Come eravamo

Film 1973 | Commedia +16 118 min.

Titolo originaleThe Way We Were
Anno1973
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata118 minuti
Regia diSydney Pollack
AttoriRobert Redford, Barbra Streisand, Viveca Lindfors, Bradford Dillman, Lois Chiles Patrick O'Neal, Allyn Ann McLerie, Murray Hamilton, Herb Edelman, Diana Ewing, Sally Kirkland, Marcia Mae Jones, Don Keefer, George Gaynes, Eric Boles, James Woods.
TagDa vedere 1973
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,29 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Sydney Pollack. Un film Da vedere 1973 con Robert Redford, Barbra Streisand, Viveca Lindfors, Bradford Dillman, Lois Chiles. Cast completo Titolo originale: The Way We Were. Genere Commedia - USA, 1973, durata 118 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,29 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tratto da un romanzo di Arthur Laurents, l'affresco di un'incomunicabilità esistenziale insanabile con gli anni e con il progredire delle situazioni. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 2 Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes,

Passaggio in TV
sabato 17 novembre 2018 ore 18,55 su SKYCINEMACLASSICS

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Consigliato assolutamente sì!
4,29/5
MYMOVIES 3,67
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,19
ASSOLUTAMENTE SÌ
Recensione di Annarita Mazzucca
Recensione di Annarita Mazzucca

Sullo sfondo degli anni trenta fino a guerra fredda inoltrata, si consuma la storia d'amore tormentata di due anime agli antipodi. Katie Molosky (Barbara Streisand) è una militante comunista con l'implacabile aspirazione di rendere il mondo un posto migliore. Eppure al college è affascinata dal giovane Hubbell (Robert Redford) che rappresenta tutto ciò che disprezza. I due si rincontrano alcuni anni più tardi dopo essersi persi di vista, iniziando una difficile convivenza. Le loro prospettive di vita sono distanti anni luce e col tempo la marcata diversità prenderà il sopravvento.
Tratto da un romanzo di Arthur Laurents, Come eravamo è l'affresco di un'incomunicabilità esistenziale insanabile con gli anni e con il progredire delle situazioni, un tratteggio di personaggi umanissimi. Costruito sulla misura divistica di Barbara Streisand, la direzione venne affidata a Sidney Pollack a seguito dell'ottima prova registica da lui fornita in Non si uccidono così anche i cavalli? (che gli procurò una candidatura agli Oscar nel 1969). Onesto e apprezzabile artigiano di buoni prodotti medi (abilissimo a sublimare il suo pubblico con la collaudata formula divistico sentimentale) Pollack finì per ripudiare questa pellicola a causa della distanza tra progetto, intenzioni e realizzazione. La produzione del film fu abbastanza travagliata. Molto note furono le sfortunate vicende di montaggio, tali da ricordare le battaglie per il final cut del cinema classico (lungo più di 200 minuti fu ridotto a poco meno di due ore) e la forzata manipolazione determinò inevitabili squilibri narrativi, soprattutto a danno della dimensione storico-politica. Nonostante questa attenuante, l'impressione è che il regista si sia servito degli avvenimenti storici (e di conseguenza del criterio di responsabilità personale di fronte agli eventi d'interesse generale) esclusivamente per il vezzo di politicizzare una love story, non spingendosi dunque al di là di un utilizzo della grande storia in funzione alla sfera privata. Un sottotesto che finisce purtroppo per assumere i connotati di generalizzazione etica di un'intera generazione. Un'occasione mancata.

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Il film vale per sue qualità, per i divi Redford e Streisand e per il regista Pollack. 1939: in un college di New York ci sono studenti e studenti: Hobbel è bello, ricco, talentoso, qualunquista. Kathy è ebrea, impegnata e comunista. Lei vorrebbe scrivere ma è lui quello bravo, che pubblica un racconto. L'America entra in guerra e Hobbel va in marina. Durante una licenza ritrova Kathy che lo ospita a casa sua. Nasce la relazione. Certo, sono diversissimi, lui completamete borghese, lei sempre in cerca di una buona causa cui dedicarsi anima e corpo. Si sposano. Lui vende un suo libro al cinema. Vanno a Hollywood. Sono passati gli anni, siamo nella stagione della caccia alle streghe. Lei naturalmente è in prima linea, lui non vorrebbe. Nasce una bambina, ma i due sono sempre più diversi e lontani. Si separano. Si ritrovano casualmente a New York, entrambi risposati. Lui lavora per la televisione, lei manifesta contro la bomba H. Prima di separarsi, per un momento, tenerissimamente si abbracciano. Un film dalle misure perfette: contenuti importanti come la politica, le prese di posizione sociali e l'ideologia della vita detti spettacolarmente, con divi, budget, sentimento e suggestione, con una magnifica colonna sonora e un'indimenticabile canzone ( Hamlish, premio Oscar). Dunque tutti i giusti ingredienti per il "culto". Viene rappresentata efficacemente la più bella generazione americana, come dice la stessa Streisand, quella che ha vinto la guerra e in sostanza ha cambiato il mondo. Certo, una rappresentazione secondo Hollywood, ma secondo un ottimo cinema. Molte le sequenze da ricordare: la lettura del racconto di Hobbel da parte del docente, la tristezza di tutti per la morte di Roosevelt, l'ambiente di Hollywood reso quasi detestabile, e poi il saluto dei due, forse il più tenero e commosso abbraccio del cinema. Era il momento d'oro dei protagonisti, regista compreso. Redford aveva girato in poco più di un anno anche La stangata e il Grande Gatsby, e poco prima, sempre con Pollack, quel capolavoro del western decadente che è Corvo rosso non avrai il mio scalpo. In Come eravamo Redford era ancora più bello che bravo e la Streisand voleva dimostrare di essere tanto brava da sembrar bella, dunque esagerava. Ma i due funzionano benissimo e si pongono come una della coppie più gradevoli del cinema moderno, all'altezza di quelle dell'età dell'oro.

Recensione di Stefano Lo Verme

Stati Uniti, anni '30. Kathie Morosky è una giovane e determinata attivista di sinistra impegnata in una serie di campagne politiche; Hubbell Gardiner è un brillante e carismatico studente universitario di buona famiglia che aspira a sfondare come scrittore. Sebbene siano due persone completamente diverse, Kathie e Hubbell finiscono per innamorarsi l'uno dell'altra, ma il loro rapporto dovrà affrontare numerose difficoltà.
Fra tutte le pellicole d'amore mai realizzate a Hollywood, Come eravamo occupa di sicuro un posto speciale nella storia del cinema; diretto da Sydney Pollack nel 1973 e interpretato da due delle più grandi star di sempre, Barbra Streisand e Robert Redford, questo film ha ottenuto un enorme successo alla sua uscita nelle sale, e con il tempo è stato consacrato come un vero e proprio classico per più di una generazione di spettatori. Il merito, oltre che al magnetismo tra i due attori principali e alla bellissima sceneggiatura scritta da Arthur Laurents, va attribuito ad una storia che ha saputo toccare in profondità i sentimenti del pubblico, amalgamando perfettamente l'elemento romantico con la descrizione dello sfondo storico-sociale che fa da scenario agli eventi narrati.
Ambientato tra New York e Los Angeles, il film si apre nella seconda metà degli anni '30, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, quando Kathie Morosky (Barbra Streisand) è una coraggiosa studentessa ebrea che manifesta contro i regimi totalitari europei, mentre Hubbell Gardiner (Robert Redford) è un ragazzo aitante e dotato che trascorre le giornate in compagnia dei suoi ricchi amici alto-borghesi; ma gli opposti si attraggono, e Hubbell e Kathie si ritroveranno ben presto l'uno accanto all'altra, tra litigi e riappacificazioni. Attraverso le tappe della loro tormentata storia d'amore, la pellicola riesce a rappresentare gli ideali, le speranze e le delusioni di un'intera generazione, raccontando al tempo stesso vent'anni di storia americana, dall'età di Roosevelt e del New Deal fino ad arrivare agli anni '50 e al Maccartismo.
Come eravamo è stato, infatti, uno dei primi film a trattare esplicitamente il periodo delle persecuzioni anticomuniste e della caccia alle streghe a Hollywood, un tema centrale nella seconda parte della pellicola, quando Hubbell è ormai un affermato sceneggiatore cinematografico ma si trova a dover scegliere tra la propria integrità d'artista e i compromessi con la politica. E saranno appunto le reciproche differenze fra lui e Kathie a sancire la definitiva separazione dei due innamorati, che si ritroveranno alcuni anni più tardi per un ultimo, malinconico incontro, in uno dei finali più romantici e commoventi mai visti sul grande schermo.
Il regista Sydney Pollack ha realizzato un film indimenticabile con una coppia di protagonisti magnifici, fra i quali a strappare l'applauso è soprattutto una straordinaria Barbra Streisand, che si è aggiudicata la nomination all'Oscar come miglior attrice. Due premi Oscar: per la splendida colonna sonora di Marvin Hamlisch e per la canzone del titolo, la celeberrima The way we were, interpretata dalla Streisand e diventata uno dei brani più famosi dell'epoca.

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COME ERAVAMO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 22 luglio 2010
f.vassia 81

Vent'anni di storia del rapporto (all'insegna di amore, odio, fastidio, paura) tra l'americano medio (di buona estrazione socio-culturale) e l'attivismo politico idealista-progressista incarnato con grinta dal personaggio della Streisand. Pollack gestisce con classe, dirigendo magnificamente gli attori, e può contare su una fotografia espresiva al punto giusto.

domenica 25 febbraio 2018
elgatoloco

Capolavoro assoluto, questo"The Way We Were"(1973, Sidney Pollack), con interpreti strepitosi, come Redford e la Streisand, dove quest'ultima finalmente esibisce la sua bellezza, esibendo anche sine ulla cura il suo naso, il suo combattivo ebraismo, che la porterà a scrivere, dirigere, interpretare dieci anni dopo"Yentl", ma anche Viveca Lindfors, Patrick O'Neal, Bradford Dillman e altri/e, dove ogni [...] Vai alla recensione »

martedì 29 agosto 2017
francesca romana cerri

Questo film nonostante pare che sia stato ridotto risulta ai miei occhi e sopratutto al mio animo perfetto. E vado a spiegarne il perchè. Lungi dall'essere stereotipato esso coglie due tipi di persona esistenti che generalmente si attraggono in virtù della loro diversità l'iedalista e il realista. Tuttavia la profonda storia d'amore pur con le sue contraddizioni interne [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 agosto 2014
Luca Scialo

Una storia d'amore travagliata tra due giovani agli antipodi, tra la fine degli anni '30 e gli anni '50, quando in America il dibattito politico si fece serrato, influenzato soprattutto dal famigerato "pericolo sovietico". Trasposizione di un omonimo romanzo di Arthur Lorents, questa commedia riesce a malapena a solleversi oltre una spanna rispetto alle solite commedie romantiche [...] Vai alla recensione »

lunedì 26 ottobre 2009
Claudia Ruggiero

E' forse uno dei film che spiegano meglio l'inesitenza di alchimia emotiva ed intellettuale in una storia d'amore. Siamo in un Liceo immerso nel perbenismo e conformismo della cultura americana degli anni '30: l'outcast Katie(una fin troppo brava Streisand) lavora, studia ed è impegnata politicamente, l'atletico Hubbell(il più tranquillo Redford) corre e si diverte con gli amici ma prende il massimo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 luglio 2012
Leonardo96

Primo dei tre film Redford-Pollack, conta soprattutto per il leitmotiv “streisandiano”, la vivida interpretazione di Barbra e la regia accurata e sensibile. Ecco la storia del travagliato amore tra Katy Morosky, ebrea comunista, e l’aitante e conservatore Hubbell Gardiner: due mondi a contrasto con un fuoco ardente che li guida dalla fine degli anni ’30 (Fascisimo e Seconda Guerra Mondiale), fino [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 dicembre 2009
Giammarco

Che bello, poesia, ideali, conflitti umani, malinconia e rimpianti. Grande Redford, che dire? Da vedere è dolcissimo ma profondo e cinico di amori infiniti e con finiscono mai!!! Scrivo, ed ho un nodo in gola!!!

domenica 21 giugno 2009
LUCY MOORE

UN FILM ECCEZIONALE,A COMINCIARE DAL REGISTA,DAI PROTAGONISTI E DALLA MERAVIGLIOSA COLONNA SONORA.UNO DI QUEI FILM CHE NON TI STANCHI MAI DI VEDERE,CHE DEDICHERESTI AI TUOI AMORI PASSATI E PRESENTI:TI COMMUOVE,TI FA PIANGERE,TI FA AFFIORARE IL TUO PASSATO ,I RIMPIANTI, I RIMORSI.VORRESTI TORNARE INDETRO,MA SAI CHE PUOI FARLO SOLO CON I TUOI RICORDI,CHE SONO PREZIOSI,MA INESORABILI:C'EST LA VIE.

sabato 8 agosto 2015
Gimbola

Lo sai che sei bellissima, ma non devi essere troppo seria. Un tesoro di film, per tutto. I personaggi rimangono nel cuore e li porto con te....

domenica 21 aprile 2013
GORDONGEKKO

Ci vorrebbero 4 stelle e mezzo, siamo vicini al capolavoro, anche se siamo troppo vicini alla realtà, appunto un po' triste, e spesso con il cinema si spera di starne un po' più lontano in ogni caso come sempre il pollack è un grandissimo, redford è il solito iperprofessionale, straisand simpatica e concentrata grande fotografia, grande regia appunto, dialoghi [...] Vai alla recensione »

Frasi
La vita è troppo seria per prenderla seriamente.
Una frase di Hubbell Gardner (Robert Redford)
dal film Come eravamo - a cura di DJSPD
winner
miglior colonna sonora originale
Premio Oscar
1973
winner
miglior canzone
Premio Oscar
1973
winner
miglior attrice straniera
David di Donatello
1974
winner
miglior canzone
Golden Globes
1974
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