: Machan, presentato a Venezia 2008, storia di una scombinata squadra di falsi atleti cingalesi, che si fingono giocatori di pallamano per fuggire dal loro paese; e Still Life, premiato a Venezia Orizzonti 2013, storia di un uomo che cercava di rintracciare i parenti delle persone morte in totale solitudine. Ricostruire schegge di vite perdute era l’impresa di quel solitario, modesto, “invisibile” impiegato. Il film è tuttora su Raiplay.

Nowhere special nasce, come Machan, da un ritaglio di giornale letto da Pasolini per caso, su un padre single che aveva passato i suoi ultimi mesi a cercare una famiglia affidataria per suo figlio, mentre lui stava morendo di cancro.

Belfast. Un uomo pulisce le finestre. È un padre single, giovane, trentaquattro anni ancora da compiere. Sta morendo di cancro al cervello. Ha un bambino di quattro anni – Daniel Lamont, straordinario; la madre se ne è andata da tempo in Russia, senza lasciare recapiti. L’uomo usa il tempo che gli resta per cercare la famiglia giusta a cui affidare suo figlio. La leggi, questa storia, senza aver visto il film, e pensi: ecco una storia ricattatoria, un romanzo dickensiano in pieno Duemila, o Il monello di Chaplin, con uno Charlot che invece di installarli, i vetri, li lava. Ma non è questo, non è solo questo. E quando lo vedi, questo film, così asciutto, nitido, preciso, scopri che è quanto di meno retorico, quanto di più onesto si possa immaginare. E allora anche le tue lacrime cercano di non farsi vedere, ma scivolano giù.

Merito di una sceneggiatura che non inserisce mai una spiegazione di troppo. Merito dell’interpretazione di James Norton, attore che i media britannici indicano come il più probabile candidato alla successione di Daniel Craig nello smoking di 007. Qui Norton ha un tatuaggio sul collo, altri sulle braccia, un credibile accento irlandese, sempre lo stesso giacchetto impermeabile, ed è semplicemente perfetto in una interpretazione densa, profonda, intima, sommessa. Sembra uno dei protagonisti dei film di Ken Loach, e in fondo all’universo di Ken Loach questo film si avvicina molto.

Il film è scandito dagli incontri del padre con le possibili famiglie affidatarie: ogni incontro è un salto nel buio, ogni incontro è uno spaccato di vita reale, ogni incontro è uno sguardo nel corpo della società britannica. Uberto Pasolini non giudica, ma rende evidenti i limiti, i disagi esistenziali, le contraddizioni di ogni coppia: quella gentile e sorridente che all’inizio dell’incontro dà al bambino un coniglio di peluche, e alla fine del colloquio glielo richiede indietro…

INCONTRI
lunedì 29 novembre 2021
Luigi Coluccio

Nowhere Special, la storia reale e preziosa di John (James Norton), un padre a cui è stata diagnosticata una malattia terminale e della sua ricerca di una nuova famiglia per il figlio Michael (Daniel Lamont), è l’ultimo film di Uberto Pasolini. Regista, sceneggiatore e produttore, Pasolini ha firmato lavori come Machan (film sulla tournée tedesca della nazionale di pallamano dello Sri Lanka, una squadra che in realtà non esisteva...) e Still Life (premio alla regia della sezione Orizzonti a Venezia 2013), producendo, tra gli altri, il successo globale Full Monty con la sua compagnia Red Wave. Nowhere Special sarà in sala dall’8 dicembre, distribuito da Lucky Red.

Nowhere Special è l’idea di un futuro per il piccolo Michael, ma anche un documento del passato, un passato che il padre John cerca di costruire e tramandare al figlio.
Forse credo che abbiamo provato a fare più un film sul presente. Un film dove il padre, soprattutto all’inizio, e poi anche il figlio, sono attenti a proteggere il presente, e poi casomai il futuro. E una delle cose che John prova a lasciare fuori dalla vita di Michael è il passato triste, tanto che nella prima parte di questo viaggio, di questa storia d’amore, si dichiara favorevole all’idea che il figlio possa addirittura dimenticarsi di sé stesso. Gli sforzi del padre per la maggior parte delle settimane che condividiamo con loro sono rivolti a tenere la vita del figlio il più vicino possibile alla normalità, alla realtà di tutti i giorni, e non cambiare, non drammatizzare, non confessare.

All’inizio gli incontri con le potenziali famiglie adottive sono dichiarati come visite a dei nuovi amici, e solo gradualmente Michael si rende conto che la situazione è più complessa, che le cose stanno cambiando, e in fondo verso la fine è forse lui che diventa la persona che si occupa del padre. Quindi non tanto uno studio del passato quanto un tentativo di proteggere Michael dalla realtà del presente e poi una preparazione per il futuro, ed è solo lì che il padre accetta di essere la persona che dovrà dire al figlio cosa sta succedendo e a prepararlo a una vita senza di lui. Nel modo più semplice possibile, poiché in fondo un bambino di quattro anni ha difficoltà nel capire situazioni del genere.

E in Nowhere Special non si parla di questo, non si parla di morte, malattia, dramma, perché il film prova a essere quello che John prova a essere per Michael: un veicolo sottotono, che usa la stessa grammatica, gli stessi toni leggeri di tutti i giorni, non drammatizzando.  

Il film ruota attorno alle vivide e sentite interpretazioni di James Norton e del piccolo Daniel Lamont. È interessante, in un racconto del genere, come il percorso del personaggio del figlio Michael si intrecci con quello dell’attore Daniel: un bambino di quattro anni che forse sul set, e per la prima volta, sta imparando cosa vuol dire la perdita, il distacco, la morte.
Ci siamo molto preoccupati, prima ancora di iniziare il casting, di come si poteva chiedere a un bambino di partecipare a una storia che tocca delle situazioni molto dure e dalle quali di solito si prova a proteggere i più piccoli. E nonostante questo, dovevamo creare la “realtà” del film e non fingere che si stesse facendo una cosa diversa – non fare ad esempio quello che ha fatto Benigni con La vita è bella (guarda la video recensione), chiaramente in contesti e circostanze molto diverse, e cioè proteggere il bambino nella finzione più completa. Quando ho conosciuto Daniel abbiamo parlato con la sua famiglia, una famiglia molto religiosa che ha letto prima la sceneggiatura e dove c’è stata un’immedesimazione profonda soprattutto del padre. Hanno detto che avrebbero parlato con Daniel in modo molto generale del viaggio dei due protagonisti, e poi abbiamo deciso di non spiegare le dinamiche psicologiche di ogni scena prima e durante le riprese. Quindi Daniel sapeva in termini teorici di cosa trattava il film ma non gli venivano mai date delle istruzioni psicologiche durante le riprese, ma solo indicazioni pratiche – guarda di qua, guarda tuo padre, rispondi così ecc.
 

Così Daniel è diventato un professionista come attore senza l’uso ad esempio del Metodo come avrebbe potuto fare Dustin Hoffman, e quasi subito ha avuto la chiara intuizione della differenza tra il Daniel sé stesso e il Michael del film. In questo modo il Daniel divertito e pieno di energia davanti la macchina da presa diventava il Michael silenzioso e introspettivo del film, senza angosce, senza preoccupazioni sul significato generale della storia, e soprattutto senza immaginare lo stesso destino per il suo vero padre.  

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 22 luglio 2021
Fulvia Caprara
La Stampa

Dalla folta schiera di padri assenti, ingombranti, inadeguati, emerge, finalmente, in Nowhere special di Uberto Pasolini, la figura di un genitore all'altezza del compito, capace di connettersi, con gesti, sguardi e pochissime parole, ai sentimenti del suo bambino di 4 anni. La vita ha assegnato a John (James Norton), lavavetri 35enne, il più ingrato dei compiti, cercare una famiglia adatta ad accogliere [...] Vai alla recensione »

sabato 12 settembre 2020
Simone Agnetti
Filmcronache

Una commovente storia vera, tratta da un fatto di cronaca trasposto con maestria sul grande schermo dal regista, italiano di nascita e inglese di professione, Uberto Pasolini. Così si presenta in concorso per Orizzonti Nowhere Special. Effettivamente ci si poteva aspettare qualcosa di speciale dall'autore di Still Life (premiato a Venezia nel 2013 per la migliore regia in Orizzonti) e questa aspettativa [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 settembre 2020
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

John, incarnato superbamente da James Norton, è un lavavetri trentacinquenne, e padre single: cresce da solo Michael (Daniel Lamont), quattro anni, perché la compagna se n'è andata poco dopo il parto. È premuroso, affettuoso, buono, ma non durerà, non può: una malattia gli lascia pochi mesi di vita, sicché Michael insieme ai servizi sociali si mette alla ricerca di una famiglia a cui lasciare il figlio. È [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 dicembre 2021
Tonino De Pace
Duels.it

Con Still life Pasolini ci aveva incatenato alla storia di John May, funzionario dello Stato che seppelliva definitivamente i defunti senza una discendenza, vivendo dentro una natura morta di un'esistenza dedicata ad archiviare scomparse, a registrare nomi sui registri dei decessi, fino a quando anche lui farà parte della natura morta che vive. Con Nowhere special Pasolini prosegue nel suo filo logico [...] Vai alla recensione »

domenica 12 dicembre 2021
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Il padre fa il lavavetri, pulisce finestre dietro cui scorrono fotogrammi di vite che non sono la sua. Il figlio ha quattro anni e accompagna quel padre paziente in giro per case che non sono la loro. Al padre infatti restano pochi mesi di vita, ma questo il piccolo Michael non lo sa. Se John lo porta con sé è per trovare la famiglia a cui affidarlo quando lui non ci sarà più.

domenica 12 dicembre 2021
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

La storia di Nowhere Special si richiama a un fatto di cronaca apparso sui giornali inglesi. Uberto Pasolini, romano residente a Londra, l'ha fatto suo mettendolo in forma oltre che a produrlo e sceneggiarlo. Per l'ambientazione ha scelto Belfast, e per l'interpretazione del padre 34enne James Norton (una celebrità della Bbc), e del bambino di quattro anni, Daniel Lamont, che impressiona per l'aderenza [...] Vai alla recensione »

sabato 11 dicembre 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Avrà una calorosissima accoglienza nelle sale. Così avevamo scritto, prendendo atto che il film non aveva raccattato neanche un premio alla Mostra di Venezia ( era nel concorso Orizzonti, quindi già in seconda linea). Non è andata esattamente così - finora, c' è tempo per rimediare, se vi piace il cinema. Meritavano i premi, e meritano un pubblico più entusiasta, sia il regista Uberto Pasolini, sia [...] Vai alla recensione »

sabato 11 dicembre 2021
Nicolò Barretta
La Voce di Mantova

John è un lavavetri trentacinquenne che, rimasto solo, si dedica anima e corpo al figlio Michael di quattro anni. L 'uomo ha però davanti a sé pochi mesi di vita e, non avendo una famiglia a cui rivolgersi, trascorrerà i giorni che gli restano a cercarne una nuova e il più accogliente possibile per il suo adorato bambino. Dopo il delicato "Still Life" (2013), il regista italiano Uberto Pasolini torna [...] Vai alla recensione »

sabato 11 dicembre 2021
Beatrice Fiorentino
Il Manifesto

È riconoscibile il tratto minimale di Uberto Pasolini, un'altra storia scritta in punta di penna, facendo della sottrazione il suo maggiore pregio, anche sul piano visivo. Pericolosamente sul filo del ricatto sentimentale, eppure comunque un passo indietro. Commovente, ma miracolosamente in salvo dal rischio (assai concreto) di scivolare nello stucchevole.

venerdì 10 dicembre 2021
Deborah Ross
The Spectator

Meglio essere preparati: per vedere Nowhere special sarà utile tenere a portata di mano un'abbondante scorta di fazzoletti. James Norton, uno degli attori che si nominano spesso parlando del "prossimo James Bond", è sorprendente nella sua interpretazione di John, un lavavetri di Belfast, vedovo, che sta morendo di cancro al cervello. John è alla ricerca di una famiglia che possa adottare suo figlio [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 dicembre 2021
Nicola Falcinella
La Provincia di Como

È il film più commuovente in circolazione. Un dramma insieme delicato e struggente, che riesce a mantenere un difficile equilibrio come un acrobata sul filo e non appoggiarsi mai al facile appiglio del ricatto sentimentale. Una tessitura drammatica "Nowhere Special - Una storia d'amore" è il terzo lungometraggio di Uberto Pasolini, pronipote di Luchino Visconti, noto per aver prodotto "Full Monty" [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 dicembre 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

John, giovane lavavetri e padre single, dedica la propria vita a crescere da solo il figlioletto di quattro anni dopo che la moglie ha abbandonato entrambi. La loro vita a Belfast è fatta di tanti piccoli gesti semplici e quotidiani e di tenerissime complicità, ma John è affetto da un male incurabile che non gli lascia ancora molto da vivere. Per questo ha deciso di cercare, con l'aiuto di un'assistente [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 dicembre 2021
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Avvertenza, prima della visione. Preparate i fazzoletti, se avete la lacrima facile, perché questo film ha tutti gli ingredienti per commuovere la platea. Protagonista della storia è, infatti, John, che ha 34 anni ed è una persona gentile. Di professione fa il lavavetri, in quel di Belfast, dove vive insieme con il suo bimbo di 4 anni, Michael, visto che la madre se ne è andata da casa, subito dopo [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 dicembre 2021
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Professione lavavetri nei quartieri di Belfast, il trentenne John spia gli interni di negozi, case e uffici, rende visibile il mondo, ma specchia anche se stesso, padre separato che dovrà abbandonare il suo bambino per una malattia terminale. Produttore di Full Monty, ottimo regista di Still Life, Pasolini e i suoi due imperdibili attori ritegno & contegno scartano il lacrimoso per una elegia dell'addio [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 dicembre 2021
Francesco Alò
Il Messaggero

Giovane padre trentaquattrenne (James Norton bravissimo), di mestiere lavavetri, è ormai arrivato all'ultimo stadio di un cancro terminale. Cercherà una famiglia accogliente per suo figlio Michael. «Dov'è la mamma?», gli chiede lui. «Molto molto lontano», risponderà il padre. Scopriremo che lei è tornata in Russia quando il piccolo era appena nato. La terza regia di Uberto Pasolini, produttore del [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 dicembre 2021
Roberto Nepoti
La Repubblica

Pronipote d' arte (di Luchino Visconti), il produttore Uberto Pasolini ha diretto tre film in tutto: tre piccoli gioielli. Il terzo, Nowhere special , racconta il congedo dalla vita di un giovane padre, John, e l' affaccio al mondo del suo bambino di quattro anni, Michael. John è malato terminale, fa il lavavetri e accudisce il piccolo, la cui madre se n' è andata.

giovedì 9 dicembre 2021
Fulvia Caprara
La Stampa

Occhi negli occhi, mano nella mano, un padre single di mestiere lavavetri (James Norton) e un figlio di 4 anni che non ha mai conosciuto la madre (Daniel Lamont) attraversano le strade plumbee del dolore annunciato. L'adulto è un malato terminale, in cerca di una famiglia adatta ad accogliere il bimbo quando lui non ci sarà più, il piccolo è un cucciolo inconsapevole, abituato a vivere la sua esistenza [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 dicembre 2021
Maurizio Porro
Cult Week

Nowhere special (2020) è il terzo, importante film di Uberto Pasolini, italiano di nobili lombi cinematografici (cugino di Pier Paolo Pasolini e nipote di Luchino Visconti) ma da tempo trasferitosi in Gran Bretagna, dove nel 1997 ha prodotto la sorprendente commedia The Full Monthy, campione d'incassi in tutto il mondo, per seguire poi una carriera da regista sensibile, originale; ottimo direttore [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 dicembre 2021
Francesco Costantini
Asbury Movies

Presentato nella sezione Orizzonti a Venezia 2020, il viaggio è forzatamente durato più di un anno ma finalmente anche Nowhere Special trova il modo di uscire in sala in Italia, l'8 dicembre 2021. Terza regia per Uberto Pasolini con più di un'affinità stilistica ed emotiva con il precedente Still Life (2013), il nuovo film è un intensissimo dramma sentimentale, raccontato con asciuttezza e sobrietà, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 dicembre 2021
Ada Guglielmino
NonSoloCinema

Pochi registi sanno raccontare le emozioni con l'attenzione e la delicata profondità di Uberto Pasolini, come abbiamo già sperimentato in Still Life o nel precedente Machan. Nowhere Special - Una storia d'amore non fa eccezione, esplorando le molteplici sfaccettature dell'amore di un giovane padre single per il figlio di quattro anni quando la vita lo mette di fronte ad una drammatica scelta.

martedì 7 dicembre 2021
Luca Pacilio
Film TV

John, giovane padre che alleva da solo e con dedizione assoluta il piccolo Michael, è un malato terminale. Privo di appoggi familiari, col sostegno dei servizi sociali cerca, negli ultimi mesi di vita, di individuare la famiglia ideale alla quale dare in adozione il bimbo. Il regista costruisce pezzo per pezzo il dilemma di un uomo che si ritrova investito di una responsabilità enorme, del potere provvidenz [...] Vai alla recensione »

martedì 7 dicembre 2021
Matteo Galli
Close-Up

Il terzo film di Ubaldo Pasolini Nowhere Special (presentato l'anno scorso al Festival di Venezia) è uno di quei film in cui il regista, una volta fatto il casting, si è già portato a casa metà del risultato. Perché Pasolini è stato bravissimo a trovare un ottimo interprete, ovvero, James Norton nel ruolo del padre John e, se possibile, ancor più il piccolo Daniel Lamont nel ruolo del figlio Michael. [...] Vai alla recensione »

martedì 7 dicembre 2021
Roberto Baldassarre
Cineclandestino

Se si leggesse la scarna trama di presentazione di Nowhere Special - Una storia d'amore (Nowhere Special, 2020) di Uberto Pasolini, si potrebbe benissimo pensare che si tratti di una di quelle usuali pellicole mielose e strappalacrime, tipo Il campione (The Champ, 1979) di Franco Zeffirelli. E anche il sottotitolo aggiunto dalla distribuzione italiana, sebbene rispecchi l'aspetto cardine della storia, [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 dicembre 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Sarebbe meglio non sapere nulla, ma proprio nulla, di "Nowhere Special - Una storia d'amore". Perché la forza del nuovo film di Uberto Pasolini, classe 1957, già produttore di successi come "Full Monty", sta in buona misura lì: nella sorpresa via via disvelata dal regista ormai anglo-italiano Purtroppo è lui stesso a scrivere nelle note di regia e dire nelle interviste: "Ho voluto girare questo film [...] Vai alla recensione »

sabato 27 novembre 2021
Teresa Marchesi
Huffington Post

Può esistere un cordone ombelicale tra padre e figlio? E questo cordone ombelicale può fare di un maschio lavoratore, incolto e single, un padre esemplare? Trovate le risposte in "Nowhere Special", sottotitolo italiano "Una storia d'amore", di Uberto Pasolini, in sala con Lucky Red dall'8 dicembre. Uberto Pasolini, pronipote di Visconti e per scelta di vita britannico a dispetto del nome, che ha scritto, [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 ottobre 2020
Fiaba Di Martino
Gli Spietati

«Io faccio il lavavetri». Al terzo lungometraggio, è già cristallina l'identità poetica di Uberto Pasolini, quella che contrassegna i suoi racconti intenzionalmente piccoli, minimali, gentili - però non garbati, non leziosamente cortesi, ma fieri della propria essenzialità, del focus sul particolare, del ragionare attorno a eventi quotidiani invisibili, silenziosi eppur capaci di produrre detonazioni [...] Vai alla recensione »

martedì 22 settembre 2020
Roberto Manassero
Film TV

Dopo Still Life (2013), Uberto Pasolini torna a raccontare la morte alla sua maniera giusta e gentile. In Nowhere Special un padre trentenne e malato cerca per il figlio di quattro anni la famiglia ideale a cui affidarlo dopo la sua scomparsa. Rispetto al film precedente torna anche la stessa buffa contabilità di persone e situazioni, che qui riguarda le singole coppie visitate da padre e figlio, ciascuna [...] Vai alla recensione »

sabato 12 settembre 2020
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

È un percorso straziante quello di Nowhere Special ma è raccontato con una malinconica leggerezza che somiglia al cinema terminale giapponese quando racconta il passaggio tra la vita e la morte. Nel cinema di Uberto Pasolini c'è sempre uno sguardo sociale, già evidenziato con il grandissimo successo di Full Monty di cui è stato produttore. Al tempo stesso anche questo terzo lungometraggio di Pasolini, [...] Vai alla recensione »

sabato 12 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Chiude la giornata, in Orizzonti, il film di Uberto Pasolini "Nowhere Special", dove James Norton è il padre del piccolo Michael, entrambi abbandonati da tempo dalla madre. Il giovane genitore, di professione lavavetri, sa che ha il tempo contato per via di una malattia incurabile. Cerca quindi, con l'aiuto dei servizi sociali, una nuova famiglia per suo figlio.

venerdì 11 settembre 2020
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

A dispetto dei natali romani, da almeno tre decenni Uberto Pasolini è profondamente calato nella realtà cinematografica anglosassone: da produttore è l'artefice di «Palookaville» e «Full Monty», in qualità di regista ha diretto commedie quantomeno stravaganti tipo «Machan» (2008) e «Still Life» (2014). A Venezia compete in Orizzonti con «Nowhere special» (Niente di speciale), tratto da una storia vera: [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
venerdì 3 dicembre 2021
 

Dal regista di Still Life, una commovente relazione tra padre e figlio che conquista il cuore. Dall'8 dicembre al cinema. Guarda il video »

TRAILER
lunedì 8 novembre 2021
 

Regia di Uberto Pasolini. Un film con James Norton, Daniel Lamont, Eileen O'Higgins, Valerie O'Connor, Stella McCusker. Da mercoledì 8 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
venerdì 29 ottobre 2021
 

John ha davanti a sé pochi mesi di vita. Non avendo una famiglia, trascorre i giorni che gli restano a cercarne una nuova, perfetta, per il figlio Michael. Vai all'articolo »

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venerdì 11 settembre 2020
 

Storie di uomini speciali conquistano il Lido. Oggi attesa per Nomadland con Frances McDormand. Vai all’articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 10 settembre 2020
Marianna Cappi

Uberto Pasolini torna sul tema del trapasso 7 anni dopo Still Life. Presentato a Venezia 77 e prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

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